Afghanistan:l’ultima offensiva?


Non manca molto. Al vertice della NATO fissato a Chicago in cui, tra le altre cose si discuterà sulla permanenza o il termine delle operazioni in Afghanistan. Il 10 aprile un portavoce NATO dichiarava che ‘ non c’erano segnali di una imminente offensiva dei talebani ‘. Ma che razza di intelligence hanno? Puntualissima, l’offensiva di primavera è arrivata. Violenta, impalcabile contro obiettivi militari e civili. Perché non avrebbe dovuto essere così? L’Occidente attraversa una crisi economica che lo scuote dal profondo. Il regime di Karzai non controlla niente se non le zone intorno alla capitale. I talebani (che sono nominalmente ‘studenti’ del Corano’) si sono liberati della scomoda figura di Osama Bin Laden. La loro non è una guerra per estendere la jihad a tutto il mondo. Dei palestinesi a loro non importa se non per i legami che hanno con Israele e il grande Satana americano. Rivogliono la loro terra come sempre. Perché quelle valli, quelle montagne scoscese, brulle, tagliate da crepacci simili a ferite di coltello sono inviolabili dai tempi in cui tutta la regione tra l’attuale Afghanistan e l’Iran era nota come Khorasan. Un centro di scambi e commerci sulla via della seta tea Samarcanda e Bukhara. Popolato da tribù guerriere irriducibili che prima degli inglesi scacciarono musulmani e indù. Gente fiera. Gente divisa. Allora come oggi. Pronti ad allearsi con tutti e con nessuno. Quando cominciò il Grande Gioco tra Inghilterra e Russia per il controllo della regione i montanari afghani presero tutti a fucilate, nascosti nei loro buchi di fango. Conoscevano solo quello. La guerra senza fine. Unica debolezza la divisione in clan, in gruppi ciascuno dominato da un signore della guerra, da un khan. E si sono combattuti tra loro servendosi di tutti, dei mongoli, degli inglesi, dei russi, degli americani, persino dei jihadisti per conservare ciò che ritengono loro di diritto. Le montagne. L’oppio. Perché dovrebbero rinunciare a battersi ora quando il nemico è più debole? Nel 1996 il governo corrotto che aveva sostituito quello fantoccio imposto dai russi cadde. Si crearono spaccature tra l’alleanza del Nord capitanata da Sha Massoud e i talebani del Mullah Omar foraggiati dai soldi sauditi di Osama. E poi c’erano i famigerati druglords come il generale Dashtun alleato di tutti e di nessuno, trafficante uzbeko, invasore. Potentissimo. Sha Massoud fu assassinato quindici giorni prima dell’attacco alle torri gemelle e malgrado anche allora ci fossero state avvisaglie di un’azione contro l’Occidente, al Qaeda colpì. E cominciò la guerra contro gli stati-canaglia. Un conflitto che dura ancora oggi e che frutta solo in termini di approvvigionamenti forniture milioni di dollari e di euro a chi decide senza prendere un colpo. E se qualche soldato occidentale muore a chi importa? I radical chic inneggeranno con i loro slogan osceni alla morte dei ‘nostri’ soldati, i ‘buoni’ allestiranno funerali imbandierati. E la guerra continua. Con i suoi traffici. I suoi guadagni segreti. E se invece i segnali di un’offensiva che magari spingerà noi, prodi difensori della libertà, a rimanere con tutti gli indotti di tipo economico fossero stati evidenti? E se, ancora una volta, fossimo stati ingannati per interessi che non sono i nostri? Intanto gli afghani sono là, su quelle montagne. Imprendibili. Sono andato in Afghanistan nel 1994. Ci accompagnò una guida armata pakistana con un unico mitra AK. Varcammo anche se solo per pochi chilometrica linea Durand con le colline segnate con i numeri formati da pietre. Il passo Khyber. Mi colpì la risposta del soldato che ci accompagnava alla mia domanda: ‘Ma se i russi dovessero tornare?’. ‘One communist, one bullett’ rispose orgoglioso. L’URSS era caduta già da tre anni ma forse lui non lo sapeva. O non glie ne importava. Perché per i montanari pathan e pashtun non c’è differenza. Avranno sempre una pallottola per ogni invasore. la foto che accompagna questo articolo è quella di quel soldato, scattata a Landhi Khotal al confine con i territori tribali. Ne riparleremo. Parola del Professionista.

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21 Responses to Afghanistan:l’ultima offensiva?

  1. Danilo says:

    L’Afghanistan ha da sempre avuto un solo valore. La posizione strategica, per il resto produce oppio e sassi. E ho idea che questa non sarà l’ultima offensiva, nonostante la volontà del presidente Obama di disimpegnarsi da un conflitto mai popolare (per quanto possa esserlo una guerra) con costi elevati e risultai ancor più scarsi di quelli ottenuti in Irak e ancor prima in Vietnam. I russi se ne tengono alla larga, Putin non è stupido. Quando l’orso scavalcò le montagne se ne tornò a casa pesto e dolorante. Interessante il fatto che i talebani afghani siano rivolti alla dimensione “domestica” della Jihad. Con Bin Laden fuori gioco si aprono scenari ancora molto nebulosi. E per questo tutt’altro che rassicuranti.

  2. Kryss says:

    La morte di Massoud. Me la ricordo eccome. Me la ricordo tanto quanto l’11 settembre. Ucciso da due uomini che fingevano di volergli fare un’intervista. Passaporti falsi, false videointerviste ad altri pur di arrivare a lui. Organizzati, finanziati, preparatissimi. Tunisini che si fingevano belgi di origine marocchina. Bomba nella videocamera.
    Incredibile? Non più di tanti altri fatti “storici”. “Fantastico” per chi vuole un certo tipo di “narrativa” di fantasia che però parla di cose plausibili.
    E l’Afghanistan… terra incredibile. Mi ha colpito per “prossimità” con L’uomo che volle farsi re e poi con tutti i film sul periodo del dominio inglese. I fucilieri afgani in piedi sulle rocce e con uno scudo in spalla. E chi se li dimenticherà mai?

    • ilprofessionista says:

      è unfilm che mi è venuto in mente più volte facendo ricerche per questo articolo. alla finelo spirito di Sikander resta tra quei monti..non solo figurativamente ,ho una serie di belle oto di tipi locali(ledonne non si posson ofotografare pena la morte ma gli uominisono più che disposti)in cui si vedono figure con ilviso chiaro, la barba rossa di hennè e gli occhi azzurri…

  3. alessandro says:

    Si fossero letti questo tutti….

    http://www.anobii.com/books/Il_grande_gioco/9788845918131/0119942e7f68535917/

    Prof:- Furono fatti anche a fine anni 90 dei test sul DNA degli abitanti del “kafiristan” che risultò compatibile al 95% o più con i montanari dell’Epiro,… Che alla base delle leggende ci fosse un pò di storia vera ?

    • ilprofessionista says:

      prima di tutto il libro che citiè una vera chicca e lo consiglio a tutti… secondariamente credo proprio di sì..la leggenda un fondo di veritàce l’ha, senza trlasciare poi che molto prima le grandi invasioni di verso la valle dell’indo epoi verso occidente partironoda questi luoghi…

  4. Isolano says:

    bellisismo articolo che mi trova d’accordo in tutto e per tutto.

    alla fin fine gli unici che hanno guadaganto dall’affair afgano sono stati i fornitori di armi, le comapgnie mercenarie private e le varie mafie che con l’aummento dell’offerta di oppio hanno visto l’abbassarsi dei prezzi della amteria prima su cui si fonda il loro impero

    poi di riflesso i vari politici, bush e karzai in primis

    io so solo che 50 nostri connazionali sono morti e l’aumneto di potere della criminalità noi lo paghiamo sulla pelle

  5. andrea-tortellino says:

    Sono d’accordo con Isolano, aggiungerei inoltre che ci sono anche altri attori coinvolte, ovvero le compagnie petrolifere, le lobby che controllano -o vogliono controllare- la situazione del medio oriente, l’Afghanista è una scacchiera che offre la posssibilità a paesi occidentali e al grande orso di affrontarsi in stile guerra fredda, mostrando i muscoli per far veere chi sia più forte. La Russia abbandonò il progetto lasciando quella terra ai talebani, gli USA stanno provando a fare vedere che sono più forti loro, che il modello occidentale -americaneggiante- è il migliore…. fermo restando ovviamente che il sottobosco che hai tratteggiato ci sguazza che è una bellezza, no? LA cosa da chiedersi, in futruro quale altro paese potrebbe diventare un altro Afghanistan, in quale parte del mondo, sempre in medio oriente, dove le forze occidentali si scontrano con un mondo religioso-politico , oppure in Africa, dove il petrolio e i diamanti possono fare la detonatore (nascosto), mentre invece c’è chi si rimep la bocca con parole tipo democrazia, popolazione allo stremo, etc.? In fondo io penso che questo cattivo mondo si stia trasformando troppo in un Risiko globale, e a tirare i dadi non siamo noi, ovviamente… la scelta del nostro destino e di quello dei nostri figli non dipende più da noi (ma questo oramai avviene già da tempo, no?).

    • ilprofessionista says:

      giusto. curioso no che la realtà sia sotto gli occhi di tutti ma i telegiornali non la dicano…intanto per gl iappassionati del Prof un racconto inedito in reaglo a puntate su TM
      http://www.thrillermagazine.it/racconti/12437/professionista-l-anello-di-fuoco-1/

    • Isolano says:

      le guerre future si combatteranno per l’acqua e l’energia

      la libia ha sotto il deserto un mare fossile di acqua dolce

      facciamo due conti: acqua in abbondanza + petrolio per iniziare + grandi estensioni = piante oleaginose per biocarburanti –> libia 1° scenario

      nigeria 2° scenario per la ricchezza di uno dei migliori petroli (non sono tutti uguali) nel delta del fiume: la guerra silenziosa tra mend e regolari è sempre viva

      • ilprofessionista says:

        alla fine c’è sempre una semplice ragione ‘ prendiamoci quello che ci serve,alle giustificazioni pensiamo dopo’

  6. erni says:

    Afghanistan crocevia dei massacri,da sempre!!!
    Adesso tocca noi,dopo che nell’ottocento l’abbiamo evitato per un soffio,adesso ci siamo fattio attrarre dalle finte missioni umanitarie e dalle guerre al terrorismo che non combattono nulla,ma che fanno morti inutili.

    • ilprofessionista says:

      esatto, la guerr al terrorismo si fa bloccando i soldi di chi la finanzia prima di tutto.
      come dicevo ormai i talebani combattono per il loro territorioo meglio peri campi di oppio. ripeto. come diceva robert duvall via di lì e.. tutto quel che segue…

      • Isolano says:

        andarcene dall’afganistan darebbe tantissimi vanatggi

        nesuno dei nostri più messo in rischio
        diminuito il rischio attentati contro la popolazione da parte di simpatizzanti
        700 milioni di euro all’anno risparmiati

        • ilprofessionista says:

          questo certamente il conto ‘verde’ che risulterebbe dall’uscita dall’Afghanistan
          più drammatico sarebbe calcolare il conto ‘rosso’ ossiain terminidi ivte perdute masoprattutto diguadagni mancati per quelli che speculanosulle guerre. perchè anche quelle ‘umanitarie'(concetto piuttosto riscutibile direi se non ipocrita) costano.
          ma lo sapetequanto costa mantere un soldato per un giorno in missione anche senza prevedere scontri od operazioni belliche intermini di logistica?
          vediamo un po’ chi ci guadagna…

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