
Un articolo lunghissimo questo e ricco di testimonianze. Che dire? Dopo la graditissima serie di interventi femminili ora tocca ai fan del Professionista. Amici e colleghi. Tutti insieme perché in questo plotone non si fanno differenze.
“ Da ragazzo amavo leggere i libri di Salgari. L’avventura, le location esotiche, storie di popoli lontani e belle donne. Dopo molti anni leggendo “Morire a Kowloon/La notte dei mille draghi” riscoprivo la stesse atmosfere. Da allora non posso perdere un singolo episodio di questa saga, dove ho ritrovato alcuni di qui temi… e molto di più!
Della serie del Professionista amo le ambientazioni asiatiche, ma trovo estremamente intriganti anche quelle nostrane. In questo senso trovo che Montecristo sia il miglior esempio di action-thriller contemporaneo degli ultimi anni.
Lunga vita al Professionista – Giuseppe Cilluffo, lettore.
“Leggo il Professionista perché amo tutti i generi letterari e Stephen Gunn è l’unico che riesca ad usarli tutti alla perfezione! In un panorama letterario che da troppo tempo predilige autori che scrivono “alla maniera di”, che “strizzano l’occhio”, che “si rifanno” o “omaggiano”, Stephen Gunn “è”: è azione, è introspezione, è intrigo, è arti marziali, è spionaggio, è divertimento, è sesso. Non strizza l’occhio a questi generi, non li omaggia: lui “è” tutto questo. In un panorama letterario dove un’idea buona viene annacquata da “un po’ di tutto”, Gunn riesce a inserire solo idee buone in romanzi ricchissimi: un solo suo libro equivale all’intera bibliografia di un altro autore! Fra tanti supereroi evanescenti, Chance è quello che ha più “poteri”, proprio perché si presenta come un uomo normale a cui capitano cose fuori dal normale. E, come insegna il Maestro, ha nessun limite come limite. Personaggi più celebri (tipo James Bond) hanno il limite di dover vivere avventure confacenti agli schemi del personaggio: Chance non ha alcun limite, quindi può vivere (e vive) ogni tipo di avventura immaginabile. L’azione ha tanti nomi, ma di Chance ce n’è uno solo! -Lucius Estruscus – lettore, booktrailer maker, blogger, curatore di Thriller magazine e molto di più…
“ La mia scoperta del Professionista coincide con l’inizio della preziosa amicizia con il suo autore nata sulle pagine virtuali di Facebook. Difficili da trovare sulle bancarelle dell’usato, al contrario di Sas, dopo varie ricerche recuperai ‘Fuoco sulla Pelle’ e appena cominciai a leggerlo capii il perché della sua irreperibilità: probabilmente chi lo acquistava se lo teneva gelosamente! Leggendo un brano ambientato a Cortina, dove c’era la descrizione di una lotta su una teleferica mi sorpresi a commentare a voce alta! Ero totalmente coinvolto: quella era una scrittura da grande romanziere e la magia dentro di me era nata! Solo, provai un’enorme frustrazione per non possedere tutti i volumi. Come mi succede leggendo King o la Baraldi, anche con i libri del Prof impiego molto a leggerli perché vorrei non finissero mai.” Antonio Lusci, sceneggiatore.
“Se siete convinti che le parole non possano avere l’odore pungente della cordite, che le frasi non possano rimbalzare come i bossoli sputati dall’otturatore, che l’azione non possa avere il ritmo ossessivo di un fucile d’assalto, be’ venite e aprite un libro del Prof e troverete pagine che non riuscirete più a chiudere.” Fabio Mundadori -scrittore.
“Risposta in tre parole: perché mi piace! Risposta più articolata: perché da quando l’ho, casualmente e solo pochi anni addietro grazie al forum di Altieri, conosciuto non posso più farne a meno… sono un sdmaddicted! Possiamo dire delle sue storie quello che si dice della musica dei Beatles: sempre uguali ma diversissime ed emozionanti!
A proposito di emozioni, letterarie si intende, non posso scordare l’emozione del primo SDM letto mentre ero in volo per la maratona di NY del 2007 in cui veniva descritto il quartiere in cui abito… e poi non dimentichiamo a parte l’avventura, le lotte, le sparatorie ed il sesso il (neanche tanto) sottofondo di morale/amicizia/politica ma soprattutto di sana e libera ANARCHIA che permeano tutti i racconti.
Grazie Stefano, continua a regalarci ore di divertimento non fine a se stesso ma che ti fanno “pensare” (Montecristo…). Ezio Cavazzini, lettore.
“ Le storie de Il Professionista le ho scoperte relativamente tardi e la prima che ho letto è stata un vero schiaffo: ‘Pietrafredda’. Da allora è cominciata la caccia ai vari episodi, perché è un tipo di narrativa che amo. Quella che non ti mente e non ti prende in giro, quella che non ha paura di raccontarti il mondo in cui vivi ma lo fa parlando di eroismo e intrighi. Devo dire di prediligere gli episodi più recenti, quelli in cui Renard non è totalmente solo, ma si muove con la sua “banda”. Davanti agli occhi ha un Genovese in cui più volte si rivede (che sia un’anticipazione del futuro?) e intorno amici e compagni: non semplici gregari o sgherri. Quasi una “famiglia”. Brothers in arms. Una narrativa considerata “troppo troppa” (come direbbe Hudson) per l’Italia popolare (eppure è quasi sempre delle popolarissime edicole!). Ormai è per me un appuntamento fisso, perché ogni volta, in modo sempre diverso, mi racconta quello che mi piace, con una sola regola: nessuna regola.” Christian Antonini, scrittore.
“ Il Professionista, lo leggo perché: E’ azione,sesso,intrigo,amicizia virile,esotismo,accurata analisi geopolica, ma sopratutto Avventura con la A maiuscola. Il Professionista me l’ha presentato un SAS che avevo conosciuto durante il corso ufficiali, quando accompagnammo dei ragazzi inglesi a fare il Gran Paradiso, e che lui stesso aveva conosciuto in un buco disperso dell’Iran. Diventammo subito amici,tra sigaracci,racconti di missioni e di donnacce sempre pronte a farsi cavalcare in tutti i porti e le basi di mezzo mondo. La sua visione della vita e del mondo sempre disincantata e cinica, ma mai falsa e negativa, somiglia alla mia.”Ernesto Castiglioni, lettore.
“ Leggo il Professionista perché mi fa viaggiare con la fantasia per luoghi che mi piacciono, con personaggi incredibili. Perché Stefano oltre che un narratore è un grande scrittore, mi trascina con se nel racconto e mi sembra di essere al fianco di Chance nelle sue avventure con la sua banda. Ho scoperto Il Professionista una calda estate, con un bel volume nero di Supersegretissimo, ‘Guerre Segrete’. Incominciata la lettura ho subito un vero e proprio K.O. Il mondo del Professionista mi ha è subito sembrato pieno di colpi di scena, di personaggi reali e delineati nettamente, mi ha colpito subito in maniera netta la descrizione dei luoghi, io sostengo che leggere un libro del Prof. È come una piccola full immersion nei luoghi che lui descrive, con la possibilità di vedere i colori, sentire i sapori e i profumi. Ho recuperato tutti i volumi, che erano usciti, e ho cominciato a tuffarmi nella lettura. Ora posso dire con grande orgoglio di sentirmi parte di una famiglia, quella del Prof. Ogni libro del Professionista è uno spunto alla scrittura, al racconto, all’action e all’eros, un vortice di sentimenti che ti avvolge dalla prima per concludere all’ultima pagina, dove ti trovi a dire: finito? e ora che faccio? La domanda sarebbe un altra… perché non leggere il Professionista? Non saprei dare una risposta.” Andrea Di Carlo, lettore
“Leggo il Professionista perché ritengo Stefano un buon scrittore. Lo è da quando mi fece leggere un paio di dattiloscritti nei primi anni ’80 e con il passare degli anni il suo “metodo”, il suo “stile” si è sempre più perfezionato e lo ha reso quello che è adesso, ed andando avanti sarà ancora meglio. Stefano non si siede sugli allori, è sempre in cerca di informazioni, documenti, scritti e film che possano dargli spunto a situazioni da rielaborare per il nostro ( e suo, oserei dire ) divertimento. La sua crescita da 30 anni ad oggi è sotto gli occhi di noi tutti e la sua produzione letteraria è la prova reale. Pensiamoci un attimo: quanti sono, in Italia a poter vantare un elenco di libri come quelli che ha scritto, dentro e fuori la serie del Professionista.
Basterebbe solo citare Montecristo… quanta realtà, che percepiamo, che vediamo ogni giorno, viene descritta in questo e negli altri sui libri, anche se, come taluni (falsamente ) dicono, a Milano e/o in Italia, queste cose non possono accadere…
Adesso come mai prima d’ ora serve un attento osservatore dei fenomeni sociali come è Stefano. A noi spetta la parte più facile: leggerlo con piacere.” Giovanni Gaxian Bozzo, lettore.
“Perché leggo il Professionista? Azione, ritmo, avventura. Le storie di Chance Renard sono avventure da leggere tutte di un fiato, dove di ogni pagina conosci l’inizio, ma non hai la minima idea di dove ti possa portare il Professionista. Non sai se nel prossimo vicolo rischierai la pelle con un proiettile che ti righerà il viso o troverai la via di fuga a bordo di una Kawasaki. Perché leggendo le avventure di Stephen Gunn alias Stefano Di Marino, non ti puoi tirare indietro. Osaka, Milano, Cina, Corea o in qualsiasi altro buco del mondo una volta al fianco del Prof puoi solamente inserire il colpo in canna e voltare pagina.
Cinico, romantico, disilluso, generoso, sempre pronto a schierarsi con gli oppressi, spirito libero (pur amando la compagnia femminile non è incline a vincoli duraturi – irriverente verso qualunque autorità gerarchica).Queste caratteristiche fanno di Chanche Renard, Il Professionista, il protagonista più interessante della spy story contemporanea raccogliendo l’eredità di James Bond (mi riferisco al personaggio dei romanzi e non dei film), Sam Durell, Nick Carter, OSS 117.Renard è un antieroe, non è politicamente corretto, contrapponendosi ai falsi e perfetti protagonisti della narrativa di avventura contemporanea, è un mercenario che non ha padroni, incallito fumatore di sigari, fa ricorso alla violenza senza scrupoli, ma in un mondo corrotto ed avido mette in gioco se stesso e la sua vita affinché la giustizia prevalga. Si serve spesso di una squadra di “collabboratori” ma è un solitario, segnato da mille cicatrici che solcano il suo corpo e la sua anima, con una vena di tristezza e nostalgia costante che affoga nella vodka, come il sole, trova sempre la forza di risorgere per affrontare il “male”. I romanzi in cui è protagonista, profondamente realistici e crudi pur raccogliendo l’eredità di Salgari, sono una miscela di spy story, action, avventura con un profondo intreccio “noir” che vibra di jazz e passione.” Rosario Altomare, lettore.
“ Perché leggo il Professionista? Le armi, le donne, i sigaracci. Chance Renard non è solo un agente free lance con la sola licenza di uccidere. No, dentro le sue storie escono l’azione, il combattimento, i pugni, i calci e il sangue delle sue vittime. Le cartucce e i caricatori vuoti a terra si sprecano. Le pagine puzzano di cordite durante la battaglia per poi lasciare spazio ai fantastici sigaracci a lavoro compiuto.
Lealtà, cinismo, pazzia. Il Professionista è leale e sincero con la propria squadra. Spietato e cinico per chi cerca di fregarlo. 17 anni di servizio. 35 romanzi. Un autore italiano. Una media di due romanzi l’anno, senza contare altri racconti usciti in varie testate, Chance Renard è una certezza nella spy-story italiana. Stefano Di Marino è l’eccellente direttore d’orchestra di queste avventure dove tradimenti, complotti e vendette sono nascosti tra un paragrafo e l’altro. Amo l’azione, il ritmo e l’avventura serrata e il Professionista raccoglie tutte queste qualità nelle sue storie. E utilizzando le parole di Marra nell’ultimo racconto ‘Sanguenero’ :“Tu sei un uomo libero. Io alle avventure, con la famiglia, ho dovuto rinunciare.” E allora fortuna e onore Chance. Sempre al tuo fianco.”Fabio Vaccari, lettore.
“Il Professionista è l’avatar di ciò che si racchiude nel cuore dell’uomo: passione e forza, sesso e amore, astuzia e spavalderia, mistero e intrigo. Chance Renard rappresenta la quintessenza dell’animo battagliero insito dentro di noi, quella nobile potenza sprezzante del pericolo che desidera scatenarsi ogni volta che le avversità della vita cercano di piegarci. L’alto tasso di testosterone è presente in ogni riga, ed è puro ambrosia per coloro che ne condividono lo stesso vigore.”Emanuele Zanotto, lettore.
“ Il Professionista è letteratura, intrattenimento, azione e sopratutto un Amico fidato che non ti delude ad ogni nuova avventura.” Cristiano Pugno, lettore.
“Io Leggo il Professionista perché fuori fa freddo. E se c’è qualcosa che mi possa consolare le membra dal gelo sono le mie letture. Quelle incalzanti e perigliose del Professionista, sono come lo scotch e il sigaro che ti accendi in inverno. Quando il clima diventa più afoso, leggo a torso nudo. Mi incammino con Chance Renard nelle sue missioni e mi rendo conto di saper sparare, uccidere, amare. Il bello è che quando chiudo il libro, quel mondo non sparisce, Il Professionista non muore con la parola Fine . E non va via nemmeno quello strano profumo che ti senti sulla pelle, di tutti i posti che hai visitato nel corso degli anni. Il Professionista più che una lettura, è un buon amico su cui puoi contare per avere una giornata ricca di imprevedibili magie” Michele Scoppetta, lettore.
“ Il Professionista ha aggiunto al genere spy tutto ciò che mancava. Tutto: una mano di nero, azione credibile e verosimile, estrema determinazione e debolezze umane, Donne con la D maiuscola, quella verosimile patina di realismo che rende labile il confine fra buoni e cattivi, intrighi che tranciano il respiro, amicizia e morte, esotismo poco immaginato e molto vissuto, un’analisi mai di parte della contingenza internazionale in cui si muovono i personaggi…avrei bisogno lo spazio di un libro per parlarne. Il Professionista è l’action spy noir senza confini per antonomasia, quella che sa da dove proviene e non ha paura di dove dovrà andare. Più cinematografico di molti film, più profonda di certa presunta letteratura da libreria. Immenso.” Francesco Perizzolo, lettore.
“ Ho avuto modo di conoscere l’opera di Stefano Di Marino relativamente di recente. Avevo comprato “Ora Zero” e una sera, per varie vicissitudini l’ho conosciuto di persona. Così ho cominciato a leggere anche il resto della sua immensa produzione. Il Professionista è diventato un appuntamento ormai fisso e al quale si guarda con piacevole aspettativa. Parafrasando un luogo comune, di personaggi così ormai ne fanno pochi, almeno qui da noi. Chance Renard a mio avviso non ha nulla da invidiare a personaggi come James Bond, piuttosto che Jason Bourne.
Ex legionario, di fatto spec-ops operator, Renard non rinuncia mai alla sua umanità, ma mai, e sottolineo mai, scade nelle paturnie che finiscono per avvelenare altre storie. C’è, sopratutto nelle ultime avventure, una robustissima componente di realismo che fa sentire il lettore vicino ai personaggi. Che fa guardare le news internazionali e anche casa propria con un occhio istintivamente differente. Che senza togliere nulla al divertimento, costringe chi legge ad andare anche un passo oltre. In un mondo dove tutto è fluido eppure si forgiano amicizie indistruttibili, dove fiducia è insieme barzelletta e patto d’acciaio. E dove spesso si trova la soluzione in un proiettile ad alta velocità. Ma alla fine quello che conta è continuare a leggere. Poter continuare a salire su quel Blackhawk in una notte senza luna, col paesaggio di un verde itterico attraverso il visore notturno, cavalcando il vento, con la consapevolezza dei compagni, di un incarico sporco e la certezza di una Beretta 90Two. Keep rolling Steve!”Danilo Oberti, lettore collaboratore di Action.
“Io ho avuto la fortuna di conoscere Stefano Di Marino 35 anni fa, quando eravamo tutti e due ragazzi innamorati dei libri di avventura. Leggendo le sue opere continuo a rivivere lo stesso spirito che ci animava allora, accresciuto dalle nostre esperienze di vita, che ci avevano portato a separare le nostre vite per un certo periodo, ma a ritrovarci dopo diversi anni arricchiti di nuove storie da raccontarci, ma ( e questo è il bello), abbiamo ripreso il discorso come se si fosse interrotto solo il giorno prima. Ecco, questa è la cosa che succede anche con i libri del Professionista: è un amico, con il quale condividi avventure, momenti belli e momenti difficili, e che quando saluti sai già che in qualsiasi momento potrai ritrovarlo e non sarà cambiato niente. Il fatto che poi nelle avventure ambientate a Gangland ritroviamo i luoghi che abbiamo vissuto da ragazzi e che continuiamo a vivere anche oggi, dopo avere assistito a tutti i cambiamenti avvenuti, rende il Professionista non un personaggio “di carta”, ma un vero amico in carne ed ossa, di quelli veri.”Stefano Gerosa, lettore.
“Il mio primo approccio con le avventure del Professionista è avvenuto con il romanzo ‘Gangland Blues’; mi era stato consigliato da un amico che ben conosceva la mia passione per il cinema poliziesco italiano anni ‘70 e mi assicurava avrei apprezzato gli evidenti omaggi al genere presenti nel libro. L’ho gradito sia per il sincero amore dimostrato nei confronti di questo e altri filoni del nostro cinema popolare che per l’indubbia capacità dimostrata dall’autore nel padroneggiare la materia narrativa. Thriller d’azione ma anche esempi di scrittura veloce e a suo modo elegante; narrativa d’avventura nel senso più genuino del termine, Di Marino è a proprio agio sia nel raccontare trame d’ambientazione esotica che intrighi noir metropolitani. Un’autentica macchina da scrivere, un talento che richiama alla memoria la prolifica penna di Scerbanenco e dovremmo tenerci stretto. Buona lettura e buona avventura a tutti!” Corrado Artale, curatore della stanza dei libri di Gente di Rispetto, critico cinematografico.
“Per prima cosa… perché mi piace. Ci sono ancora alcuni gruppi di autori che non sono affatto gelosi del successo dei colleghi, quantomeno di quelli meritevoli. Quindi ci possiamo godere i nostri libri senza roderci il fegato per l’invidia, semmai con un certo senso di ammirazione: dopotutto, quanti autori italiani hanno venduto tante copie quanto Stefano Di Marino? Certo, con più libri: perché lui è capace di scriverne tanti e mantenere fedele il proprio pubblico, a differenza di altri che possono vendere uno sproposito con il primo libro, mezzo sproposito con il secondo, e via a discendere…Il Professionista è un gran bel personaggio che rappresenta la scelta più matura, moderna (ed “europea”) della narrativa di genere, ovvero quella di far invecchiare l’eroe; una volta i personaggi seriali dovevano restare fissi e immutabili, protagonisti di storie che quasi non avevano cronologia; Chance invece invecchia, ricorda, si tormenta, ma si permette di avere ancora forza, riflessi e agilità perché rispecchia il suo stesso autore (provate ad affrontare Stefano Di Marino e vedete in quanti secondi vi mette a terra). E poi le avventure del Professionista hanno molto da insegnare per trama, tecnica e stile a molti scrittori, specie quelli che ritengono di non avere niente da imparare. Potrei anche aggiungere che mi fanno scoprire il fascino di luoghi esotici e decadenti, come nella tradizione di Segretissimo, ma anche, da qualche tempo a questa parte, di luoghi molto vicini e ancora più decadenti. Ma adesso non ho tempo: devo tornare a leggere Il Professionista…”Andrea Carlo Cappi, scrittore.
“Quando, chiamato dall’ineffabile Altieri ad occuparmi delle copertine di alcuni romanzi, ho conosciuto il prode Stefano, usando un anacoluto: ci siamo subito piaciuti!Sarà che non ho avuto difficoltà, per affinità elettive, ad avvicinarmi al mondo es(r)otico del Professionista, sarà che mi ha divertito far indossare all’autore le vesti del personaggio, ma devo ammettere che costruire le sue cover è sempre un divertimento. A volte Stefano mi manda qualche immagine di donna che incarna l’idea che si è fatto dell’eroina di turno e io cerco di assecondare i suoi canoni estetici da erotomane, che in fondo condivido. Per Colori di guerra ho disegnato (beh disegnare non e’ proprio il termine giusto, ma sarebbe lungo in questa sede spiegare il procedimento che uso per le copertine) una donna nera con un corpetto di pelle, tipo sadomaso e un tanga “piegabaffi” inconsistente. Sta con un mitra in mano in piedi su un container, che fa pare del carico di una nave da trasporto in fiamme, su di un mare tempestoso. Vi sembra una mise circostanziata?Eppure è questo l’immaginario del PROF, sic transit gloria mundi. E’ questo che ci piace… vai Chance, facci sognare! Io cercherò di accompagnare i lettori, con qualche suggerimento iconografico, nei mondi che la tua testa ha partorito.
Ah già, stavo parlando con Renard, ma non fateci caso, tanto lui e Stefano sono la stessa persona!” Victor Togliani, illustratore.
“Il primo romanzo su Chance Renard che mi passò per le mani fu Raid a Kouru, credo il primo della serie. Lo lessi in Bosnia Erzegovina, poco dopo la metà degli anni ’90 selezionandolo tra un borsone di romanzi da edicola che un mio collega mi aveva chiesto di portare ad un altro di noi che non conoscevo personalmente. Fu un caso. “Rubare” quel libro fu una specie di tassa di trasporto che mi fece conoscere un vero amico che non mi avrebbe mai abbandonato per tutta la mia carriera. Raid a Kouru lo lessi in un giorno solo, tra sacchetti di sabbia e finestre foderate da reti di mimetizzazione, mentre tutto bardato con giberne e Steyr AUG a tracolla, me ne stavo seduto su una poltrona con i piedi sul tavolino e l’auricolare della VHF nell’orecchio ad alternare tazze di caffè a limonate, aspettando una chiamata alle armi del mio turno di prontezza operativa che arrivò, fortunatamente, nel tardo pomeriggio, quando ormai avevo già superato il traguardo dell’ultima pagina. Istintivamente riposi il libro nelle giberne pur avendolo già letto tutto d’un fiato. Chance doveva venire con me. Arrivato al punto di Rendez Vous mi incontrai con un altro militare, che conosceva i dettagli della nostra missione. Era un tipo dalle spalle larghe e il petto in fuori che portava le giberne con la disinvoltura di un grembiule. Sguardo vispo in perenne concentrazione e una stretta di mano a tenaglia, l’uomo si presentò, sistemandosi sul fianco il suo P90 ed esponendo uno scudetto francese sulla spalla mentre sullo sfondo le pale di un elicottero cougar spazzavano il terreno. Notai il piccolo basco infilato nella tasca laterale dei pantaloni. L’uomo anticipò la domanda.
“2 reggimento paracadutisti Calvi. Légion étrangère” mi disse.
“Come Chance Renard…” commentai. Perché leggo il professionista? I suoi romanzi seriali propongono moduli di intrattenimento sempre nuovi e innovativi, caratterizzati da un efficace realismo, pur con un ritmo atipico, assente in natura, che lascia senza fiato il lettore, tirandolo dalla prima all’ultima pagina in un tour de force di adrenalina e divertimento. Credo che attualmente sia il miglior modello moderno di superuomo di massa dai tempi di Fleming, un modello positivo nei tratti generali, ma umano nei dettagli, che sa essere cinico e spietato quanto ispirato da un codice cavalleresco che i suoi nemici sembrano aver rinnegato. Gli ingredienti per un serial di successo ci sono tutti, dalla profondità dei personaggi talmente vividi, Chance in testa, da sembrare ogni volta dei vecchi amici, allo spessore dello scenario reso più appetibile da tinteggiate di azione, tecnologia, erotismo, violenza e sarcasmo che rendono unico e irripetibile ognuno dei suoi romanzi, aggraziati da una prosa più che elegante che rende più morbida l’”esperienza” di un romanzo che parli di lui.E con Chance di esperienze se ne fanno innumerevoli! Grazie a lui puoi fuggire da un carcere di massima sicurezza o da un sottomarino che affonda. Puoi paracadutarti nel vuoto o esplorare la Guyana francese. Puoi andartene ovunque, dall’africa al mar di Barents, a conoscere tribù indiane o orde di talebani. Chance ti insegna a non fidarti di nessuno, sia essa una donna avvenente, un contractor, un Agente della CIA o tutte e tre le cose insieme. Leggere di Chance è talmente coinvolgente che poi, per un po’ di tempo dopo averlo letto, ti viene naturale andartene in giro per la strada guardingo, frugando ogni anfratto con lo sguardo e studiando ogni possibile riparo, in attesa di un agguato imminente.
Perché leggo il Professionista?Perché lui è il migliore. Da sempre.”James C .Copertino, scrittore.
“Leggo il Professionista perché è una serie solida, ben strutturata, divertente. Una serie che resiste ai cambiamenti riuscendo ad adattarsi alla contemporaneità senza venir meno alla sua mitologia e ai suoi presupposti di base. Quelle del “Professionista” sono storie che riflettono l’onestà dell’autore, rivelano passione e esperienza nella descrizione di scenari geopolitici, nel racconto della mentalità e della cultura di popoli lontani, rivelando la genuina competenza di Stefano Di Marino nelle sequenze di combattimento e nella descrizione di armi e equipaggiamenti bellici. Una narrativa di genere che costituisce, spesso e volentieri, anche un’occasione di riflessione, di informazione, di conoscenza .Chance Renard è un personaggio che ha infinite potenzialità e Di Marino lo ha dimostrato narrandoci la sua ultima, bellissima, avventura, Pietrafredda. Un’operazione d’autore che ricalca involontariamente ciò che Frank Miller aveva fatto nel 1986 con Batman, il personaggio che aveva riportato ad altissimi livelli narrandone il canto del cigno nella graphic novel Dark Knight Return.
Ho un unico rimpianto: non aver letto la serie in ordine cronologico! E la paura che non mi basti una vita per recuperare tutte le avventure perse…
Lunga vita al Professionista!”Romano De Marco, scrittore.
“Per chi ha scelto la vita al limite, il Professionista è un po’ la trasposizione scritta della propria vita fatta si di violenza, sesso consumato senza amore,adrenalina, solitudine, ma anche principi morali ed etici che l’uomo comune non può capire e forse è anche giusto ne stia fuori. Un guerriero di guerre mai apertamente dichiarate, un lupo solitario, ma in fondo un eroe romantico pervaso sempre da un velo di tristezza di chi, pur amando l’azione, si rende conto che anche nella banale vita dell’uomo qualunque, qualcosa di buono c’è. Ma la vita è fatta di scelte….il Professionista è le mille facce dei compagni che non ci sono più e di quei pochi che ancora credono…” Emilio Wolfshade Maddaloni, lettore.
“Leggo il Professionista perché mi piacciono le storie avventurose, ben costruite, piene d’azione ed esotismo. Considerato che sono un appassionato di cinema dello stesso genere poi, è un po’ come avere in mano a scadenza regolare il proprio film action preferito, sempre col cast perfetto e con le location migliori: spesso è meglio di quello che passa nelle sale o in DVD.”Alessio Lazzati- traduttore, blogger di Segretissimo, autore di saggi e racconti sul Rock e l’azione.
“Recarsi in edicola ad acquistare un libro di Stefano Di Marino, da molti anni a questa parte ormai, è divenuto una sorta di rito, una cerimonia solenne, una liturgia silenziosa. Si dice, “leggere un libro è come viaggiare, ma costa molto meno”, beh, provate a comprarvi l’autobiografia di Gigi D’Alessio e poi ne riparliamo. Ci sono romanzi e romanzi, non tutti però hanno la capacità di far vivere al lettore “forti” ed “intense” emozioni come quelli di Di Marino. Salgari aveva capito tutto, si può girare il mondo senza alzarsi dalla poltrona del proprio studio. Ecco, Di Marino ha implementato tale concetto, sommando allo stilema salgariano la sua lunga esperienza di “reale” viaggiatore. “Regalati un’avventura” è la prima dedica che mi regalò qualche anno orsono. Be’, in quindici (e più) anni di carriera, di avventure ne ha regalate moltissime a tutti e sono certo (potendomi onorare della sua amicizia) che ne regalerà molte e molte altre ancora.”Dario Pm Geraci, blogger,giornalista, critico cinematografico.
“Be’, a me il professionista piace perché non molla mai. Perché, come diceva Kipling, che di queste cose se ne intendeva, è un uomo, cioè uno che “…can force his heart and nerve and sinew to serve his turn long after they are gone and so hold on when there is nothing in him except the Will which says to them: Hold on!” Giancarlo Jack Narciso- scrittore.
“L’isolazionismo strangolante di Cornell. Jimmy a guardia dalle torri, sulla civiltà. James e Joe: sguardi discordi e febbricitanti, sulle spiagge, i deserti e i viali al tramonto del sogno americano. Sognavo Sin City e Chiba City. Bramavo l’universo a migliaia di anni luce nel futuro. Cercavo l’infanzia abbandonata, nell’Altrove o sul limitare del Paese d’Ottobre (Vero Ray?). Sognavo e sorridevo molto allora. Cercavo e non scorgevo le insidie.
Un giorno, inaspettato un libro, un messaggio: Appuntamento a Shinjuku. Segretissimo. Micidiale. Un treno che si scaglia nel nucleo di massa cosciente. Lo Sconosciuto: francese, brav’uomo forse no, grand’uomo sicuro! Di quegli anti coi quali puoi davvero esperire una identificazione spinta. Finita lì, ritorno ai lidi abituali. Anni passano, giungono Anime Nere. Il tipo, quel Chance, me lo ritrovo tra i piedi un’altra volta. A Milano stavolta, è caccia di Lupi. Secondo appuntamento, situazione italiana, Servizi Italiani. Tutti prede e tutti predatori a Gangland, su un tracciato di sangue lungo decenni di Storia Nera del Belpaese. Nero assoluto. Amaro. Romantico desperado. Come chi non s’arrende mai neanche a se stesso. L’Italia e il Professionista, scontro che libera demoni da squarci di tragica bellezza. Autentica epica apocalittica dei nostri tempi. Non possono più fare a meno l’una dell’altro e io di lui. Pedino Chance nelle sue scorribande. Venezia. Parigi. Beirut. Nigeria. Estonia. Ancora Italia e Gangland. Attraenti e sconsigliabili come le sue donne. Inseguo suggestioni nei luoghi straziati del suo passato. Costanti insidie, molte le connessioni. Infine lo vedo.Nell’ombra un altro uomo. L’ho già incrociato prima, in qualche altro dove. Continuo a incontrarlo, sempre più spesso. Lo blocco, non mi teme. Tipo riservato, sguardo da duro. Cordiale, forse prova a reagire ma non ci riesce. Nel terzo grado, mi parla si sé. Lottatore e creatore. Ha molti nomi, dice, ma è tutt’uno col Chance. Entrambi sono Il Professionista. Penso che sia pazzo ma non glielo dico. Così mi spiega un sacco di cose. Diventiamo amici. Continua a spiegarmi cose mentre tengo d’occhio quel Renard, suo alter ego. Poi mi perdo, nella notte e lui viene a cercarmi. Tre o quattro parole soltanto. Non posso ignorarlo. Un maestro. Per me e gli altri della sua gang. . Il Prof. Gli ci vuole un po’ ma si abitua all’idea. Forse questo mitiga quella mania di identificazione col Francese. Mitiga. Non credo gli passerà mai del tutto. E meno male. Continuo a sognare e sorridere molto come allora, ma cercando, adesso, scorgo le insidie. Sono cambiato, forse cresciuto. Col Prof e col Professionista. Campioni. Ognuno la sua gang. Entrambi punti di riferimento. Imprescindibili.”Riccardo Larosa Falcetta, giornalista.
“Perché è intenso e plausibile e, per questo cattura. Perché ha la spettacolarità e il pathos delle grandi storie, tanto da sembrare lontano chilometri dalla “tradizionale” narrativa italiana. Perché i suoi sono romanzi che osano. Vicende che ti prendono alla gola, raccontate con voce ruvida e uno sguardo complice. Sanno di polvere, cordite, sudore e adrenalina. Apri e le pagine e senti addosso il peso del giubbotto antiproiettile e il libro si appoggia sui calli che hai sulle mani a furia di impugnare automatiche e fucili mitragliatori. I comprimari? Ti salutano con un cenno di rispetto. Sono parte della tua squadra. Tu sei parte della loro. E su tutto… quell’aroma di sigaro che ti dice che lui è appena dietro l’angolo. O di fianco a te. E allora sai che stai per vivere un’altra grande avventura. Narrata con sapienza, con tecnica, con abilità misurata e – per questo – attenta e di valore. Oh, sì… Una volta ne ho letto le pagine tutta notte. Alla fine… “alla fine sapeva di vittoria”. E quando chiudi il libro hai anche tu quello sguardo, quello “lungo un miglio”.Maurizio Landini, saggista.