Intervista a Marco De Simone, editore di Meridiano Zero

Marco De Simoni

di Susanna Daniele
Editore di Meridiano Zero

pubblicato su Thriller Magazine http://www.thrillermagazine.it/rubriche/13361/
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Nata a Padova nel 1997, la casa editrice Meridiano Zero fin dall’inizio si è specializzata nella pubblicazione di romanzi noir di scrittori prevalentemente anglofoni e francofoni.  Qual è stato il motivo di questa scelta “esterofila”?  
La sapiente scelta e la fortunata intuizione di Marco Vicentini, fondatore della casa editrice padovana Meridiano Zero, acquisita a febbraio del 2012 dalla bolognese Odoya che da lungo tempo ne apprezzava, seguiva e stimava il ricco catalogo e le coraggiosa linea editoriale, si è concentrata prevalentemente su autori anglofoni e francofoni personalmente apprezzati e personalmente valutabili e valutati con una prima lettura in lingua originale, garanzia di una percezione piena e convincente delle qualità stilistiche, oltre che contenutistiche, di un testo narrativo.
 
Quali sono stati gli autori cult per la vostra casa editrice? 
L’inglese Derek Raymond e la sua avvincente serie noir della Factory, composta da 8 romanzi: un autore di assoluta originalità nel panorama dell’hard boiled internazionale.
Il francese Hugues Pagan (8 romanzi), capace di esprimere — attraverso un registro tesissimo, — quell’indomita fede nel realismo che obbliga la letteratura a farsi testimonianza.
Il texano James Lee Burke (7 romanzi), celebre in tutto il mondo per l’appasionante serie del detective Robicheaux, che gli è valsa due Edgar Award per il miglior romanzo di crime fiction dell’anno.
Tra gli italiani, il napoletano Angelo Petrella e il suo Nazi Paradise, capace di raccontarci, con il suo stile secco, livido ed esasperato, una città dove non esistono più certezze.
 
Quale sarà il percorso editoriale che Meridiano Zero intende intraprendere nei prossimi anni? 
Quello di allargare le frontiere, geograficamente e metaforicamente parlando. Questo senza trascurare le prolifiche e movimentate aree anglofone e francofone, ma impegnandoci nella valutazione, traduzione e proposta anche di autori tedeschi, russi, spagnoli, argentini, olandesi (e non solo) le cui opere consideriamo di eccezionale valore innovativo. E senza tradire una prevalenza e predilezione per il genere noir, ma aprendoci alla contaminazione con altri generi, in un’accezione di obliquità (che abbiamo voluto esprimere anche attraverso la nuova veste grafica delle copertine a forte impatto ideate dal collettivo grafico Meat) che coinvolga il gusto funambolico del nostro lettore per tutto ciò che vacilla e inquieta, in una ricerca ispirata e indomita del significato stravolto delle cose. Leggendo il presente attraverso il passato e il futuro.

Saranno ripubblicate opere scomparse dagli scaffali delle librerie?  Può darci qualche anteprima? 
La riedizione di opere di eccezionale valore letterario, che hanno aperto nuovi filoni narrativi o sono state talmente “avanti” da precorrere tempi e stili della narrazione, tanto da rivelarsi al lettore di oggi di incredibile attualità e accresciuto significato, rappresenta uno dei nostri principali obiettivi. Tra i titoli di prossimissima uscita, paradigmatico in questo senso è Le avventure di Julio Jurenito del russo Ilja Erenburg (1921!), profetica e arguta enciclopedia satirica dei miti ideologici del Ventesimo Secolo, “criminosamente” scomparso dagli scaffali delle librerie italiane dall’edizione Einaudi del 1969. Lo riproponiamo oggi in una nuova traduzione, e avvalendoci della preziosa prefazione di Gian Piero Piretto.

Avete individuato un target di lettori specifico per le collane monotematiche? 
Senza tradire le aspettative dello “zoccolo duro” degli affezionati lettori della storica Meridiano Zero, riteniamo che i nostri titoli abbiano un rinnovato valore di proposta. Ci rivolgiamo non solo ai lettori forti, ma a un lettore e a una lettrice curiosi e affamati di letture insolite, stuzzicanti e stimolanti, lettori dotati di strumenti critici a tutto tondo. Le nostre proposte selezionate mirano ad appagare il loro piacere di lettura stimolando un gusto raffinato ed eclettico per una scrittura di grande stile e per generi e tematiche di forte impatto sociale e psicologico. Questo è quello che cerchiamo e vogliamo regalare anche ai nostri lettori di noir, thriller e pulp fiction. Spesso condendo il tutto con l’ironia e il sarcasmo con cui alcuni dei nostri autori sanno colpire gli aspetti più grotteschi o enigmatici del mondo che viviamo. In questo senso, anche generi come la fantascienza psicologica, le distopie e le ucronie, o “what if”, ci sembrano più che mai capaci di offrire ai nostri lettori spunti di riflessione inediti e significativi.

Dal suo punto di vista di editore, qual è lo stato di salute del noir italiano?
Un po’ in calando, dopo anni in cui il termine è stato un abusato.
 
Prendiamo in esame l’anno che sta per concludersi. Qual è la forza di attrazione della narrativa straniera per il mercato italiano? In percentuale, sono più le opere di autori stranieri tradotte e pubblicate in Italia rispetto a quelle di autori italiani?
Per l’andamento del mercato credo che si cercheranno più autori italiani in futuro, la narrativa straniera ha sempre un grande appeal, ma mantiene costi abbastanza alti sia in fase di acquisizione diritti che in traduzione. L’anno si chiude con la narrativa italiana più in alto nelle classifiche, mentre deludono Pennac e Follett…

Pubblicate anche autori esordienti oppure soltanto quelli già affermati? 
Se gli autori forti o affermati offrono a noi e ai nostri lettori una garanzia, da ogni punto di vista, il nostro sforzo e la nostra sfida sono senz’altro anche quelli di non limitarci al “certo” e al mainstream, ma di scoprire, valutare, dare spazio e forza anche ad autori esordienti o emergenti, che non siano ancora conosciuti al grande pubblico ma di cui una sola opera già pubblicata o a noi sottoposta ci abbia colpito con particolare potenza. Avvalendoci, oltre che della nostra essenziale valutazione personale, di un team di collaboratori e fidati amici appartenenti al mondo editoriale impegnati nello scouting di nuovi talenti e nel continuo confronto critico su qualsiasi proposta stimolante ci arrivi dal singolo scrittore, dalle nostre agenzie letterarie “di fiducia” o dall’esplorazione del mercato libraio internazionale e nazionale.

Avete in progetto di pubblicare autori italiani, visto che ce ne sono di validi? 
Se la nostra produzione e linea editoriale si concentra prevalentemente su scelte esterofile, teniamo senz’altro anche a dare spazio alla proposta di autori italiani in cui individuiamo grandi potenzialità ed eccezionale valore. Il primo titolo italiano in cui la nuova Meridiano Zero ha creduto è stato Il Cristo ricaricabile di Guglielmo Pispisa, messinese già forte dei successi editoriali ottenuti con i precedenti titoli usciti per Einaudi Stile Libero e, insieme al collettivo Kai Zen, per Mondadori e Verdenero. Un romanzo noir nell’agile costruzione, capace di tenere il lettore in tensione, e insieme di farci riflettere, con originalità e ironia, su molti aspetti contradditori e paradigmatici della nostra società. Quasi esordiente è invece il nostro Ariase Barretta, autore del Darkene in uscita la prossima settimana. Insieme a Marco Vicentini, che continua a valutare con noi le proposte più eterogenee, ne siamo rimasti folgorati. Una narrazione fresca, ben orchestrata e inedita sullo sfacelo della scuola italiana e sulla cinica percezione del sesso da parte dei nuovi adolescenti, sullo sfondo di una Napoli arrogante e claustrofobica. Anche qui siamo nell’ambito di un inquietante noir: una storia aspra e affilata che non cessa di sorprenderci fino al colpo di scena finale, ribaltando ogni nostra aspettativa e costringendoci a ripercorrere il tutto con rinnovato stupore.
 
Si fa un gran parlare di crisi dell’editoria. Qual è il suo giudizio in merito? Qual è il ruolo dell’editore oggi?
La “crisi” è in gran parte del “sistema” dell’editoria, non mancano i lettori, manca il coraggio di puntare su libri che si discostino dal trend generale, manca una filiera di promozione e distribuzione intraprendente, quelle esistenti sono sostanzialmente vecchie. Mancano librerie nuove che vengano incontro ai lettori, che cerchino affiliazione e frequentazione, che costruiscano percorsi perché il lettore si perda nella libreria piuttosto che   essere accompagnato alla cassa tra file pile interminabile degli ultimi bestseller, che con tutte le probabilità, già conosce.

 
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