La rivoluzione della luna

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Andrea Camilleri, La rivoluzione della luna, Sellerio, 2013

 

Andrea Camilleri ritorna al romanzo storico, in particolare al ‘600 siciliano. Nella nota in appendice, l’Autore informa il lettore da quali archivi storiografici ha attinto la storia che narra ne “La rivoluzione della luna”.

In tutte le cronologie dei Viceré di Spagna in Sicilia non si fa menzione che tra la morte del Viceré Angel de Guzmán, nel 1667, e la successione nella carica del cardinale Luis Fernando de Portocarrero, la Sicilia per 27 giorni fu governata da una donna che per volontà testamentaria del marito divenne Viceré. Evento talmente straordinario da stravolgere la classe dirigente del tempo.

Eleonora venne destituita nell’arco di 27 giorni, il ciclo della luna, poiché, in quanto donna, impossibilitata ad assumere l’autorità di Legato “nato dal Papa”, titolo indivisibile da quello di Viceré. A sollevare la questione era stato il vescovo di Palermo, escluso dal Sacro Regio Consiglio da donna Eleonora e che si lamentava di essere perseguitato.

Il breve periodo di tempo al governo dell’isola bastò per darne l’immagine di una donna dalla eccezionale capacità di governo. Donna Eleonora promulgò alcune leggi importanti per la popolazione quali l’abbassamento del prezzo del pane, la creazione del Magistrato del Commercio, fece riaprire il Conservatorio per le orfane, quello per le vecchie prostitute. Insomma una donna di grande sensibilità, dotata di una visione moderna che si doveva necessariamente scontrare con i privilegi di cui godevano i nobili e il clero.

La narrazione è spassosissima: sembra di assistere alle varie scene di una commedia dell’arte. I personaggi sono rappresentati nella loro caratteristiche amplificate e ridicolizzate, proprio come nelle maschere delle commedie del 600. I nobili e i preti si macchiano delle peggiori nefandezze, le ragazze e i bambini sono sfruttati per turpi commerci, la giustizia comprata, i testimoni scomodi fatti sparire.

La comicità è tuttavia lo zucchero per indolcire una pillola molto amara: la sete di potere, la corruzione e l’arroganza  delle classi dominanti, la prevaricazione e lo sfruttamento dei deboli. Alla fine l’empio non sarà punito ma potrà continuare tranquillamente a perseguire i propri interessi all’ombra e con la protezione del potere. Tutto tornerà a essere come prima della “rivoluzione della luna”.

Gli eventi, raccontati in modo incalzante e con un “montaggio” efficacissimo, sono tratteggiati talora con grande tragicità, spesso con grande vis comica.

Un piacevolissimoficacissimo intelligenteconda dell’ volontà  dal clero, si oppone lo spagnolo di  romanzo storico, alla maniera di Camilleri. 

 

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