non lo sai

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Eccoti qua. Che caldo vero? Non fissare il seno. Non fissarlo. Se continui a fissarlo poi penserai a quello che pensano tutte. Rifare. E per lo stesso motivo non fissare i fianchi e nemmeno le cosce. Liposuzione. C’è stata gente che ci ha rimesso la pelle. Sono notizie del tg per quando non succede altro? Statisticamente quanti casi saranno? Sono leggende urbane? Chissà. Guardati senza soffermarti troppo insomma. Accontentati di un’idea complessiva. Tutto il corpo. Tutto questo corpo che ti contiene ancora. Davvero il tuo compagno lo trova ancora desiderabile? O semplicemente ti trova comoda e accessibile. Una cosa facile e gratuita. Complessivamente soddisfacente e sempre disponibile. Pensa a cosa pensa mentre lo fate. Immagina se mentre ansima gli sfuggisse un nome. Non il tuo ovviamente. Quello di un’altra. O quello di un uomo magari. Troppa fantasia? Non saprei. Ci sono pensieri che rimangono segreti anche a chi li ospita. Stanno rannicchiati tra le pieghe del cervello. Dentro i sogni. Pare non esistano, ma ci sono, stanno lì e aspettano una smodata quantità di alcol, uno stress intenso e prolungato, un raptus. Per esplodere. Sono pensieri che sanno aspettare per una vita intera se occorre.
Non ti ho mai amata. Ecco. Mai.
Che caldo. Il caldo dovrebbe spegnera la fantasia. Invece. Uffa. La spossatezza e il sudore. Ti eccitano. Guarda i capezzoli ora. Soffermati un istante solo su quelli. Prima il destro e poi l’altro. Rigidi mostrano quella che tra le gambe è solo una sensazione. Umida. Intensa. Invisibile. Com’è cambiato il tuo corpo. Da prima che ne prendessi coscienza. E. Da dopo che hai cominciato a esserne fiera. Te lo confermavano gli occhi dei passanti, degli spettatori. Ora la tua. Pare la storia di un palloncino. Che alla fine ci rimani male quando una mattina non lo trovi più appoggiato al soffitto. Quando lo trovi a terra. Bisognerebbe liberarlo prima. Prima di vederlo definitivamente appoggiato a terra. Ma non sono cose a cui pensare queste. Ed è tutta colpa dello specchio e del caldo. Ora sorridi in quel modo tuo strano e indefinibile. Che gli uomini trovano così sexy. Ora di energia ne hai ancora parecchia e, in fondo, quelli che vedi non sono che i primi segni. Avvisaglie. Premonizioni. Tutte cose per occhi attenti insomma. Attenti come i tuoi. In fondo devi solo adattarti a questa consapevolezza. Accettarla senza permetterle di toglierti quel magnifico sorriso. Inquietante per come mostra leggermente i denti. Incisivi e canini.
Poi verrà il giorno in cui sarai vecchia abbastanza e ti porteranno fuori dallo zoo. Ti diranno di metterti in fila con le altre e quando sarai nella stanza grande ti abbatteranno e poi subito ti macineranno. Sei servita a quello che dovevi servire e ora servi ad altro. Così diventerai cibo per cani o per gatti. Questo ora non lo sai.

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