Nati con la valigia

Guercino a Fano

Pubblicato il 1- May - 2011 Condividi su Facebook

Guercino a Fano” è il titolo della mostra che verrà inaugurata sabato 7 maggio, alle ore 17, nella Pinacoteca San Domenico di Fano (via Arco d’Augusto), promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, con il patrocinio del Comune di Fano, della Provincia di Pesaro e Urbino, della Regione Marche ed il coordinamento scientifico della Soprintendenza ai Beni Artistici, Storici ed Etnoantropologici delle Marche.

L’esposizione, che si protrarrà fino all’1 ottobre, propone una rassegna delle opere che l’artista Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino (Cento 1591 – Bologna 1666), realizzò a Fano su commissione delle famiglie notabili della città. In particolare, le pale d’altare “Lo sposalizio della Vergine”, “Angelo Custode” e “San Giovanni Battista alla fonte”,opera quest’ultima che torna per la prima volta a Fano dal lontano 1797, quando fu sottratta dalle truppe napoleoniche per essere poi, dopo varie vicende, ospitata nel Museo “Fabre” di Montpellier (Francia).

L’evento è stato presentato alla stampa dal presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano Fabio Tombari, dal direttore storico dell’arte coordinatore della Soprintendenza beni storici, artistici ed etnoantropologici delle MarcheMaria Rosaria Valazzi, dal sindaco di Fano Stefano Aguzzi, dal vice presidente della Provincia e assessore alle Politiche culturali Davide Rossi, dall’assessore alla Cultura del Comune di Fano Franco Mancinelli e dal funzionario del Servizio cultura della Regione Marche Marina Massa.

Oltre alla Pinacoteca San Domenico, saranno coinvolti altri luoghi della città (Duomo, San Pietro in Valle, Basilica di San Paterniano, Pinacoteca e Museo Civico del Comune di Fano), in un “Itinerario del ‘600 fanese” che porterà ad approfondire la conoscenza di pittori emiliani.

La mostra “Guercino a Fano” sarà aperta tutti i giorni (tranne il lunedì) dalle ore 18 alle 22. Verranno realizzati un catalogo con prestigiosi interventi di storici dell’arte, un annullo postale, tre poster e cartoline. Previsti anche eventi collaterali (conferenze, momenti musicali ecc.).
All’inaugurazione, come reso noto in conferenza stampa, interverranno, oltre ad autorità locali e regionali, il direttore de Museo “Fabre” di Montpellier Michel Ilaire, l’ambasciatore di Francia in Italia Jean-Marc de La Sablière ed il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro.


LE OPERE

Lo sposalizio della Vergine (olio su tela centinata, cm 310 x 190) fu commissionata al Guercino dalla nobile famiglia Mariotti di Fano per il primo altare di destra della Basilica di San Paterniano. L’opera fu rubata nel 1895 e presto ritrovata, ma i danni subiti per essere stata arrotolata fecero sì che venisse trasferita a Palazzo Mariotti. Nel 1967 il dipinto venne restaurato sotto la direzione della Soprintendenza alle Gallerie delle Marche e nel 1967 acquistato dalla Cassa di Risparmio di Fano. Attualmente è di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano ed è custodita nella Pinacoteca San Domenico.

L’Angelo Custode (olio su tela, cm 292 x 178) venne commissionata al Guercino da Vincenzo Nolfi per la Chiesa di S.Agostino, dove rimase fino al 1943. La Chiesa fu bombardata durante la seconda guerra mondiale, ma la tela era stata in precedenza messa in salvo. Nel 1968 fu restaurata al Gabinetto di Restauro della Pinacoteca Nazionale di Bologna, per poi essere sottoposta ad ulteriore restauro nel 1993 a cura di Isidoro Bacchiocca. L’opera, di proprietà del Seminario Vescovile “San Carlo” di Fano – Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola, è custodita nella Pinacoteca civica di Fano.
San Giovanni Battista alla fonte (olio su tela, cm 243 x 169) fu commissionata al Guercino dal conte Ghisilieri (entrato nell’ordine dei Filippini di Bologna) e destinata alla Chiesa di San Pietro in Valle dei Padri Oratoriali di Fano. Ghisilieri, amico del Guercino, aveva istituito nel suo Palazzo, dal 1646 al 1652, un’Accademia di pittura frequentata dallo stesso artista. In S.Pietro in Valle rimase fino al 1797, quando venne ritirata dai commissari


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