In due si uccide meglio

GIUSEPPE PASTORE  e STEFANO VALBONESI
“Quando i serial killer agiscono in coppia”

 EDIZIONI XII

Recensione di Ivo Ginevra

“Capire perché una persona possa dedicare la propria esistenza all’omicidio e scandirla al ritmo delle violenze più efferate non è facile……. Tenendo presente ciò, capiamo allora come ancor più difficile sia capacitarsi del fatto che, a volte due perfetti sconosciuti possano unire le loro forze per perpetrare dei crimini orrendi e incamminarsi assieme lungo un percorso disseminato di morte. Partendo da tali considerazioni, questo libro non cercherà dunque di spiegare perché esistano assassini seriali di coppia. Questo libro vi mostrerà piuttosto cosa la malvagità combinata di due persone abbia potuto generare e come essa si sia manifestata”.

Ho volutamente trascritto parte dell’introduzione del libro perché l’essenza di questo lavoro sta tutta qui, proprio nell’introduzione, pertanto, leggendo questo volume non troverete le dissertazioni medico scientifiche, filosofiche, sociali ecc. ecc. di autori che hanno la pretesa di scrivere una pagina miliare nello studio della fenomenologia delinquenziale, ma troverete solo una lucida ed equilibrata narrazione di storie criminali, dove lo stile asciutto e incalzante guarda al fenomeno in se stesso applicando le varie teorie psicologiche elaborate dai migliori studiosi, direttamente ai singoli casi concreti.
È proprio la cura usata dagli scrittori nella descrizione dei singoli casi, utilizzando anche le confessioni dei serial killer, a far comprendere con disarmante semplicità le varie teorie degli studiosi del settore, come ad esempio quella dell’interazione “incube succube”, della coppia Lake e Ng, o quella della “mutua concordanza”, applicata alla “coppia venuta dall’inferno” Lucas e Toole, oppure quella dell’”uomo nel giusto” di Gallego e Williams, ma in questo libro nulla è più disarmante e realistico dei dialoghi criminali per far capire l’orrenda portata del fenomeno: “uccidere qualcuno è come fare una passeggiata, se volevo una vittima non dovevo far altro che procurarmela” (Henry Lee Lucas) o peggio : “….Ng le taglia i vestiti. – “Perché mi fate questo” chiede. “Perché non ci piaci. Dobbiamo metterlo per inscritto?” “Ridatemi mio figlio e farò tutto ciò che volete”. “Farai tutto ciò che vogliamo in ogni caso”….la ragazza non sa che sono già tutti morti (Lake e Ng)”.
La scelta degli autori di concentrarsi solo sul fenomeno degli omicidi seriali di coppia è senz’altro una scelta vincente, perché va a colmare una lacuna nel panorama della letteratura specialistica, inoltre, la fenomenologia è molto ben studiata, infatti, dapprima tratta nei particolari le caratterizzazioni dei singoli “predatori”, e poi analizza le dinamiche comportamentali della coppia.
La perfezione dello studio è data anche dall’analisi d’alcuni dati statistici recenti e soprattutto dalle tipologie che formano la coppia: uomo/uomo, uomo/donna, donna/uomo, donna/donna, dove il primo indicato del duo è il dominante della coppia.
L’esame degli scrittori oltre a scavare nel binomio di formazione dell’accoppiata seriale (amici, amanti, parenti), ne specifica statisticamente l’appartenenza allo status sociale (benestante, gay, lesbo) ed anche l’aspetto statistico geografico, che purtroppo attribuisce all’Italia un tragico primato.
Il libro è arricchito pure da un’ottima bibliografia, dagli interventi dell’esimio criminologo Ruben De Luca e soprattutto dalla rigorosa descrizione dei crimini tratti dalle cronache giudiziarie.
Va rilevata anche l’ottima vena narrativa di Giuseppe Pastore e Stefano Valbonesi. Gli Scrittori, infatti, riescono con semplicità, chiarezza e precisione a trattare un argomento inquietante e assolutamente difficile, come quello degli omicidi seriali, con un apprezzabile tocco letterario, fra il noir incalzante ed il sociologico puro.
In conclusione posso dire che quest’indagine di Giuseppe Pastore e Stefano Valbonesi sulla psiche umana deviata è raccolta in un libro che si legge tutto di un fiato e che sarà sicuramente d’aiuto a tutti gli operatori e non del settore.
Ed anche se scontato, lasciatemelo dire: “In due si scrive meglio”.
Ivo Tiberio Ginevra

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