Il gomitolo rosa

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12111933_10206162166595962_347136245999981099_nL’associazione Gomitolo Rosa ONLUS nasce a Biella nel 2012 per sostenere associazioni, strutture ed enti che si occupano di salute, in particolare in ambito oncologico. La mission della nostra organizzazione è recuperare la lana autoctona in sovrapproduzione, destinata altrimenti ad essere bruciata, trasformandola in gomitoli di diversi colori legati a differenti patologie, gomitoli che possono essere utilizzati dalle altre associazioni come strumento di raccolta fondi, o utilizzati per promuovere il knitting, l’arte del lavorare ai ferri, sia negli ospedali che negli aeroporti e nei parchi, come strumento per vincere l’ansia sia in fase di diagnosi sia di cura.

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Festa della donna insieme?

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12809578_845338402256256_6691029067155186085_nProposta: ci vediamo l’otto marzo per brindare insieme con un menù a base di risate e delizie alla Pobbia? Io vi aspetto: le indicazioni, le trovate qui.

 

Gli errori che fanno bene al cuore

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10406751_10206070729270086_1338270422107694903_nPrimavera d’intorno, brilla nell’aria e a distanza di quasi un anno (e di una vita che è passata nel mezzo) torno al mio blog. Quante cose sono successe? Troppe al punto da essermene scordata, quasi fossero disegni sulla sabbia. Il passato è un’ombra ma le scarpe che indossa hanno la para spessa e i suoi piedi sono di piombo.

Le uniche cose che voglio portare con me sono gli errori: le cose non fatte, i “ti amo” incastrati in gola, l’invidia provata per chi è arrivato prima di me, la cupidigia per quel traguardo così vicino ma così lontano. Ho sbagliato ma credo che gli errori vadano conservati sotto spirito. Messi in vasetto o in provetta: allungati con una goccia d’olio o conservati nell’aceto insieme alle lacrime che ho versato, tutte catalogate per quanto era accaduto: lacrime professionali, lacrime d’amicizia, lacrime di coppia. Ognuna con il suo sapore.

Le lacrime professionali hanno un retrogusto acido, quello della sconfitta. Quelle versate per amici sono agrodolci ma quelle salmastre, che restituiscono il mare, sono quelle di coppia. Pare di ascoltare la risacca all’interno di un nautilus. Uno sciabordio che sembra un respiro. E di ogni errore, alle carezze non date, al regalo non aperto, ai grazie non pronunciati e ai sorrisi rimandati, mi piace conservare memoria. Se ci fosse un archivio li catalogherei. Sistemati all’interno di un archivio che da terra arriva a sfiorare il soffitto. Ho sbagliato ma sono gelosa dei miei errori. E non potrebbe essere diverso. Per quel motivo sottile. Che senza gli errori fatti non sarei chi sono ora.

 

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Coca-Cola e la trilogia dei tacchi

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PhotoGrid_1433877623342Lo scorso dieci giugno -udite-udite ad un anno esatto dall’uscita di Matta Per Manolo, ho ricevuto il cofanetto personalizzato, #daiunbacio. Coca-Cola, mi ha baciato e ha festeggiato con me!

Oggetto di culto, vera e propria icona pop, “baciata” da grandi miti come Marilyn Monroe, Elvis Presley e Ray Charles, la bottiglia dalle inconfondibili forme, compie adesso 100 anni, ricorrenza celebrata in Italia e in tutto il mondo come uno dei momenti più significativi della storia dell’azienda.

Non avendo il physique du role per interpretare Marilyn, e, ahimè non avendo proprio nulla che mi accomuni a lei, eccetto l’acqua ossigenata, il bacio ho voluto darlo a Link, la mia cagnolina di quattordici anni. O almeno, questo è quanto ha voluto il fato: una riproduzione del celeberrimo gioco della bottiglia. Potevo darlo a Mr Buk ma è uscita la voce, “Il tuo cucciolo”.

Coca-Cola Company festeggia i primi 100 meravigliosi anni, lanciando la nuovissima campagna estiva #daiunbacio, simbolo di condivisione e felicità. Dal mese di giugno, sull’etichetta della bottiglia Coca-Cola comparirà infatti, al posto del celebre logo, un invito a dare un bacio alle persone e alle cose che si amano.

Buona estate di baci con Coca-Cola e con la trilogia dei tacchi!

Tra moglie e marito…

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CBiLFidWgAA-CYdPuoi mettere il libro. Questa storpiatura del celebre proverbio, sta diventando un vero tormentone a casa. A mio marito, non piace particolarmente, quindi, mi assumo io la responsabilità di questa scelta. Solo che noi di libri ne abbiamo pubblicati cinque in pochi mesi, tra il suo dittico de “La città rossa” -“Milano Criminale” e “Solo il tempo di morire” editi da Marsilio- e la mia trilogia dei tacchi per Mondadori-
Così, quando per gioco, ho proposto all’amico Carlo Vischi di organizzare un evento dedicato alle nostre saghe, date che le milleseicento pagine che abbiamo in comune sono MaduninaCentriche, lui ha tirato fuori dal cappello un’idea geniale: “Lo facciamo al Manin, l’hotel degli scrittori a Milano.”
E così è stato. Coordinati da Rossana Morrone, validissimo ufficio stampa dell’hotel, mercoledì primo Aprile è andato in scena “Pinkenero”, un incontro con la stampa ma soprattutto una festa per poter parlare con gli ospiti invitati dei nostri libri. Il parterre si è subito riempito. Più di cento presenze e foto e commenti caricati su tutti i social.
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Una (s)volta per la vita

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Sembrerò ripetitiva ma è sempre una soddisfazione trovarsi in edicola. Anche su Cosmopolitan di Gennaio. Tema del mese l’uomo che ha fatto (s)voltare nella vita. Quel Pigmalione che ha trasformato una ragazza in donna. Il mentore che ha aperto mondi sconosciuti fino a quel momento. Quel compagno che, volente o nolente ha cambiato il modo di vivere sensazioni e passioni. 

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Buon Natale da Palazzo Ranieri

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10172804_10203504231949257_673293141261311246_nChe dire di quest’anno prossimo al capolinea? E’ stata una frattura fatta di tagli e di ritorni, di ferite e di guarigioni, di tradimenti e di fedeltà ritrovate. Di conferme e di fughe. E’ stato un anno di fraintendimenti e di bugie, di amici e di malignità, di grandezze e di piccinerie.
Ma, soprattutto, è stato un anno di lettori. A cui lascio, quel condominio che ho amato come un figlio. Quel palazzo fatto di storie e di famiglie non ordinarie. Le sue scale piene di racconti e di sogni, il suo ascensore, un confessionale rotto per ascoltare. Vi lascio Ivanna e il suo sottotetto stipato di consigli, le incertezze di Palladiana, l’audacia di Valentina e la passione di Clorinda, la poesia di Ernesto e la dolcezza di Priscilla. E non posso che ringraziarvi per avere aperto le vostre case ai loro cuori. Credo di aver detto tutto. O Circa.
Comunque, ‪#‎BuonNatale‬ da Palazzo Ranieri!

 

E comunque…

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7409_10202980236209691_1762475560494541849_nE comunque è la vita che sceglie il percorso da imboccare. E comunque, dalla merda nasce un fiore (disse un saggio cantore.) E comunque i regali confezionati con la carta migliore spesso deludono. E comunque le persone non sono numeri. E, comunque, non ci si abitua mai alle sorprese dell’amore. Né io mi abituerò mai alle vostre lettere e alle vostre foto. Ne ricevo quasi tutti i giorni. Le ho raccolte dentro una bacheca virtuale che trovate su Pinterest. E comunque non smetterò mai di ringraziarvi. Un abbraccio da palazzo Ranieri

 

Il teorema delle tre C

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10441086_10202964264770415_7932904363565255514_nLa vita è un teorema ma non di quelli in cui l’ipotenusa è una scorciatoia rispetto ai due cateti, semmai un piano inclinato scivoloso in cui, come nel gioco dell’oca è più facile ritrovarti al punto di partenza che tagliare il traguardo.Ci ho pensato a lungo, in questa coda di estate fatta di attese di risposte e di attese di treni, di sale d’aspetto e di cinture di sicurezza allacciate, di tavolinetti chiusi e di sedili reclinati. Ci ho pensato spesso in aereo o sui binari di un treno ad alta velocità, perchè in questi non luoghi il tempo si ferma. Ci ho pensato camminando con un vistoso zaino sui sampietrini di Cola di Rienzo a Roma, dove davanti a una libreria mi sono fermata a vedere tre colonne che esponevano la trilogia. Ci ho pensato in piazza Duomo dove, ancora davanti una Mondadori, la trilogia è stata sorvegliata per un mese nella vetrina principale sotto lo sguardo complice della madonnina d’oro. Ci ho pensato per mesi andando a dormire la sera, ed era l’ultimo pensiero della giornata, quello sgualcito dalla stanchezza delle ore vissute, il più intimo e sospeso e ci ho ripensato aprendo gli occhi di giornate così piene che sembravano uova.
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Come bagaglio a mano, uno zaino pieno di lettori

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Un paio di All Star per macinare chilometri, un basco blu per sentirmi a casa, una copia dalla copertina rossa da immortalare davanti alla vetrina del guru, una gonna a ruota per improvvisare una piroette sul Lungo Senna, un taccuino su cui appuntare i ricordi e Mr Buk, bussola da tenere a braccetto, come rimedio e palliativo al perlage locale.

Non porto altro a #Parigi, oltre ai vostri sorrisi, alle mail che mi mandate commentando la trilogia e alle foto che mi fanno capire, quanto palazzo Ranieri vi stia entrando nel cuore. Sarete il mio bagaglio a mano. A bientot, mes amis e, non dimenticate, che La vita è una Loubou meravigliosa! 🙂

P.S. Su Pinterest ho aperto una galleria con parte delle foto ricevute. Buona visione!