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	<title>Il Zinefilo</title>
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	<description>Viaggi nel cinema di serie Z</description>
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		<title>[ThrillerZ] Freezer (2014)</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Apr 2014 00:01:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucius Etruscus]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Dylan McDermott]]></category>
		<category><![CDATA[Freezer]]></category>
		<category><![CDATA[Mikael Salomon]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco il film che ha vinto il premio per il minor costo e minor scenografia della storia: “Freezer”, ancora inedito da noi. La giovane casa produttrice statunitense Envision Media Arts aveva già tentato un’operazione simile con “Chained” (2012), cercando cioè &#8230; <a href="/zinefilo/2014/04/04/thrillerz-freezer-2014/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Freezer-3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-259" alt="Freezer (3)" src="/zinefilo/files/2014/03/Freezer-3.jpg" width="501" height="709" /></a>Ecco il film che ha vinto il premio per il minor costo e minor scenografia della storia: “<strong><em>Freezer</em></strong>”, ancora inedito da noi.<br />
La giovane casa produttrice statunitense Envision Media Arts aveva già tentato un’operazione simile con “<em>Chained</em>” (2012), cercando cioè di ridurre lo spazio filmico al minimo, ma mentre in quel caso ha tirato fuori un ottimo piccolo film (giunto anche in Italia in DVD) con “<em>Freezer</em>” ha davvero raschiato il fondo. Per quanto io adori <strong>Dylan McDermott</strong> come attore &#8211; sono un fan sfegatato della sua serie TV “<em>The Practice</em>” &#8211; lo stesso non può farcela da solo a salvare un film immobile.<br />
Il film, diretto dallo svedese <strong>Mikael Salomon</strong> molto più a suo agio in ambiente televisivo, è uscito negli USA lo scorso 17 gennaio: non starei a smaniare per una sua uscita italiana&#8230;</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Freezer_A.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-260" alt="Freezer_A" src="/zinefilo/files/2014/03/Freezer_A.jpg" width="656" height="369" /></a>Il cinema non ha più mezzo soldo bucato, perché quei pochi soldi che girano sono tutti occupati dai <em>blockbuster</em> caciaroni delle grandi major: se non fai una minchiata per ragazzini o non ti ispiri a un romanzo per ragazzine, nessuno ti sovvenziona. Così la produzione ha avuto un’idea in effetti geniale: <strong>facciamo un intero film in un’unica stanza!</strong><br />
Niente da obiettare sull’idea, già il canadese “<em>The Cube</em>” ha fatto incetta di premi utilizzando un’unica stanza cubica per tutte le riprese, ma con una piccola differenza: lì c’era una sceneggiatura forte.<br />
“<em>Freezer</em>” inizia con Robert (Dylan McDermott) &#8211; che tutti chiamano Bobby e qui scatta la citazione proprio del suo personaggio di “<em>The Practice</em>”, e infatti lui dice sempre «Robert, not Bobby» &#8211; si sveglia in una cella frigorifera: come c’è finito? E chi lo tiene prigioniero?<br />
Quando entrano due brutti ceffi che parlano solo russo, la situazione è chiara: è finito nelle mani della temuta mafia russa, e a nulla varrà ripetere che hanno commesso un errore.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Freezer_B.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-261" alt="Freezer_B" src="/zinefilo/files/2014/03/Freezer_B.jpg" width="656" height="369" /></a>Con una sceneggiatura stanca e poco accurata &#8211; non ci credo che una stanza strapiena di oggetti non avrebbe potuto dare agli sceneggiatori elementi per arricchire la prigionia di Robert &#8211; il film procede lento e fastidioso: i colpi di scena sono così fiacchi che hanno più il sapore di mancanza di idee.<br />
Bellino il finale, questo sì, ma non ripaga di una grande occasione mancata.</p>
<p style="text-align: center">ACQUISTA SU <a href="http://www.amazon.it/Freezer-Edizione-Francia/dp/B00G0PXU5G/ref=sr_1_9?s=dvd&amp;ie=UTF8&amp;qid=1391610646&amp;sr=1-9&amp;keywords=freezer" target="_blank"><img class="size-full wp-image-14 aligncenter" alt="amazon" src="/zinefilo/files/2014/01/amazon.jpg" width="93" height="30" /></a><a href="http://www.youtube.com/watch?v=tYgrQSYjsrQ" target="_blank">TRAILER</a></p>
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		<title>[Western] Giustizia a Oak Hill (2008)</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Apr 2014 00:01:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucius Etruscus]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Aces 'N' Eights]]></category>
		<category><![CDATA[Casper Van Dien]]></category>
		<category><![CDATA[Craig R. Baxley]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia a Oak Hill]]></category>
		<category><![CDATA[Jeff Kober]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma ve lo ricordate Craig R. Baxley? Il mitico regista-stuntman che dopo “A-Team” ha iniziato gli anni Novanta con film d’azione come “Action Jackson”, “Arma non convenzionale” e “Forza d’urto”? Va be’, parliamo di un altro tempo e un altro &#8230; <a href="/zinefilo/2014/04/02/western-giustizia-a-oak-hill-2008/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Oak_Hill.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-251" alt="Oak_Hill" src="/zinefilo/files/2014/03/Oak_Hill.jpg" width="1000" height="1428" /></a>Ma ve lo ricordate <strong>Craig R. Baxley</strong>? Il mitico regista-stuntman che dopo “<em>A-Team</em>” ha iniziato gli anni Novanta con film d’azione come “<em>Action Jackson</em>”, “<em>Arma non convenzionale</em>” e “<em>Forza d’urto</em>”? Va be’, parliamo di un altro tempo e un altro pianeta.<br />
Oggi Baxley è un nome di spicco della TV americana (ha curato anche alcuni prodotti scritti da Stephen King) e quando gli affidano un western televisivo la domanda sembra essere stata una sola: «Lo volete brutto o da schifo?»</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Oak_Hill_E.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-253" alt="Oak_Hill_E" src="/zinefilo/files/2014/03/Oak_Hill_E.jpg" width="508" height="285" /></a>Andiamo, che Zinefilo ingiusto che sono. “<strong><em>Giustizia a Oak Hill</em></strong>” (Aces ‘N’ Eights, 2008) &#8211; di cui non esiste prova di uscita in DVD italiana, quindi l’unica sua traccia è un passaggio televisivo su SKY il 26 giugno 2011 &#8211; vanta la presenza di un gran numero di attori caratteristi, che pure loro devono mangiare, e Baxley non può essere sempre ispirato: ogni tanto un po’ di western di serie Z scappa a tutti.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Oak_Hill_A.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-252" alt="Oak_Hill_A" src="/zinefilo/files/2014/03/Oak_Hill_A.jpg" width="506" height="285" /></a>Il super-cattivissimo Tate (interpretato dal celeberrimo <strong>Jeff Kober</strong>, cattivo d’eccezione sin dagli anni Ottanta) imperversa per Oak Hill frustando, mutilando e poi uccidendo gli onesti contadini del posto. (Con sequenze, va specificato, censuratissime e castissime: è un western da parrocchia!) L’obiettivo di Tate è il più banale possibile: far sloggiare i contadini perché di lì passerà la ferrovia e il solito politico affarista del paese vuole comprare la terra a due soldi perché sa che poi varrà cento volte di più.<br />
Ma quante altre volte sarà stata usata questa trama? Un secolo di western, da cinema a fumetti, l’ha usata fino alla nausea&#8230; va be’, ma quante altre trame western esistono, in fondo?<br />
Uno della banda si è stufato della situazione (e della trama abusata), appende le colt al chiodo e si butta nel rutilante mondo dell’agricoltura: questi è Luke Rivers, interpretato dalla leggenda del cinema di serie Z, <strong>Casper Van Dien</strong>. Dovunque passi lui, la Z diventa più Z!</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Oak_Hill_C.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-254" alt="Oak_Hill_C" src="/zinefilo/files/2014/03/Oak_Hill_C.jpg" width="505" height="285" /></a>Arriverà il momento in cui l’ormai onesto Luke dovrà confrontarsi con i suoi ex compagni, e per farlo dovrà riprendere in mano la pistola. L’ex assassino che cerca di cambiare vita e invece gli tocca tornare a uccidere&#8230; accidenti quanta freschezza di sceneggiatura!<br />
Per fortuna a rendere interessante il duello finale c’è l’arma segreta di Casper Van Dien, qualcosa di letale e disumano: <strong>la sua barba</strong>! Cerca di fare il duro e gli mettono pure addosso il poncho di Clint Eastwood, ma proprio non ci siamo.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Oak_Hill_D.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-255" alt="Oak_Hill_D" src="/zinefilo/files/2014/03/Oak_Hill_D.jpg" width="507" height="287" /></a>Che questo film sia null’altro che banalità lo rivela il titolo originale, che cita quegli “Assi e Otto” che si ritrovò in mano Wild Bill Hickok prima di venir ammazzato, diventando poi celebri come la mano del morto. Uno stereotipo del western sicuramente abusato, che però impallidisce davanti alla barba di Van Dien! Solo quella merita una visione&#8230;<br />
Però il tocco del maestro alla fin fine si sente: negli ultimi 6 minuti del film esplode la creatività e il guizzo visivo, alla fin fine riscattando tutto il film.</p>
<p style="text-align: center">ACQUISTA SU <a href="http://www.amazon.it/Aces-N-Eights-Edizione-Germania/dp/B0013D8L8Q/ref=sr_1_1?s=dvd&amp;ie=UTF8&amp;qid=1396185376&amp;sr=1-1&amp;keywords=Aces+%27N%27+Eights" target="_blank"><img class="size-full wp-image-14 aligncenter" alt="amazon" src="/zinefilo/files/2014/01/amazon.jpg" width="93" height="30" /></a><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Wi0tP4oe7K0" target="_blank">TRAILER</a></p>
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		<title>[Western] Cacciatori di taglie che scottano (1995)</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Mar 2014 00:01:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucius Etruscus]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Durata solo quattro anni, la Sunset Films International ha fatto in tempo a regalare ottimi pessimi film: tutto pane per il Zinefilo! Sotto lo pseudonimo di Robert Swanson, il mitico Jim Wynorski (autore di valanghe di ottimi filmacci) firma questo &#8230; <a href="/zinefilo/2014/03/31/western-cacciatori-di-taglie-che-scottano-1995/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Cacciatori-di-taglie-Hard-Bounty-5.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-238" alt="Cacciatori di taglie [Hard Bounty] (5)" src="/zinefilo/files/2014/03/Cacciatori-di-taglie-Hard-Bounty-5.jpg" width="494" height="709" /></a>Durata solo quattro anni, la Sunset Films International ha fatto in tempo a regalare ottimi pessimi film: tutto pane per il Zinefilo!<br />
Sotto lo pseudonimo di Robert Swanson, il mitico <strong>Jim Wynorski</strong> (autore di valanghe di ottimi filmacci) firma questo onesto piccolo western dal titolo “<strong><em>Hard Bounty</em></strong>”, uscito in home video il 18 aprile 1995. Il film arriva in Italia prima in TV, su Rai2 nella notte dell’11 ottobre 1999 con il titolo “<strong><em>Taglia che scotta</em></strong>”; poi in DVD Eagle Pictures il 10 marzo 2003 ma stavolta con il titolo “<strong><em>Cacciatori di taglie</em></strong>”.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Taglia_A.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-244" alt="Taglia_A" src="/zinefilo/files/2014/03/Taglia_A.jpg" width="686" height="526" /></a>Il cacciatore di taglie Kanning (<strong>Matt McCoy</strong>), noto anche come Spirito Santo (<em>Holy Ghost</em> in originale), comincia ad essere stanco del proprio lavoro: ogni notte deve fare i conti con i cadaveri di cui ha riscosso la taglia, e il numero aumenta ogni giorno. Quando uccide una coppia di giovani, con una taglia sulla testa solo perché il padre della ragazza non ha visto bene la fuga d’amore, capisce che è l’ultima goccia: decide di cambiare attività e coi soldi guadagnati si compra il saloon cittadino.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Taglia_B.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-246" alt="Taglia_B" src="/zinefilo/files/2014/03/Taglia_B.jpg" width="695" height="523" /></a>Il saloon ha anche un bordello annesso, dove lavora Donnie (una irriconoscibile <strong>Kelly LeBrock</strong>) che è rimasta in città solo perché ama Kanning: riuscirà questi ad allacciare con la donna una storia d’amore o si limiterà a farle da pappone?<br />
Intanto una banda criminale sta organizzando una rapina alla banca locale, ma non sa che Kanning vigila e la sua pistola non perdona. Così come non sa che le squillo della città sono molto più agguerrite di quanto si possa pensare, e ci metteranno poco ad organizzare una vera e propria <em>posse</em>.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Taglia_C.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-247" alt="Taglia_C" src="/zinefilo/files/2014/03/Taglia_C.jpg" width="688" height="524" /></a>Alla sceneggiatura troviamo <strong>Karen Kelly</strong>, attricetta anni Ottanta che negli anni Novanta si è specializzata in sceneggiature ad alto tasso erotico (o almeno così è nelle intenzioni).<br />
Il film vanta una ghiotta collezione di tette al vento (tutta plastica, ovviamente, ma non si butta via niente). Quando il 30 novembre 1999 con poca lungimiranza Rai1 trasmette il film alle 10 di mattina, succede un guaio. «<strong>Raiuno blocca film a metà: troppo hard</strong>» è lo strillo del quotidiano “La Stampa” del giorno successivo!<br />
«Dopo una mezzoretta i responsabili di rete sono impalliditi: il film drammatico non risparmiava nudi e scene di sesso, decisamente inadatti al pubblico mattutino e ancora più inopportuni dopo il richiamo inoltrato da Pierluigi Celli [contro la volgarità in televisione]. In pochi minuti, in prossimità della fine del primo tempo, il direttore di Raiuno ha deciso di interrompere il film e di mandare in onda al suo posto un episodio del più “castigato” telefilm <em>Thunder Alley</em>».<br />
Il pezzo si conclude specificando che “<em>Taglia che scotta</em>” è andato in onda per sbaglio e Raiuno si scusa per l’accaduto. È scontato che il film da quel momento è scomparso dai palinsesti televisivi&#8230;</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Taglia_D.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-248" alt="Taglia_D" src="/zinefilo/files/2014/03/Taglia_D.jpg" width="691" height="522" /></a>A sorpresa il film presenta alcune battute da ricordare. Una per tutte è quando Kanning cerca di spiegare a Donnie che non può armarsi e vendicare la sua amica.<br />
«Io non posso fare solo due cose – spiega la donna. – La prima è l’amore con una donna, l’altra è la pipì contro un muro: ma stando ai fatti, rimpiango solamente di non poter fare la seconda».</p>
<p style="text-align: center">ACQUISTA SU <a href="http://www.amazon.it/Cacciatori-Taglie-Bounty-Versione-Noleggio/dp/B00I7YE1HE/ref=sr_1_4?s=dvd&amp;ie=UTF8&amp;qid=1396003458&amp;sr=1-4&amp;keywords=cacciatori+di+taglie" target="_blank"><img class="size-full wp-image-14 aligncenter" alt="amazon" src="/zinefilo/files/2014/01/amazon.jpg" width="93" height="30" /></a><a href="http://www.youtube.com/watch?v=JfCoJ7NmXmk" target="_blank">TRAILER</a></p>
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		<title>[Space BlondeZ] Decoys 2 (2007)</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Mar 2014 00:01:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucius Etruscus]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Columbia TriStar]]></category>
		<category><![CDATA[Corey Sevier]]></category>
		<category><![CDATA[Decoys 2: Alien Seduction]]></category>
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		<category><![CDATA[Sony Pictures]]></category>
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		<description><![CDATA[Tornano le mignottine spaziali a tormentare i sogni dei giovani mentecatti collegiali. Se pensate che il primo film faceva schifo, scoprirete che questo lo batte! Nomi illustri come la Columbia TriStar e Sony Pictures fanno a botte per distribuire nel &#8230; <a href="/zinefilo/2014/03/28/space-blondez-decoys-2-2007/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Decoys2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-232" alt="Decoys2" src="/zinefilo/files/2014/03/Decoys2.jpg" width="346" height="498" /></a>Tornano le mignottine spaziali a tormentare i sogni dei giovani mentecatti collegiali. Se pensate che il primo film faceva schifo, scoprirete che questo lo batte!<br />
Nomi illustri come la Columbia TriStar e Sony Pictures fanno a botte per distribuire nel mondo questa defecata spaziale dal titolo “<strong><em>Decoys 2: Alien Seduction</em></strong>” prodotta al volo da case canadesi improvvisate e fatto uscire, nel marzo 2007, mentre ancora gli ormoni giovanili ribollono per il primo episodio. Si sa che i collegiali ingrifati non eccellono per buon gusto&#8230;<br />
Quando si parla di dozzinale mediocrità, l’Italia non vuol farsi certo cogliere impreparata, così la Sony Pictures porta in Italia il DVD del film il 10 luglio 2007 a noleggio, e in vendita il 28 agosto.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Decoys2_A.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-233" alt="Decoys2_A" src="/zinefilo/files/2014/03/Decoys2_A.jpg" width="560" height="304" /></a>Ci spostiamo dall’Ottawa del primo film ma rimaniamo sempre in Canada, nel college della città di Edmonton dove le mignottine bionde dello spazio continuano a cercare maschi ardimentosi e focosi per soddisfare la loro necessità di gravidanza inter-specie. Se appartenessero ad una civiltà superiore, come affermano, userebbero un minimo di intelligenza e cercherebbero dei maschi adulti, invece si dedicano ad adolescenti brufolosi e vogliosi e poi si lamentano se&#8230; la cosa dura poco!</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Decoys2_B.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-234" alt="Decoys2_B" src="/zinefilo/files/2014/03/Decoys2_B.jpg" width="560" height="304" /></a>Intanto Luke (Corey Sevier), reduce dal primo film, è ossessionato dalle donne aliene e passa le notti a disegnarle, conquistandosi non solo lo stupore del suo professore (interpretato da Tobin Bell, indimenticato Saw della saga omonima, che fa giusto una inutilissima comparsata) ma anche l’interesse clinico della dottoressa Geisner (Dina Meyer), che però è troppo impegnata a strizzare gli occhi e arricciare le labbra a favore di camera per analizzare sul serio quanto gli racconta il ragazzo confuso.<br />
In tutto questo, poteva mancare la solita gara collegiale a chi rimorchia più donne? Potevano mancare le squallide imprese di giovani decerebrati, che costano poco ai produttori e piacciono tanto al pubblico?</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Decoys2_C.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-235" alt="Decoys2_C" src="/zinefilo/files/2014/03/Decoys2_C.jpg" width="560" height="304" /></a>Mentre diafane e inespressive ragazzine giocano a fare le sexy senza alcun tratto femminile riscontrabile (non basta una gonnellina a fare una donna, servirebbero anche delle curve!), i ragazzi ancora non hanno capito che qualcuno li sta falcidiando e continuano a cadere nel trappolone delle geniali mignottine bionde dallo spazio, che parlano come se fossero in un film porno.<br />
Non aiuta il tema musicale di Steve London, particolarmente fastidioso oltre a non c’entrare una mazza con il film.<br />
Il giudizio del Zinefilo è: ma se mandassimo nello spazio quegli idioti dei college americani? Non ci guadagneremmo tutti?</p>
<p style="text-align: center">ACQUISTA SU <a href="http://www.amazon.it/Decoys-Seduzione-Aliena-Dina-Meyer/dp/B0041KY8E4/ref=sr_1_3?s=dvd&amp;ie=UTF8&amp;qid=1392367671&amp;sr=1-3&amp;keywords=decoys+2" target="_blank"><img class="size-full wp-image-14 aligncenter" alt="amazon" src="/zinefilo/files/2014/01/amazon.jpg" width="93" height="30" /></a><a href="http://www.youtube.com/watch?v=chvk3yVAc7s" target="_blank">TRAILER</a></p>
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		<title>[Space BlondeZ] Decoys (2004)</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Mar 2014 00:01:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucius Etruscus]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Moviemax]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Burgi]]></category>

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		<description><![CDATA[La saga di “Species” finalmente si interrompe&#8230; ma subito le Bionde Spaziali trovano un altro filone da seguire: proprio in quel Canada che è patria della space blonde Natasha Henstridge. Marcello Dell’Utri si premura di portare in Italia &#8211; aiutato &#8230; <a href="/zinefilo/2014/03/26/space-blondez-decoys-2004/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Decoys.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-226" alt="Decoys" src="/zinefilo/files/2014/03/Decoys.jpg" width="490" height="709" /></a>La saga di “Species” finalmente si interrompe&#8230; ma subito le Bionde Spaziali trovano un altro filone da seguire: proprio in quel Canada che è patria della <em>space blonde</em> Natasha Henstridge.<br />
Marcello Dell’Utri si premura di portare in Italia &#8211; aiutato da Moviemax e MHE (Mondo Home Entertainment) &#8211; il primo ed ultimo film non televisivo di Matt Hastings, più a suo agio con le serie TV: il canadese “<strong><em>Decoys</em></strong>”, uscito in patria il 27 febbraio 2004.<br />
In Italia arriva a noleggio l’8 novembre 2006, e in vendita il 17 gennaio 2007.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Decoys1_A.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-227" alt="Decoys1_A" src="/zinefilo/files/2014/03/Decoys1_A.jpg" width="544" height="304" /></a>Se il cinema made in USA ci ha insegnato qualcosa, è che nei campus universitari si fanno solo due cose: sesso e tentativi di far sesso. Ogni tanto si fanno anche scherzi stupidi, ma poi viene tutto dimenticato in fiumi di alcol. Il Zinefilo si augurava che queste attività intellettuali universitarie appartenessero solo alle lande americane, invece questo film canadese dimostra che anche a nord è tutto identico. (Si spera sia solo finzione per vendere i film.)<br />
Luke (Corey Sevier) è il classico coglione da college circondato da super-coglioni da college e dalla solita ragazza normale che cerca di attirare la sua attenzione, ma Luke ha occhi solo per le mignottine bionde. Una notte ne spia due che seguono il più classico dei copioni da college – giochetti lesbo di cui pare abbondino i reparti femminili dei college cinematografici – e all’improvviso scopre qualcosa di incredibile: alle mignottine escono gli spinaci dalle tette! (In realtà è ovviamente un effetto speciale: le due attrici non hanno tette!)<br />
Luke è giustamente allibito, e gli strani omicidi che avvengono nel campus gli confermano la sua prima opinione: sono arrivati gli UFI in Canada! Ora mancano solamente le “suore di menare” e poi lo sketch di Guzzanti che fa Ghezzi è completo!</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Decoys1_B.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-228" alt="Decoys1_B" src="/zinefilo/files/2014/03/Decoys1_B.jpg" width="544" height="304" /></a>Il detective Francis Kirk (povero <strong>Richard Burgi</strong>, grande attore televisivo ridotto a fare ’ste puttanate) crede che Luke sia l’assassino, ma lui non ci bada: deve affrontare da solo gli UFI.<br />
Ma qual è il piano delle mignottine bionde? Perché si atteggiano a fatalone quando hanno il fisico di un ragazzino anoressico? Perché vogliono per forza accoppiarsi con adolscenti coglioni e decerebrati? Chi le spinge? Su questo Luke dovrà indagare: <em>sugli spingitori di mignottine!</em><br />
“<em>Decoys</em>” non merita neanche di finire nella serie Z, non vale neanche la pena di vederlo per del sano nudismo immotivato, visto che mostra esclusivamente delle ochette prive di qualsiasi curva femminile. Per fortuna la copertina del DVD è di carta doppio velo, almeno una utilità gliela si può trovare&#8230;</p>
<p style="text-align: center">ACQUISTA SU <a href="http://www.amazon.it/Decoys-Corey-Sevier/dp/B0041KY9H0/ref=sr_1_1?s=dvd&amp;ie=UTF8&amp;qid=1391596883&amp;sr=1-1&amp;keywords=decoys" target="_blank"><img class="size-full wp-image-14 aligncenter" alt="amazon" src="/zinefilo/files/2014/01/amazon.jpg" width="93" height="30" /></a><a href="https://www.youtube.com/watch?v=K3GjXGvKct4" target="_blank">TRAILER</a></p>
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		<title>[Space BlondeZ] Species 4 (1998)</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Mar 2014 00:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucius Etruscus]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Ben Cross]]></category>
		<category><![CDATA[Ben Ripley]]></category>
		<category><![CDATA[Helena Mattsson]]></category>
		<category><![CDATA[Marlene Favela]]></category>
		<category><![CDATA[Metro-Goldwyn-Mayer]]></category>
		<category><![CDATA[Nick Lyon]]></category>
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		<category><![CDATA[Species 4. Il risveglio]]></category>
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		<description><![CDATA[La Metro-Goldwyn-Mayer (MGM) continua imperterrita a voler sfruttare l’ormai esaurito filone della Specie Mortale, così sfrutta ancora Ben Ripley alla sceneggiatura e chiama Nick Lyon (futuro artefice di filmacci) a dirigere “Species: The Awakening”, uscito in video il 2 ottobre &#8230; <a href="/zinefilo/2014/03/24/space-blondez-species-4-1998/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Species-4-Il-risveglio-3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-217" alt="Species 4 - Il risveglio (3)" src="/zinefilo/files/2014/03/Species-4-Il-risveglio-3.jpg" width="501" height="709" /></a>La Metro-Goldwyn-Mayer (MGM) continua imperterrita a voler sfruttare l’ormai esaurito filone della Specie Mortale, così sfrutta ancora <strong>Ben Ripley</strong> alla sceneggiatura e chiama <strong>Nick Lyon</strong> (futuro artefice di filmacci) a dirigere “<strong><em>Species: The Awakening</em></strong>”, uscito in video il 2 ottobre 2007.<br />
Il film, con il titolo “<strong><em>Species 4. Il risveglio</em></strong>”, arriva in Italia in DVD MGM il 7 aprile 2008.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Species4_A.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-218" alt="Species4_A" src="/zinefilo/files/2014/03/Species4_A.jpg" width="544" height="304" /></a>Ormai avere in casa una aliena bionda è usanza praticamente consolidata. C’è chi ha un gatto, chi un cane, chi un pesce rosso: Tom (Ben Cross) ha invece una bionda aliena che ha cresciuto come se fosse la sua nipotina. Miranda, questo il suo nome, a un certo punto sente che qualcosa non va: sebbene sia convinta di aver vissuto molti anni, di aver studiato ed essere diventata una professoressa, in realtà è passato pochissimo tempo da quando è stata concepita con DNA alieno. Come mai il rettore dell’università dove insegna non abbia indagato sul suo inesistente passato accademico rimane un mistero.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Species4_B.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-219" alt="Species4_B" src="/zinefilo/files/2014/03/Species4_B.jpg" width="544" height="304" /></a>Visto che ora Miranda sa tutto, è giunto il momento di andare in Messico: sia perché le <em>location</em> esterne costano meno, sia perché c’è uno strano dottore americano che fa cloni. C’è chi colleziona francobolli, e c’è chi fa cloni&#8230; L’intento è quello di duplicare Miranda così che, finito il tempo vitale della bionda originale, subentra il suo clone.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Species4_C.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-220" alt="Species4_C" src="/zinefilo/files/2014/03/Species4_C.jpg" width="544" height="304" /></a>Se già così la storia non fosse già decisamente delirante, il <em>twist</em> di sceneggiatura che lascia spettinati è che la donna clonata risulta&#8230; <em>molto più zoccola dell’originale!</em> Esiste dunque un gene che codifica per la zoccolaggine?<br />
Fatto sta che la nuova Miranda non è più la delicata professoressa di prima, bensì un panterone biondo che va in giro di pelle rossa vestito ad ammazzare la gente a casaccio.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Species4_D.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-221" alt="Species4_D" src="/zinefilo/files/2014/03/Species4_D.jpg" width="544" height="304" /></a>Dopo una canadese e un’americana, stavolta l’aliena bionda è interpretata da una svedese: la <em>straordinariamente bella</em> <strong>Helena Mattsson</strong>, molto attiva a livello televisivo. Al di là delle più che evidenti doti fisiche, come attrice è molto brava ma qui certo è al suo minimo.<br />
Come il film precedente, c’è bisogno di bilanciare con una zoccola mora ed ecco quindi il totalmente inutile personaggio di Azura, interpretata dalla bella messicana <strong>Marlene Favela</strong>.<br />
L’astro delle zoccole spaziali bionde è ormai tramontato e per fortuna non sembrano essere previsti ulteriori fastidiosi sequel di “<em>Specie mortale</em>”&#8230; Ma un degno erede sta arrivando dal Canada, la patria della Henstridge, come vedremo a breve.</p>
<p style="text-align: center">ACQUISTA SU <a href="http://www.amazon.it/Species-4-Risveglio-Ben-Cross/dp/B003H06VEE/ref=sr_1_1?s=dvd&amp;ie=UTF8&amp;qid=1393948960&amp;sr=1-1&amp;keywords=species+4" target="_blank"><img class="size-full wp-image-14 aligncenter" alt="amazon" src="/zinefilo/files/2014/01/amazon.jpg" width="93" height="30" /></a><a href="https://www.youtube.com/watch?v=6KN1D2y1yu0" target="_blank">TRAILER</a></p>
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		<title>[Space BlondeZ] Species 3 (1998)</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Mar 2014 00:01:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucius Etruscus]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Amelia Cooke]]></category>
		<category><![CDATA[Ben Ripley]]></category>
		<category><![CDATA[Bionde spaziali]]></category>
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		<description><![CDATA[Esordire vendendo alla Twentieth Century Fox una sceneggiatura per Ridley e Tony Scott non è da tutti (anche se il progetto “In vitro” è fermo dal 2002), ma per portare davvero al cinema i propri script Ben Ripley deve passare &#8230; <a href="/zinefilo/2014/03/21/space-blondez-species-3-1998/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Species-3-3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-209" alt="Species 3 (3)" src="/zinefilo/files/2014/03/Species-3-3.jpg" width="494" height="709" /></a>Esordire vendendo alla Twentieth Century Fox una sceneggiatura per Ridley e Tony Scott non è da tutti (anche se il progetto “<em>In vitro</em>” è fermo dal 2002), ma per portare davvero al cinema i propri <em>script</em> <strong>Ben Ripley</strong> deve passare alla Metro-Goldwyn-Mayer (MGM): nel giugno del 2004 infatti, sfruttando le atmosfere da bioetica del suo precedente lavoro, scrive la sceneggiatura per “<strong><em>Species III</em></strong>” diretto dal regista televisivo <strong>Brad Turner</strong>.<br />
Il film esce direttamente in home video il 27 novembre 2004 e arriva in Italia in DVD Fox, a noleggio dal 16 novembre 2005 e in vendita dal 6 dicembre successivo.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Species3_B.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-210" alt="Species3_B" src="/zinefilo/files/2014/03/Species3_B.jpg" width="624" height="352" /></a>Ripley giustamente ha notato che il precedente sceneggiatore ha lasciato in giro una secchiata di ragazzini sangue-misto, nati dalla razza aliena schifoide fusa con DNA umano: che ci facciamo? Decide così di farli crescere e andare per il mondo, con le loro scarpine Chicco, spargendosi così tanto fra la popolazione umana&#8230; che finiscono tutti per reincontrarsi in continuazione.<br />
Intanto il dottor Abbot (interpretato dal geniale <strong>Robert Knepper</strong>, grande mito in ogni ruolo che ricopre) dal cadavere di Eve s’è fregato un feto fresco fresco e &#8211; come farebbe chiunque di noi &#8211; si cresce in casa l’alienina biondina. Appena arriva la trasformazione, cioè da bambina diventa zoccola spaziale, vestendosi succintamente la novella aliena parte di nuovo in cerca di omaccioni per procreare: incredibile, anche in questo terzo film non c’è uno straccio di uomo sano per piazzare ’sto feto!</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Species3_A.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-211" alt="Species3_A" src="/zinefilo/files/2014/03/Species3_A.jpg" width="624" height="352" /></a>Anche in questo film l’aliena bionda è interpretata da una modella, <strong>Sunny Mabrey</strong>, anche se di dieci anni più grande rispetto alla Henstridge del primo film. La stessa Natasha appare per i primi due o tre minuti iniziali, e stupisce che si sia prestata a partorire un alieno sanguinolento solo per fare una comparsata: più facile che quella sequenza fosse stata girata già per il secondo film e tenuta nel cassetto.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Species3_D.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-212" alt="Species3_D" src="/zinefilo/files/2014/03/Species3_D.jpg" width="624" height="352" /></a>Stavolta alla bionda fatalona si affianca una nuova zoccola spaziale, Amelia (<strong>Amelia Cooke</strong>), un personaggio raffazzonato che praticamente non fa che ricalcare le azioni della titolare.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Species3_C.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-213" alt="Species3_C" src="/zinefilo/files/2014/03/Species3_C.jpg" width="624" height="352" /></a>Fra mignottine bionde e zoccole more, il film procede claudicante fra una chiappa e una tetta, lanciandosi anche in imbarazzanti scene d’azione con i costumi alieni decisamente simili a parodie del lavoro iniziale di H.R. Giger.</p>
<p style="text-align: center">ACQUISTA SU <a href="http://www.amazon.it/Species-III-Robin-Dunne/dp/B003GZTMPU/ref=sr_1_1?s=dvd&amp;ie=UTF8&amp;qid=1393948893&amp;sr=1-1&amp;keywords=species+3" target="_blank"><img class="size-full wp-image-14 aligncenter" alt="amazon" src="/zinefilo/files/2014/01/amazon.jpg" width="93" height="30" /></a><a href="https://www.youtube.com/watch?v=rY6KfSoHr4Y" target="_blank">TRAILER</a></p>
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		<title>[Space BlondeZ] Species 2 (1998)</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Mar 2014 00:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucius Etruscus]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bionde spaziali]]></category>
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		<description><![CDATA[Visto il successo del primo episodio, la Metro-Goldwyn-Mayer mette in lavorazione “Species II” e a maggio del 1997 Chris Brancato presenta una prima stesura della sceneggiatura. Roger Donaldson ha appena firmato per la Universal Pictures un grande successo di botteghino, &#8230; <a href="/zinefilo/2014/03/19/space-blondez-species-2-1998/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Species-2-4.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-201" alt="Species 2 (4)" src="/zinefilo/files/2014/03/Species-2-4.jpg" width="492" height="709" /></a>Visto il successo del primo episodio, la Metro-Goldwyn-Mayer mette in lavorazione “<em><strong>Species II</strong></em>” e a maggio del 1997 Chris Brancato presenta una prima stesura della sceneggiatura. Roger Donaldson ha appena firmato per la Universal Pictures un grande successo di botteghino, “<em>Dante’s Peak</em>”, quindi è plausibile che chieda un compenso alto per tornare a dirigere la bionda aliena: si opta per il sicuramente più economico ungherese <strong>Peter Medak</strong>, regista televisivo in una delle sue rarissime prove cinematografiche.<br />
“<em>Species II</em>” esce nei cinema degli Stati Uniti il 10 aprile 1998 e, con il titolo “<strong><em>Species 2</em></strong>”, nei cinema italiani il 7 agosto 1998. Il 19 marzo 1999 risulta essere la videocassetta più noleggiata della settimana, mentre la prima traccia di vendita in DVD risale al 12 dicembre 2000.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Species2_A.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-202" alt="Species2_A" src="/zinefilo/files/2014/03/Species2_A.jpg" width="720" height="374" /></a>Dopo aver creato un essere umano utilizzando del DNA alieno, e dopo che questo esperimento si è risolto con morte e un rischio di invasione terrestre, è davvero ovvio che si ritenti di nuovo lo stesso esperimento. Come al solito, stavolta andremo sul sicuro&#8230; e come al solito, <em>niente</em> sarà sicuro.<br />
Mentre gli scienziati si divertono a clonare un’altra volta la bella Sil (chiamandola stavolta Eve) così da poter mostrare di nuovo la bella <strong>Natasha Henstridge</strong> nuda &#8211; questa <em>non</em> è una critica, sia ben chiaro! &#8211; dallo spazio arriva un altro DNA pericoloso: giustamente ha capito che su questo pianeta ci si diverte assai. Si tratta del DNA della razza aliena che ha sterminato la specie di cui Sil era l’ultimo esponente: una specie violenta e cattivissima, insettoide schifosoide pronta a conquistare il nostro mondo e il nostro habitat.<br />
Utilizzando come vettore l’astronauta trombereccio Patrick Ross (Justin Lazard), il DNA alieno si sparge di utero in utero fino a sfornare una secchiata di ragazzini sangue-misto, che lo sceneggiatore a un certo punto dimentica e lascia vagare nel limbo.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Species2_B.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-203" alt="Species2_B" src="/zinefilo/files/2014/03/Species2_B.jpg" width="720" height="374" /></a>Intanto la dottoressa Laura Baker (<strong>Marg Helgenberger</strong>) è convinta di poter fare meglio del casino del primo film, e quando si rende conto che la situazione di Eve è fuori controllo richiama l’amico-amante Press Lenox (un <strong>Michael Madsen</strong> totalmente svogliato e insopportabile). Dovranno allo stesso tempo acciuffare il trombatore Ross per fermare il suo raptus riproduttivo ma anche controllare Eve che, malgrado sia stata geneticamente modificata per essere “buona” (e in effetti è molto <em>bbona</em>!), fa ovviamente quello che fanno tutti gli alieni controllati: è fuori controllo.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Species2_C.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-205" alt="Species2_C" src="/zinefilo/files/2014/03/Species2_C.jpg" width="720" height="374" /></a>Risulta indispensabile l’aiuto del demente astronauta Dennis Gamble (Mykelti Williamson) che, essendo collega di Ross è forse in grado di ritrovarlo. Essendo il classico stantio <em>clichè</em> del “black buddy”, l’amicone nero che fa da spalla sparando battute stupide, è un personaggio ridicolo oltre ogni sopportazione umana: neanche il mostrone alieno sembra sopportarlo.<br />
Fra una puttanata e una stupidata, la sceneggiatura procede lenta e inesorabile verso il nulla.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Species2_D.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-204" alt="Species2_D" src="/zinefilo/files/2014/03/Species2_D.jpg" width="720" height="374" /></a>La MGM costringe i suoi attori a partecipare ad un film che, vistosamente, non hanno alcun desiderio di girare. Come nel primo episodio abbiamo un ottimo cast, sia protagonista che comprimario, ma tutti al loro minimo sindacale: si vede che sono lì per soldi, schifati di girare una simile cretinata, e quindi danno davvero il peggio di se stessi.<br />
Se già “<em>Specie mortale</em>” era un film con basi da serie A ma svolgimento da serie B, in questo <em>sequel</em> ci avviciniamo molto alla serie Z. Il giudizio del Zinefilo è: perché non fate solo spogliare la Henstridge e basta, senza sceneggiatura intorno?</p>
<p style="text-align: center">ACQUISTA SU <a href="http://www.amazon.it/Species-II-Natasha-Henstridge/dp/B000SL1OHY/ref=sr_1_1?s=dvd&amp;ie=UTF8&amp;qid=1393948809&amp;sr=1-1&amp;keywords=species+2" target="_blank"><img class="size-full wp-image-14 aligncenter" alt="amazon" src="/zinefilo/files/2014/01/amazon.jpg" width="93" height="30" /></a><a href="https://www.youtube.com/watch?v=VzeRCB6YcJE" target="_blank">TRAILER</a></p>
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		<title>[Space BlondeZ] Species (1995)</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Mar 2014 00:01:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucius Etruscus]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Metro-Goldwyn-Mayer porta al cinema la sceneggiatura che Dennis Feldman scrive nel 1993 e affida la regia all’australiano Roger Donaldson, già autore di capolavori come “Senza via di scampo”, grandi successi di pubblico come “Cocktail” e produzioni sfortunate ma gustose &#8230; <a href="/zinefilo/2014/03/17/space-blondez-species/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Species-1-Specie-mortale-5.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-193" alt="Species 1 - Specie mortale (5)" src="/zinefilo/files/2014/03/Species-1-Specie-mortale-5.jpg" width="492" height="709" /></a>La Metro-Goldwyn-Mayer porta al cinema la sceneggiatura che Dennis Feldman scrive nel 1993 e affida la regia all’australiano <strong>Roger Donaldson</strong>, già autore di capolavori come “<em>Senza via di scampo</em>”, grandi successi di pubblico come “<em>Cocktail</em>” e produzioni sfortunate ma gustose come “<em>Cadillac Man</em>”, “<em>White Sands</em>” e il remake “<em>Getaway</em>”.<br />
“<em><strong>Species</strong></em>” esce al cinema negli USA il 7 luglio 1995 e in Italia &#8211; con il titolo “<strong><em>Specie mortale</em></strong>” &#8211; il 22 febbraio 1996 (checché ne dica l’IMDb!). Nel 2000, con l’uscita in home video del sequel del film, “<em>Specie mortale</em>” arriva anche in DVD Fox (30 marzo 2000) e VHS Warner (22 giugno 2000). Nel 2005 viene distribuito il DVD Special Edition (2 dischi) e nel 2008 esce anche in italiano l’edizione Blu-ray.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Species1_1996-02-24.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-196" alt="Species1_1996-02-24" src="/zinefilo/files/2014/03/Species1_1996-02-24.jpg" width="802" height="340" /></a>Quando ti arriva un messaggio dallo spazio non c’è neanche da starci a pensare: lo fai subito accoppiare con donne terrestri! Magari il messaggio è semplice rumore spaziale o ha in sé i germi di un’invasione galattica, ma non stiamo a sottilizzare: infiliamolo in uteri umani e vediamo cosa esce fuori. Manco a dirlo, succede un casino.<br />
Dagli esperimenti bioeticamente discutibili del professor Xavier Fitch (<strong>Ben Kingsley</strong>) nasce una bambina che per comodità chiamano Sil (ma che nome è?): cresce a velocità incredibile per i parametri umani finché ovviamente fugge e va nel posto più noto agli alieni. Dagli albori del cinema, se vieni dallo spazio non puoi proprio fare a meno di finire sulle strade di Los Angeles!<br />
Sil (la stupenda modella canadese <strong>Natasha Henstridge</strong>, all’epoca appena ventenne) è in cerca di un uomo con cui accoppiarsi per dar vita alla razza aliena il cui DNA porta scritto nel proprio sangue, ma scopre che di mandrilli ce ne sono tanti&#8230; di uomini sani e fertili molto meno.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Species1_A.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-197" alt="Species1_A" src="/zinefilo/files/2014/03/Species1_A.jpg" width="635" height="288" /></a>Intanto Fitch non se ne sta con le mani in mano e organizza una variopinta squadra di persone che dovrebbero risolvere brillantemente la situazione, lasciando invece molto a desiderare. Questa squadra di fenomeni è formata da attori di prima categoria come <strong>Forest Whitaker</strong> e <strong>Alfred Molina</strong>, affiancati da ottimi caratteristi come <strong>Michael Madsen</strong> e <strong>Marg Helgenberger</strong>. Tutti sprecati nei loro ruoli, ma tutti intenti a stanare l’aliena bionda prima che metta al mondo una secchiata di marmocchi alieni urlanti.<br />
Malgrado il regista sia bravo la pellicola soffre di un velo di serie B che non riesce a discostarsi. Malgrado tutta la produzione sia di ottima fattura lo stesso “<em>Specie mortale</em>” rimane un film ambizioso che dà l’idea di non aver centrato l’obiettivo.<br />
Sicuramente è una bella freccia al suo arco l’avere come “costumista” lo svizzero <strong>H.R. Giger</strong>, che dall’Alien del 1979 non partecipava più a produzioni cinematografiche: il risultato non è proprio sfavillante ma si lascia ammirare.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Species1_B.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-198" alt="Species1_B" src="/zinefilo/files/2014/03/Species1_B.jpg" width="635" height="288" /></a>Definire questo film di serie Z è sicuramente ingiusto, diciamo che con tutti i suoi difetti rimane un buon prodotto di serie B&#8230; che però ha figliato prodotti alieni quelli sì di serie Z, come vedremo più avanti.<br />
Il giudizio del Zinefilo è: ma se l’aliena bionda vuole inseminarsi, chi siamo noi umani per impedirglielo?</p>
<p style="text-align: center">ACQUISTA SU <a href="http://www.amazon.it/Specie-Mortale-Marg-Helgenberger/dp/B000SL1OI8/ref=sr_1_4?s=dvd&amp;ie=UTF8&amp;qid=1393948452&amp;sr=1-4&amp;keywords=specie+mortale" target="_blank"><img class="size-full wp-image-14 aligncenter" alt="amazon" src="/zinefilo/files/2014/01/amazon.jpg" width="93" height="30" /></a><a href="https://www.youtube.com/watch?v=I8mWmRSVrbM" target="_blank">TRAILER</a></p>
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		<title>[Space BlondeZ] L&#8217;invasione delle bionde spaziali!</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Mar 2014 00:01:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucius Etruscus]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da lunedì sul blog del Zinefilo inizierà un piccolo viaggio che illustrerà ai maschietti terrestri un grande pericolo in arrivo dallo spazio: le aliene bionde assetate di procreazione! Serve però una breve introduzione per dimostrare che il genere ha più &#8230; <a href="/zinefilo/2014/03/15/space-blondez-linvasione-delle-bionde-spaziali/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Da lunedì sul blog del Zinefilo inizierà un piccolo viaggio che illustrerà ai maschietti terrestri un grande pericolo in arrivo dallo spazio: le <strong>aliene bionde assetate di procreazione!</strong><br />
Serve però una breve introduzione per dimostrare che il genere ha più o meno illustri predecessori.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Space_BlondeZ.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-182" alt="Space_BlondeZ" src="/zinefilo/files/2014/03/Space_BlondeZ.jpg" width="441" height="645" /></a>Da sempre il gusto “maschile” della narrativa fantastica ha vestito di avvenenza femminile l’elemento alieno, giocando così su quell’elemento perturbante &#8211; la scoperta che qualcosa che consideriamo familiare è in realtà totalmente alieno &#8211; codificato alla perfezione da E.T.A. Hoffmann nel racconto “<em>L’uomo della sabbia</em>”: la sua inquietante Olympia (che nel mondo della danza diventerà Coppelia) è il simbolo per eccellenza del non-umano mascherato da donna. Una tradizione molto antica vede belle donne essere in realtà mostri, diavoli o esseri alieni (nel senso di “altri da noi”), ma nella metà del Novecento nasce un sotto-genere tutto particolare: quello delle <strong><em>Bonazze Bionde dallo Spazio</em></strong>.<br />
Prima di presentare alcuni filmacci sull’argomento, il Zinefilo sente il bisogno di fare questa introduzione.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Space_BlondeZ1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-185" alt="Space_BlondeZ1" src="/zinefilo/files/2014/03/Space_BlondeZ1.jpg" width="661" height="425" /></a>Nel 1954 sulla Terra sbarca la panterona <strong>Nyah</strong>, vestita di pelle e con un robot come schiavo: le servono uomini per riprodursi (la supremazia femminile sul suo pianeta natale ha reso impotenti i maschi della sua specie!), e non faticherà a trovarne. Si tratta del semi-serio film britannico “<strong><em>Devil Girl from Mars</em></strong>” di David MacDonald, la cui sceneggiatura James Eastwood trae dalla <em>pièce</em> teatrale che ha scritto insieme a John C. Mather.<br />
Nel ruolo protagonista si muove a suo agio la 35enne <strong>Patricia Laffan</strong>, costretta in un aderente costume in PVC che le impediva le più basilari funzioni vitali. La Laffan è una morona alta e androgina, ma ci dà giusto l’avvio per ben altre donne dallo spazio pronte a conquistare i maschietti umani con le più classiche arti femminili.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Space_BlondeZ2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-186" alt="Space_BlondeZ2" src="/zinefilo/files/2014/03/Space_BlondeZ2.jpg" width="309" height="425" /></a>Il nostro viaggio inizia nel gennaio del 1959, quando sulla rivista “Amazing Science Fiction Stories” di Cele Goldsmith appare un sorprendente racconto deliziosissimo: “<strong><em>The Blonde from Space</em></strong>” del geniale <strong>Henry Slesar</strong>, nome molto noto tanto ai lettori di fantascienza che di giallo e di <em>mystery</em>. (Prezioso fu il suo aiuto in molte storie della serie televisiva “<em>Alfred Hitchcock Presenta</em>”.)<br />
“<strong><em>Bionde dallo spazio</em></strong>” arriva in Italia in un’unica edizione, all’interno dell’antologia nostrana “<em>Il primo libro delle metamorfosi</em>” (Urania n. 482, 25 febbraio 1968), tradotto dalla celebre Maria Benedetta De Castiglione.<br />
La prima missione umana su Marte ha un problema: i due astronauti hanno un’allucinazione, dicono di vedere una donna sul pianeta rosso&#8230; e poi tornano sulla Terra del tutto impazziti. Intanto esce fuori che da un lontano pianeta, chiamato Coltura, una razza aliena sta comunicando con noi e organizza una missione per incontrarci: al suo arrivo sulla Terra, l’alieno si scopre essere&#8230; una donna bellissima, che parla fluentemente l’inglese.<br />
Mentre la bionda aliena gira per l’America, succede una cosa strana: un numero impressionante di persone &#8211; tutti uomini &#8211; finisce “rimorchiato” da belle biondone e impazzisce. Quando gli ospedali psichiatrici segnano il tutto esaurito, la questione si fa scottante.<br />
Qualcuno ha capito e comincia a parlare di “vampiri dallo spazio” mascherati da biondona sexy. Lascio la parola a Slesar: «La nave proveniente da Coltura non ha portato una bella bionda, dottore. Ha portato un mostro, un essere più terribile del più orribile rettile che abbia mai strisciato sulla Terra! Il bellissimo involucro che lo avvolgeva, era soltanto un travestimento, un manichino di carne e ossa che sarebbe stato ben accolto da noi. In realtà nascondeva una “cosa”. Una cosa che succhia la vita dalla mente umana, che si nutre dell’intelligenza umana, nello stesso modo in cui gli animali si nutrono della carne. È stata astuta&#8230; astuta davvero! Ha cercato di ottenere quanto voleva con l’astuzia del serpente. È giunta tra noi sotto forma di una bellissima desiderabile donna&#8230; e ha attratto gli uomini, proprio come fa il ragno con le mosche. Si gustava il suo pranzo, dottore: sapere, energia mentale, intelligenza&#8230; Chiamatelo come volete. Quando era sazia, gettava via la buccia. Ecco perché le corsie del vostro ospedale sono così piene, dottor Borenson. Bucce. Gli avanzi lasciati da quella “cosa” proveniente da Coltura&#8230;»<br />
Ma la razza aliena dove è andata a pescare i tratti somatici umani? «Aveva lunghi, fluenti capelli che scintillavano con riflessi d’oro puro; profondi, carezzevoli occhi viola, pieni di tenerezza e di compassione, una bocca dolorosamente bella, una carnagione così pura e un corpo così perfetto, che il semplice abito bianco non riusciva a nascondere minimamente la perfezione delle sue forme. Era bella, bella&#8230;» Ma soprattutto, come sa l’inglese?<br />
La risposta risiede nella mente di uno dei due astronauti della prima missione marziana: la razza aliena ha sondato la sua mente e dentro vi ha trovato l’immagine della fidanzata dell’uomo, che è servita da stampino per tutte le altre “bionde dallo spazio”.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Space_BlondeZ3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-187" alt="Space_BlondeZ3" src="/zinefilo/files/2014/03/Space_BlondeZ3.jpg" width="534" height="283" /></a>Quando il racconto di Slesar viene ristampato, nel 1965 sulla rivista “<em>Great Science Fiction</em>”, probabilmente viene letto da <strong>Curtis Harrington</strong> che ha un’idea geniale: perché non scopiazzare la storia e dirigere un film senza citare Slesar nei crediti? Nasce così nel 1966 “<strong><em>Queen of Blood</em></strong>”, il cui titolo alternativo è proprio “<em>Space Vampires</em>”.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Space_BlondeZ4.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-188" alt="Space_BlondeZ4" src="/zinefilo/files/2014/03/Space_BlondeZ4.jpg" width="465" height="227" /></a>Nel lontano futuro &#8211; il 1990! &#8211; una specie aliena si mette in contatto con i terrestri e organizza il primo incontro &#8211; esattamente come nel racconto di Slesar &#8211; e come spesso si fa tra amici, ci si mette d’accordo per incontrarci a metà strada: quindi ci si vede su Marte! La nave aliena però frena male e si schianta sul pianeta rosso, ma per fortuna arriva in soccorso la nave terrestre: i solerti salvatori fra le macerie trovano però solamente una donna, bionda platinata. Inutile farsi domande, la impacchettano e la portano sulla Terra. Durante il viaggio appare ben presto chiaro che la donna, indifferente ai cibi nostrani, ama nutrirsi di sangue: prima che la nave atterrerà sarà opportuno riuscire a disfarsi della pericolosa vampira spaziale, che si preoccuperà di lasciare dietro di sé abbastanza uova per future scorpacciate di plasma.<br />
Le bionde spaziali di Slesar si limitavano a succhiare l’energia mentale dalle loro vittime, qui invece la donna protagonista è più fedele al canone vampiresco classico.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Space_BlondeZ5.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-189" alt="Space_BlondeZ5" src="/zinefilo/files/2014/03/Space_BlondeZ5.jpg" width="263" height="454" /></a>Il tema di entità “succhia-energie-umane” dallo spazio si fonde strettamente con l’espediente di mascherarsi con fattezze umane: difficilmente un terrestre si farebbe avvicinare da un mostrone schifiltoso. Quindi non stupisce che nel 1976 un grande appassionato di <em>mystery</em> e fantastico come <strong>Colin Wilson</strong> rielabori la vicenda con il romanzo “<strong><em>The Space Vampires</em></strong>”, giunto in Italia il 12 marzo 1978, come numero 744 di Urania, con il titolo “<strong><em>I vampiri dello spazio</em></strong>” (traduzione di Doris Cerea).<br />
Ritroviamo il relitto spaziale con umanoidi a bordo, come nel film “<em>Queen of Blood</em>”, ma stavolta oltra alla bella donna gli astronauti umani si portano sulla Terra anche altri due corpi. All’apparenza tutti e tre gli alieni sembrano umani in tutto e per tutto, anche se in stasi comatosa, ma appena un curiosone si avvicina troppo esce fuori la loro vera natura: sono entità che si nutrono di energia vitale (la “<em>lifeforce</em>” che verrà usata nel titolo originale del film tratto dal romanzo), proprio come la bionda dallo spazio di Slesar. Il resto del romanzo di Wilson, però, si discosta dallo schema che ci interessa e parte per un viaggio lungo il vampirismo.<br />
Il celebre <strong>Dan O’Bannon</strong> prepara per il regista <strong>Tobe Hooper</strong> la versione cinematografica del romanzo di Wilson, prodotta nel 1985 dalla celebre Cannon di Menahem Golan e Yoram Globus, intitolata “<strong><em>Lifeforce</em></strong>” ma il cui copione originale è intitolato “<em>Space Vampires</em>”.<br />
Siamo in piena mania di Cometa di Halley, il cui imminente passaggio è previsto per il 9 febbraio 1986, così O’Bannon fa trovare il relitto proprio sulla cometa, ma dei trenta corpi umanoidi di Wilson lascia appena i tre che saranno protagonisti della vicenda. Un altro elemento preso dal film “<em>Queen of Blood</em>” è il fatto che l’equipaggio comincia a morire durante il tragitto di ritorno sulla Terra.<br />
A portare sul nostro pianeta la bella e prosperosa alienona ci penserà una seconda spedizione: non sarà bionda, ma l’attrice parigina <strong>Mathilda May</strong> incarna alla perfezione l’ideale di aliena fatalona pronta a nutrirsi dell’energia vitale dei maschietti umani incapaci di resisterle.</p>
<p><a href="/zinefilo/files/2014/03/Space_BlondeZ6.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-190" alt="Space_BlondeZ6" src="/zinefilo/files/2014/03/Space_BlondeZ6.jpg" width="668" height="283" /></a>Sul finire del 2013 i Ringleader Studios di Beverly Hills acquistano i diritti del romanzo di Colin Wilson, e fanno girare voce di un loro possibile interessamento a crearne una serie televisiva dal titolo “<em>Lifeforce</em>”, un <em>graphic novel</em> e addirittura un videogame. Questo interessamento, per ora solo a parole, dimostra che il tema affascina sempre la cultura popolare, e in attesa di scoprire se davvero assisteremo al ritorno delle <em>bonazze bionde dallo spazio</em>, non rimane che dare un’occhiata ad una deriva del genere: una serie di film di cui parlerò nei prossimi giorni.</p>
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