SUSPIRIA,mater tenebrarum

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Suspiria è considerato da alcuni il capolavoro di Dario, da altri un punto di non ritorno dopo il quale il regista perderà completamente il contatto con il thrilling realistico incamminandosi su una strada che porta al fantastico inteso nella maniera più sfrenata e priva di logica. Rivisto dopo molti anni in una versione finemente restaurata Suspiria è un grande film e di certo segna un punto focale della carriera di Argento. Scritto con Daria almeno per tutta la prima parte è un thrilling. Al posto del maniaco c’è la confraternita di streghe celata in un’accademia di danza ma capace di uccidere solo con mezzi materiali. Colpisce l’accuratezza delle scenografie e l’uso dei colori primari nell’illuminazione , un chiaro omaggio al primo bava ma interpretato con originalità. Di tutto questo probabilmente il pubblico giovane di quegli anni non sapeva nulla. Alcuni rifiutarono il risvolto fantastico altri abbracciarono la visionarietà di Argento. A parte il finale chiaramente horror il film è comunque indirizzato a seguire binari logici con la poverina incastrata in un meccanismo diabolico, i testimoni eliminati, e persino il dettaglio mancante che le viene in mente solo alla fine. Una storia classica che rimanda al ‘gotico italiano’ e sicuramente un film più misurato dei successivi. È il primo della trilogia delle tre madri ma, a mio parere, avrebbe dovuto resta unico, giacché gli episodi successi visi sono dimostrati disastrosi sotto il profilo della logica e per di più realizzati(nel caso della Terza madre soprattutto) con una sconcertante mancanza di filo logico. Ma ormai Argento era avviato a realizzare film che lasciano libero sfogo all’immaginazione a scapito della coerenza. Scelta autoriale ma che divorerà il suo pubblico film dopo film e a poco serviranno gli strombazzati ritorni al giallo di cui parleremo in seguito.

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8 Responses to SUSPIRIA,mater tenebrarum

  1. corrado artale says:

    Pienamente d’accordo sul meccanismo narrativo “logico”. C’è perfino il dettaglio rivelatore (l’iris, gira quello blu!) presente nei suoi thrilling. Da un lato si spiega col fatto che Argento, per sua stessa ammissione, predilige le storie realistiche; dall’altro, ritengo sis pieghi col fatto che in realtà l’approccio la fantastico era forte anche nei suoi gialli, lui non ha mai amato il mistery a base di delitti nella camera chiusa. Nel girare un horror puro ha in realtà ripreso i canovacci della trilogia animalesca e di Profondo rosso, aggiungendoci le suggestioni supernatural alla Rosemary’s Baby (film che cita apertamente, lui ha sempre trovato terrorizzanti le storie di streghe).

    • ilprofessionista says:

      Sì, veramente un peccato che i successivi capitol idella trilogia non abbian osviluppato una storia un po’ più coerente rinunciando all’effettaccio per creare suspense ne sarebbe enuto fuori veramente qualcosa di interessante.

  2. mtetro says:

    Sono tra quelli che lo considera il suo capolavoro, che corrisponde anche al suo periodo di massima creatività. Questo è il film con stilemi originali che “vengono imitati” anche altrove, questo il film in cui il nome di Argento diventa autoriale. Poi si passa alla maniera, al degrado, alla caduta libera. Per quando, ripensandoci, il primo tempo di “Phenomena” mi fosse parso l’apice della bravura argentiana… peccato abbia girato pure il secondo tempo.

    • ilprofessionista says:

      sì, parlerem oanche di Phenomena che per me non era male ‘ di base’, poi come dici tu c’è il secondo tempo…in Suspiria invece si arriva bene sino alal fine. ..

  3. corrado artale says:

    p.s.
    Aggiungo che la cosiddetta trilogia alchemica è un mito, proprio come l’esistenza delle Tre Madri. Creato dai fans che cercavano a tutti i costi legami inesistenti fra Suspiria e Inferno, in realtà storie assai diverse fra loro (l’unico elemento comune è la citazione della città di Friburgo ma in contesti diversi). Argento a mio avviso si è semplicemente adeguato al volere del suo pubblico, realizzando La Terza Madre che bara di brutto coi personaggi proprio per creare un aggancio forzato coi due film precedenti.

    • ilprofessionista says:

      concordo con te..anche se penso che il nostro amico Geraci8che scrisse un bell’articolo per M in merito9 non sia d’accordo….:-)

  4. corrado artale says:

    Padronissimo. Però non puoi chiudere Inferno con rivelazioni esoteriche sulla vera identità delle Tre Madri e poi rimangiarti tutto in un film successivo, tirando in ballo una lotta fra streghe nere e streghe bianche. Barare sor Darione ha barato, poche balle.

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