Ho riflettuto un po’ sull’opportunità di recensire questo libro: a tutti gli effetti, definirlo fantasy è un errore. Tuttavia è un thriller con un’innegabile fascino e la storia che è stata creata sul quadro di Van Huys è degna di un fantasy.
Siamo in tempi moderni. Julia è una giovane restauratrice che vive a Madrid e che si sta facendo un nome nel campo grazie alla qualità dei suoi lavori. L’ultimo quadro che le hanno affidato risale al Quattrocento, olio su tavola del maestro Pieter Van Huys denominato “La partita a scacchi”. E’ quasi immediata la scoperta che per la giovane questo non sarà un lavoro come un altro, appena il laboratorio le restituisce le lastre fatte al quadro e gli strati di colore vecchio di secoli cedono il passo ad una scritta.
Arturo Pérez-Reverte ha senza alcun dubbio una penna talentuosa: per quanto a volte si soffermi troppo a lungo su dettagli forse non necessari, non fa mai cedere la trama né scendere l’interesse. La storia si delinea con lo scorrere delle pagine in maniera lineare, con una giusta dose di tensione. E se pure è vero che può essere intuito gran parte del finale già durante lo svolgersi della vicenda, resta interessante arrivare a capire perchè.
Perchè una partita in corso da più di cinquecento anni venga portata avanti.
E da chi.
E’ stato mio marito a parlarmene ed a farmelo leggere.
Io lascio a voi la scelta se fare altrettanto e decidere se meriti o meno una citazione in un blog fantasy.
Dal canto mio mi è bastata quella frase, la frase che il quadro rivela, letta in quarta di copertina.
Chi ha ucciso il Cavaliere?

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