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	<title>Il silenzio della mente tra i rumori della città</title>
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		<title>PIOVE</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 09:22:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giada</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La primavera splende di sole e luce. Ma non c’è pace nei passi che nervosi si susseguono sui marciapiedi non ancora bollenti. Il colore dell’anima è verde bosco, bosco bagnato. E la pioggia continua a cadere, sui rivoli d’erba e &#8230; <a href="/silenzio/2012/04/01/piove/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/silenzio/files/2012/04/pioggia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-699" src="/silenzio/files/2012/04/pioggia-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>La primavera splende di sole e<br />
luce.</p>
<p>Ma non c’è pace nei passi che<br />
nervosi si susseguono sui marciapiedi non ancora bollenti.</p>
<p>Il colore dell’anima è verde<br />
bosco, bosco bagnato. E la pioggia continua a cadere, sui rivoli d’erba e sul<br />
terreno sfaldato. Il verde incontra i preamboli del nero.</p>
<p>Cade, rimbalza e ricade.</p>
<p>Il cuore è contratto, stretto in<br />
un pugno ferroso.</p>
<p>Verde e rame.</p>
<p>Ma sono solo striature di rame. Trascinate<br />
dalla pioggia battente.</p>
<p>L’orizzonte è verde muffa, quel<br />
verde che da colore dei prati a primavera è passato alla tonalità delle felci<br />
autunnali, poi all’erba intrisa d’acqua, poi al colore della vegetazione<br />
annegata in uno stagno.</p>
<p>Piove, perché piove dentro.</p>
<p>E la pioggia è così eccessiva,<br />
impetuosa, esagerata che ogni cosa sembra esserne impregnata, i giornali nelle<br />
edicole, gli abiti addosso, i volti sotto ai cappelli, persino la carta del<br />
salumiere.</p>
<p>E mentre la pioggia cade , sempre<br />
più eccessiva, impetuosa, esagerata,  grosse gocce scivolano lungo le strade come palle<br />
sul tavolo del biliardo, scontrandosi, urtandosi, unendosi per percorrere<br />
insieme un tratto di strada, prima di riprendere le rispettive solitudini.</p>
<p>Piove. Ma non è pioggia che nutre,<br />
che alimenta la terra, al contrario, è acqua nata dalle sofferenze, dalle<br />
ingiustizie, dalle diseguaglianza, dalle menzogne e dall’egoismo.</p>
<p>Piove. Piove l’assenza d’amore,<br />
l’assenza di solidarietà, di giustizia e di armonia. Piovono le lacrime del<br />
cuore divelto da troppi colpi.</p>
<p>Piove, dietro il cielo che<br />
splende di luce e sole.</p>
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		<title>BONNE CHANCE!</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Mar 2012 15:41:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giada</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica mattina di un marzo soleggiato, se l’occasione fa l’uomo ladro, a Milano madre natura non è stata particolarmente generosa, sicchè, pigliamo al volo ciò che c’è: domenica di sole, corsa nel parco. Inizio a corricchiare, piano, senza pretese, so &#8230; <a href="/silenzio/2012/03/11/bonne-chance/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/silenzio/files/2012/03/MacchiaNera.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-694" src="/silenzio/files/2012/03/MacchiaNera-217x300.jpg" alt="" width="217" height="300" /></a></p>
<p>Domenica mattina di un marzo<br />
soleggiato, se l’occasione fa l’uomo ladro, a Milano madre natura non è stata<br />
particolarmente generosa, sicchè, pigliamo al volo ciò che c’è: domenica di<br />
sole, corsa nel parco.</p>
<p>Inizio a corricchiare, piano,<br />
senza pretese, so di essere fuori allenamento. Ascolto un po’ di musica e mi<br />
guardo intorno. Hanno costruito un parcheggio nuovo, deve essere in via De<br />
Pisis se la memoria non mi inganna, ma è quasi vuoto, strano, abbraccia i<br />
palazzi che lo costeggiano, è ora di pranzo della domenica, dovrebbe esserci<br />
movimento. Mi avvicino, noto in sequenza, una volvo col finestrino passeggero<br />
frantumato, una scarpa femminile abbandonata sull’asfalto e una bicicletta,<br />
legata a un palo, con la ruota davanti a forma di otto, ovvero schiacciata da<br />
un’auto. Non mi sento incentivata a usare questo parcheggio caso mai mi dovesse<br />
servire fermarmi.</p>
<p>Proseguo, giro in via Eritrea,<br />
continuo per via Lessona, supero la scuola di ballo e scorgo il parco di villa<br />
Scheibler. Attraverso la strada e varco la soglia. Lo sguardo si spande<br />
curioso, fin dalla prima occhiata il parco si presenta tranquillo e piacevole,<br />
poche persone immerse nella lettura, qualche mamma con bimbo al seguito e<br />
qualche coppia che passeggia. Noto che su molti alberi è esposto un cartello<br />
che ne proclama il nome. Gli uccelli sono numerosi e giocano tra loro,<br />
con un’allegria contagiosa. Soddisfatta della scoperta, dopo aver percorso il<br />
perimetro del giardino, mi ributto sulla strada e poco dopo, in via Console<br />
Marcello, noto un’altra auto danneggiata, la portiera del guidatore era stata<br />
visibilmente scardinata. Milano città sicura, certo. Due anni prima la mia auto<br />
era stata forzata e aperta lungo il viale Milton, ovvero all’interno di quella<br />
che ora è l’area c, in prossimità del castello sforzesco e in pieno orario<br />
lavorativo.</p>
<p>Decido di rientrare, ammiro le<br />
montagne che in lontananza si scorgono mentre attraverso il ponte che porta in<br />
direzione Milano Certosa. Per fortuna sono a piedi, non corro il rischio di<br />
cadere nelle profonde buche del manto stradale che di nuovo, per l’ennesima<br />
volta, si sono formate sulla sommità e che, per chi usa lo scooter,<br />
costituiscono un pericolo a cielo aperto.</p>
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		<title>Buongiorno</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 07:29:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giada</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le previsioni danno diminuzione delle temperature, fino a dieci gradi. Il che non è una buona notizia. Ho appena tolto la protezione invernale alle mie gioie profumate che dal balcone riprendono mezze timide e mezze scheletriche a protrarsi verso il &#8230; <a href="/silenzio/2012/03/05/buongiorno/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/silenzio/files/2012/03/PabloBuongiorno.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-690" src="/silenzio/files/2012/03/PabloBuongiorno.jpg" alt="" width="183" height="276" /></a></p>
<p>Le<br />
previsioni danno diminuzione delle temperature, fino a dieci gradi. Il che non<br />
è una buona notizia.</p>
<p>Ho appena<br />
tolto la protezione invernale alle mie gioie profumate che dal balcone<br />
riprendono mezze timide e mezze scheletriche a protrarsi verso il sole….</p>
<p>No, mi hanno<br />
rassicurata, non devo coprirle nuovamente, non andremo sotto zero.</p>
<p>E allora<br />
forza, un buon caffè con del latte, quello dalla confezione rosa, alle<br />
fanciulle piace di più e ….il mattino anche senza sole potrebbe avere l’oro in<br />
bocca, armiamoci di remi e risaliamo lungo la corrente questa nuova giornata,<br />
in fondo chi è più forte o tenace di una donna quando si prefigge di<br />
raggiungere un porto….</p>
<p>Quel porto è<br />
già preso e….per cena salmone, il rosa piace alle fanciulle!</p>
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		<title>Ritorno al viaggio</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Mar 2012 13:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giada</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un raggio di sole entrò nella caverna e le riscaldò il viso. Lei aprì gli occhi e si accorse che il gelo era scomparso, dal corpo e dallo sguardo. Con fatica si mosse fino all’entrata del riparo che l’aveva protetta &#8230; <a href="/silenzio/2012/03/03/ritorno-al-viaggio/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/silenzio/files/2012/03/mandorle-di-sicilia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-681" src="/silenzio/files/2012/03/mandorle-di-sicilia-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Un raggio di sole entrò nella<br />
caverna e le riscaldò il viso.</p>
<p>Lei aprì gli occhi e si accorse<br />
che il gelo era scomparso, dal corpo e dallo sguardo.</p>
<p>Con fatica si mosse fino<br />
all’entrata del riparo che l’aveva protetta nel lungo inverno: vide che il sole<br />
splendeva alto nel cielo e i colori della natura iniziavano a risvegliarsi,<br />
come se un pittore timido li stesse riportando alla vita. Sentì volteggiare<br />
un uccello, era un falchetto, se ne vedevano spesso nei dintorni del  vulcano.</p>
<p>Guardandolo allontanarsi verso il<br />
cratere sentì riaffiorare le proprie energie, stava ricordando di essere parte<br />
di tutto ciò che ammirava e insieme a bacche e boccioli era tempo di tornare<br />
alla vita.</p>
<p>Tanti erano i rami secchi non<br />
sopravvissuti, ma tanti altri nascondevano boccioli e minuscoli foglioline che<br />
stavano sbucando da rami apparentemente morti. Nuova linfa iniziava a<br />
circolare, le sue vesti erano sgualcite, i suoi capelli aridi, ma sotto il bianco<br />
della  pelle un colorito primaverile<br />
stava ringiovanendo le sue guance e un nuovo potente bagliore nasceva nel suo<br />
sguardo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;ultimo freddo</title>
		<link>http://hotmag.me/silenzio/2012/02/11/lultimo-freddo/</link>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 18:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giada</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fa freddo! Alza la sciarpa, fin sopra la bocca, riparati! Il peggio deve ancora arrivare! La neve si posa su paesini e città, cambia la percezione del tempo, lo rallenta, fino a fermarlo. La natura è madre incondizionata della vita, &#8230; <a href="/silenzio/2012/02/11/lultimo-freddo/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/silenzio/files/2012/02/gelodonna.png"><img class="alignleft size-full wp-image-675" src="/silenzio/files/2012/02/gelodonna.png" alt="" width="275" height="183" /></a></p>
<p>Fa freddo!</p>
<p>Alza la sciarpa, fin sopra la bocca, riparati!</p>
<p>Il peggio deve ancora arrivare!</p>
<p style="text-align: justify">La neve si posa su paesini e città, cambia la percezione del<br />
tempo, lo rallenta, fino a fermarlo.</p>
<p style="text-align: justify">La natura è madre incondizionata della vita, ma noi la<br />
rispettiamo e agiamo secondo le sue leggi, per cui non temiamo nulla, né alterazioni climatiche, né inquinamento, niente può succederci.</p>
<p style="text-align: justify">La protezione civile è all’opera, tutto tornerà alla<br />
normalità, i morti, i senza tetto delle grandi città verranno sepolti e il<br />
silenzio accompagnerà la dimenticanza, mentre i titoli nelle prime pagine<br />
ridaranno al gossip l’attenzione rubata dall’emergenza maltempo.</p>
<p style="text-align: justify">L’orizzonte è immobile, ghiacciato e denso, statico, quasi<br />
opprimente, spaventoso nelle sensazioni che suscita, cubetti di ghiaccio<br />
scagliati da lontano. Cerchiamo calore, protezione, nelle case, vicino a<br />
caloriferi, sotto le coperte che ci accolgono …e poi?</p>
<p style="text-align: justify">Ricopriti e riparti, è un altro giorno e la morsa di ghiaccio<br />
è fuori che ti attende col pugno ancora un pochino più serrato&#8230;</p>
<p>“ok, prenderò a morsi anche questa giornata, ce la farò,<br />
arriverò a sera e tornerò al caldo, qui a casa&#8230;e lì, sul divano mi berrò una<br />
tisana calda per tornare in temperatura, questo gelo ti entra dentro…!”</p>
<p>Già dentro….forse c’è qualcos’altro a cui pensare….</p>
<p>Il calore umano di quell’altra persona, quella che saprebbe<br />
dartene, già perché l’amore è bello, è fatto di sospiri, di telefonate che<br />
emozionano….così mi ha detto ieri un’amica. Come quando eravamo a scuola e<br />
avevamo lo sguardo trasognato e trepidante…Ricordo, ora che lei me lo ha detto.</p>
<p>Già, quando il gelo arriva blocca tutto, ci piove in testa<br />
come tante stilettate, aghi che perforano il corpo fino a impedirci i movimenti.</p>
<p>E’ un freddo che blocca la circolazione del traffico, come l’altro<br />
freddo, quello interiore, blocca la circolazione del sangue.</p>
<p>Allora spargiamo sale, attrezziamoci di pale e…lasciamo una<br />
tenda aperta così che il sole possa ancora coi suoi raggi leccarci le occhiaie<br />
e asciugarci le lacrime.</p>
<p>J</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>E se l&#8217;amore&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 23:10:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giada</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ bella questa Milano che ci regala scorci di luce brillante e arancione. E’ allegra, come un’anziana signora che ha ritrovato un po’ della voglia di giocare dell’infanzia. Non bussa alla porta, entra sicura senza chiedere il permesso, passa dalle &#8230; <a href="/silenzio/2012/01/11/e-se-lamore/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/silenzio/files/2012/01/rojo1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-670" src="/silenzio/files/2012/01/rojo1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>E’ bella questa Milano che ci<br />
regala scorci di luce brillante e arancione.</p>
<p>E’ allegra, come un’anziana<br />
signora che ha ritrovato un po’ della voglia di giocare dell’infanzia.</p>
<p>Non bussa alla porta, entra sicura<br />
senza chiedere il permesso, passa dalle finestre, dalle fessure, dagli sguardi<br />
non assuefatti al grigio.</p>
<p>Magari ci illude, per poi riportarci<br />
in basso, ma abbiamo imparato a prendere il meglio e superare il peggio.</p>
<p>E se un giorno, magari proprio<br />
oggi, o domani, il cuore si svegliasse? Se cercasse di alzarsi, mettersi al<br />
comando e riprendere il timone delle emozioni, riportandoci in oceani<br />
misteriosi tra tempeste e bonacce, tra terre sconosciute e vite differenti, dove<br />
diversa è la profondità dello sguardo, l’ascolto di nuove percezioni e di istinti<br />
ritrovati  ….</p>
<p>no, meglio che lui resti lì, mezzo<br />
sopito e intontito, sospeso, in un’altalena tra sogno e opaca realtà, una<br />
realtà vista solo attraverso uno specchio, ben spesso naturalmente e neppure<br />
troppo pulito, che allontani il pericolo del risveglio e dell’incontro di due<br />
anime, che trovandosi potrebbero avere la stessa forza di attrazione di due<br />
treni, che percorrono in direzione opposta lo stesso binario.</p>
<p>J</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>IL BIANCO, IL ROSSO E IL NERO</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 16:53:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giada</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[razzismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Le previsioni annunciano neve. Il vento si sta alzando, scuote i rami e maltratta le foglie. Gli uccelli sono nervosi. Il sole tramonta dietro il centro commerciale, lascia nel cielo raggi arancioni e superbi, venati di dorato. Il freddo punge. Non &#8230; <a href="/silenzio/2011/12/18/il-bianco-il-rosso-e-il-nero/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/silenzio/files/2011/12/PF.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-657" src="/silenzio/files/2011/12/PF-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Le previsioni annunciano neve.</p>
<p style="text-align: justify">Il vento si sta alzando, scuote i rami e maltratta le foglie. Gli uccelli sono nervosi.</p>
<p style="text-align: justify">Il sole tramonta dietro il centro commerciale, lascia nel cielo raggi arancioni e superbi, venati di dorato.</p>
<p style="text-align: justify">Il freddo punge. Non ci sono camini scoppiettanti e bianchi abbracci.</p>
<p style="text-align: justify">La gente ha freddo ed è incazzata. Essere incazzati al freddo è molto più che esserlo quando fa caldo: risentimento e irritazione sono così forti da sopraffare l&#8217;indicazione metereologica e il suggerimento ambientale, quello di scambiarsi mielosità sotto al vischio, per esempio.</p>
<p style="text-align: justify">Uno gorgoglio lento ma costante si sta levando attraverso l&#8217;indifferenza e i ciechi sguardi vitrei. Qualcosa sta smuovendo e chissà mai svegliando gli animi e&#8230; si sa, la rabbia troppo a lungo repressa si manifesta sino al massimo parossismo.</p>
<p style="text-align: justify">Lava che cola. La neve, se anche ci fosse, sarebbe già evaporata.</p>
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		<title>Coccole natalizie</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 18:56:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giada</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="/silenzio/files/2011/12/CaloreNatalizio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-650" src="/silenzio/files/2011/12/CaloreNatalizio.jpg" alt="" width="275" height="183" /></a>Luminarie argentee o colori dell&#8217;arcobaleno si alternano nelle vie. L&#8217;abbraccio natalizio sta arrivando e sta per stringerci tra le sue forti e calde spalle. L&#8217; abito di fustagno rosso è spesso e grezzo, trasmette sicurezza e magia.  Eccolo, con la sua slitta di renne si sta dirigendo verso sud, il riflesso della luna brilla sulla sua barba. In questi giorni è sempre intorno a noi, lo sappiamo. Ma&#8230;Cos&#8217;è? Un luccichio, sembra gli sia caduto qualcosa&#8230;.eccolo, è un foglio! Una ricetta! Ci ha lasciato una ricetta per riscaldarci e coccolarci nelle nostre sere dicembrine:</p>
<p><strong>Pane Rustico Tedesco</strong>. Già, cosa più del pane croccante e caldo ci fa sentire davanti a un camino acceso&#8230;.</p>
<p>Dosi per una pagnotta:</p>
<p>- 500 gr di farina integrale ( a scelta può essere mischiata con quella di segale o con altra a piacere)</p>
<p>- 50 ml di acqua tiepida</p>
<p>- 1 cucchiaino scarso di zucchero</p>
<p>- 10 gr di lievito di birra fresco</p>
<p>- circa 2 cucchiaini di sale</p>
<p>- 350 ml di acqua fredda</p>
<p>- 3 bei cucchiai di olio di oliva</p>
<p>- cereali cotti a piacere, o sesamo, finocchietto, semi di girasole&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify">Sciogliere il lievito con lo zucchero e l&#8217;acqua tiepida.  La farina va riposta in una terrina con il sale, poi si scava una cavità nel centro dell&#8217;impasto e qui si versa il preparato col lievito che va poi coperto con uno strato leggero di farina e lasciato a riposare circa un quarto d&#8217;ora (vedrete che la superficie inizia a screpolarsi).</p>
<p>A questo punto si aggiunge acqua fredda e olio di oliva e si lavora fino a ottenere un impasto un pò umido e un pò appiccicaticcio, indicativamente per un quarto d&#8217;ora.</p>
<p style="text-align: justify">Adesso è il momento di aggiungere cereali, erbe aromatiche o semi. Spingete, fate in modo che entrino nella superficie dell&#8217;impasto.  Poi avvolgetelo in un panno di cotone e lasciatelo lievitare, un&#8217;oretta può essere sufficiente (vi accorgerete che raddoppia circa il suo volume) ma se potete lasciarlo un&#8217;intera notte meglio.</p>
<p style="text-align: justify">Riponetelo in una teglia unta e informate a 180 gradi circa per 50 &#8211; 60 minuti (la parte esterna deve essere ben dorata e se picchiettate sulla superficie deve produrre il suono delle aree cave).</p>
<p style="text-align: justify">Quando sarà pronto ( e l&#8217;olfatto fugherà ogni dubbio su questo punto) toglietelo dalla teglia, lasciatelo raffreddare e poi tagliatelo a fette.</p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; una leccornia da solo, può accompagnare sia il salmone affumicato che il miele o la marmellata, può essere appoggiato ai lati di un piatto di impepata&#8230;.insomma, la lista è lunga!</p>
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		<title>Punti di fuga</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 06:49:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giada</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La luna è crescente. Stanotte. L’occhio la rincorre nel suo abbraccio verso ovest. E poi più in là. L’aria è fredda, sa di brina. Ha un odore cupo, immobile e pungente. Lo sguardo ad altezza d’uomo si scontra con una &#8230; <a href="/silenzio/2011/11/29/punti-di-fuga/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/silenzio/files/2011/11/Punti-di-fuga.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-644" src="/silenzio/files/2011/11/Punti-di-fuga-195x300.jpg" alt="" width="195" height="300" /></a>La luna è crescente.</p>
<p>Stanotte.</p>
<p>L’occhio la rincorre nel suo abbraccio verso ovest. E poi più<br />
in là.</p>
<p>L’aria è fredda, sa di brina. Ha un odore cupo, immobile e<br />
pungente.</p>
<p>Lo sguardo ad altezza d’uomo si scontra con una nebbia decisa<br />
che rende indefiniti i contorni della memoria, confondendo terra e cielo, come<br />
pennellate sfumate.</p>
<p>La mente si addentra e prosegue, senza ordine di continuità,<br />
verso nuovi spazi e altri tempi.</p>
<p>Le tensioni si ammorbidiscono, l’armonia sembra apparire<br />
laggiù, all’orizzonte, appena delineata tra luce flebile, muove passi superbi e<br />
felini. Forse verrà a noi o forse dovremo inseguire le sue orme in altri sogni,<br />
con passo presente, sensi allertati e sguardo vigile, quello di chi non ha ne<br />
troppa fretta né troppi pensieri che offuscano le pupille.</p>
<p>Oggi, domani e ancora il giorno dopo e dopo ancora, in un<br />
instancabile crescendo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La folla avanza, si spintona senza vedersi, automi ansiosi<br />
scendono dai vagoni della metro, lo sguardo è quello, si quello solito:<br />
frettoloso e assente.</p>
<p>I binari trasportano carrozze uguali, occupate da passeggeri<br />
con pesantezze simili, nei ruoli che per scelta, per caso o per costrizione<br />
interpretano.</p>
<p>Quando il seme della disperazione attecchisce fertile tra le<br />
ansie carnivore della monotonia, scaraventare un’abitudine, infrangerla e<br />
riprendere possesso delle proprie scelte è una boccata d’ossigeno per un<br />
condannato al cappio.</p>
<p>Alla ricerca di un ponte a cui aggrapparsi, gettare un’ancora<br />
e trascinarsi con ogni forza, per poi continuare.</p>
<p>Verso nuovi possibili punti di fuga.</p>
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		<title>Mare Nudo</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 08:57:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giada</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Centinaia di persone nude che galleggiano tra le acqua del mar Morto. Si tratta di un&#8217;installazione vivente realizzata dal fotografo Spencer Tunick, con lo scopo di attirare l&#8217;attenzione sulle acque del Mart Morto: ogni anno si ritirano di 1,2 metri. &#8230; <a href="/silenzio/2011/11/07/mare-nudo/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Centinaia di persone nude che galleggiano tra le acqua del mar Morto.</p>
<p>Si tratta di un&#8217;installazione vivente realizzata dal fotografo Spencer Tunick, con lo scopo di attirare l&#8217;attenzione sulle acque del Mart Morto: ogni anno si ritirano di 1,2 metri. La foto ritrae la località di Mineral Beach a Ein Gedi, Israele. <a href="/silenzio/files/2011/11/mareNudo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-639" src="/silenzio/files/2011/11/mareNudo-300x237.jpg" alt="" width="300" height="237" /></a></p>
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