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	<title>Nati con la valigia &#187; Personaggi e Società</title>
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	<description>Idee per la tua prossima vacanza</description>
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		<title>Milano: Oste da 100 anni</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jan 2014 07:42:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; la sera della sua festa ma David, conviviale come sempre, accoglie gli ospiti in casa sua. L&#8217;appuntamento è Abbottega. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" alt="" src="http://www.italiasquisita.net/wp-content/uploads/2014/01/COPERTINA-LIBRO-OSTE-DA-100-ANNI.jpg" width="355" height="500" />E&#8217; la sera della sua festa ma David, conviviale come sempre, accoglie gli ospiti in casa sua. L&#8217;appuntamento è<a href="http://www.abbottega.com/"> Abbottega</a>. Per le sette di sera. Si ferma ai tavoli. Abbraccia le signore e stringe le mani agli uomini. Gli amici, seduti ai tavoli del locale chiuso eccezionalmente per una manciata di ore. Candele sui tavoli, gli impagabili figli che, in assenza del padre, gestiscono in maniera egregia i tre locali in porta Romana, e i profumi. Perchè il primo senso travolto, una volta entrati in un locale di David Ranucci è proprio l&#8217;olfatto. Un&#8217;apologia del gusto è il viaggio in parole, caldeggiato da Paola Greggio, che David si è divertito a fare salendo a bordo di una macchina del tempo. Ripercorrendo le tappe salienti dei suoi locali.<br />
Da zia Adalgisa a nonno Giulio, dall&#8217;Osteria di Montefiascone alla Fraschetta di Viterbo, David Ranucci narra, la storia della sua famiglia, attraverso i piatti e le tradizioni correlate.<br />
La Cucina Romana e la tradizione culinaria di Tuscia e Maremma, accompagnate all&#8217;antica arte dell&#8217;accoglienza: sorriso, parola, ascolto e aggregazione sono parte delle regole non scritte che l&#8217;Oste ha desiderato trasmettere in un inconsueto decalogo.<br />
Il tutto in un libro &#8220;Oste da 100 anni.&#8221; Una raccolta di sapori e di odori, fatto di valori, come l’arte dell’accoglienza e della convivialità, in cui David Ranucci è il piacevole interprete dei desideri dell’avventore e delle proposte culinarie della sua cucina. Un libro che parla della sua famiglia, alla quale lo dedica perché lo ha scritto per loro e senza di loro non sarebbe esistito. Il libro è completato da un importante numero di ricette della tradizione laziale e romana, per riscoprire i sapori genuini che hanno fatto la storia delle osterie.<br />
Perchè il viaggio comincia sempre dal gusto.</p>
<p><a href="/naticonlavaligia/files/2014/01/IMG_20140115_212229.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5983" alt="IMG_20140115_212229" src="/naticonlavaligia/files/2014/01/IMG_20140115_212229-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a></p>
<p><a href="/naticonlavaligia/files/2014/01/IMG_20140116_085322.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5982" alt="IMG_20140116_085322" src="/naticonlavaligia/files/2014/01/IMG_20140116_085322-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a><a href="/naticonlavaligia/files/2014/01/IMG_20140115_190341-1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5981" alt="IMG_20140115_190341 (1)" src="/naticonlavaligia/files/2014/01/IMG_20140115_190341-1-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;Austria secondo Freud</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jan 2014 07:08:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Hotel ricchi di storia e di storie da raccontare (in italiano), a cominciare da Sigmund Freud, per passare a Franz [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" alt="" src="http://www.joyen.net/VOASpecial/soft0627/201112/20111229200823984.jpg" width="480" height="300" />Hotel ricchi di storia e di storie da raccontare (in italiano), a cominciare da Sigmund Freud, per passare a Franz Schubert e all’etichetta di un ottimo vino con il ritratto del celebre compositore: l’Associazione Austria per l’Italia che raggruppa 58 hotel austriaci dove si parla italiano, ha in serbo indirizzi da non perdere, per visitare gli angoli più belli dell’Austria e allo stesso tempo soggiornare in strutture che catalizzano interesse e curiosità, a cominciare dall’antico hotel &amp; villa Excelsior (costruito tra gli anni 1895 e 1897), il cui ospite più famoso è stato sicuramente l’inventore della psicanalisi, Sigmund Freud, il quale per 7 anni (dal 1916 al 1923) scelse l’hotel &amp; villa Excelsior nella rinomata cittadina termale di Bad Gastein per le sue vacanze estive.<br />
Freud amava questa imponente villa padronale privata, gestita con passione dai proprietari che accoglievano (e accolgono tuttora) artisti, attori, scrittori ed ospiti da tutto il mondo. Freud era affascinato dalla bellezza di Bad Gastein, dagli edifici, dalla cascata e dalle passeggiate sulla romantica e selvaggia Kaiserpromenade; ancora oggi si prova lo stesso fascino di un tempo: l’ambiente è rimasto autentico, con i mobili originali, una piacevole sala lettura che mette a disposizione degli ospiti 500 libri, i dipinti e l’argenteria del 1895 completamente restaurati ed ancora utilizzati. Dall’hotel partono le passeggiate ed i sentieri più belli, ed a soli 5 minuti di cammino si raggiunge il centro di Bad Gastein con i suoi imponenti edifici in stile Belle Epoque (prezzo in bassa stagione parte da € 54,&#8211; per persona).<br />
Un altro indirizzo fuori dagli schemi, unico e curioso è l’hotel Höldrichsmühle, a 17 chilometri da Vienna, immerso nella pace del bosco viennese e ricco di storie, come ad esempio quella di Franz Schubert, il grande maestro della musica romantica, che nella sua breve esistenza (1797-1828) ha lasciato in eredità al mondo oltre 1000 composizioni: molte di queste opere sono state concepite in località appena fuori dalle mura viennesi; la romantica Höldrichsmühle era uno dei suoi luoghi preferiti e qui, secondo la leggenda, compose la sua opera “Der Lindenbaum”, famosa in tutto il mondo. Anche il celebre pittore austriaco Ferdinand Georg Waldmüller scelse la Höldrichsmühle come ambientazione di numerosi quadri (esposti al celebre museo Belvedere di Vienna); come omaggio ad entrambi gli artisti, gli attuali proprietari dell’hotel hanno creato bottiglie di vino con etichette raffiguranti i due celebri personaggi. In questo splendido angolo di paradiso fuori Vienna, l’hotel invita gli ospiti a trascorrere vacanze speciali, tra città e natura, in un contesto incredibilmente piacevole: la scuderia dell’hotel permette di fare lunghe passeggiate a cavallo e imparare a cavalcare. Per i buongustai da non perdere è il caffè accompagnato dalla Schubert Torte originale o dal “Millirahmstrudel” con vaniglia calda. (prezzo a partire da 48 euro, a persona, prima colazione inclusa, camera doppia).</p>
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		<title>Dolomiti: la corsa dei Krampus</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Dec 2013 07:41:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Stanno arrivando. Come da tradizione, mostruosi e malefici, hanno deciso di invadere Castelrotto, nell’area vacanze Alpe di Siusi in una festa tetra ma [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" alt="" src="http://www.meteweekend.it/images/sagre/italia/trentino-alto-adige/bolzano/1607/la_corsa_dei_Krampus.jpg" width="1024" height="768" />Stanno arrivando. Come da tradizione, mostruosi e malefici, hanno deciso di invadere <b>Castelrotto</b><b>, nell’area vacanze </b><b>Alpe di Siusi </b>in una festa tetra ma genuina, annunciata dal suono dei grandi campanacci, che rimbombano tre le imponenti montagne delle <b>Dolomiti</b><b> </b>(Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO). Senza tempo, ma pur sempre diabolici, <b>i Krampus</b>, provenienti dall’Italia, la Svizzera, la Germania e l’Austria, hanno scelto di incontrarsi nel suggestivo paesino dolomitico, per spaventare con le loro pelli di capra e di pecora arruffate, lunghe corna di caproni, catene di ferro e maschere raccapriccianti, grandi e piccoli. L’appuntamento con la <b>Corsa dei Krampus è sabato 7 dicembre 2013</b>, alle 17.00, dalla scuola media di Castelrotto. Sarà un tripudio di circa <b>800 diavoli</b> travestiti, appartenenti a <b>50 compagnie</b>, che attraverso un <b>percorso di 950 metri</b> raggiungeranno il suggestivo centro del paese, passando per il mercatino di Natale, fino alla piazza, dove si divertiranno ad improvvisare tremendi show. <b>I visitatori potranno assistere da vicino allo spettacolo infernale</b>, grazie alle strade chiuse al traffico e durante il tragitto troveranno servizi ed attrattive di ogni tipo (dalle 14.00 stands, musica, cibi e bevande). Fino al grande <b>Krampusparty </b>che continuerà per tutta la notte.</p>
<p>Ideatori dell’incredibile manifestazione sono i soci <b>dell’associazione “Kastelruther Tuifl” (i diavoli di Castelrotto)</b> che nel 2011 hanno colto la sfida di valorizzare questa antica usanza, che si rinnova dalla notte dei tempi, proponendo un diabolico “scambio culturale” con altre associazioni simili. Dietro, c’è una grande e meticolosa preparazione: le <b>maschere di legno sono intagliate a mano</b>, i costumi di cuoio di capra o di yak con crine di cavallo o cinghiale vengono cuciti da abili conciatori. In tutto si può arrivare ad indossare fino a 15 kg di peso. E c’è anche chi sfoggia antiche maschere della zona dello Sciliar. Tra le associazioni che partecipano ci sono, per esempio, la Seinihonsa Koasapass di St. Johann in Tirolo, i Latscher Tuifl, e la Narrhalla Reichenburg, composta da campanari con pantaloni neri e camicia bianca ricca di ricami, che portano un giogo di legno sulle spalle a cui sono legati 2 campanacci di 30 kg, e dallo spaventoso diavolo Laui-Tüfel avvolto in una casacca di pelo di capra, con al collo una catena di ferro e in mano una forca di legno.</p>
<p><b>Ma le origini della tradizione dei Krampus</b> non si conoscono. Il significato rimanda alla <b>lotta tra il bene e il male</b>, e il rumore dei campanacci potrebbe far riferimento all’allontanamento dei demoni del freddo, l’utilizzo delle verghe ad un rito propiziatorio per la fecondità e il <b>risveglio della vita</b>. Fino agli anni ’70 i Krampus accompagnavano San Nicolò per punire i bimbi cattivi, mentre il santo premiava i buoni<b> </b>con biscotti, dolci, caramelle e doni. A Castelrotto però, anche senza San Nicolò, già dal 5 dicembre gruppi di “mostri” giravano per il paese spaventando tutti. Ed ancora oggi c’è la divertente usanza di <b>“stuzzicare i Krampus”</b>: i ragazzi sul calare del sole tentano di avvicinarsi e di provocare queste figure terrificanti, per poi correre via e sperare di non essere presi.</p>
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		<title>Castello di Gropparello: un NETstello!</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Sep 2013 08:29:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se è stato in grado di resistere al tempo e conservarsi perfettamente per migliaia di anni, il Castello di Gropparello [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" alt="" src="http://www.tuttosuibambini.com/wp-content/uploads/2011/10/merlino_castello_di_gropparello.jpg" width="500" height="666" />Se è stato in grado di resistere al tempo e conservarsi perfettamente per migliaia di anni, il Castello di Gropparello – nel Parco Naturale delle Gole del Vezzeno sulle colline piacentine – lo deve soprattutto alla lungimiranza e alle intuizioni di chi lo ha governato e gestito, epoca dopo epoca. Dopo aver aperto le proprie porte ai turisti, che ormai da anni possono visitarlo e godere delle iniziative del Parco delle Fiabe &#8211; primo Parco Emotivo d’Italia – o lasciarsi affascinare dalle visite tematiche in quello che è a conti fatti uno dei più significativi esempi di maniero guelfo dell’intera penisola, ora il Castello di Gropparello tenta la conquista del turismo internazionale, approdando su TicketOne (http://www.ticketone.it/), nella sezione Musei e Siti Archeologici, che riunisce le principali location culturali e consente a chi volesse saperne di più, di ottenere informazioni sulla struttura interessata o di acquistare il biglietto di ingresso a distanza, direttamente online.</p>
<p>Ma non è tutto. Il Castello di Gropparello ha infatti recentemente aderito anche al circuito Ipernetwork (http://www.ipernetwork.net/) che riunisce una serie di strutture che offrono la possibilità ai clienti di accumulare punti da trasformare in sconti e vantaggi utilizzabili nel circuito stesso.<br />
Come dire che i muri sono ben piantati nel medioevo. Ma lo spirito è proiettato nel futuro.</p>
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		<title>Curiosità: cosa resta in aereo</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Sep 2013 07:02:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dai pappagalli agli occhi di vetro, ecco gli oggetti lasciati in aereo Il sondaggio internazionale svela gli oggetti più bizzarri [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" alt="" src="http://worldtripsluca.altervista.org/wp-content/uploads/2013/01/posti-aereo.jpg" width="594" height="396" />Dai pappagalli agli occhi di vetro, ecco gli oggetti lasciati in aereo<br />
Il sondaggio internazionale svela gli oggetti più bizzarri ritrovati dal personale di bordo.<br />
Un pappagallo vivo, un occhio di vetro e una borsa di sabbia. Sono solo alcune tra le cose più bizzarre lasciate in aereo nell’arco di un anno, emerse dai risultati del sondaggio condotto tra 700 assistenti internazionali di volo.<br />
Il personale di bordo ha riportato un lungo elenco di oggetti trovati nell’aereo dopo lo sbarco dei passeggeri. Questa lista comprende un numero impressionante di animali dimenticati: i membri dell&#8217;equipaggio riportano di aver trovato un falco, una rana, una tartaruga e addirittura un pappagallo, tutti abbandonati alla fine del volo.<br />
Anche dentiere, biancheria intima, un occhio di vetro e la protesi di una gamba sono parte del lungo elenco di strani e incredibili oggetti che il personale di bordo ha raccontato di aver trovato a bordo, chiedendosi ogni volta: “come ha fatto il passeggero a dimenticarselo?” Altri articoli trovati erano semplicemente casuali: un singolo uovo (senza imballaggio), un sacchetto di sabbia e una proposta di matrimonio scritta. Non è chiaro se quest&#8217;ultima fosse destinata ad un membro dell&#8217;equipaggio di bordo o ad un passeggero. Per restare in tema, c’è da sperare che l&#8217;abito da sposa ritrovato sia finito alla legittima proprietaria prima del ‘grande giorno’.<br />
Quando invece si tratta di elementi essenziali per il viaggio, sembra che i passeggeri non siano meno smemorati. Quasi un quarto del personale intervistato (24%) ha trovato un passaporto smarrito a bordo, una percentuale addirittura superiore ai cellulari (23%) e ai libri (21%) dimenticati tra i sedili.<br />
“Incredibile pensare che ci siano viaggiatori che si dimenticano i propri animali a bordo, come pappagalli o tartarughe” commenta Caterina Toniolo, Country Manager di Skyscanner Italia. “Ma si sa, la memoria gioca brutti scherzi e si è in grado di dimenticare anche oggetti fondamentali per poter continuare il proprio viaggio, come il passaporto&#8230; Però è davvero inspiegabile come un musicista possa dimenticare a bordo il proprio contrabbasso!”<br />
Seguono alcune tra le cose più disparate che personale di bordo ha trovato sull’aereo:<br />
• Pappagallo<br />
• Occhio di vetro<br />
• Protesi di una gamba<br />
• Sacchetto di sabbia<br />
• Zoccolo<br />
• Scatola di pesce essiccato<br />
• Una scarpa<br />
• Vestito da sposa<br />
• Sacchetto di diamanti<br />
• Parrucca<br />
• Parrucchino<br />
• Borsa di cipolle<br />
• Manette<br />
• Contrabbasso<br />
• Uovo (senza imballaggio)<br />
• Rana<br />
• Biancheria intima<br />
• Proposta di matrimonio scritta<br />
E, voi, cosa vi siete dimenticati a bordo?-</p>
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		<title>Perù: omaggio alla luna</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jul 2013 07:02:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come il Sole era il Dio supremo per la civiltà degli Incas, venerato il 24 giugno a Cusco con l’Inti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://viaggi.guidone.it/wp-content/uploads/2011/06/machu-picchu.jpg" alt="" width="554" height="391" />Come il Sole era il Dio supremo per la civiltà degli Incas, venerato il 24 giugno a Cusco con l’Inti Raymi, la Luna era, per quella Moche, la grande divinità da adorare, ancora oggi celebrata in occasione del Shi Muchik Fest, il “Festival della Luna Mochica 2013”.<br />
I dipartimenti di Lambayeque e La Libertad, nel nord del Perù, durante il periodo di luna piena che andrà dal 21 agosto al 1 settembre, renderanno omaggio alla Luna con una festa che, giunta alla sua seconda edizione, è stata inserita nel calendario turistico del Paese.<br />
Un grande evento culturale, sportivo e mistico, che ha lo scopo di promuovere le attrazioni turistiche della Ruta Moche, circuito situato lungo la costa nord del Perù che accoglie le aree protagoniste di importanti ritrovamenti archeologici, tra monumenti e tombe, appartenenti alla cultura Moche o Mochica.<br />
La cerimonia inaugurale della seconda edizione del Shi Muchik Fest 2013 avrà luogo il 21 agosto presso il Museo Tumbes Reales a Lambayeque e darà il via ad una serie di attività quali cortei con personaggi storici e mitici, concerti, esibizioni del caballo de paso, esposizioni e concorsi di fotografia e pittura, congressi di archeologia e degustazioni, ma sarà soprattutto lo sport con un tocco di avventura il vero protagonista di queste giornate in onore della Luna.<br />
La si potrebbe infatti definire una Dakar non motorizzata, una competizione sportiva e avventurosa durante la quale i partecipanti provenienti da diverse parti del mondo dovranno compiere un percorso in sella al caballo de paso peruviano. Sei le tappe che andranno a toccare le principali località di questo itinerario storico, che avrà inizio da Túcume il 22 agosto, e passando per il Bosque de Pomac, Huaca Rajada, Zaña, San José de Moro, Dos Cabezas, Cañoncillo, San Pedro de Lloc, El Brujo, Huanchaco, si concluderà a Chan Chan il 31 agosto.<br />
Emozionante, venerdì 30 agosto, nella splendida cornice della Huaca de la Luna, la danza “La Luna Mochica”, balletto sinfonico in 5 atti ispirato ai principali personaggi mitici e storici che hanno caratterizzato la storia della cultura Moche, tra cui il Signor di Sipán e la Señora de Cao.<br />
Non mancheranno l’elezione della sacerdotessa Muchik, concerti di musica popolare, danze e degustazioni di piatti tipici della zona.<br />
Questa seconda edizione del “Festival de la Luna Mochica 2013” rappresenta per il Paese un’occasione ricca e interessante per presentare a livello internazionale il Nord del Perù, mostrando al mondo intero la grandezza, la bellezza, la ricchezza archeologica, l’eccellente gastronomia, la musica, le incredibili spiagge e soprattutto il calore e l’ospitalità del popolo del Paese dei Tesori Nascosti (per maggiori informazioni: www.shimuchikfest.com).</p>
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		<title>Una vita su due ruote</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jul 2013 07:34:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Di Sara Tufariello Si chiama Alessandro della Torre, ha 35 anni e gran parte del suo tempo lo dedica al [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.motociclisti.it/msc/public/news/le-strade-italiane-pi%C3%B9-belle-da-percorrere-in-moto-alessandro-della-torre_medium.jpg" alt="" width="240" height="215" />Di Sara Tufariello</p>
<p>Si chiama Alessandro della Torre, ha 35 anni e gran parte del suo tempo lo dedica al suo lavoro, la fotografia. Ma è accanto al lavoro, che si coniuga la sua più grande passione: la moto.<br />
Ed è proprio da questa che ha preso piede la pagina facebook ‘Le strade italiane più belle da percorrere in moto’. Una pagina che vanta più di 15.300 ‘mi piace’ e un quantitativo impressionante di appassionati che si scambiano informazioni, itinerari, suggerimenti per vivere al meglio questo nuovo ‘concept’ di turismo all’aria aperta.<br />
“Sono in moto da quando avevo 14 anni &#8211; commenta della Torre- dopo la licenza media il primo regalo dei miei fu uno splendido cinquantino”.</p>
<p>Come è nata l’idea di una pagina dedicata ai motociclisti?<br />
“Il mio sogno è sempre stato quello di avere uno strumento che potesse permettere di non dimenticare un posto trovato per caso in moto. Ed ecco la volontà di creare una pagina facebook in modo da dare vita a percorsi ed itinerari. Un modo intelligente per poter scegliere fra le proposte ‘tout court’ che offro, oppure utilizzare la fantasia e cimentarsi nell’ assemblare numerosi percorsi presenti”. Ed aggiunge: “Dovete andare a Savona partendo da Milano ed unendo i tragitti più belli? O desiderate visitare le Cinque Terre, scegliendo un itinerario che le comprenda? Sulla mia pagina troverete tutte le località più belle da visitare su due ruote.”</p>
<p>Come possono i fan conoscere gli itinerari?<br />
“Negli itinerari sotto al link dei percorsi, inserisco a sua volta, un altro link con un file zip per i navigatori satellitari. Ho poi collocato sotto i percorsi l’ombord video di piccoli itinerari. Ovviamente quel che mi da maggiormente stimolo è l’interazione con gli utenti: se ricevo video da utenti li pubblico, ma solitamente voglio sempre testare in prima persona i percorsi per garantire un minimo di test.”<br />
Ogni percorso nei commenti viene integrato da due cose: una mappa in alta risoluzione da scaricare e il link che rimanda alla pagina google. Più di 1000 itinerari. Mica poco.</p>
<p>Una grossa community la tua, di appassionati, veterani e giovani che si affacciano al turismo su due ruote.<br />
Si, organizzo eventi e invito ovviamente gli utenti. Con molti di loro ci frequentiamo anche al di fuori della pagina.</p>
<p>Quindi una sorta di guida di viaggio?<br />
No, attenzione. Non voglio creare una guida turistica. O meglio, non solo. Voglio dare vita ad uno strumento utile, dedicato interamente alle esigenze dei motociclisti. Un modo per godere del paesaggio. Un motociclista non vorrebbe arrivare mai alla meta. La sua destinazione è il viaggio. Quello che desidero è dunque indicare alla mia community strade divertenti, con le giuste curve e con un buon grip.</p>
<p>Ma qual’è il valore aggiunto?<br />
“ Il valore aggiunto consiste nell’indicare percorsi ed itinerari, tenendo in considerazione anche fattori fondamentali per godersi il turismo su due ruote in tutta sicurezza: tortuosità, asfalto, qualità del manto stradale, pulizia della strada. Tutte componenti che rimandano al concetto preminente di sicurezza”</p>
<p>Senti il dovere di illustrare oltre agli itinerari anche i moniti per i centauri?<br />
“La sicurezza prima di tutto. Lo ripeto sempre. Ritengo però che la cosa più importante non sia correre o andare piano.Per godere di questo splendido mezzo è fondamentale averne padronanza imparando a sentire l’asfalto sotto la moto. Nel mio concetto di motociclismo la cosa fondamente è essere consapevoli dei propri limiti di guida, cheviene ben prima dei limiti imposti dal codice (è beninteso che invito sempre tutti a rispettarlo!).<br />
Inutile dire però, che rispetto ad una vettura, abbiamo la metà delle ruote. Quindi miraccomando: abbiate il doppio della prudenza”.</p>
<p>Una sorta di maturità motociclistica, dunque?<br />
“La maturità motociclistica è il fine ultimo che ogni motociclista deve perseguire per godere appieno della libertà che solo le due ruote sanno regalare. E’ questa la vera ebbrezza ‘del viaggio on the road’.”</p>
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		<title>Hotel 2013</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jun 2013 07:31:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personaggi e Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi è in procinto di partire per una vacanza dedicata allo shopping, non dovrebbe preoccuparsi soltanto della spesa che farà [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.parkcentralny.com/var/ezwebin_site/storage/images/media/images/back-grounds/langs/719-1-eng-GB/Langs_frontpage.jpg" alt="" width="1020" height="467" /></p>
<p>Chi è in procinto di partire per una vacanza dedicata allo shopping, non dovrebbe preoccuparsi soltanto della spesa che farà nelle boutique, ma anche dell’incidenza del costo del soggiorno sul proprio budget. L’<strong>Hotel Price Index</strong>, analisi dei prezzi effettivamente pagati dai viaggiatori negli hotel di tutto il mondo, svela quanto hanno speso i turisti nel 2012 per soggiornare nelle classiche destinazioni dello shopping in tutto il mondo. Da <strong>New York</strong>, a <strong>Dubai</strong>, passando per <strong>Singapore</strong> e naturalmente per <strong>Milano</strong>, presenta la top 10 delle migliori città dove assecondare i propri capricci…con un occhio al portafoglio!</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">New York</span></strong></p>
<p>Per soggiornare a pochi passi dai negozi e dai centri commerciali di <strong>New York</strong>, i turisti hanno speso in media nel 2012 <strong>€189</strong> per camera a notte. Chiunque visiti la Grande Mela, non può non fare una passeggiata nella Fifth Avenue e concedersi qualche piccolo vizio da Macy’s, Abercrombie o Tiffany, ripercorrendo le orme di Audrey Hepburn nel famoso film.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">Dubai</span></strong></p>
<p><strong>Dubai</strong> è la capitale dello shopping del Medio Oriente; nel 2012, i viaggiatori hanno soggiornato ad una media di <strong>€161</strong> per camera a notte in una delle esclusive strutture della città. Grazie ai prezzi esenti da tasse, è possibile concedersi duna giornata di shopping negli innumerevoli centri commerciali o nei souk, e fare ottimi affari acquistando oggetti di lusso come tappeti, apparecchi elettronici e tessuti.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">Hong Kong</span></strong></p>
<p>Lo shopping ad <strong>Hong Kong</strong> va oltre l&#8217;acquisto dei generi di necessità: si tratta infatti di una vera e propria attività sociale, il passatempo preferito per trascorrere le ore di riposo. Esistono, infatti, gallerie di negozi disseminate per tutta la città ed immensi centri commerciali a cui, spesso, si ha accesso direttamente dal proprio hotel. Con una media nel 2012 di <strong>€152 </strong>per camera a notte, i turisti hanno potuto soggiornare in hotel in una delle più ambite mete dello shopping e acquistare capi e accessori di alta moda nei rinomati quartieri di The Landmark, Central o Admiralty; Causeway Bay è invece l’ideale per chi è alla ricerca di ottimi affari a piccoli prezzi.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">Singapore</span></strong></p>
<p>I viaggiatori che hanno volato a <strong>Singapore</strong> per visitare gli attraenti negozi della città hanno pagato mediamente <strong>€152</strong> a notte per soggiornarvi. I moderni complessi commerciali, che si susseguono ininterrottamente nella “Central Shopping Belt”, il quartiere dello shopping, catturano l’attenzione dei turisti per ore, grazie all’infinita varietà di prodotti: a Singapore si può  infatti comprare davvero di tutto, dalle rarità agli apparecchi high-tech!</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">Londra</span></strong></p>
<p><strong>Per soggiornare nella capitale del Regno Unito</strong> i viaggiatori hanno speso una media di <strong>€139</strong> per camera a notte. Chiunque decida di trascorrere qualche giorno nella patria dei Windsor, non può non cadere nella tentazione di entrare negli innumerevoli negozi che si susseguono in Oxford Street, di acquistare tipici oggetti vintage a Portobello Road o capi di tendenza a Camden Town.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">Parigi</span></strong></p>
<p><strong>Parigi</strong>, oltre ad essere nota per le bellezze architettoniche e per le opere d’arte custodite nei musei più famosi del mondo, è conosciuta anche per essere la capitale dello shopping. I turisti hanno speso una media di <strong>€127</strong> per camera a notte per soggiornare in città, facendo shopping nelle vie più turistiche come gli Champs Elysées o l’avenue George V, ma anche nelle zone tipicamente parigine come il canale Saint Martin.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">Barcellona</span></strong></p>
<p><strong>Barcellona</strong> sta conquistando uno spazio nel cuore degli amanti dello shopping, che nel 2012 hanno soggiornato nella città spagnola spendendo in media <strong>€108</strong>. Con un mix affascinante di boutique originali, negozi di seconda mano, mercatini delle pulci, negozi di lusso, centri commerciali e outlet, Barcellona può soddisfare qualsiasi tipo di cliente. Passeggiando nella “shopping line”, la via dello shopping che si estende per 15 km e collega Port Vell alla parte alta della Avigunda Diagonal, è possibile imbattersi sia in grandi catene internazionali che in tipici negozi catalani.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">Milano</span></strong></p>
<p><strong>Milano</strong> rimane una delle città di riferimento della moda italiana, meta ideale per concedersi qualche vizio nelle vie che formano il noto “quadrilatero della moda” dove dominano firme come Gucci, Prada o Louis Vittuon. I più parsimoniosi possono invece fare shopping nelle vie che circondano il Duomo, dove si alternano le grandi catene internazionali d’abbigliamento. I turisti che hanno visitato il capoluogo lombardo nel 2012 hanno speso una media di <strong>€108</strong> per camera a notte.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">Berlino</span></strong></p>
<p><strong>Berlino</strong> è una delle città più a buon mercato in cui soggiornare per dedicarsi allo shopping: nel 2012 per dormire nella capitale tedesca i turisti hanno speso in media soltanto <strong>€82 </strong>per camera a notte. La città, grazie alla grande varietà di negozi, è una delle mete più gettonate per lo shopping: i centri commerciali si alternano alle boutique di alta moda in strade come Friedrichstrasse e la Kurfürstendamm, fino ad arrivare al quartiere Kreuzberg o Mitte in cui compaiono negozi tipici locali.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">Bangkok</span></strong></p>
<p>Con una spesa media di <strong>€67</strong> per camera a notte, <strong>Bangkok</strong> è la città più conveniente tra quelle che compaiono nella top 10 di Hotels.com. Nella città thailandese è inoltre possibile acquistare oggetti di valore senza svuotare eccessivamente il portafoglio. Oltre ai centri commerciali come il Paragon, che ospita brand di tutti i tipi, esistono grandi mercati, come il Chak-Tuk-Chak Market, che offrono una selezione di oggetti di artigianato provenienti da tutto il Paese.</p>
<p align="center">
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		<title>Faenza e i Rioni</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jun 2013 07:02:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personaggi e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Faenza]]></category>
		<category><![CDATA[i rioni]]></category>
		<category><![CDATA[palio]]></category>

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		<description><![CDATA[Faenza è una città ricca di cultura e tradizioni che scaturiscono dalla propria secolare storia. Storia che diviene spettacolo e coinvolgimento, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone" src="http://www.julienews.it/upload/news/300000/00000/2000/000/302010_0_1.jpg" alt="" width="390" height="261" />Faenza </strong>è una città ricca di cultura e tradizioni che scaturiscono dalla propria secolare storia. Storia che diviene spettacolo e coinvolgimento, per i cittadini ma anche per i tanti visitatori che ogni anno frequentano la città celebre in tutto il mondo per le sue ceramiche artistiche, grazie ai Rioni. <strong>Attraverso la visita dei Rioni è dunque possibile intraprendere un interessante e originale percorso cittadino, alla scoperta di alcuni degli angoli più affascinanti e suggestivi di Faenza.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I cinque Rioni,</strong> nel rispetto dell’antica ripartizione cittadina, rappresentano le zone in cui attualmente è diviso tutto il territorio urbano ed extra urbano di Faenza e precisamente: Rione Bianco &#8211; Borgo Durbecco, Rione Giallo &#8211; Porta Ponte, Rione Nero &#8211; Porta Ravegnana, Rione Rosso &#8211; Porta Imolese, Rione Verde &#8211; Porta Montanara.</p>
<p>I Rioni presero il nome della porta cui era affidata la difesa degli abitanti circostanti in caso di assedio, mentre nel settecento subentrò nel nome anche il colore originato dal proprio gonfalone.</p>
<p>I Rioni promuovono varie attività e manifestazioni in particolare a valenza rievocativa, culturale, storica, in primis il rinomato e celebre “Palio del Niballo”, in programma sempre la quarta domenica del mese di giugno, in questo 2013 il giorno 23 si svolgerà la 57° edizione. Il Palio rappresenta solo il momento conclusivo di una serie di appuntamenti spettacolari, conviviali e gastronomici. Infatti, tutte le sere della settimana precedente la gara, i 5 Rioni danno vita a serate gastronomiche con menù a tema e tradizionali, con anche la riproposizione di pietanze rinascimentali. Mentre il venerdì sera antecedente la Bigorda d&#8217;Oro (7 giugno) e il sabato sera antecedente il Palio del Niballo (22 giugno) si svolgono le cene propiziatorie per le vittorie.</p>
<p><strong>Rione Bianco &#8211; Borgo Durbecco</strong> (Piazza Fra Sabba, 5 &#8211; 0546 634478 <a href="http://www.rionebianco.it/" target="_blank">www.rionebianco.it</a>)</p>
<p>La sede del Rione Bianco è adiacente alla Chiesa della Commenda, uno degli edifici storico-artistici più importanti dell&#8217;intero patrimonio faentino. La data di fondazione risale ai secoli XI°-XII°, mentre il campanile, restaurato dopo la guerra, è del cinquecento. Il Museo rionale conserva molte testimonianze storiche del Palio, la Sala dei Costumi e, nella biblioteca, sono conservati l&#8217;archivio fotografico del Rione, i manifesti riguardanti il Palio e altre manifestazioni italiane ed estere a cui hanno partecipato gli sbandieratori, libri e altri testi di ricerca storica sui costumi e sulle tradizioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Rione Giallo – Porta da Ponte</strong> (Via Bondiolo, 85 &#8211; 0546 660663 <a href="http://www.rionegiallo.it/" target="_blank">www.rionegiallo.it</a>)</p>
<p>Possiede un ricco patrimonio di modelli e costumi, armi e armature che vengono indossate dalle comparse rionali in occasione delle varie manifestazioni alle quali il Rione partecipa. Ha inoltre una propria biblioteca, intitolata al poeta faentino Angelo Lapi, che raccoglie testi e documenti che trattano la storia rinascimentale, con particolare attenzione a quella faentina. Ogni anno il Rione Giallo organizza anche una serie di conferenze su vari argomenti, dalle religioni all&#8217;ippologia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Rione Nero – Porta Ravegnana</strong> (Via della Croce, 14 &#8211; 0546 681385 <a href="http://www.rionenero.it/" target="_blank">www.rionenero.it</a>).</p>
<p>La sede del Rione Nero è ubicata all’interno di un’area cortilizia dove si effettuano tutte le attività rionali. Nella sede vengono custoditi i drappi di raso rosso testimoni delle vittorie conseguite nella corsa del Palio del Niballo. La sede accoglie  al piano superiore un museo nel quale si conservano i ricchi costumi da sfilata e i pannelli ceramici a ricordo dei palii vinti dai cavalieri, eseguiti dai migliori maestri d’arte della ceramica faentina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Rione Rosso – Porta Imolese</strong> (Via Campidori, 28 &#8211; Tel 0546 680808 <a href="http://www.rionerosso.it/" target="_blank">www.rionerosso.it</a>)</p>
<p>La sede del Rione anticamente ospitava il Convento delle Suore Clarisse. All’interno, al piano terreno, vi sono i locali del Circolo ricreativo; l’area cortilizia, con l’antica torre dove un tempo veniva essiccata la seta, divide i locali della cucina e della sala da pranzo. Caratteristiche sono le cantine, denominate &#8220;Baiocco&#8221;: esse si sviluppano in tre navate, più una quarta denominata &#8220;Baiocchino&#8221;. Varie sono le attività che si svolgono i tali locali che facilmente si prestano per mostre e conferenze. Nel periodo che precede il Palio si effettuano cene Rinascimentali. Al piano superiore vi sono le &#8220;Sale nobili&#8221; all’interno delle quali sono esposti i costumi che, in occasione del Palio, vengono usati per la vestizione dei personaggi che compongono la &#8220;Passeggiata Storica”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Rione Verde &#8211; Porta Montanara </strong>(Via Cavour, 37 &#8211; Tel 0546 681281 <a href="http://www.rioneverde.net/" target="_blank">www.rioneverde.net</a>)</p>
<p>I locali che occupa appartengono a uno dei nuclei architettonici più antichi di Faenza. Notizie storiche attestano che in quel luogo sorgeva un monastero benedettino risalente al 700 d.C che è rimasto attivo fino alla soppressione napoleonica. Nel 2009 il complesso è stato ristrutturato ed è stata ricostruita l’ala mancante dell’antico chiostro e realizzata una struttura ricettiva polivalente.</p>
<p>Fra le varie attività del Rione Verde ci sono:  la gestione di <em>Fontanonearte</em>, una galleria situata in un edificio architettonico di prestigio, nella quale sono organizzate circa 40 mostre l’anno; la realizzazione della “Fiera di San Rocco” nella prima domenica di novembre; l’organizzazione di conferenze e  attività ludiche.</p>
<p>Dalla prima domenica di giugno si organizzano vari eventi, fra i quali “La Folle Corsa delle Bighe”: una goliardica corsa  in costume.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tutti e 5 i Rioni, inoltre, gestiscono la propria scuderia</strong> situata al Centro Civico Rioni (via S. Orsola n.31). All’interno della struttura si allenano tutto l’anno i cavalieri per la disputa del Niballo. Si tratta di uno spazio con grosse potenzialità che in questi anni ha ospitato molte manifestazioni equestri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PALIO</p>
<p><strong>Il Niballo</strong> è una delle più antiche e conosciute giostre medioevali (risale al 1164) che si disputa ogni anno la 4° domenica di giugno allo stadio comunale “Bruno Neri” (inizio ore 18). A sfidarsi sono i cavalieri dei 5 Rioni. La gara consiste in una corsa al galoppo al termine della quale si deve colpire con la lancia il bersaglio, di 8 centimetri di diametro, posto all’estremità dei due bracci del Niballo. La corsa è preceduta da un Corteo Storico a cui prendono parte oltre 400 figuranti in rappresentanza di tutti i Rioni e del Gruppo Municipale, che rappresenta la sesta entità del Palio del Niballo e che riunisce in sé tutte le cariche che sovrintendono al regolare svolgimento della gara.</p>
<p>Secondo la tradizione, il Niballo è preceduta da un corteo storico che costituisce una rievocazione figurata della vita militare, civile e sociale del Quattrocento; il corteo parte dalla centrale Piazza del Popolo di Faenza alle ore 16 ed arriva fino allo Stadio.</p>
<p>Ai cavalieri più giovani, che non hanno mai gareggiato per il Niballo, è dedicato il “Torneo della Bigorda d&#8217;Oro” (sempre il 2° sabato di giugno, in questo 2013 il giorno 8). Il nome Bigorda deriva dall’antico termine provenzale “beort”, che significa armeggiare in torneo. Lo stesso termine viene usato per la lancia di tipo leggero usato nelle moderne giostre cavalleresche.</p>
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		<title>A casa per viaggiare</title>
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		<pubDate>Thu, 30 May 2013 07:10:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personaggi e Società]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[sondaggio]]></category>
		<category><![CDATA[vacanza amante]]></category>
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		<description><![CDATA[Oltre un lavoratore italiano su quattro (il 27%) ammette di essersi preso nel 2012 almeno un giorno di malattia non [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://2.bp.blogspot.com/-0x81kPAtbjk/ULJsqmjXshI/AAAAAAAACWc/w4beuy6uUSU/s1600/viaggio1.jpg" alt="" width="500" height="333" />Oltre un lavoratore italiano su quattro (il 27%) ammette di essersi preso nel 2012 almeno un giorno di malattia non perché fosse realmente indisposto ma per altre motivazioni. A rivelarlo è un sondaggio che ha interpellato un panel europeo di oltre 7.300 adulti (di cui 5.200 lavoratori) in sei nazioni &#8211; Italia, Spagna, Regno Unito, Irlanda, Francia e Germania.</p>
<p>Dal sondaggio è emerso che i lavoratori italiani si sono concessi in media 1,53 giorni di “finta malattia”, numero che sale a ben 5,52 giorni tra chi ha ammesso di essersi preso almeno un giorno di malattia senza giusta causa. A livello europeo, inoltre, i dati hanno evidenziato che il Belpaese si classifica al secondo posto tra le nazioni con più assenteisti: al primo posto troviamo gli irlandesi, che nel 29% dei casi ammettono di essersi concessi uno o più giorni di falsa malattia, mentre la medaglia di bronzo spetta agli inglesi con un buon 25%. Le nazioni più virtuose, invece, sono la Spagna (14%), la Francia (19%) e la Germania (21%).</p>
<p>L’Italia, inoltre, si distingue dalle altre nazioni interpellate per un dato sorprendente: a differenza della media europea, secondo la quale sono più spesso gli uomini a fare i “finti malati” rispetto alle donne (il 23% contro il 22%), nel nostro paese la situazione è inversa: ben il 20% delle donne italiane ammette di darsi malata per restare a casa, mentre solo il 18% degli uomini lo fa.</p>
<p>Sbrigare faccende, concedersi qualche vizio o vedere gli amici: queste le motivazioni delle giornate di finta malattia degli italiani<br />
Gli italiani si prendono una giornata di finta malattia nel 21% dei casi per occuparsi di faccende trascurate nel weekend, tra cui le pulizie di casa, la burocrazia o le visite mediche. Le altre motivazioni frequenti sono il bisogno di concedersi un po’ di tempo per sé (11%), andando a fare shopping, dal parrucchiere, al centro benessere o al ristorante per un pranzo in tranquillità, e il desiderio di incontrarsi con familiari o amici (10%). Dal sondaggio di lastminute.com sono inoltre emerse delle interessanti differenze di genere nelle motivazioni che spingono gli italiani a prendersi giornate di finta malattia: gli uomini lo fanno più spesso per prolungare una vacanza (8% contro il 5% delle donne) o per pigrizia (7% contro il 3%), mentre le donne lo fanno più spesso per incontrare l’amante (4% dei casi contro il 2% degli uomini).<br />
Nel confronto con gli altri paesi europei, i francesi paiono essere quelli più mondani: il 14% motiva la giornata di finta malattia con il bisogno di riprendersi da una notte di baldoria. Gli spagnoli, invece, sono la nazionalità europea che più spesso si prende una giornata di finta malattia per andare a fare un colloquio di lavoro in un’altra azienda; mentre gli irlandesi sono quelli che lo fanno più spesso per occuparsi delle faccende trascurate nel weekend (nel 25% dei casi).</p>
<p>“I dati emersi delineano un profilo del lavoratore nel nostro Paese ben distante dal prototipo dell’italiano pigro: i nostri connazionali, infatti, non si prendono quasi mai una giornata di finta malattia semplicemente per pigrizia, a differenza ad esempio della Francia e dell’Irlanda – spiega Francesca Benati, Amministratore Delegato di lastminute.com per l’Italia e la Spagna – Piuttosto, dai dati emerge che le motivazioni che più ci spingono a prenderci una giornata di falsa malattia sono la volontà di incontrare amici e familiari oppure il desiderio di concedersi qualche vizio”.</p>
<p>La mappa delle regioni italiane<br />
Ancora una volta, l’Italia si è dimostrata una nazione molto diversificata al suo interno, registrando delle differenze rilevanti a livello regionale. Il 78% degli adulti intervistati domiciliati nel Nord-Ovest ha dichiarato di non prendersi neanche 1 giornata di “falsa malattia”, contro il 44% degli abitanti della Sardegna. Questi ultimi, nell’11% dei casi, hanno dichiarato di essersi presi addirittura 20 o più giorni di “falsa malattia” nel corso del 2012.<br />
Le differenze regionali si fanno sentire anche nei motivi che spingono a fare la consueta telefonata “mi dispiace, sono a casa malato”: i lavoratori del Nord-Ovest sono quelli che lo fanno più spesso per sbrigare altre faccende (nel 34% dei casi). I lavoratori del Centro-Italia, invece, sono quelli che lo fanno più spesso per incontrare parenti e amici (nel 18% dei casi) e per concedersi un vizio (nel 19% dei casi). Infine, i lavoratori del Sud-Italia sono quelli che più spesso si sentono in colpa per il proprio comportamento, dichiarando di avere fatto dei piani per la giornata di finta malattia ma di essere poi restati a casa per paura di essere scoperti (nel 14% dei casi).</p>
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		<title>Abbottega nella Grande Mela</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 07:47:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personaggi e Società]]></category>
		<category><![CDATA[abbotega]]></category>
		<category><![CDATA[david ranucci]]></category>
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		<category><![CDATA[oste]]></category>

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		<description><![CDATA[Tradizione up-to-date: a Manhattan arriva Abbottega. Un nome che già suggerisce il suo concept: il ritorno alla sana tradizione della &#8220;bottega&#8221; [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/naticonlavaligia/files/2013/05/foto-David-Ranucci.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5286" src="/naticonlavaligia/files/2013/05/foto-David-Ranucci-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Tradizione up-to-date: a <strong>Manhattan</strong> arriva <strong>Abbottega</strong>. Un nome che già suggerisce il suo concept: il ritorno alla <strong>sana tradizione della &#8220;bottega&#8221;</strong> dove ritrovare il sapore dei <strong>prodotti</strong> e dei <strong>piatti tipici italiani</strong>, che si ha modo non solo di assaggiare direttamente all’interno del locale, ma anche di acquistare dal banco.</p>
<p>Abbottega è un progetto ideato e fortemente voluto da <strong>David Ranucci</strong>, oste romano già conosciuto e amato in Italia per i suoi ristoranti tradizionali, diventati veri e propri must.</p>
<p>Da questo progetto nel 2010 nasce <strong>Abbottega Milano</strong>. Ma David Ranucci, non si arresta e nel 2013 arriva a New York <strong>Abbottega Manhattan</strong>. Un luogo dove gustare, con gli occhi e con il palato, l’italian taste. Mattoni bianchi a vista e ampie vetrate che si affacciano su Bedford Street, pensate per accogliere la luce naturale mattutina. La sera calano le luci e Abbottega si trasforma, lasciando spazio ad atmosfere più intime, per una cena a lume di candela, ma anche per piccoli gruppi di amici che amano chiacchierare davanti a un bicchiere di buon vino, rigorosamente italiano, dell’ampia carta.</p>
<p>Aperto <strong>dalle 11 am a mezzanotte</strong>,<strong> </strong>da Abbottega si può spaziare tra proposte culinarie che vanno dal dolce al salato partendo dalla colazione, al pranzo, fino alla merenda, all’aperitivo, alla cena. <strong>Il tutto a prezzi competitivi, grazie anche alla formula del </strong><strong>pranzo a 19 dollari</strong><strong> per due piatti a scelta dal menù e dessert. </strong></p>
<p>Ma da Abbottega si può anche <strong>fare la spesa</strong> di prodotti tipici italiani appositamente selezionati. Sono disponibili i cestini, pensati per <strong>portare a casa</strong> tutti gli ingredienti per cucinare all’italiana, con gli amici o con la dolce metà, una gricia, una carbonara, un&#8217;amatriciana: una speciale cena, guidati dalle ricette originali, all’insegna della riscoperta dei <strong>veri sapori </strong><strong>e del </strong><strong>mangiar sano</strong><strong>.</strong></p>
<p><a href="/naticonlavaligia/files/2013/05/foto-Abbottega-Manhattan.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5287" src="/naticonlavaligia/files/2013/05/foto-Abbottega-Manhattan-300x132.jpg" alt="" width="300" height="132" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tap Festival a Milano</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 07:16:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personaggi e Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo &#8220;TAP CITY (NY)&#8221;, &#8220;RHYTHM WORLD CHICAGO&#8221;, &#8220;L.A. TAP FEST&#8221;, &#8220;TAP ON BARCELONA&#8221;, &#8220;ZURICH TAP FESTIVAL&#8221;, &#8220;STOCKHOLM TAP FESTIVAL&#8221;, &#8220;JERSEY [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignnone" src="http://encn.blouinartinfo.com/sites/default/files/taptap.jpeg.jpg" alt="" width="640" height="380" />Dopo &#8220;TAP CITY (NY)&#8221;, &#8220;RHYTHM WORLD CHICAGO&#8221;, &#8220;L.A. TAP FEST&#8221;, &#8220;TAP ON BARCELONA&#8221;, &#8220;ZURICH TAP FESTIVAL&#8221;, &#8220;STOCKHOLM TAP FESTIVAL&#8221;, &#8220;JERSEY TAP FETS&#8221; etc&#8230; Arriva a Milano il PRIMO FESTIVAL ITALIANO di TAP DANCE.  Avremo l&#8217;opportunità di ospitare eccellenti Tap Dancer americani, e non solo, come:  JASON JANAS (N.Y.), RUBEN SANCHEZ (BCN), LEE HOWARD  (CHICAGO) e rappresentante per l&#8217;Italia ERMINIA MOSCATO.</em></p>
<p><em>Durante il giorno si effettueranno lezioni create per soddisfare le più svariate richieste con  base, intermedio e avanzato, discussione con gli insegnati, storia del tap nel mondo, nomenclatura e shopping di abbigliamento, scarpe, dvd, e libri. </em></p>
<p><em>La fase più affascinate la troviamo la sera con la TAP DANCE JAMS NIGHT che rappresenta l&#8217;anima dell&#8217;evento, dove avremo modo di ammirare l&#8217;apoteosi di questa disciplina attraverso le spettacolari performance degli ospiti accompagnati da musica dal vivo. a Milano per una notte si ricrea il sogno che negli anni venti e trenta incantava gli ospiti del Cotton Club di New York. Il tutto impreziosito dalla consegna del premio dedicato ad uno dei piu celebri fautore della storia della Tap Dance nel mondo  &#8221;SAMMY DAVIS JR. AWARD&#8221;. </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Jams nello slang musicale statunitense significa «improvvisazione», a partire dagli anni venti i virtuosi del jazz si confrontavano in improvvisazioni sulle armonie di un tema senza arrangiamenti o orchestrazioni preventive. UnaTap-jams è un ritrovo di musicisti e ballerini che hanno così l&#8217;opportunità di provare nuovo materiale musicale e mettere alla prova la loro abilità di improvvisatori in confronto con altri strumentisti, a volte è semplicemente un ritrovo sociale. Spesso questi incontri, si trasformano in vere e proprie competizioni fra virtuosi, gli spettatori  sono avvolti da una magia suprema tra maestria e sperimentazioni. Le performance sono interattive, chiunque ha la facoltà di esporre e testare il proprio talento:&#8230;. quindi anche lo stesso pubblico può partecipare attivamente alla serata ballando, cantando, suonando o recitando. Questa è la magia della jams-session. Un evento che esce fuori dai soliti canoni come originalità e novità di spettacolo.</em></p>
<p><em><span style="text-decoration: underline">JASON JANAS  (N.Y.C.)</span></em></p>
<p><em>Definito uno dei più grandi tapper del mondo, nativo di New Jersey. Fa parte della compagnia &#8220;Tap Star, Bad Boys of Dance&#8221; lavora per il &#8220;Broadway Dance Centre&#8221; è sempre nei festival di tutto il mondo. Ha collaborato con &#8221; Dance Power Express&#8221;, &#8220;Dance  Master of America&#8221;, &#8221; Starpower&#8217;s Power Pak&#8221;, &#8220;Tap on Barcelona&#8221; e &#8220;Stepp With Me Dance Conventions&#8221;. Le sue coreografie hanno vinto premi internazionali tra i più prestigiosi.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="text-decoration: underline">RUBEN SÀNCHEZ GARCÌA (BARCELONA)</span></em></p>
<p><em>Ballerino eclettico di musical show, modern e jazz, ed é esponente di spicco del tap spagnolo. Ha collaborato con  Guillem Alonso, Jason Samuel Smith, Max Pollac, Josh Hillbermann, Dereck Grant, Ted Levi, Leela Petronio, Sharon Lavi e Barbara Duffy. Ha fatto parte del &#8220;Camut Band&#8221;, &#8220;Martin&#8217;s Tap Company&#8221; riscuotendo successo in tutto il mondo. Insegna nei più rinomati workshop europei e spagnoli. È testimonial delle scarpe &#8220;Casimiro&#8221; </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="text-decoration: underline">LEE HOWARD, (Chicago)</span></em></p>
<p><em>In arte Lee How (Chicago)  tap dancer e cantautore hip hop. Ha studiato con i piu noti maestri di tap americani riceve continui riconoscimenti internazionali come uno dei migliori tap dancer della sua generazione, apporta un contributo speciale nella divulgazione di questa disciplina nel mondo con il suo unico e caratteristico stile del Tap &#8211; Rap e con la sua simpatia. É stato preso come riferimento come &#8220;Tap Wiz Kid&#8221;  dalla rivista  &#8221;dance Spirit Magazine&#8221;. Lee ha riscosso grande sussesso con il suo mixtape nel progetto &#8220;Art Project&#8221;. Ha lavorato accanto al leggendario gruppo hip hop &#8220;A Tribe Called Quest&#8221;. </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="text-decoration: underline">CARTIER HOOFER WILLIAMS,(Washington D.C.)</span></em><em> </em></p>
<p><em>Choreographer,Filmmaker and Performer. </em></p>
<p><em>Ha studiato al &#8220;Washington School of Ballet&#8221; e attualmente studia  alla &#8220;The New York Film Academy&#8221;. Bambino pridigio, vincitore del &#8220;Apollo Kids&#8221;, Ha lavorato a fianco di nomi leggendari come: Buster Brown, Jimmy Slyde, Dianne Walker, Peg Leg Bates, The Nicholas Brothers e Gregory Hines. Si è esibito per due Presidenti degli Stati Uniti e per la CIA. Ha preso parte a tour mondiali, insegna nei principali Tap festival internazionali e colleziona celebri premi. Inoltre ha partecipato nel film &#8220;Spike Lee&#8217;s Film Bamboozled&#8221;, e al festival di Cannes per il film &#8220;Moulin Rouge&#8221; </em></p>
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