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	<title>Comments on: E se il problema fosse lo snobismo?</title>
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		<title>By: Con che atteggiamento si scrive? &#171; L&#039;albero del pensiero</title>
		<link>http://hotmag.me/geshwa/2012/01/22/e-se-il-problema-fosse-lo-snobismo/#comment-754</link>
		<dc:creator>Con che atteggiamento si scrive? &#171; L&#039;albero del pensiero</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 14:08:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[...] di spiegarmi meglio. Il concetto che voglio esprimere è riconducibile al precedente post sullo snobismo tipico degli scrittori italiani che, ovviamente non tutti, anteporrebbero un filtro ideologico alla [...]]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] di spiegarmi meglio. Il concetto che voglio esprimere è riconducibile al precedente post sullo snobismo tipico degli scrittori italiani che, ovviamente non tutti, anteporrebbero un filtro ideologico alla [...]</p>
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		<title>By: Fabrizio Valenza</title>
		<link>http://hotmag.me/geshwa/2012/01/22/e-se-il-problema-fosse-lo-snobismo/#comment-746</link>
		<dc:creator>Fabrizio Valenza</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 11:19:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ciao Bruno. In effetti anche io propenderei più per il &quot;chi vuol intendere intenda&quot;, detto così, a livello generale. Per quanto riguarda i libri che hai indicato, però, non rappresentano esattamente ciò che intendo dire.
Non è tanto il parlare della povera gente - che allora sì il nostro fantasy (o fantastico) diventerebbe una pista parallela e alternativa all&#039;ormai vecchio neorealismo italiano - quanto il parlare della realtà odierna, guardata attraverso occhi fantastici. In effetti più che di fantasy, ho preferito parlare di narrativa fantastica, perché può essere che il fantasy in senso stretto non possa prescindere da quel &lt;i&gt;meraviglioso&lt;/i&gt; di cui parli tu. Lì ci sono stilemi da rispettare (ma sempre con la grande libertà di chi sa il fatto suo, e da qui l&#039;indubbia originalità di opere come &lt;i&gt;Wunderkind&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Acchiapparatti&lt;/i&gt;), ma nell&#039;ambito più ampio del fantastico ci si può permettere quella libertà che - forse - è decisiva per un confronto che aiuti a crescere ulteriormente la nostra narrativa.
Il problema su cui intendo portare l&#039;attenzione è quello già toccato, per esempio, da Lara Manni &lt;a href=&quot;http://laramanni.wordpress.com/2012/01/13/critici-e-gremlin/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;in questo post sul suo blog&lt;/a&gt;.
Inoltre, è molto interessante per approfondire ulteriormente e diversamente l&#039;argomento l&#039;articolo di Wu Ming su Giap!, &lt;a href=&quot;http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=955&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;La salvezza di Euridice/2&lt;/a&gt;.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Bruno. In effetti anche io propenderei più per il &#8220;chi vuol intendere intenda&#8221;, detto così, a livello generale. Per quanto riguarda i libri che hai indicato, però, non rappresentano esattamente ciò che intendo dire.<br />
Non è tanto il parlare della povera gente &#8211; che allora sì il nostro fantasy (o fantastico) diventerebbe una pista parallela e alternativa all&#8217;ormai vecchio neorealismo italiano &#8211; quanto il parlare della realtà odierna, guardata attraverso occhi fantastici. In effetti più che di fantasy, ho preferito parlare di narrativa fantastica, perché può essere che il fantasy in senso stretto non possa prescindere da quel <i>meraviglioso</i> di cui parli tu. Lì ci sono stilemi da rispettare (ma sempre con la grande libertà di chi sa il fatto suo, e da qui l&#8217;indubbia originalità di opere come <i>Wunderkind</i> e <i>Acchiapparatti</i>), ma nell&#8217;ambito più ampio del fantastico ci si può permettere quella libertà che &#8211; forse &#8211; è decisiva per un confronto che aiuti a crescere ulteriormente la nostra narrativa.<br />
Il problema su cui intendo portare l&#8217;attenzione è quello già toccato, per esempio, da Lara Manni <a href="http://laramanni.wordpress.com/2012/01/13/critici-e-gremlin/" rel="nofollow">in questo post sul suo blog</a>.<br />
Inoltre, è molto interessante per approfondire ulteriormente e diversamente l&#8217;argomento l&#8217;articolo di Wu Ming su Giap!, <a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=955" rel="nofollow">La salvezza di Euridice/2</a>.</p>
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		<title>By: Bruno</title>
		<link>http://hotmag.me/geshwa/2012/01/22/e-se-il-problema-fosse-lo-snobismo/#comment-745</link>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 10:19:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il reale? Dipende, è materia da trattare con attenzione se non si vuole strappare via il meraviglioso che ammanta il fantastico. Sinceramente per quanto riguarda il fantasy italiano ho letto diversi libri dove si parla con crudezza delle vite di povera gente (Zeferina, Acchiapparatti, Burattinaio...) e, per quanto riguarda questo aspetto, spero anzi che ci si dia una calmata :) altrimenti andiamo a seguire il solco del neorealismo italiano nel cinema, con una cinquantina di anni di ritardo.
Quanto reale, e quanto realistico? Tolkien mise del SdA le trincee della prima guerra mondiale (scena del passaggio nelle paludi), ma non si capisce immediatamente, e preferisco così. Metafore troppo immediate, riferimenti diretti non mi piacciono, strappano via dal mondo secondario dell&#039;ambientazione... ma a ognuno i suoi gusti. 
Personalmente, ho scritto del problema dell&#039;immigrazione, ma facendo metafora ben diversa e mascherata rispetto al reale, in modo che &quot;chi vuol intendere intenda&quot; e &quot;chi non vuole&quot; si goda l&#039;avventura. Ma, nonostante qualche piazzamento ai concorsi e un paio di pacche sulle spalle, non c&#039;è pericolo che il mio libro esca.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il reale? Dipende, è materia da trattare con attenzione se non si vuole strappare via il meraviglioso che ammanta il fantastico. Sinceramente per quanto riguarda il fantasy italiano ho letto diversi libri dove si parla con crudezza delle vite di povera gente (Zeferina, Acchiapparatti, Burattinaio&#8230;) e, per quanto riguarda questo aspetto, spero anzi che ci si dia una calmata <img src='/geshwa/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  altrimenti andiamo a seguire il solco del neorealismo italiano nel cinema, con una cinquantina di anni di ritardo.<br />
Quanto reale, e quanto realistico? Tolkien mise del SdA le trincee della prima guerra mondiale (scena del passaggio nelle paludi), ma non si capisce immediatamente, e preferisco così. Metafore troppo immediate, riferimenti diretti non mi piacciono, strappano via dal mondo secondario dell&#8217;ambientazione&#8230; ma a ognuno i suoi gusti.<br />
Personalmente, ho scritto del problema dell&#8217;immigrazione, ma facendo metafora ben diversa e mascherata rispetto al reale, in modo che &#8220;chi vuol intendere intenda&#8221; e &#8220;chi non vuole&#8221; si goda l&#8217;avventura. Ma, nonostante qualche piazzamento ai concorsi e un paio di pacche sulle spalle, non c&#8217;è pericolo che il mio libro esca.</p>
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		<title>By: Con che atteggiamento si scrive? &#124; L&#039;albero del pensiero</title>
		<link>http://hotmag.me/geshwa/2012/01/22/e-se-il-problema-fosse-lo-snobismo/#comment-742</link>
		<dc:creator>Con che atteggiamento si scrive? &#124; L&#039;albero del pensiero</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 09:50:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[...] L&#039;albero del pensiero       Skip to content HomeAboutArticoliCome faccio ioCronacheInterviste/SpecialiLetture pubblicheBlogCopertineCopertina 0Copertina 1Copertina 2Copertina 3Presentazioni e conferenzeRacconti e poesieAntico Addio &#8211; Corselli F.Una rosa per un sogno &#8211; Valenza F.   Condividi questo blog su facebook L&#039;albero del pensiero fa parte della famiglia HotMag. Visita il portale Tweet      &#8592; E se il problema fosse lo snobismo? [...]]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] L&#039;albero del pensiero       Skip to content HomeAboutArticoliCome faccio ioCronacheInterviste/SpecialiLetture pubblicheBlogCopertineCopertina 0Copertina 1Copertina 2Copertina 3Presentazioni e conferenzeRacconti e poesieAntico Addio &#8211; Corselli F.Una rosa per un sogno &#8211; Valenza F.   Condividi questo blog su facebook L&#039;albero del pensiero fa parte della famiglia HotMag. Visita il portale Tweet      &larr; E se il problema fosse lo snobismo? [...]</p>
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		<title>By: Fabrizio Valenza</title>
		<link>http://hotmag.me/geshwa/2012/01/22/e-se-il-problema-fosse-lo-snobismo/#comment-741</link>
		<dc:creator>Fabrizio Valenza</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 18:52:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sì, più o meno. Non si tratta proprio di traduzione in termini fantastici, che potrebbe far pensare a un&#039;allegoria, quanto del legame che ha intrinsecamente con il reale. Come dici tu, se si parte da basi unicamente fantasy, il rischio è quello di fare un viaggio tutto separato dalla veridicità della condizione umana, incapace di parlare del reale.
Non è che lo si debba fare per forza di cose, ma oggi il fantastico italiano soffre forse di questa particolare incapacità, e mi sono domandato quale potesse essere la causa.
Lo snobismo di cui soffre tutta la nostra narrativa (ma lo ripeto: quella di questi ultimi dieci o quindici anni un po&#039; di meno) verso la realtà potrebbe esserne il motivo.
Anche quando si è scritto narrativa realistica, lo si è fatto sempre partendo da un presupposto che teneva fuori dai metodi narrativi le sfumature più problematiche e simboliche dell&#039;uomo. Non a caso la narrativa italiana (così come la cinematografia italiana) quasi non sa cosa sia, il simbolo.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, più o meno. Non si tratta proprio di traduzione in termini fantastici, che potrebbe far pensare a un&#8217;allegoria, quanto del legame che ha intrinsecamente con il reale. Come dici tu, se si parte da basi unicamente fantasy, il rischio è quello di fare un viaggio tutto separato dalla veridicità della condizione umana, incapace di parlare del reale.<br />
Non è che lo si debba fare per forza di cose, ma oggi il fantastico italiano soffre forse di questa particolare incapacità, e mi sono domandato quale potesse essere la causa.<br />
Lo snobismo di cui soffre tutta la nostra narrativa (ma lo ripeto: quella di questi ultimi dieci o quindici anni un po&#8217; di meno) verso la realtà potrebbe esserne il motivo.<br />
Anche quando si è scritto narrativa realistica, lo si è fatto sempre partendo da un presupposto che teneva fuori dai metodi narrativi le sfumature più problematiche e simboliche dell&#8217;uomo. Non a caso la narrativa italiana (così come la cinematografia italiana) quasi non sa cosa sia, il simbolo.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>By: Fabrizio Corselli</title>
		<link>http://hotmag.me/geshwa/2012/01/22/e-se-il-problema-fosse-lo-snobismo/#comment-740</link>
		<dc:creator>Fabrizio Corselli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 17:24:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ovvero l&#039;eccesso del fantasy perde il legame col reale, e non diventa una sua traduzione in termini fantastici; il fantasy che parte dalle basi fantasy senza dirette trasposizioni. I personaggi addirittura sembrano troppo surreali, un po&#039; come la distinzione fra Ettore e Achille, e la condizione umana.

Spunti di riflessione molto interessanti.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ovvero l&#8217;eccesso del fantasy perde il legame col reale, e non diventa una sua traduzione in termini fantastici; il fantasy che parte dalle basi fantasy senza dirette trasposizioni. I personaggi addirittura sembrano troppo surreali, un po&#8217; come la distinzione fra Ettore e Achille, e la condizione umana.</p>
<p>Spunti di riflessione molto interessanti.</p>
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