<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Beruto street</title>
	<atom:link href="/beruto/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://hotmag.me/beruto</link>
	<description>Il blog di Alessandro Bastasi: attualità e letteratura</description>
	<lastBuildDate>Fri, 04 Feb 2011 16:34:46 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.5</generator>
		<item>
		<title>INCUBI</title>
		<link>http://hotmag.me/beruto/2011/02/04/incubi/</link>
		<comments>http://hotmag.me/beruto/2011/02/04/incubi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 16:34:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beruto</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei libri]]></category>
		<category><![CDATA[La gabbia criminale]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Bastasi]]></category>
		<category><![CDATA[Eclissi]]></category>
		<category><![CDATA[gabbia criminale]]></category>
		<category><![CDATA[noir]]></category>
		<category><![CDATA[thriller]]></category>
		<category><![CDATA[treviso]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://hotmag.me/beruto/?p=239</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Maria la Longa era lì, nella stanza, grande fino al soffitto, a fissarmi severa, e poi a due centimetri dalla mia faccia, nera come la peste, ad alitarmi addosso, a sibilarmi frasi che non capisco, a prendermi la testa tra &#8230; <a href="/beruto/2011/02/04/incubi/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/beruto/files/2011/02/gattonero.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-240" src="/beruto/files/2011/02/gattonero.jpg" alt="" width="263" height="192" /></a>&#8220;Maria la Longa era lì, nella stanza, grande fino al soffitto, a fissarmi severa, e poi a due centimetri dalla mia faccia, nera come la peste, ad alitarmi addosso, a sibilarmi frasi che non capisco, a prendermi la testa tra le mani, a stringermela con forza fin quasi a spaccarmela, mentre i suoi occhi di fuoco mi scaricano addosso il fardello di rancore che quella casa ha in tanti anni accumulato.<br />
Sono stanco, ho bisogno di Valentina. Non ce la faccio più a stare qui.<br />
Nelle orecchie continua a ronzarmi la voce di Maria la Longa, e le uniche parole che mi sembra di riconoscere sono: «Il fuoco… Tu devi…»<br />
Che cosa devo, Dio santo, che cosa, di quale fuoco stai parlando?&#8221;</p>
<p>da: La gabbia criminale</p>
<p><a href="http://www.eclissieditrice.com/libri-alessandro-bastasi-la-gabbia-criminale-32.html">http://www.eclissieditrice.com/libri-alessandro-bastasi-la-gabbia-criminale-32.html</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://hotmag.me/beruto/2011/02/04/incubi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Commenti a &#8220;La gabbia criminale&#8221; nelle pagine aNobiiane</title>
		<link>http://hotmag.me/beruto/2011/01/14/commenti-a-la-gabbia-criminale-nelle-pagine-anobiiane/</link>
		<comments>http://hotmag.me/beruto/2011/01/14/commenti-a-la-gabbia-criminale-nelle-pagine-anobiiane/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 Jan 2011 16:12:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beruto</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei libri]]></category>
		<category><![CDATA[La gabbia criminale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://hotmag.me/beruto/?p=234</guid>
		<description><![CDATA[Un commento a &#8220;La gabbia criminale&#8221; nelle pagine aNobiiane Per gli altri commenti cliccare qui Reo confesso, il sottoscritto ha buttato il naso tra queste pagine così per una annoiata forma di curiosità, perchè la faccia che le aveva scritte &#8230; <a href="/beruto/2011/01/14/commenti-a-la-gabbia-criminale-nelle-pagine-anobiiane/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="/beruto/files/2011/01/la-gabbia-criminale-32.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-235" src="/beruto/files/2011/01/la-gabbia-criminale-32.jpg" alt="" width="140" height="233" /></a>Un commento a &#8220;La gabbia criminale&#8221; nelle pagine aNobiiane</div>
<div>Per gli altri commenti cliccare <a href="http://www.anobii.com/books/La_gabbia_criminale/9788895200286/01a3a3d0232057e62f/#">qui</a></div>
<div></div>
<div><img src="http://static.anobii.com/anobi/live/image/star_self_1.gif" alt="" /><img src="http://static.anobii.com/anobi/live/image/star_self_1.gif" alt="" /><img src="http://static.anobii.com/anobi/live/image/star_self_1.gif" alt="" /><img src="http://static.anobii.com/anobi/live/image/star_self_1.gif" alt="" /><img src="http://static.anobii.com/anobi/live/image/star_self_1.gif" alt="" /></p>
<div>
<p>Reo confesso, il sottoscritto ha buttato il naso tra queste pagine così per una annoiata forma di curiosità, perchè la faccia che le aveva scritte è simpatica, perchè butto sempre un occhio alle uscite della mia editrice, per tenere d&#8217;occhio la concorrenza, e&#8230; FOLGORATO!<br />
Bastasi è un fine costruttore di psicologie e caratteri, un abile intessitore di trame (anche se, e ne parleremo spero, il colpevole l&#8217;avrei mosso diversamente), e porta in primo luogo la storia tra le pagine di un romanzo giallo classico ben scritto (indicativo presente in un&#8217;alternanza di ricordi sogni e azioni) e architettato, ma soprattutto offre un CONCETTO. E&#8217; qui la straordinaria abilità di Bastasi: ti infiocina a pagina 4 o 5, e ti tira a bordo fino a divorare le ultime righe e spiegarti cosa sia quella Gabbia Criminale, e farti riflettere se per caso non ne sia prigioniero anche tu che leggi.<br />
A un giallo buono, si aggiungano un romanzo bello ed elegante e una scrittura ottima, e significativa oltre che significante, questo è quanto. Che in un libro è tutto.</p>
<p>ps sa di teatro, questo libro. A teatro?</p>
</div>
<p><span style="font-size: small"><span style="line-height: 24px"><a href="http://www.anobii.com/01dd40af6b952367b4/books">Francesco Gallone</a> scritto il Jan 12, 2011</span></span></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://hotmag.me/beruto/2011/01/14/commenti-a-la-gabbia-criminale-nelle-pagine-anobiiane/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Referendum Mirafiori, lavoro, sinistra</title>
		<link>http://hotmag.me/beruto/2011/01/14/referendum-mirafiori-lavoro-sinistra/</link>
		<comments>http://hotmag.me/beruto/2011/01/14/referendum-mirafiori-lavoro-sinistra/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 Jan 2011 15:57:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beruto</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose che succedono]]></category>
		<category><![CDATA[fiom]]></category>
		<category><![CDATA[mirafiori]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://hotmag.me/beruto/?p=230</guid>
		<description><![CDATA[Il referendum che si sta svolgendo in queste ore alla Fiat è infame. E’ infame per tutti i motivi che sono già stati detti. Ma è infame anche perché si addossa a un gruppo di lavoratori la responsabilità di avvallare &#8230; <a href="/beruto/2011/01/14/referendum-mirafiori-lavoro-sinistra/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/beruto/files/2011/01/Mirafiori-vota-attesa-per-il-risultato.-Cosa-cambia-con-il-si.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-231" src="/beruto/files/2011/01/Mirafiori-vota-attesa-per-il-risultato.-Cosa-cambia-con-il-si-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" /></a>Il referendum che si sta svolgendo in queste ore alla Fiat è infame.</p>
<p>E’ infame per tutti i motivi che sono già stati detti. Ma è infame anche perché si addossa a un gruppo di lavoratori la responsabilità di avvallare l’abrogazione dell’articolo 1 della Costituzione, quello che afferma che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro. Il senso di questo articolo, che informa di sé tutta la prima parte della nostra Carta fondamentale, è che il lavoro non è solo una merce da offrire in cambio di un salario, ma strumento collettivo partecipazione, icona per eccellenza di appartenenza a una cittadinanza, a un corpo sociale, che collettivamente si rapporta all’altro elemento della diade capitale-lavoro, in un equilibrio dinamico riconosciuto e rispettato. E’ il massimo che si poteva ottenere in una società basata comunque su rapporti di produzione capitalisti, quanto basta comunque per far dire a qualche idiota che l’impianto della nostra Costituzione è di tipo “sovietico”.</p>
<p>C’era tutto un progetto, in quell’articolo, che ora sta per essere spazzato via. D’ora in poi ogni posto di lavoro farà storia a sé, individualmente, senza contratti collettivi che incarnino in qualche modo lo spirito del lavoro come affare di tutti e non tanto del singolo lavoratore, che rimarrà solo di fronte al capitale.</p>
<p>Anche per questo il referendum in questione è infame. Non soltanto perché i lavoratori devono rispondere sotto ricatto, pena la perdita di un salario e di un futuro quale che sia, ma anche perché costringe i lavoratori stessi a riconoscere lo stato di fatto, di un mercato che sostituisce brutalmente, annichilendola, la portata del lavoro, pietra miliare della democrazia così come l’hanno voluta i padri costituenti. Non più classe, non più corpo sociale determinante, il lavoratore d’ora in poi non parteciperà più, dovrà solo subire e chinare la testa di fronte alle esigenze del “mercato”, sempre più libero dalle “pastoie sovietiche” della nostra Costituzione, sempre più libero di disporre delle vite dei cittadini come meglio gli conviene.</p>
<p>Tutto ciò avviene di fronte a una pseudo-sinistra inerme, ormai culturalmente incapace di qualsiasi progetto alternativo, succuba di ogni “ineluttabilità” dell’esistente, in una corsa verso il nulla che accomuna “vecchi” alla Fassino e “giovani” alla Renzi, e che offre la prova della sua inconsistenza nei balbettamenti senza costrutto di Pierluigi Bersani. Perché nasca una sinistra in Italia, con un progetto politico e culturale riconoscibile e autonomo, che non scopiazzi malamente il pensiero dominante e che voglia invece invertire i processi in atto di atomizzazione della società, è necessario che un partito come il PD sparisca. Per far posto a un movimento politico che parta – ad esempio &#8211; dalla FIOM, dai precari, dagli immigrati, dai nuovi poveri, dai cassintegrati, dagli studenti e dai giovani senza futuro. In Italia, in Francia, in Grecia, ovunque un barlume di coscienza sociale faccia sentire la sua voce. Si dice che il ceto medio sta scomparendo? Bene. Prendiamone atto. E agiamo di conseguenza. Collettivamente.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://hotmag.me/beruto/2011/01/14/referendum-mirafiori-lavoro-sinistra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pater, ave e gloria&#8230; ma che non si azzardi a tornare!</title>
		<link>http://hotmag.me/beruto/2010/12/28/pater-ave-e-gloria-ma-che-non-si-azzardi-a-tornare/</link>
		<comments>http://hotmag.me/beruto/2010/12/28/pater-ave-e-gloria-ma-che-non-si-azzardi-a-tornare/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 11:45:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beruto</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose che succedono]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://hotmag.me/beruto/?p=227</guid>
		<description><![CDATA[Mi viene da pensare, in questi giorni natalizi, a Gesù Cristo. Un uomo che condannava la ricchezza fine a se stessa, che dispensava gratis (gratis!) cibo alle folle, che diceva ai pescatori di mollare il loro lavoro, la loro famiglia &#8230; <a href="/beruto/2010/12/28/pater-ave-e-gloria-ma-che-non-si-azzardi-a-tornare/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/beruto/files/2010/12/bosch.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-228" src="/beruto/files/2010/12/bosch.jpg" alt="" width="193" height="170" /></a>Mi viene da pensare, in questi giorni natalizi, a Gesù Cristo. Un uomo che condannava la ricchezza fine a se stessa, che dispensava gratis (gratis!) cibo alle folle, che diceva ai pescatori di mollare il loro lavoro, la loro famiglia per seguire la via della verità, evidentemente prioritaria rispetto a ogni altra scelta. “<em>Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un&#8217;ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.” </em>E poi<em> “</em><em>Sono venuto infatti a separare il figlio</em><em> </em><em>dal</em><em> </em><em>padre</em><em>, la figlia dalla</em><em> </em><em>madre</em><em>, la nuora dalla suocera: </em><em>e</em><em> </em><em>i nemici dell&#8217;uomo saranno quelli della sua casa.” </em> Un ribelle nei confronti dell’autorità costituita, uno che portava scandalo tra i ben pensanti.</p>
<p>E allora, per contrasto, penso ai ricchi Epuloni di oggi, che dall’alto della loro ricchezza, degli abiti firmati Caraceni, delle loro roboanti mitologie (il lavoro più redditizio, la famiglia più invidiabile, il benessere individuale come obiettivo massimo a scapito di ogni bene comune), dall&#8217;alto dei loro comportamenti mondanamente sconci, del loro profondo egoismo, hanno il coraggio di dichiararsi cristiani e difensori della fede, e di indignarsi se ad esempio l’Europa, nella sua Costituzione, non inserisce il riconoscimento delle radici cristiane.</p>
<p>Ci vorrebbe davvero un Dostoevskij che scrivesse una “Leggenda del grande inquisitore” riveduta e aggiornata ai giorni nostri. Ma pochi lo leggerebbero, intenti come sono, i più, a seguire l&#8217;Epulone di turno, ad ammirarne le gesta con gli occhi sbarrati, a strappare a forza dagli artigli dei loro vicini le briciole che cadono dalla mensa. Dopo, beninteso, un <em>Pater</em>, <em>Ave</em> e <em>Gloria</em>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://hotmag.me/beruto/2010/12/28/pater-ave-e-gloria-ma-che-non-si-azzardi-a-tornare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Preghiera a Gesù Bambino</title>
		<link>http://hotmag.me/beruto/2010/12/22/preghiera-a-gesu-bambino/</link>
		<comments>http://hotmag.me/beruto/2010/12/22/preghiera-a-gesu-bambino/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 11:55:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beruto</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose che succedono]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://hotmag.me/beruto/?p=222</guid>
		<description><![CDATA[Caro Gesù Bambino, quest&#8217;anno sono stato buono, quindi ti chiedo un regalo per te facile facile: va&#8217; allo IOR e pronuncia quella frase che mi è sempre piaciuta, con il vocione che sai fare tu quando ti incazzi: &#8220;Avete fatto &#8230; <a href="/beruto/2010/12/22/preghiera-a-gesu-bambino/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://2.bp.blogspot.com/_fmnIKx3y3v8/SU9qjvIKJEI/AAAAAAAAF7o/4BoeJLiJ3lc/s400/Tabellone.jpg" alt="" />Caro Gesù Bambino, quest&#8217;anno sono stato buono, quindi ti chiedo un regalo per te facile facile: va&#8217; allo IOR e pronuncia quella frase che mi è sempre piaciuta, con il vocione che sai fare tu quando ti incazzi: &#8220;Avete fatto della mia casa una spelonca di ladri!&#8221;, ti ricordi? L&#8217;hai detta 2000 anni fa e se ne parla ancora, anche se poi nessuno dei tuoi ti ha mai preso sul serio&#8230;</p>
<p>Ah, Gesù Bambino, dimenticavo, ti chiedo un altro regalo. Puoi far sparire dalla circolazione Gasparri, La Russa, Bondi, Casini, Veltroni&#8230;? Come vedi sono bipartizan. Sai, ho una nipotina piccola di cinque mesi, e mi piacerebbe che vivesse in un paese senza questa gente qui, ché altrimenti me la inquinano fin dalla tenera età&#8230; Eh? Che dici? Devi parlarne con Bertone? uh, scusa, come non detto, vorrà dire che farò da me, grazie lo stesso. Poi però non dire che non ti avevo avvertito.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://hotmag.me/beruto/2010/12/22/preghiera-a-gesu-bambino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>MBAYE E LE CRICCHE, I LADRI DI STATO, I LENONI DI REGIME</title>
		<link>http://hotmag.me/beruto/2010/11/25/mbaye-e-le-cricche-i-ladri-di-stato-i-lenoni-di-regime/</link>
		<comments>http://hotmag.me/beruto/2010/11/25/mbaye-e-le-cricche-i-ladri-di-stato-i-lenoni-di-regime/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 10:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beruto</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose che succedono]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Bastasi]]></category>
		<category><![CDATA[HotNews]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://hotmag.me/beruto/?p=206</guid>
		<description><![CDATA[Mbaye è un senegalese alto, magro, dallo sguardo dolce e triste. Lo incontro il sabato mattina, nella mia zona giorno di mercato, cerca di vendere “Terre di mezzo” per raggranellare qualche euro, tra l’indifferenza dei passanti che lo sfiorano frettolosi &#8230; <a href="/beruto/2010/11/25/mbaye-e-le-cricche-i-ladri-di-stato-i-lenoni-di-regime/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/beruto/files/2010/11/senegalese.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-207" src="/beruto/files/2010/11/senegalese.jpg" alt="" width="225" height="225" /></a>Mbaye è un senegalese alto, magro, dallo sguardo dolce e triste. Lo incontro il sabato mattina, nella mia zona giorno di mercato, cerca di vendere “Terre di mezzo” per raggranellare qualche euro, tra l’indifferenza dei passanti che lo sfiorano frettolosi con il carrello pieno di frutta e di verdura. E’ senza permesso di soggiorno e vive nel terrore di essere preso e buttato in un CIE, per poi essere espulso. In Senegal ha una moglie e tre figli, cui riesce, nonostante tutto, a mandare ogni mese qualche soldo. Non mi ha mai voluto dire dove dorme, quando glielo chiedo tergiversa, forse teme che mi scappi detto con qualcuno che non lo deve sapere. O forse si vergogna, non l’ho ancora capito.</p>
<p>Mi ricordo un giorno dello scorso maggio. Era sera, pioveva fitto, ero dalle parti di Bonola, fermo a un incrocio, e mentre aspettavo che il semaforo diventasse verde dallo specchietto retrovisore l’ho visto arrivare lentamente. Mi ha superato, ha attraversato anche se era rosso, grondante di pioggia nel suo giaccone scuro di cotone spesso, con uno zaino pesante sulle spalle. L’ho poi raggiunto, volevo dargli un passaggio, ma non dimenticherò mai i suoi occhi terrorizzati quando ha visto la macchina che si fermava accanto a lui. “Mbaye, sono io, Alessandro!”, gli ho detto. Mi ha guardato e si è tranquillizzato. Era a disagio. “Avevo paura che fosse la polizia”, ha sussurrato cercando di sorridere. Ma non è voluto salire, ha detto che era quasi arrivato, andava da un suo amico…</p>
<p>La sicurezza! Che vengano qui, a parlare con Mbaye, gli alfieri della sicurezza, a vedere la sua faccia da &#8220;criminale&#8221;, la faccia di chi vive nell’ansia di non avere di che vivere, di essere scoperto e ricacciato indietro, di morire in un lager nel deserto o finire ammazzato al suo ritorno nella cosiddetta patria. Mbaye è un &#8220;pericoloso&#8221; pregiudicato, certo, la clandestinità è un reato!  Non importa che non faccia assolutamente niente di male, che abbia solo paura, può essere preso e portato via, da un momento all’altro, in mezzo a una folla che grida “negro, tornatene al tuo paese”. Per tanti, per troppi Mbaye non esiste, e se esiste è un fastidio, un bubbone da estirpare, o una macchina da sfruttare per poi rottamarla e buttarla nel cesso.</p>
<p>In compenso noi ci teniamo certe facce abbronzate che anche davanti a una telecamera ti dicono ridendo che quello yacht ormeggiato a riva gli è costato un milione di euro, poi vai a vedere la loro denuncia dei redditi e scopri che dichiarano sedicimila euro l’anno. Lo sanno tutti, ma quelli non li va a prendere nessuno, non li mettono su un aereo e non li mandano in un lager libico. A noi piace tenerci le cricche, i ladri di stato, i lenoni e le puttane di regime. “Loro sì che sanno come va il mondo. Gente in gamba, capace di metterglielo nel culo a tutti.” Gente da ammirare. E avanti con l’isola dei famosi. Che magari è il luogo, uno dei luoghi, da cui provengono i vari Mbaye che scansiamo infastiditi per la strada. Anche lì, a casa loro, andiamo a rompergli i coglioni!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://hotmag.me/beruto/2010/11/25/mbaye-e-le-cricche-i-ladri-di-stato-i-lenoni-di-regime/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Berlusconi non sa l&#8217;italiano</title>
		<link>http://hotmag.me/beruto/2010/11/23/berlusconi-non-sa-litaliano/</link>
		<comments>http://hotmag.me/beruto/2010/11/23/berlusconi-non-sa-litaliano/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 14:23:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beruto</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose che succedono]]></category>
		<category><![CDATA[HotNews]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://hotmag.me/beruto/?p=203</guid>
		<description><![CDATA[Mi diceva un amico qualche sera fa: “Berlusconi non sa l’italiano, l’ha imparato come si impara una lingua straniera, ma non riesce a pensare in italiano, e per di più le poche parole che conosce sono specifiche del codice di &#8230; <a href="/beruto/2010/11/23/berlusconi-non-sa-litaliano/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/beruto/files/2010/11/berlusconi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-204" src="/beruto/files/2010/11/berlusconi.jpg" alt="" width="264" height="191" /></a>Mi diceva un amico qualche sera fa: “Berlusconi non sa l’italiano, l’ha imparato come si impara una lingua straniera, ma non riesce a pensare in italiano, e per di più le poche parole che conosce sono specifiche del codice di comunicazione pubblicitario”. E’ vero. Berlusconi non possiede i termini necessari per elaborare e articolare un concetto di cultura politica, e quando cerca di usarli si intuisce che li echeggia senza comprenderne il valore semantico. Ascoltatelo bene mentre parla di questioni istituzionali, quando “commenta” ad esempio la Costituzione. Non è il suo terreno, gli sfugge il senso profondo dell’argomento, lo ha orecchiato a modo suo, secondo i suoi sistemi di riferimento, riassumibili nel “ghe pensi mi”. Il suo eloquio è il perfetto simbolo del degrado del paese.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://hotmag.me/beruto/2010/11/23/berlusconi-non-sa-litaliano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>CORPI FREDDI: LA RECENSIONE DE &#8220;LA GABBIA CRIMINALE&#8221;</title>
		<link>http://hotmag.me/beruto/2010/11/18/corpi-freddi-la-recensione-de-la-gabbia-criminale/</link>
		<comments>http://hotmag.me/beruto/2010/11/18/corpi-freddi-la-recensione-de-la-gabbia-criminale/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Nov 2010 14:59:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beruto</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei libri]]></category>
		<category><![CDATA[La gabbia criminale]]></category>
		<category><![CDATA[bastasi]]></category>
		<category><![CDATA[corpi freddi]]></category>
		<category><![CDATA[gabbia criminale]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://hotmag.me/beruto/?p=198</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;uomo è li, fermo, immobile, con il cappotto grigio scuro e il cappello in testa, in piedi. E&#8217;come se nel cervello gli volassero sciami di mosche, un ronzio dentro la testa non gli permette di vedere, di capire cosa sia &#8230; <a href="/beruto/2010/11/18/corpi-freddi-la-recensione-de-la-gabbia-criminale/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><a href="/beruto/files/2010/11/la-gabbia-criminale-32.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-199" src="/beruto/files/2010/11/la-gabbia-criminale-32.jpg" alt="" width="140" height="233" /></a>L&#8217;uomo è li, fermo, immobile, con il cappotto grigio scuro e il cappello in testa, in piedi. E&#8217;come se nel cervello gli volassero sciami di mosche, un ronzio dentro la testa non gli permette di vedere, di capire cosa sia successo. Lo sa che deve andare via, di corsa, questo lo percepisce, ma non ci riesce. Lo sguardo percorre la cucina, la stanza in cui si trova adesso, come se volesse convincersi che tutto è in ordine, che tutto procede normalmente: il tavolo di legno con le quattro sedie, la credenza con il pane, il santino di papa Pio XII sul muro, il crocifisso sopra la posta con rametto d&#8217;ulivo, la cucina econominca con il fuoco acceso, l&#8217;acqua che bolle nella grossa pentola, la boule sul tavolo pronta per essere riempita, per scaldare le ossa dei due vecchi che a quell&#8217;ora dovrebbero essere già a letto. Ma non c&#8217;è nessuno che la riempia, perchè non c&#8217;è più nessuno da scaldare.</strong></em></p>
<p><span style="color: #000000">Dicembre 1953 un duplice efferato omicidio sconvolge la quiete della provincia trevigiana. Saverio Dotto e sua moglie vengono uccisi a coltellate. In un luogo in cui i fatti di sangue sono un eccezione, l&#8217;interesse diventa morboso, se ne parla, si creano leggende che vengono tramandate e arricchite con gli anni. Dopo quasi 50 anni Alberto Sartini torna nel suo paese natio, l&#8217;ha lasciato da giovane si è laureto ed è diventato insegnante all&#8217;università di Brescia. Raramente ci ha rimesso piede, ma ora è in pensione, è separato da sua moglie, i figli sono grandi e indipendenti e decide di tornare a vivere in quella che era la casa dei suoi genitori. Il padre è morto molti anni prima , la madre novantenne vive con la sorella. Sono passati 50 anni, dicevo, e ancora si parla di quel fatto di sangue. E&#8217; Gigi l&#8217;amico ritrovato dei vecchi tempi che tira fuori lo scheletro dall&#8217;armadio, Carlo Bettini, l&#8217;uomo che è stato accusato dell&#8217;omicidio, e che è morto in carcere, è innocente. Secondo Gigi si è solo trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato; è vero il movente ci poteva essere, magari politico, magari la vendetta visto che le chicchiere di paese, veri e propri tornadi in realtà, lasciavano intendere che il Dotto avesse violentato e ucciso la moglie, ma secondo lui è stato qualcun altro ad ammazzare quel vecchio che detestavano tutti. Alberto si fa prendere da questa storia, lui era piccolo ricorda vagamente i fatti ma sente che c&#8217;è qualcosa che lo incuriosce, che lo spinge a cercare di capire cosa sia veramente successo, e la sua ricerca ossessiva lo porterà a scoprire quanto marciume c&#8217;era sotto quella facciata di perbenismo, quante falsità, pettegolezzi e rancori “<strong><em>il familismo amorale che vi divora, che fa scomparire solidarietà, legami sociali, senso comune, questa gabbia criminale dalla quale sono scappato appena ho potuto. Questo intreccio di falsità contrabbandato per decoro, buon nome, reputazione, questo cazzo di legame del sangue in nome del quale si possono compiere le azioni più vigliacche</em></strong>”&#8230;. E lo porterà a scoprire la verità.<br />
La gabbia criminale non è un giallo almeno non nel senso classico che intendiamo noi: omicidio, indagini, scientifica sparatorie e arresto del colpevole. E&#8217; vero ci sono due omicidi ma servono ad Alessandro Bastasi per farci guidare per mano da Alberto all&#8217;interno della vita di questo borgo di provincia, uno di quei paesi in cui, le persone sanno tutti di tutti, si gode se qualcuno sta peggio di te, si chiacchiera e si spettegola incuranti del male che si può fare e delle vite che si posso rovinare. Si nascondono i fattacci perchè i panni sporchi si lavano in famiglia e si cammina sempre a testa alta con sicurezza, non sia mai qualcuno possa mettere in dubbio levatura e principi morali. Alberto ci porta avanti e indietro nella sua vita con repentini sbalzi temporali, passando dalla prima alla terza persona continuamente e se questo all&#8217;inizio può confondere, credetemi dopo poche pagine diventa coinvolgente. Scritto in maniera scorrevole e semplice questo libro si lascia leggere tutto d&#8217;un fiato, diventiamo curiosi, vogliamo sapere cosa ne è stato dei vicini di casa, degli amici, della moglie di Carlo Bettini dei suoi figli, se è vero che Carlo ha ammazzato il Dotto. La sensazione forte che ho avuto leggendo questo libro è stata quella di trovarmi di fronte ad Alberto e pendere dalle sue labbra, sentire il racconto della sua vita, inorridire in alcuni passaggi, sorridere in altri, proprio come si fa con le persone anziane, si sta li buoni e zitti e si ascolta, senza interrompere mai.</span></p>
<p><span style="color: #000000"><strong><strong><em><a href="http://corpifreddi.blogspot.com/2010/11/la-gabbia-criminale-alessandro-bastasi.html">Articolo di Cristina &#8220;cristing&#8221; Di Bonaventura</a></em></strong></strong></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://hotmag.me/beruto/2010/11/18/corpi-freddi-la-recensione-de-la-gabbia-criminale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le nuvole, io so cosa sono le nuvole</title>
		<link>http://hotmag.me/beruto/2010/11/15/le-nuvole-io-so-cosa-sono-le-nuvole/</link>
		<comments>http://hotmag.me/beruto/2010/11/15/le-nuvole-io-so-cosa-sono-le-nuvole/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 10:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beruto</dc:creator>
				<category><![CDATA[mostre e fiere]]></category>
		<category><![CDATA[alessandra fiori]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Bastasi]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe battarino]]></category>
		<category><![CDATA[luciano sartirana]]></category>
		<category><![CDATA[maria dolores fusetti]]></category>
		<category><![CDATA[maria francesca guardamagna]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[teatro santuccio]]></category>
		<category><![CDATA[the oder side]]></category>
		<category><![CDATA[virginia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://hotmag.me/beruto/?p=191</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Una persona è stata arrestata. Una forza più grande di lei, che ha armi e manette d’acciaio, l’ha presa, l’ha portata via dalla sua casa, l’ha messa in un luogo sconosciuto.&#8221; La mia libertà. Una parola che suona come una &#8230; <a href="/beruto/2010/11/15/le-nuvole-io-so-cosa-sono-le-nuvole/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000"><a href="/beruto/files/2010/11/virginia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-192" src="/beruto/files/2010/11/virginia.jpg" alt="" width="200" height="283" /></a>&#8220;U</span>na persona è stata arrestata. Una forza più grande di lei, che ha armi e manette d’acciaio, l’ha presa, l’ha portata via dalla sua casa, l’ha messa in un luogo sconosciuto.&#8221;</p>
<p>La mia libertà.</p>
<p>Una parola che suona come una musica che ti fora i timpani,</p>
<p>come un motore spinto oltre un divieto,</p>
<p>come una sbronza che ti circonda di amici sconosciuti,</p>
<p>come un insulto rabbioso,</p>
<p>come una dose di euforia.</p>
<p>Come una porta sbattuta per ferire.</p>
<p>Come una corsa verso il nulla.</p>
<p>Una corsa che mi ha rinchiusa dentro pareti troppo ferme per sentirle respirare.</p>
<p>Una vita cambiata per sempre, un’esperienza che ricorderò come una nuvola grigia, che può scorrere fuori dalla tua vista, ma sai che rimane nel tuo cielo.</p>
<p>Il tuo cielo, che non sarà mai più quello di prima, quello dell’innocenza, delle possibilità.</p>
<p>Ma io ora vivo, non sopravvivo.</p>
<p>La libertà fa la differenza.</p>
<p>Le nuvole, io so cosa sono le nuvole.</p>
<p><span style="font-size: 18px;color: #000000;line-height: 27px">Per la rassegna SABATOGIALLO “Oltre” , sabato 20 novembre alle ore 21:00, al teatro Santuccio di Varese (via Sacco, 10), andrà in scena:</span></p>
<h3><em>VIRGINIA</em> atto unico teatrale<br />
di Maria Dolores Fusetti, Giuseppe Battarino, Luciano Sartirana<br />
Regia Luciano Sartirana<br />
Musiche eseguite in scena da The Oder Side</h3>
<h3>Interpreti: Alessandra Fiori, Maria Francesca Guardamagna, Alessandro Bastasi</p>
<p>L&#8217;evento sarà visibile anche dal canale streamming:<br />
<a rel="nofollow" href="http://cdn1.ustream.tv/swf/4/viewer.304.swf?v3=1&amp;cid=1%2F6228207&amp;vrsl=c.4.478&amp;cgw=6034348%3B6034389%3B6073485%3B6073496" target="_blank">http://cdn1.ustream.tv/swf/4/viewer.304.swf?v3=1&amp;cid=1%2F6228207&amp;vrsl=c.4.478&amp;cgw=6034348%3B6034389%3B6073485%3B6073496</a></h3>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://hotmag.me/beruto/2010/11/15/le-nuvole-io-so-cosa-sono-le-nuvole/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>DROGA AL LEONCAVALLO! CHE DICE SIGNORA, VA CHIUSO, VERO? CERTO&#8230; &#8216;STA BANDA DI DROGATI!</title>
		<link>http://hotmag.me/beruto/2010/11/04/droga-al-leoncavallo-che-dice-signora-va-chiuso-vero-certo-sta-banda-di-drogati/</link>
		<comments>http://hotmag.me/beruto/2010/11/04/droga-al-leoncavallo-che-dice-signora-va-chiuso-vero-certo-sta-banda-di-drogati/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Nov 2010 10:36:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beruto</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose che succedono]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://hotmag.me/beruto/?p=185</guid>
		<description><![CDATA[Mi sono stufato. Succede al Leoncavallo quello che è successo e può continuare a succedere in altre location molto più &#8220;fighe&#8221;, un ragazzo che si imbottisce di droga, e piovono anatemi. Però mica contro la droga pesante, contro il terreno &#8230; <a href="/beruto/2010/11/04/droga-al-leoncavallo-che-dice-signora-va-chiuso-vero-certo-sta-banda-di-drogati/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/beruto/files/2010/11/LEONCA.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-186" src="/beruto/files/2010/11/LEONCA.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a></p>
<p>Mi sono stufato. Succede al Leoncavallo quello che è successo e può continuare a succedere in altre location molto più &#8220;fighe&#8221;, un ragazzo che si imbottisce di droga, e piovono anatemi. Però mica contro la droga pesante, contro il terreno di coltura che ne alimenta la diffusione. Mica contro la precarietà sociale ed economica fatta sistema e il mito dell&#8217;onnipotenza e del successo (un bell’ossimoro, no?); mica contro le nuove icone della modernità, la derisione della cultura (&#8220;la cultura non si mangia&#8221;), la povertà dei linguaggi, la miseria dei comportamenti. Mica contro la solitudine e le frustrazioni di questa disastrata città. No, si tuona contro il Leoncavallo in sé, e finalmente l’han trovato il motivo per farli fuori, &#8216;sto branco di comunisti! “Un centro sociale che appare un luogo di abbandono e di confusione, forse una volta esprimeva una protesta contro un sistema, ma ora cosa vuole?&#8221;, scrive qualcuno. Già, cosa vuole? Come se a Milano di spazi democratici e partecipati di aggregazione, magari istituzionali,  ce ne fossero a iosa, basta girare l&#8217;angolo, ecchecazzo, non li vedi?, come se la giunta, tutta presa nella caccia al migrante, avesse espresso la benché minima politica nei confronti dei giovani&#8230; Io non sono un giovane, non frequento il Leoncavallo, ma conosco persone che lo fanno, vanno ad assistere a concerti, partecipano alle molte iniziative e attività quotidiane di formazione come la scuola di italiano per stranieri, il corso di inglese, il corso di teatro, per non parlare dei laboratori di comunicazione, i corsi sul software Open Source, la &#8220;Foresta di idee&#8221;. Luogo di “abbandono e di confusione”? Ma la gente, almeno quella in buonafede, sa di che parla?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://hotmag.me/beruto/2010/11/04/droga-al-leoncavallo-che-dice-signora-va-chiuso-vero-certo-sta-banda-di-drogati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
