<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Comments on: Gli scrittori italiani hanno bisogno di un secondo lavoro?</title>
	<atom:link href="/barbariche/2010/12/14/gli-scrittori-italiani-hanno-bisogno-di-un-secondo-lavoro/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://hotmag.me/barbariche/2010/12/14/gli-scrittori-italiani-hanno-bisogno-di-un-secondo-lavoro/</link>
	<description>Il blog di Barbara Baraldi</description>
	<lastBuildDate>Sun, 26 Dec 2010 10:47:11 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
	<item>
		<title>By: Barbara</title>
		<link>http://hotmag.me/barbariche/2010/12/14/gli-scrittori-italiani-hanno-bisogno-di-un-secondo-lavoro/#comment-63</link>
		<dc:creator>Barbara</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 09:02:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://hotmag.me/barbariche/?p=97#comment-63</guid>
		<description>Non è che le percentuali sul prezzo di copertina siano alte, ma su milioni di copie...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non è che le percentuali sul prezzo di copertina siano alte, ma su milioni di copie&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Barbara</title>
		<link>http://hotmag.me/barbariche/2010/12/14/gli-scrittori-italiani-hanno-bisogno-di-un-secondo-lavoro/#comment-62</link>
		<dc:creator>Barbara</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 09:01:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://hotmag.me/barbariche/?p=97#comment-62</guid>
		<description>Sono pienamente d&#039;accordo con te, Max: vivere è indispensabile per creare! Allo stesso tempo, penso che una delle prerogative di uno scrittore sia quella di vivere ciò che scrive, di respirarlo tramite ricerca, interviste, indagini, anche sulla vita.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono pienamente d&#8217;accordo con te, Max: vivere è indispensabile per creare! Allo stesso tempo, penso che una delle prerogative di uno scrittore sia quella di vivere ciò che scrive, di respirarlo tramite ricerca, interviste, indagini, anche sulla vita.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: max</title>
		<link>http://hotmag.me/barbariche/2010/12/14/gli-scrittori-italiani-hanno-bisogno-di-un-secondo-lavoro/#comment-61</link>
		<dc:creator>max</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 08:03:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://hotmag.me/barbariche/?p=97#comment-61</guid>
		<description>ciao, io sono un piccolo emergente, ho appena pubblicato il mio terzo romanzo e probabilmente ne pubblicherò altri, li scrivo, cerco un editore che reputo interessante e che non chieda denaro e spedisco, senza raccomandazioni e facendo dello scrivere e dell&#039;inventare una vera ragione di vita, ma pur sempre secondaria visto che al momento vendo poco e solo a livello locale.
Premessa per dirti che sarebbe bellissimo dedicarsi solo allo scrivere, ma credo sia per la maggior parte degli scrittori impossibile, compresi quelli di cui parlava Barbara.

Il nostro povero paese non sa più cosa sia la cultura, e ha sempre meno risorse, punto uno.
Mio problema personale ... se io scrivessi tutto il giorno e non facessi il mio lavoraccio di strada ( sono un poliziotto) tante delle idee e delle emozioni che ricostruisco nei miei romanzi probabilmente non sarebbero così immediate.
Per me la realtà è indispensabile per creare,  per ora la vedo così.
In ogni caso mi reputo anche uno che scrive per diletto, per passione, per divertimento, anche perché non credo di essere mai stato un professionista in nulla, troppo approssimativo.
ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao, io sono un piccolo emergente, ho appena pubblicato il mio terzo romanzo e probabilmente ne pubblicherò altri, li scrivo, cerco un editore che reputo interessante e che non chieda denaro e spedisco, senza raccomandazioni e facendo dello scrivere e dell&#8217;inventare una vera ragione di vita, ma pur sempre secondaria visto che al momento vendo poco e solo a livello locale.<br />
Premessa per dirti che sarebbe bellissimo dedicarsi solo allo scrivere, ma credo sia per la maggior parte degli scrittori impossibile, compresi quelli di cui parlava Barbara.</p>
<p>Il nostro povero paese non sa più cosa sia la cultura, e ha sempre meno risorse, punto uno.<br />
Mio problema personale &#8230; se io scrivessi tutto il giorno e non facessi il mio lavoraccio di strada ( sono un poliziotto) tante delle idee e delle emozioni che ricostruisco nei miei romanzi probabilmente non sarebbero così immediate.<br />
Per me la realtà è indispensabile per creare,  per ora la vedo così.<br />
In ogni caso mi reputo anche uno che scrive per diletto, per passione, per divertimento, anche perché non credo di essere mai stato un professionista in nulla, troppo approssimativo.<br />
ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Cristiana</title>
		<link>http://hotmag.me/barbariche/2010/12/14/gli-scrittori-italiani-hanno-bisogno-di-un-secondo-lavoro/#comment-60</link>
		<dc:creator>Cristiana</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 15:38:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://hotmag.me/barbariche/?p=97#comment-60</guid>
		<description>Oddio, se è vero il &quot;tariffario&quot; che ho visto girare in una casa editrice da me ritenuta importante, allora un secondo lavoro non mi basta, c&#039;è bisogno di un terzo e pure di un quarto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oddio, se è vero il &#8220;tariffario&#8221; che ho visto girare in una casa editrice da me ritenuta importante, allora un secondo lavoro non mi basta, c&#8217;è bisogno di un terzo e pure di un quarto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Barbara</title>
		<link>http://hotmag.me/barbariche/2010/12/14/gli-scrittori-italiani-hanno-bisogno-di-un-secondo-lavoro/#comment-59</link>
		<dc:creator>Barbara</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 09:35:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://hotmag.me/barbariche/?p=97#comment-59</guid>
		<description>Dani, non credo affatto che sia qualunquismo, ma la realtà. I cambiamenti nella società non avvengono mai repentinamente, ma penso che cominciare a parlarne seriamente possa aiutare ad abbattere questi assurdi pregiudizi. Sogno un&#039;Italia in cui il livello artistico e culturale si eleva al pari di ciò che avviene nel resto d&#039;Europa, senza aspettare manne dal cielo ma cominciando a lavorare duro nella qualità e rompendo le balle ogni volta che qualcuno dice che fare l&#039;artista (in qualunque campo) non è un lavoro. Per me è un lavoro qualsiasi cosa ci dia da vivere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dani, non credo affatto che sia qualunquismo, ma la realtà. I cambiamenti nella società non avvengono mai repentinamente, ma penso che cominciare a parlarne seriamente possa aiutare ad abbattere questi assurdi pregiudizi. Sogno un&#8217;Italia in cui il livello artistico e culturale si eleva al pari di ciò che avviene nel resto d&#8217;Europa, senza aspettare manne dal cielo ma cominciando a lavorare duro nella qualità e rompendo le balle ogni volta che qualcuno dice che fare l&#8217;artista (in qualunque campo) non è un lavoro. Per me è un lavoro qualsiasi cosa ci dia da vivere.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: ilprofessionista</title>
		<link>http://hotmag.me/barbariche/2010/12/14/gli-scrittori-italiani-hanno-bisogno-di-un-secondo-lavoro/#comment-58</link>
		<dc:creator>ilprofessionista</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 08:02:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://hotmag.me/barbariche/?p=97#comment-58</guid>
		<description>direi che hai centrato perfettamente il bersaglio. Purtroppoè una situazione che lascia poco spazio per dibattiti civili..a volte è questione di sopravvivenza e la maggior parte di &#039;artisti improvvisati&#039; se non addirittura sedicenti tali solo in nome di qualche appoggio compromette la permanenza sul mercato di altri che della loro arte ci vivono. questo non esclude la passione, tutt&#039;altro. ma&#039;fare gli artisti&#039; inqualsiasi campo nel nostro  paeseè una cosa per...chi non deve lavorare...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>direi che hai centrato perfettamente il bersaglio. Purtroppoè una situazione che lascia poco spazio per dibattiti civili..a volte è questione di sopravvivenza e la maggior parte di &#8216;artisti improvvisati&#8217; se non addirittura sedicenti tali solo in nome di qualche appoggio compromette la permanenza sul mercato di altri che della loro arte ci vivono. questo non esclude la passione, tutt&#8217;altro. ma&#8217;fare gli artisti&#8217; inqualsiasi campo nel nostro  paeseè una cosa per&#8230;chi non deve lavorare&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Danimattei</title>
		<link>http://hotmag.me/barbariche/2010/12/14/gli-scrittori-italiani-hanno-bisogno-di-un-secondo-lavoro/#comment-57</link>
		<dc:creator>Danimattei</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 00:05:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://hotmag.me/barbariche/?p=97#comment-57</guid>
		<description>La verità anche se sembra una opinione qualunquista, è che semplicemente in Italia l&#039;arte in generale non viene intesa come professione. Nell&#039;opinione pubblica l&#039;artista non è un professionista, a meno che non sia proprio arcinoto a livello nazionale e se possibile anche oltre. 
I &quot;professionisti&quot;sono gli avvocati, i notai, gli idraulici, i giornalisti, i dentisti, gli ingegneri...
Il committente approfitta di questa mentalità, spesso la ha proprio e chiede professionalità, ma questa non è sempre valutata in modo adeguato nè ricambiata con altrettanta professionalità da parte loro. 
Altrimenti ad esempio tutti gli editori riconoscerebbero delle  percentuali quantomeno decenti sempre e comunque, e lo stesso varrebbe per galleristi e clienti con cui si ha a che fare, locali, enti ecc.
Questo è valido sia nella scrittura che in altri ambiti artistici, aggravato dal fatto che c&#039;è chi si svende per &quot;avere visibilità&quot;, chi paga per essere pubblicato ecc. comportamenti  che danneggiano anche chi privilegia la professionalità. 
Ciò porta automaticamente minori guadagni e pregiudica la possibilità che si possa anche con molto impegno vivere della propria arte.
Naturalmente, non è secondo me una nefandezza il fatto che se costretto, uno scrittore faccia un altro lavoro: grandi scrittori anche del passato e non solo italiani facevano altri lavori senza che ciò pregiudicasse la qualità delle loro opere e hanno visto riconosciuto il loro valore anche dal punto di vista economico solo tardivamente o come spesso accade, pure dopo morti (cosa che ovviamente non auguro a nessuno). Diciamo piuttosto che sarebbe giusto e bello che ciò non accadesse, ma che la realtà nella maggior parte dei casi è cosa ben diversa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La verità anche se sembra una opinione qualunquista, è che semplicemente in Italia l&#8217;arte in generale non viene intesa come professione. Nell&#8217;opinione pubblica l&#8217;artista non è un professionista, a meno che non sia proprio arcinoto a livello nazionale e se possibile anche oltre.<br />
I &#8220;professionisti&#8221;sono gli avvocati, i notai, gli idraulici, i giornalisti, i dentisti, gli ingegneri&#8230;<br />
Il committente approfitta di questa mentalità, spesso la ha proprio e chiede professionalità, ma questa non è sempre valutata in modo adeguato nè ricambiata con altrettanta professionalità da parte loro.<br />
Altrimenti ad esempio tutti gli editori riconoscerebbero delle  percentuali quantomeno decenti sempre e comunque, e lo stesso varrebbe per galleristi e clienti con cui si ha a che fare, locali, enti ecc.<br />
Questo è valido sia nella scrittura che in altri ambiti artistici, aggravato dal fatto che c&#8217;è chi si svende per &#8220;avere visibilità&#8221;, chi paga per essere pubblicato ecc. comportamenti  che danneggiano anche chi privilegia la professionalità.<br />
Ciò porta automaticamente minori guadagni e pregiudica la possibilità che si possa anche con molto impegno vivere della propria arte.<br />
Naturalmente, non è secondo me una nefandezza il fatto che se costretto, uno scrittore faccia un altro lavoro: grandi scrittori anche del passato e non solo italiani facevano altri lavori senza che ciò pregiudicasse la qualità delle loro opere e hanno visto riconosciuto il loro valore anche dal punto di vista economico solo tardivamente o come spesso accade, pure dopo morti (cosa che ovviamente non auguro a nessuno). Diciamo piuttosto che sarebbe giusto e bello che ciò non accadesse, ma che la realtà nella maggior parte dei casi è cosa ben diversa.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: ilprofessionista</title>
		<link>http://hotmag.me/barbariche/2010/12/14/gli-scrittori-italiani-hanno-bisogno-di-un-secondo-lavoro/#comment-56</link>
		<dc:creator>ilprofessionista</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 23:02:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://hotmag.me/barbariche/?p=97#comment-56</guid>
		<description>Thx, e scusami per l&#039;invasione di campo...argomento ghiotto...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Thx, e scusami per l&#8217;invasione di campo&#8230;argomento ghiotto&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Barbara</title>
		<link>http://hotmag.me/barbariche/2010/12/14/gli-scrittori-italiani-hanno-bisogno-di-un-secondo-lavoro/#comment-55</link>
		<dc:creator>Barbara</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 22:57:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://hotmag.me/barbariche/?p=97#comment-55</guid>
		<description>Chiarissimo, e pienamente d&#039;accordo con te...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Chiarissimo, e pienamente d&#8217;accordo con te&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: ilprofessionista</title>
		<link>http://hotmag.me/barbariche/2010/12/14/gli-scrittori-italiani-hanno-bisogno-di-un-secondo-lavoro/#comment-54</link>
		<dc:creator>ilprofessionista</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 22:50:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://hotmag.me/barbariche/?p=97#comment-54</guid>
		<description>scusa Barbara ma intervengo ancora dopo un breve pensamento. L&#039;argomento che sollevi è molto interessante tanto che lo ripropongo sulla mia bacheca in FB.Tocca un discorso che si faceva ieri sera alla presentazione di Vendetta e che ha interessato anche alcuni ragazzi del liceo dove ieri mattina siamo andati con Altieri a parlare di editoria. Fare il &#039; narratore&#039; è un mestiere a tempo pieno. Sicuramente c&#039;è qualcuno che  è così bravo da poterlo fare nei ritagli di tempo dopo aver passato una intera giornata a costruire ponti, ad arredare case, a giudicare in tribunale o anche a curare gente malata(spero almeno che durante questo primo lavoroche gode del suddetto rispetto e stima della società non pensi alle sue storie ma &#039;faccia&#039; il suo lavoro), però...ecco il mio pensiero è che forse questo qualcuno scrivere libri dovrebbe farlo per diletto.  Non so... se mi appassionassi alla chirurgia non è che aprirei uno studio medico abusivo magari creando dann ia medici &#039; veri&#039;. Lo stesso dicasi se avessi la passione di fare il pane, non aprirei una panetteria a fianco del mio prestinaio. Forse il mio discorso non è chiaro ma Milano si dice &#039; Ofelè fà il to mestiè&#039; o qualcosa di simile.
discussione comunque interessantissima.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scusa Barbara ma intervengo ancora dopo un breve pensamento. L&#8217;argomento che sollevi è molto interessante tanto che lo ripropongo sulla mia bacheca in FB.Tocca un discorso che si faceva ieri sera alla presentazione di Vendetta e che ha interessato anche alcuni ragazzi del liceo dove ieri mattina siamo andati con Altieri a parlare di editoria. Fare il &#8216; narratore&#8217; è un mestiere a tempo pieno. Sicuramente c&#8217;è qualcuno che  è così bravo da poterlo fare nei ritagli di tempo dopo aver passato una intera giornata a costruire ponti, ad arredare case, a giudicare in tribunale o anche a curare gente malata(spero almeno che durante questo primo lavoroche gode del suddetto rispetto e stima della società non pensi alle sue storie ma &#8216;faccia&#8217; il suo lavoro), però&#8230;ecco il mio pensiero è che forse questo qualcuno scrivere libri dovrebbe farlo per diletto.  Non so&#8230; se mi appassionassi alla chirurgia non è che aprirei uno studio medico abusivo magari creando dann ia medici &#8216; veri&#8217;. Lo stesso dicasi se avessi la passione di fare il pane, non aprirei una panetteria a fianco del mio prestinaio. Forse il mio discorso non è chiaro ma Milano si dice &#8216; Ofelè fà il to mestiè&#8217; o qualcosa di simile.<br />
discussione comunque interessantissima.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
