
“Aspetta un attimo, nonna. Fammi capire bene. Due ragazze e un uomo camminano, e una ragazza tiene l’uomo per mano, e questo significa che fra loro c’è del tenero, che lui le piace tanto, a differenza dell’altra, che li accompagna e basta?
- Sì.
- E se si scambiano, se l’uomo prendesse per mano l’altra ragazza, significherebbe che ora c’è del tenero tra l’uomo e l’altra ragazza? Che la prima ragazza li accompagna e basta?
- Sì.
- …
Un racconto sull’amore che si intitola L’altra matematica. E già questo mi manda in estasi.
Ancora Wallace.
È il terzo post, lo so.
Ma c’è di più.
“E si tengono per mano solo per dimostrare tra chi c’è del tenero? Per dimostrarlo in pubblico? Oppure sentono qualcosa, quando lo fanno?
Un racconto breve, diviso in tre parti, con tre personaggi che amano tre cose diverse. Ed è un racconto sulla scelta. O sul fatto che scegliere sia o non sia una modalità predefinita.
E dalla matematica passiamo alla geometria e disegniamo un triangolo.
Primo lato: il bambino ama il nonno.
Ma non tipo, nonno ti voglio bene, affetto, cose così, no, gli dice proprio Sono innamorato di te, nonno. Va be’, il nonno è stupito.
Secondo lato: la nonna ama/non ama il nonno.
Il bambino chiede,
“- non hai mai camminato mano nella mano con nessuno?
- No.
- Nemmeno col nonno?”
E qui la nonna dice una cosa illuminante. Dice:
“ – Quella di tuo nonno non era una mano. Quella di tuo nonno era una cosa morta, attaccata al polso dalla stessa forza che scagliava tutto verso di lui, morta e marrone, una cosa piatta e squadrata che emanava gelo, una propaggine che non ho mai riconosciuto e che di sicuro non ho mai stretto.”
Terzo lato: un tizio può/non può amare una cosa.
“ Quel tizio, a sentire tuo padre, si era perdutamente innamorato di un cadavere. Raccontava a tuo padre che per lui andava benissimo che il cadavere fosse sempre tranquillo e passivo, perché il cadavere era gentile, portatile, e sempre disponibile.”
È il problema della scelta. Cosa scegli di scegliere? E se la comodità è la tua prima modalità predefinita, be’, rischi di portarti dietro un cadavere, ma, a quel punto, essendone consapevole/inconsapevole, la cosa non sarà nemmeno tanto male.

F. E.
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