
- E che diavolo…
- Senti ho notato una cosa. Tu dici sempre diavolo. Cosa diavolo, dove diavolo…
- Di solito non lo dico mai.
- Come sarebbe a dire?
- Di solito dico cazzo. “Cosa cazzo”, “e che cazzo”. Mi sforzo di dire diavolo per rispetto nei tuoi confronti.
Be’, mi sembra molto rispettoso in effetti intercalare con diavolo se si parla a un prete.
- Cos’è successo in quel bosco? Cos’è successo alla tua cicatrice? Cosa, cosa, cosa?
Appunto, siamo a pagina 342, secondo me sarebbe pure ora di.
- La domanda giusta è perché, Giovanna. Perché Satana ha deciso di manifestarsi proprio qui, di colpire proprio noi?
Ma il perché. Il perché, se riguarda il Diavolo, sarà stato per forza generato da un’azione cattiva, magari fatta in passato, magari nascosta, dimenticata, e che poi, al buio, si sarà trasformata in senso di colpa. Quindi la sua successiva espiazione sottoforma di strage sanguinolenta. O no?
- E poi non è mica detto che si debba sempre capire tutto.
Certo, certo, pensa a Berlusconi. Alla maggioranza. Son cose che hanno del diabolico, in effetti.
L’ultimo mistero di questa storia riguarda don Toffoli. Andai ad aprire intontito, e quando mi vidi davanti il vecchio prevosto con la bambina in braccio pensai che si trattasse di un sogno.
Cosa volete che vi dica, bisogna accettare il fatto che non sapremo mai cos’è successo in quel bosco, né alla cicatrice riapertasi di Giovanna, ma abbiamo una buona notizia, in fin di pagine, Houston. La bambina, quella scampata alla strage della slitta, quella scomparsa due mesi fa, oramai data per dispersa, ebbene: ragazzi, l’abbiamo trovata. Miracolo.
F. E.