
Me mi pare che gli manchi il titolo, tanto per cominciare. Cinquecentosessantotto pagine, diciotto e rotti euro e. Cioè, dev’essere stato un caso di sfibramento da surplus di parole post creazione. Lo scrittore creò e, quando terminò di vergare, non gli rimase parola alcuna. Un mutismo. Per giorni.
Giorni di nulla in formato word, ma come, dice tra sè lo scrittore, ho creato cinquecento e virgola pagine d’amore tra Lei e Lui, e quel po’ po’ di titolo per il bestseller di Lui scrittore, Daniel Deserti, «Lo sguardo della lepre», pensa beffardo lo scrittore non privo di ironia. E poi, il titolo alla mia ultima fatica?
Bussano alla porta.
Chi è che—?
Posso…
Sto creando!
La domestica incassa le spalle e infila la retro.
Lo scrittore sospira grosso, Che fare allora? Una doccia, fare.
L’acqua scroscia sul corpo muto dello scrittore, poi la porta del bagno si spalanca, emerge nebulizzato il corpo mogio dello scrittore che squarcia la nube di calore con gli alluci gocciolanti, una lieve frizione alla nuca, qualche panno pulito, gli asciugamani sfatti sul letto, quando, attenzione, lui si rimette al pc. Le mani sospese come un pianista pronto all’attacco e, un titolo…, un titolo degno dei miei titoli…, che sia riconducibile al mio stile…, ché io ce l’ho il mio stile…, le mie lettrici vogliono il mio stile…, io devo soddisfa—
Dita abbarbicate a radici nei riccioli, uno scatto di nervi e gli occhi si posano sugli asciugamani sfatti, e lì, in mezzo alle pieghe di spugna umidicce, infingardo, l’asciugamano con il ricamo in corsivo sussurra allo scrittore. Lei Lui…, Lei e Lui…, LeieLuicisiamo! Come per Arcodamore, il mio stile tuttoattaccato, le lettrici adoranti! E il ticchettio sulla tastiera scolpisce in sette colpi New Roman l’illuminazione geniale dello scrittore.
Eh, son cose delicatissime quelle dell’illuminazioni geniali, delle volte basta girarsi dalla parte sbagliata e.
F. E.