Il futuro della scuola secondo Roberto Vecchioni

“Per dare un senso alla nostra vita, dobbiamo dare un senso alla nostra scuola”. Con queste parole Roberto Vecchioni è intervenuto il 19 luglio 2010 ad un partecipatissimo dibattito sul futuro della scuola italiana, che si è svolto nell’ambito della Festa Provinciale del Partito Democratico di Ferrara.

Uomo di vasta cultura filosofica e letteraria e di quasi quarantennale esperienza di insegnamento, Vecchioni è anche uno stimato cantautore che si è aggiudicato l’edizione 2011 del Festival di San Remo, ma è soprattutto un uomo di straordinaria semplicità, capace di sognare e di far sognare.

“Fondamento della nostra millenaria cultura che si chiama Umanistica è darle un senso, affinchè possa formare e far crescere i giovani. E’ una questione di sentimento – sottolineava Vecchioni al dibattito pubblico -e non di razionalità e basta, come vorrebbe propinarci la Riforma Gelmini”.

La Scuola deve essere il mezzo per creare uomini in grado di provare sentimenti e non lo strumento in grado di creare professionisti, tecnici che conoscono solo la loro limitata sfera di competenze: questa è la sintesi del Vecchioni-pensiero e finchè non ci sarà una Scuola che non comunica il senso del bello, anche nella comunicazione dei valori, il suo ruolo nella società moderna sarà vano.

Come dargli torto?

“Per il poeta che non può cantare
per l’operaio che non ha più il suo lavoro
per chi ha vent’anni e se ne sta a morire
in un deserto come in un porcile
e per tutti i ragazzi e le ragazze
che difendono un libro, un libro vero
così belli a gridare nelle piazze
perché stanno uccidendo il pensiero”.

Questa strofa della canzone vincitrice a San Remo “Ciamami ancora amore” è come uno scrigno che racchiude la bellezza e la forza della Cultura. E molto altro ancora…

Katia Romagnoli

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