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	<title>Il silenzio della mente tra i rumori della città</title>
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		<title>Celebrare la primavera ballando con Dioniso</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Mar 2013 22:51:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Dio del vino, della rinascita e della fertilità, nonchè protettore dell’ispirazione poetica, è la divinità i cui misteri ispirarono un culto estatico: le sue seguaci, le Menadi, lasciavano le case e vagavano nei &#8230; <a href="http://hotmag.me/silenzio/2013/04/01/celebrare-la-primavera-ballando-con-dioniso/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hotmag.me/silenzio/files/2013/04/Dioniso.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-799" src="http://hotmag.me/silenzio/files/2013/04/Dioniso.jpg" alt="" width="550" height="340" /></a></p>
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<p>Dio del vino, della rinascita e della fertilità, nonchè protettore dell’ispirazione poetica, è la divinità i cui misteri ispirarono un culto estatico: le sue seguaci, le Menadi, lasciavano le case e vagavano nei boschi celebrando il dio nell&#8217;ubriachezza.</p>
<p>Dioniso muore ogni inverno per rinascere in primavera, simboleggiando il continuo ciclo di morte e rinascita, con la ricomparsa dei frutti sulla terra. In primavera venivano celebrate in suo onore feste dal carattere propiziatorio. Attraverso i canti, i balli e il nettare dell’uva divenuto vino, si creava una commistione tra profano e sacro, con il quale si cercava di comunicare attraverso la spersonalizzazione e l’approdo a diversi stati di percezione.</p>
<p>Da queste cerimonie ha avuto in seguito origine il teatro, le caratteristiche del dio erano favorevoli sia per la rappresentazione della satira che della tragedia. Grottesco e drammatico si incontrano, in un incessante susseguirsi di morti e rinascite. Le donne ricordano chi erano, chi sono state, baccanti  e sacerdotesse, fuggite tra i monti per celebrare la divinità. Dioniso è un dio che colpisce all’improvviso, con una follia che approda nella saggezza, al contrario del mondo conosciuto che dipinge la propria follia come un processo ragionato.</p>
<p>“Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni” ha detto William Shakespeare. Qualche volta, abbandonandoci ad altri canali di percezione, riusciamo persino a incontrarci!</p>
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		<title>Londra: ultimo giorno del festival della scultura di ghiaccio.</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jan 2013 23:03:28 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hotmag.me/silenzio/files/2013/01/11-lisf-eleanor-cardozo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-792" src="http://hotmag.me/silenzio/files/2013/01/11-lisf-eleanor-cardozo.jpg" alt="" width="440" height="596" /></a></p>
<p>Il tema di quest’anno è la missione della NASA su Marte. Artisti di diverse nazionalità si sono cimentati alla <em>London Ice Sculpting</em> festival, per creare con scalpello e fantasia la loro rappresentazione dell’evento. La partecipazione è prevista per coppie o singoli: nel primo caso si deve trasformare un blocco di ghiaccio alto due metri mentre nella seconda sezione si lavora un blocco della dimensione di un metro.<br />
Simpatici intrattenimenti sono stati pensati per il pubblico che oltre ad ammirare gli artisti all’opera possono dilettarsi giocando con scacchi di ghiaccio, assistere a brevi seminari sulle modalità di lavorazione del ghiaccio e accompagnare i bimbi a workshop a loro dedicati.<br />
A fine giornata, in conclusione della manifestazione, per celebrare le sculture ci sarà uno spettacolo a luci laser che illuminerà le opere. Per scaldare dal freddo e unire nell’allegria, niente di meglio di vino caldo con cannella e chiodi di garofano!</p>
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		<title>Se accanto alla tua biblioteca hai un bel giardino, allora non ti mancherà nulla – Cicerone –</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jan 2013 21:23:39 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hotmag.me/silenzio/files/2013/01/135780036.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-785" src="http://hotmag.me/silenzio/files/2013/01/135780036.jpg" alt="" width="980" height="652" /></a></p>
<p style="text-align: left">Le venti più belle librerie del mondo sono descritte ed elencate in un articolo pubblicato dal sito americano Flavorwire. Gli esempi sono davvero suggestivi e fantasiosi, da una ex chiesa dominicana adibita a libreria a Maastricht, alla modernista livreria Lello di Oporto, in Portogallo.<br />
In linea con la funzione di culle della creatività, anche l’aspetto architettonico che rappresenta tante librerie – non solo quelle riportate dall’articolo &#8211; stimola la creazione della bellezza. Arte e bellezza, il connubio più alto che sostiene le emozioni umane.<br />
Tra quelle indicate dai lettori d’oltreoceano troviamo la libreria di Corso Como 10 a Milano, costruita attorno a un suggestivo cortile che ospita anche un ristorante e un reparto dischi, il tutto in un’atmosfera filo cosmopolita dove si incontrano persone di svariate nazionalità intente a svelare il particolare che ha attirato la loro attenzione e risvegliato la curiosità.<br />
Per quel che mi riguarda la libreria è espressione pura di una parte della personale interiorità di chi la modella e costruisce, secondo le sembianze e le pieghe che segue l’evoluzione dell’anima. Cosa la rende unica? Un gatto che dorme sui tuoi libri preferiti e il profumo dei fiori che dal giardino sopraggiunge.</p>
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		<title>A Milano come in Argentina la storia passa sui binari del tram</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jan 2013 23:22:28 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hotmag.me/silenzio/files/2013/01/tram.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-777" src="http://hotmag.me/silenzio/files/2013/01/tram.jpg" alt="" width="650" height="346" /></a></p>
<p>Hanno segnato un’epoca, li vediamo nelle foto storiche e ci riportano con un balzo indietro di decenni, sentiamo il rumore stridente delle ruote sulle rotaie, le suole delle scarpe che calpestano i ciottoli scendendo alle fermate. L’aria è più fresca e leggera, il tintinnio della campana ne annuncia il passaggio e allontana i pedoni distratti che si trovano sui binari. Nello zocalo anziane signore vendono frutta tropicale appoggiata su banchetti di legno, ragazzini lustrano le scarpe ai signorotti di passaggio. L’odore delle spezie è forte in prossimità del mercato.<br />
Nel 1913 entrarono in servizio nella città di Buenos Aires le carrozze “la brugeoise et nicaise et delcuve”del produttore belga, primo servizio metro e tram moderno dell’emisfero australe. Successivamente, nel 1927 furono rimodernate e usate solo come metro, fino ad oggi, o meglio fino al 12 gennaio: da tale data e entro l’8 marzo, infatti, la carrozze “la brugeoise” saranno sostituite con moderni treni di produzione cinese, come annunciato una settimana fa dal sindaco della città Mauricio Macri. Parte delle vecchie carrozze, già oggetto di raccolte fotografiche, saranno sistemate in un museo.</p>
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		<title>il canto dei gabbiani</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jan 2013 22:20:26 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hotmag.me/silenzio/files/2013/01/429696_207064132728481_198786920_n1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-772" src="http://hotmag.me/silenzio/files/2013/01/429696_207064132728481_198786920_n1.jpg" alt="" width="477" height="331" /></a></p>
<p>Danzavano nel cielo inseguendosi l’un l’altro. La scia delle parabole tracciate dalle ali restava testimone del loro passaggio. Ogni tanto uno di loro planava in picchiata nell’acqua, alla ricerca di pesce. La melodia monocorda del loro canto veniva spezzata da gracidii più acuti che scaldavano e nel contempo scuotevano lo stomaco.</p>
<p>L’atmosfera era irreale, l’odore di iodio denso avvolgeva ogni cosa, come una rete da pesca dalla quale non ci sa liberare. La cupa bruma del tramonto si avvicinava cingendoti le spalle, lenta ma inesorabile. I confini del paesaggio si sfumavano confondendosi tra loro, per cadere poi tutti sotto il  grande mantello della notte.</p>
<p>Lei era lì sullo scoglio, il suo respiro seguiva il movimento delle onde, era affannata, gli occhi colore del mare erano umidi e spaventati. Il corpo che  tanto a lungo aveva fatto parte della scogliera, unito al dominio del mare, stava tornando a muoversi: dalle braccia e dalle gambe pezzi di roccia le si staccavano di dosso, svelandole la propria pelle, nuda e fragile.</p>
<p>La testa, unica parte del corpo completamente libera era piegata leggermente in avanti, gli occhi intimoriti guardavano il mare, recente rifugio dalle passioni umane, che ora  la stava riportando alla natura di donna. Le onde la bagnavano al loro passaggio per poi retrocedere, lei guardava e più sentiva che gli arti tornavano a essere vitali, più si colmava di angoscia e smarrimento. I piedi erano ancora roccia nella roccia, su di loro si concentravano sguardo e paura:  una volta liberati si sarebbe ultimato l’incantesimo e lei avrebbe dovuto tornare a camminare per le strade del mondo. Il mare, suo antico ed unico amante non l’avrebbe più protetta dal turbinio delle passioni con le sue potenti mareggiate e non l’avrebbe più coccolata con momenti di bonaccia, dove ascoltando le gocce che si scontravano alla pietra lavica, in totale armonia, ammirava la luce riflessa della luna e delle stelle. Quale pace aveva conosciuto il suo cuore in quel silenzio immenso che dialogava direttamente con l’anima, dove i suoi pensieri fluttuavano e danzavano nel cielo con i gabbiani disegnando cerchi e gridando note stonate.</p>
<p>Davvero voleva tornare a lottare con i cavalloni burrascosi dell’amore umano? Guardava i piedi sperando che il sortilegio si interrompesse, voleva restare lì, nonostante una parte di lei, ormai desta, avesse per la mente nuovi progetti e desideri.</p>
<p>I gabbiani continuavano a cantare ma il suono era sempre più acuto e stridente.</p>
<p>Poi un capannello di persone comparve dalla strada per spingersi sulla spiaggia, verso la scogliera. Nelle mani tenevano delle pile che rischiaravano tutto intorno. Abbastanza velocemente le luci si riunirono in un unico punto. Eccola, l’avevano trovata. Una ragazza all’apparenza priva di vita e nuda giaceva sulla tra rocce e sabbia, al limitare del bagnasciuga. Tanto frastuono e persone la distolsero dallo stato di semi incoscienza in cui si trovava, costringendola ad arrivare tra noi. Le bastò una veloce occhiata per sapere ogni cosa, provò a muovere le dita dei piedi pur sapendo che sarebbe riuscita a farlo.</p>
<p>Aveva freddo ed era nuda.</p>
<p>Era di nuovo sé stessa. Dalle pupille due immagini si riflessero al cervello, le due possibilità che le si prospettavano: restare immobile, assecondare l’abbraccio delle onde e lasciarsi andare, fino a far spegnere la fiammella, che tenue le si era accesa nel petto, chiedendo al  mare di riprenderla con sé, oppure alimentare il poco calore che le restava e vivere.  Arrancare e vivere. Nuotare con forza di volontà maggiore della potenza dei muscoli, controcorrente come i salmoni, per raggiungere il fiume, la strada, il sentiero che l’avrebbe portata dove ora doveva andare.</p>
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		<title>UNO STATO E’ GOVERNATO MEGLIO DA UN OTTIMO UOMO CHE DA UN’OTTIMA LEGGE.</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Nov 2012 19:57:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mentre sempre più “nel fango affonda lo stivale dei maiali”  dal lato nord dell’Etna si affaccia uno spiraglio di luce verticale che fa presagire possibili future speranze. E un chiarore nell’oscurità. Rosario Crocetta vuole Franco Battiato come assessore alla cultura. &#8230; <a href="http://hotmag.me/silenzio/2012/11/04/uno-stato-e-governato-meglio-da-un-ottimo-uomo-che-da-unottima-legge/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hotmag.me/silenzio/files/2012/11/200296_196329077065450_8039687_n.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-761" src="http://hotmag.me/silenzio/files/2012/11/200296_196329077065450_8039687_n.jpg" alt="" width="180" height="270" /></a>Mentre sempre più “<em>nel fango affonda lo</em> <em>stivale dei maiali</em>”  dal lato nord dell’Etna si affaccia uno spiraglio di luce verticale che fa presagire possibili future speranze. E un chiarore nell’oscurità.</p>
<p>Rosario Crocetta vuole Franco Battiato come assessore alla cultura.</p>
<p>In attesa della decisione Battiato, che sta valutando come poter contemperare le incombenze dell&#8217;incarico con i suoi impegni professionali, ha preannunciato che in caso affermativo rinuncerà allo stipendio.</p>
<p>Martedì alle ore 11.00 presso il Palazzo della Cultura di Catania, in via Vittorio Emanuele, il cantautore terrà una conferenza stampa con il presidente Crocetta.</p>
<p>Nel mito delle origini di Atene, la contesa tra Poseidone a Atena per avere la protezione della città venne vinta da Atena, la quale regalando un ulivo promise saggezza, intelligenza e pace.</p>
<p>Chi meglio di un uomo saggio, proveniente dalla terra degli ulivi e artista di alte sfere può sostituire ordine al caos….</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L’irresistibile leggerezza del canto delle onde.</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Oct 2012 20:19:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le onde si allungano sulla battigia, per un istante, prima di riprendere il loro viaggio. L’eco del racconto di paesi lontani si ode nell’attimo in cui si infrangono, una dopo l’altra, senza sosta, alcune quiete, quasi sussurrano, poi improvvisa giunge &#8230; <a href="http://hotmag.me/silenzio/2012/10/21/lirresistibile-leggerezza-del-canto-delle-onde/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hotmag.me/silenzio/files/2012/10/582579_349085091842987_1437527201_n.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-750" src="http://hotmag.me/silenzio/files/2012/10/582579_349085091842987_1437527201_n.jpg" alt="" width="960" height="720" /></a>Le onde si allungano sulla battigia,</p>
<p>per un istante, prima di riprendere il loro viaggio.</p>
<p>L’eco del racconto di paesi lontani si ode nell’attimo in cui si infrangono, una dopo l’altra, senza sosta, alcune quiete, quasi sussurrano, poi improvvisa giunge l’onda fragorosa che incalza il ritmo della narrazione, sembra voler sopraffare le compagne, forse ancora intrepida dall’ultima tempesta attraversata.</p>
<p>In lontananza giunge il rintocco sordo della campana del paese che mi trasporta nelle immagini del passato. Ma è solo il tempo di un battito di ciglia, torna la voce dell’onda, senza sfiorarmi mi tocca ed entrando in  me mi riporta all’unione col tutto.</p>
<p>Le palpebre si abbassano mentre la mente si lascia trascinare dal suono e cavalca, onda tra le onde, abbandonando gli inutili pensieri.</p>
<p>Un brivido mi percorre il corpo, sempre più leggero.</p>
<p>La mente spazia e si allontana, inseguendo i giochi dei gabbiani.</p>
<p>Le forme sfumano i loro contorni, sono ad annullarsi, onda nell’onda, aria nell’aria, pura essenza.</p>
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		<title>IL MIO CUORE</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Oct 2012 18:07:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giada</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hotmag.me/silenzio/files/2012/10/cuore.png"><img class="alignleft size-full wp-image-743" title="cuore" src="http://hotmag.me/silenzio/files/2012/10/cuore.png" alt="" width="550" height="439" /></a></p>
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<p>“Uomini di cuore” è il termine con cui i Sufi islamici chiamano i mistici e “l’ascesa dei cuori” è il cammino verso l’elevazione, il divino.<br />
Le religioni, note solitamente per i punti di divergenza, sono tutte concordi nel ritenere il cuore il simbolo del centro, la sede della nostra parte divina e illuminata.<br />
I saggi dell’età faraonica chiamavano “intelligenza del cuore” una sorta di facoltà riconducibile a quello che chiamiamo istinto, sesto senso, si, quello che vede più lontano della conoscenza razionale, a saperlo ascoltare…facoltà che stiamo sempre più perdendo!<br />
Il cuore insomma non è solo quel grande muscolo che senza sosta ci accompagna nonostante la noncuranza con cui lo trattiamo ma è una grande risorsa e soprattutto un pozzo di saggezza dal quale attingere, se non avessimo perso la capacità di comunicare ….persino con noi stessi.</p>
<p>“Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti” disse Pirandello, dipingendo fedelmente la società.<br />
Ed ecco che il nostro trascurato cuore a furia di indossare maschere, di mantenere rigidi schemi indotti e di far tacere la sua voce più profonda inizia a perdere colpi, si infiacchisce, entra in disarmonia con quella macchina complessa che è il nostro corpo e che dovrebbe marciare all’unisono nella stessa direzione. Stress, tachicardia, aritmie, extrasistole, angina pectoris….infarto!</p>
<p>Fermiamoci prima, sediamoci sulla pietra del sentiero e ascoltiamo le parole che ci sussurra il vento, riprendiamo il nostro tempo, i nostri spazi e …la nostra immagine. Guardiamola riflessa, nello specchio del bagno o tra le acqua quiete di un lago e sappiamone riconoscere l’essenza. Ascoltiamo con amore il battito del cuore che ci abbraccia, in armonia con gli altri strumenti dell’orchestra, seguendo lo spartito immaginario della nostra melodia di vita.<br />
E ricordiamoci sempre che come disse Fouerbach “siamo quello che mangiamo”. I primi accorgimenti per il benessere di un cuore che ci sta a cuore, vanno presi proprio sulla tavola.<br />
Ecco qualche semplice consiglio:<br />
- Scegliere prodotti freschi e genuini e cucinarli in modo semplice e leggero;<br />
- Variare l’alimentazione, evitando i prodotti trattati chimicamente e contenenti conservanti;<br />
- Consumare ogni giorno frutta e verdura;<br />
- Ridurre al minimo i grassi animali, scegliere il gustoso olio extra vergine di oliva, preferibilmente crudo, senza fritture;<br />
- Non eccedere nelle proteine animali e controllare attentamente il livello dei grassi;<br />
- Seguendo il saggio esempio dei gatti mangiare solo quando si ha fame, ascoltare il corpo;<br />
- Informarsi attraverso le numerose fonti di informazione reperibili anche in internet sui componenti dei cibi.<br />
L’ultimo accorgimento, in ordine di redazione ma non di importanza è: siate felici! La gioia è in assoluto la medicina migliore. Regalate al vostro cuore battiti d’amore! In fondo basta guardare la natura per sapere che sono così tante le cose da amare, da avere l’imbarazzo della scelta!</p>
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		<title>VENTO E VULCANO</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Oct 2012 08:35:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giada</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hotmag.me/silenzio/files/2012/10/etna1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-736" title="etna" src="http://hotmag.me/silenzio/files/2012/10/etna1.jpg" alt="" width="533" height="400" /></a></p>
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<p>Una nota di vento mi raggiunge,</p>
<p>socchiudo gli occhi e ascolto il seguito della melodia.</p>
<p>Il corpo si alleggerisce dei pesi materiali, le spalle paiono inconsistenti, il diaframma si libera e smette di pulsare sulle tempie.</p>
<p>Le prime foglie autunnali danzano sulla terrazza affacciata sullo Jonio. Una leggere foschia lascia che sia l’immaginazione a ricordare lo splendore del connubio tra cielo e mare.</p>
<p>In alto una bocca emette fiato caldo dalle labbra socchiuse. Mi raggiunge, il suo caldo e la sua forza. E le mie membra vengono ridestate dalla potenza della natura.</p>
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		<title>Salone internazionale del Gusto e Terra Madre</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Sep 2012 15:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giada</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Appuntamento a fine ottobre a Torino. Per la prima volta il Salone sarà integrato con terra Madre, segno, speriamo, di una progressiva presa di coscienza della necessità della salvaguardia del territorio, del ritorno alle produzioni locali e agli antichi mestieri. &#8230; <a href="http://hotmag.me/silenzio/2012/09/16/salone-internazionale-del-gusto-e-terra-madre/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hotmag.me/silenzio/files/2012/09/donna.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-728" title="donna" src="http://hotmag.me/silenzio/files/2012/09/donna.jpg" alt="" width="275" height="183" /></a>Appuntamento a fine ottobre a Torino. Per la prima volta il Salone sarà integrato con terra Madre, segno, speriamo, di una progressiva presa di coscienza della necessità della salvaguardia del territorio, del ritorno alle produzioni locali e agli antichi mestieri.</p>
<p>Nel 2007 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha riconosciuto pienamente, attraverso la Dichiarazione dei Diritti delle Popolazioni Indigene, la necessità di difendere e tutelare le biodiversità locali, sia sotto l’aspetto naturalistico che culturale. La progressiva perdita di specie vegetali e razze animali  sta delineando la sagoma del più temibile flagello mondiale. Se non vogliamo che questa tela veda ultimate le terribili immagini che si presagiscono dobbiamo fare fronte comune con un impegno dichiarato e costante.</p>
<p>“Noi siamo quello che mangiamo” disse Fouerbach, riprendendo il saggio sull’alimentazione scritto da Jakob Moleschoott, il quale evidenziando il rapporto psiche – corpo riteneva che per pensare meglio dobbiamo alimentarci meglio.</p>
<p>Nulla di più vero e niente di più facile da sperimentare. Non siamo forse allegri e bendisposti dopo un pasto salutare e leggero? Come ci sentiamo invece dopo aver appesantito con alimenti industriali e nocivi tutti i nostri canali ricettivi e i nostri muscoli?</p>
<p>Ma l’aspetto più eclatante di questo sistema è che il problema dell’obesità si scontra con quello della fame e la vergogna dei morti per mancanza di cibo pesa su ognuna delle nostre tavole imbandite, per chi ha occhi che non vogliono vedere e per chi guardando si gira indifferente. Forse non c’è abbastanza cibo per tutti? O è il sistema di distribuzione che ha fallito? Non si può più non udire quel grido che chiede il cambiamento di un sistema industriale che distrugge l’ambiente, la dignità dei lavoratori e le tradizioni. Ci siamo fino ad ora comportati come se le risorse del pianeta fossero infinite, ma la marcia del progresso è ora sull’orlo del baratro e la crisi mondiale che avanza è la mostruosa figlia di egoismo e avidità.</p>
<p>Le risorse sono di tutti, questo dice la democrazia, oltre al buon senso, si parla di partecipazione di tutti al bene comune. Non possiamo continuare a consumare più risorse di quante ne abbiamo, facendo morire la nostra agricoltura per farne terreno fertile per speculazioni energetiche e mostri di cemento. Il futuro del cibo, quello buono e giusto si trova nella reintroduzione di sistemi alimentari locali e il rispetto delle comunità locali, per scoprire una giusta riconciliazione con Terra e Natura. Le comunità indigene, alle quali le multinazionali hanno derubato terre e conoscenze medicinali per l’industria farmaceutica, storicamente hanno metodi di produzione di cibo storicamente sostenibili.</p>
<p>Con intelligenza e sensibilità dobbiamo fare un passo indietro, attingere alle conoscenze storiche, che unite a una nuova tecnologia rispettosa,  sono in gradi di coltivare i semi di una nuova economia che possa essere per tutti e nel rispetto di tutti.</p>
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