QUANDO L’OPERA ESCE E SUPERA SE STESSA. INTERVISTA A VALENTINA KI, CREATRICE DELL’ASTRATTO MATERICO CONCETTUALE

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Compagni di viaggio imprevedibili, può capitare di fare un incontro, uno di quelli che ti apre una delle porte nei tanti crocevia del cammino della vita, una porta che svela un mondo tutto suo, un mondo differente da quello cui siamo abituati, un mondo che osa e che porta dei valori. Ancora una volta, è il coraggio di osare a illuminare il mondo.

Capita di ricevere un invito per un vernissage in una cornice esclusiva quale la Basilica di San Celso, un gioiello di arte e di spirito che ha ritrovato la luce grazie all’operato de lartquotidien, mediatore artistico per l’artista del vernissage: Valentinaki.

L’artista lettone propone delle tele in resina che respirano vita, si muovono chiedendo in prestito la forma alle onde del mare, cui Valentinaki è molto legata, come base sia di interpretazione del ritratto sia come riflessione interiore.

Il vernissage apre il sipario, il “liquid blue” delle opere, tele stese su un supporto fatto a mano dalla stessa artista, riveste la pavimentazione della Basilica, riprende il blu di un tondo sacro di secoli e secoli fa sulle pareti, l’alchimia del significato della medesima tonalità di blu trova nella casualità della concidenza il rafforzamento del significato spirituale attribuito a questo colore. Come ricordano gli antichi proverbi, nulla è per caso …

Torni qualche giorno dopo, percepisci il richiamo delle opere di essere raccontate e spiegate dalla mano di chi le ha concepite. L’imprevedibile comincia a essere svelato.

Nelle tue opere si ritrova un connubio in perfetto equilibrio di pittura astratta, pennellate decise che trasmutano in un quasi bassorilievo e scelta di materiali via via differenti.

In un’ottica di stile pittorico, come si potrebbe definire l’arte di Valentinaki?

Astratto materico concettuale.

La risposta dell’artista è concisa, senza fronzoli e giri di parole. L’essenzialità si rispecchia nell’uso di un colore, quel “liquid blue” in divenire di mille sfumature.

I tuoi quadri risuonano delle vibrazioni di un’emozione davanti al magnificente spettacolo della natura. Quale visione cosmica propone l’arte di Valentinaki? 

La mia visione artistica si sostanzia in una riflessione sulla natura come parte integrante della nostra essenza umana.

Eccolo. È lì il mare che si riflette nelle opere di Valentinaki, il mare della terra natia, un elemento della natura che da sempre è stato protagonista attivo nella storia dell’uomo.

Che si tratti di un accenno di osservazione a una modernità troppo distaccata dall’equilibrio naturale?

Le tele sbordano dalla sede di metallo verniciata a mano da Valentinaki con la stessa tonalità di blu. Anche la sede appartiene all’opera, per Valentinaki non c’è spazio a cornici separate e meri strumenti di arredo. L’opera può uscire dalla cornice, come ha già realizzato per la serie “Into the White”, l’arte non conosce confini, ne è naturalmente liberata.

I tuoi quadri sono proposti come serie tematiche: dal blu di “Panthalassa” al bianco in purezza di “White Sand”, dal verde cupo e misterioso di “Green Magic” al blu quasi fotografia naturalistica di “Icons” (datati tutti 2017), dal senza titolo “Untitled” all’eco di un blu ripreso dal mare di “Blue Magic”,  fino alle emozioni in colore di “Golden Sand” (fin qui datati 2016) e “Black Sand” (2014-2015). In che modo, nel tempo, l’urgenza di proporre e indagare una tematica riesce a impersonificarla nel quadro finale?

Ogni serie è legata ad un progetto più ampio di rappresentazione della capacità della natura nella sua forza di elemento determinante del cambiamento. L’impersonificazione di me risiede contemporaneamente in ogni opera, soprattutto nel progetto finale. La mia personalità, infatti, non è solo riflessa in ogni singolo quadro, o serie di opere, ma nei concetti rappresentati in ogni esposizione.

Anche la mostra “Into the White” è stata ospitata all’interno dell’Antico Oratorio della Passione, sito sul lato sinistro della Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, ancora una volta con l’intermediazione de lartquotidien.

Le opere di Valentinaki trovano riflesso espositivo in ambienti che vivono di arte e di spirito, entrambi nel significato più puro che il verbo umano possa comprendere.

I tuoi quadri pongono spesso l’accento sulle problematiche ambientali dei tempi odierni e, allo stesso tempo, sono omaggio alla bellezza infinita di Madre Natura.

Vi è un messaggio nascosto tra i colori e le pennellate quasi scultoree che Valentinaki intende divulgare? 

Intendo sottolineare la forza della Natura e la sua capacità di vincere comunque sugli interventi umani che cercano di romperne l’equilibrio.

La posizione di Valentinaki è diretta, finalmente svelata, il dardo è stato coraggiosamente scoccato.

Guardo le tele di “liquid blue”: tele imponenti, lunghe diversi metri, le onde riproposte con la resina tendono a sconvolgere l’attrazione verso il basso della forza di gravità per un tentativo di elevazione. Le tele di “liquid blue” quasi trovano la parola nel suggerire visivamente come la natura osa, come il mare, elemento potente che non potrà mai essere domato.

I pittori contemporanei propongono sempre più uno stile unico. Per Valentinaki una pittura individualista nello stile può portare valore aggiunto rispetto a una corrente pittorica più collettiva? 

A mio avviso viviamo in un momento storico dove non esistono più correnti pittoriche collettive, ma ogni artista rappresenta una ricerca personale indipendente. Il valore aggiunto deriva da ogni singolo artista, il quale autonomamente contribuisce allo sviluppo complessivo dell’arte.

Per l’artista lettone si delinea una nuova epoca storica, silente, che in punta di piedi sussurra nuove pagine, finché la storia sarà scritta e troverà la sua definizione.

Da studi economici sei passata a un’occupazione artistica.Valentinaki suggerisce una chiave a chi percepisce l’esigenza di modificare il proprio cammino di vita?

L’importante è avere il coraggio di seguire le proprie passioni ed essere sicuri delle proprie scelte, nonostante il contesto esterno suggerisca percorsi predeterminati.

L’autodeterminazione di Valentinaki si riflette in tutte le sue opere, una pittura quasi scultorea, che prende in prestito le regole del basso- e dell’altorilievo per riproporle in una chiave personale, naturale e d’avanguardia, quell’astratto materico concettuale che ha accompagnato un viaggio artistico indimenticabile.

“Il mare è il tuo specchio: contempli la tua anima nel volgersi infinito dell’onda che rotola”. Dai versi spregiudicati di Charles Baudelaire.

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