INTERVISTA A VINCENZO GANADU, SURFER DI ONDE E DI VARIE SFUMATURE DELL’ARTE

Duecentottantaseiesimo-post_Intervista-Vincenzo-Ganadu-foto1Compagni di viaggio a cavallo di un’onda tra arte e armonia, esce finalmente l’intervista diretta all’artista Vincenzo Ganadu, presentato nel post precedente: un artista moderno, innovativo, completo, il cui dono è quello di far nascere arte in ogni ambiente, fosse anche un muro di cemento.

La parola all’artista.

  1. L’attività di artista e quella di insegnante di arte e storia dell’arte si influenzano a vicenda? Con quali risultati?

Credo di avere scelto di insegnare dopo aver capito quanto sia importante non solo il saper fare, ma sapersi dare agli altri, in ogni momento.

In questi ultimissimi anni la figura dell’insegnante è cambiata molto con l’evento della digitalizzazione e le nuove competenze richieste dal Ministero dell’Istruzione, in questa nuova dimensione dell’insegnante mi trovo a mio agio, mi sento nella mia “confort zone”, le mie capacità manuali  e il mio mettermi sempre in gioco sono la mia carta vincente. Insegnare non è un lavoro per me, si tratta di un divertimento che si rinnova ogni giorno, come fare arte, trovare nuove soluzioni compositive o nuovi temi da sfruttare per mettere a punto il fatto tecnico manuale.

Sognare continuamente, come fanno i bambini, è la ninfa vitale della creatività, senza la quale tutto sarebbe monotono e noioso: senza i sogni non ci potremmo più emozionare per qualche cosa di magico che vive nella nostra testa, tale per cui sentiamo il bisogno di raccontarlo al mondo intero. Noi viviamo di sogni e ci aggrappiamo ai ricordi, ma, se vogliamo che la nostra quotidianità sia mutevole ed energica, dobbiamo nutrirci continuamente di sogni, solo così potremo trasmettere le energie positive ai ragazzi delle nuove generazioni. Questo è ciò che il maestro Pinuccio Sciola faceva con me quando ero suo studente al primo anno in Scultura all’Accademia di Belle Arti, ed è ciò che io adesso so fare meglio.

Certo, alla base di ogni idea c’è una forte consapevolezza di saper realizzare ciò che penso; che sia un dono, una dote acquisita o semplicemente virtuosismo, tirarlo fuori nel migliore dei modi è fondamentale, il tutto si completa nel momento in cui quello che creo lo riesco a raccontare per emozionare gli altri.

Ripensando a Pinuccio Sciola e ai suoi insegnamenti, egli non è stato solo un grande artista, ma ha saputo emozionare gli altri con la sua filosofia di vita e i suoi sogni.

  1. Sei l’autore delle copertine di due libri del narratore di viaggi Winki, “La Baia della Luna” e “Desert”. Quali scene, quali messaggi hai selezionato da entrambi i libri per scegliere quindi di riprodurli in opera pittorica?

Per la realizzazione delle opere pubblicate come copertina dei due libri di Winki, le indicazioni dell’autore sono state fondamentali, per selezionare e sintetizzare una soluzione compositiva adatta. Nella copertina de “La Baia della luna” i personaggi dipinti seduti sul cassone del van sono abbozzati e poco definiti per dare profondità e completa visione panoramica alla baia. “Desert” racchiude un’insieme di simbologie legate al territorio australiano, dove il primo piano del furgone a sinistra e la piuma al centro della composizione aprono la visione dell’arido deserto australe con una prospettiva che si dissolve fra la scala cromatica dei colori caldi. Una particolarità accomuna le due opere ed è il mezzo di trasporto, senza il quale i personaggi (persone reali) non avrebbero potuto affrontare il lungo viaggio.

  1. Come defineresti la tua pennellata, che accomuna tanto le opere strettamente correlate al surf quanto le copertine dei due libri? È corretto parlare di dinamismo nello stile pittorico da te proposto?

La tecnica pittorica rapida ed efficace realizzata con l’utilizzo dell’acrilico spesso mantiene le tracce di uno schema preparativo iniziale, costruito con ampie pennellate che compongono traiettorie, a volte piani prospettici, a volte linee di forza all’interno delle quali si sviluppa la scena  e l’opera stessa: contrariamente a ciò che possa sembrare, spesso il risultato è un pretesto per mettere in moto quel meccanismo tecnico dell’atto creativo.

Non c’è niente di più difficile che far sembrare tonda una forma attraversata dalla luce e per giunta in movimento, come è un’onda.
Ogni volta è come se fosse la prima, mi diverto tantissimo accostando pennellate in scale cromatiche evitando di sfumare il colore, ciò crea nell’occhio dello spettatore un completamento dell’immagine “Onda-acqua-luce”: io do alcune indizi, lo spettatore ricompone l’immagine completandola all’interno di se stesso. Non si può essere più sintetici di così!

  1. Le opere appaiono come soggetti in movimento, siano essi i soggetti antropomorfi che ritrai in veste di surfisti, sia esso lo stesso mare, queste onde del mare che vengono da te proposte ogni volta come un’onda diversa da quelle precedentemente dipinte. Tale vitalità visiva è espressione di un messaggio preciso intrinseco al tuo stile pittorico?

Tutto ciò che appare in movimento lo si crea grazie all’assenza di una linea di contorno, che in alcuni casi eseguo per evidenziare un oggetto in primo piano, mentre tutto appare poco definito, vago, un intreccio di pennellate: decido quale parte del quadro deve attirare lo sguardo dell’osservatore, in quel punto eseguo una messa a fuoco attraverso una seconda fase di definizione.

  1. Da quali esperienze e situazioni nascono i tuoi dipinti?

Il mio vivere quotidiano tra mare e terra, spesso immerso nella solitudine delle onde, nella più intima pratica del surf, ha generato nella mia persona una forte consapevolezza artistica. La surf art che dipingo da circa venti anni lo dimostra, nel continuo rinnovarsi.

  1. Quando dipingi dal vivo, quale dinamica sensoriale si sviluppa tale che prende forma e vita sulla tela?

La live painting ha un valore “assoluto”, nel quale lo spettatore si rende partecipe del atto creativo, spesso coinvolto come esecutore oltre che spettatore. Cito l’esperienza del muralismo a San Sperate, in cui la gente che assiste alla realizzazione da parte dell’artista di un murale vive un esperienza di continuo coinvolgimento emotivo e sociale, di condivisione e adattamento di sogno e di realtà.

Per chi volesse approfondire l’arte di Vincenzo Ganadu:

www.surfartganadu.com

“Vivere la vita come in un sogno, abbandonare le certezze per lasciar spazio alla creatività, questo è per me la vita da artista”. Parole vissute nel concreto da Vincenzo Ganadu.

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