GAIA: UNA MISSIONE SPAZIALE RESA REALE DA UNA PARTECIPAZIONE SCIENTIFICA INTERNAZIONALE INTERDISCIPLINARE

Duecentottantesimo-post_Gaia-partecipazione-scientificaCompagni di viaggio collaborativi, qualche settimana fa è stata presentata la missione spaziale Gaia, per la prima mappatura astrometrica delle stelle all’interno e nei dintorni della Via Lattea. Un lavoro al limite tra fantascienza e realtà. Essendosi sviluppata sul piano reale, per la complessità del lavoro richiesto, della quantità di conoscenze, materiali e dati sia a livello di progettazione, sia di esecuzione lavori, sia di elaborazione, processamento e archiviazione dei dati che saranno raccolti durante la vita utile del satellite, la missione Gaia ha potuto beneficiare delle conoscenze applicate di oltre 400 ingegneri, di diverse società e nazionalità.

A febbraio del 2008 è stato firmato un accordo multilaterale tra tutti i paesi membri partecipanti al progetto scientifico dell’ESA, in seguito alla risposta massiva degli scienziati europei a un annuncio di nuove opportunità pubblicato sempre dall’ESA. L’iniziativa ha recepito un tale livello di successo che è stato creato un consorzio di istituti di ricerca europei, il DPAC, acronimo di Data Processing and Analysis Consortium. Il DPAC processa tutti i dati che sono prodotti dall’osservazione e rielaborazione dati di Gaia. La multipartizione geografica permette la riduzione del numero di dati da processare e da analizzare da parte di ogni ente di ricerca e società coinvolti nel progetto, conferendo in questo modo una significativa spinta accelerativa per i risultati della missione.

L’Italia partecipa al programma scientifico dell’ESA con un contribuito percentuale pari a circa il 13%, per le mansioni gestionali del DPAC, di analisi e calibrazione dati e di presenza territoriale sul suolo nazionale di un DPC, ovvero Data Processing Center, dei sei previsti dal programma.

 

Gaia ha già registrato una quantità inaspettata di dati, sia per numero, sia per qualità, sia per le conoscenze intrinseche ivi racchiuse. Il limite interstellare di conoscenze che sta dettando un significativo passo dell’umanità in avanti verso il progresso è stato reso possibile, e quindi reale, dalla partecipazione attiva di società interdisciplinari connesse.

Probabilmente anche questa qualità è strettamente correlata al progresso dell’umanità …

 

Dalla penna dello scrittore Sergio Bambarén: “Soltanto chi osa spingersi un po’ più in là scopre quanto può andare lontano”.

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One Response to GAIA: UNA MISSIONE SPAZIALE RESA REALE DA UNA PARTECIPAZIONE SCIENTIFICA INTERNAZIONALE INTERDISCIPLINARE

  1. Bonnye & Clay says:

    Gaia ci ha regalato delle foto magnifiche inaspettate, il suo compito è grandioso perchè raccoglierà miliardi di dati, informazioni astrofisiche che permetteranno agli esperti di studiare gli elementi dell’Universo in tutte la sue forme, scoprire nuovi pianeti, nuove galassie, poter studiare il sole e chissà che altro.
    Sono stati fatti dei cartoni animati in lingua inglese (una curiosità da non sottovalutare) per spiegare a grandi e piccoli la missione di Gaia: “European Space, il satellite europeo”.

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