Luigi Carletti

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    Nato a Piombino (Livorno) nel 1960, da genitori dell’Isola d’Elba. Studia al liceo scientifico di Piombino e successivamente scienze politiche a Pisa. Lascia la Toscana nel 1985 per il primo di una lunga serie di traslochi dovuti alla professione giornalistica. Già durante il liceo comincia la professione giornalistica che continua nel corso degli anni universitari quando, appena ventiduenne, viene assunto al quotidiano il Tirreno di Livorno (Gruppo L’Espresso).
    Nel 1985 viene inserito in una speciale task-force giornalistica incaricata di avviare nuove iniziative editoriali e nel 1986 partecipa come caposervizio sport e spettacoli alla fondazione del quotidiano il Centro (Abruzzo) di cui diviene caporedattore centrale nel 1988.
    Nel 1989 viene chiamato da Mario Lenzi (direttore editoriale Finegil-Espresso) a far parte della direzione del gruppo con incarichi di progettazione editoriale in Italia e all’estero. Nel 1990 – a causa del blocco di ogni iniziativa editoriale per la cosiddetta Guerra di Segrate (Mondadori) – lavora per circa un anno come inviato alla Agl (agenzia dei giornali locali del Gruppo L’Espresso) con inchieste su grandi fatti di cronaca italiana e occupandosi anche della Guerra del Golfo.
    Nel 1993 torna al Centro come vicedirettore esecutivo per seguire la stagione di Mani pulite che in Abruzzo azzera quasi completamente la classe politica della regione. Nel 1994 è nominato direttore de la Provincia Pavese, quotidiano di Pavia e provincia. Nel 1995 vince il Premiolino come miglior giornalista italiano per l’informazione locale. Nel 1997 torna a Roma come vicedirettore editoriale della Finegil, incarico che manterrà anche quando – nel 1998 – viene inviato a Reggio Emilia come direttore della Gazzetta di Reggio.
    Nel 2000 viene nominato direttore internet dei 18 quotidiani locali del Gruppo L’Espresso e, nel 2003, direttore di Kataweb e dei contenuti dell’area digitale. Per due anni è anche amministratore delegato di Studio Vit, la società del Gruppo L’Espresso che detiene il marchio Fantacalcio.
    Nel 2009 è a Repubblica, dove si occupa di inchieste multimediali (carta, web, tv) su grandi fatti di cronaca italiana. Tra le altre inchieste si ricordano: la mafia degli asfalti, le trivellazioni selvagge per il petrolio italiano, i camionisti-schiavi, i furti di rame, le morti sospette nelle carceri romane, l’industria cinese del falso.
    Nel 2012 decide di lasciare la Repubblica e il Gruppo L’Espresso per intraprendere il percorso da libero professionista come scrittore e come consulente per le attività multimediali e per la formazione professionale nel campo dell’informazione. Oggi è consulente dell’Associazione Stampa Romana e della Fondazione d’Harcourt di Ginevra che si occupa di interventi umanitari in varie aree del mondo.
    Tra i suoi libri Cadavere squisito, Mondadori 2013, Supernotes, con l’agente Kasper, Mondadori 2014, L’Affaire Supernotes, XO Editions 2014, Superdòlares, Debate 2014