Nati con la valigia

Di Isabella Pesarini

Otto del mattino, colazione all’Autogrill prima di imboccare l’autostrada A1 con meta Medioevo. Proprio così! Il week-end si prospetta all’insegna di spade, stendardi e bandiere, in un borgo medievale ricostruito nel cuore dell’Emilia, poco dopo Piacenza. Il tuffo nel passato porta il nome di Grazzano Visconti.

Al tom tom non piacciono le strade di provincia. Dopo innumerevoli giri che hanno rubato una preziosa mezz’ora io e gli amici con me in macchina abbiamo capito di dover uscire a Piacenza Sud, andare avanti sulla tangenziale che va a Bettola e dopo quattro chilometri circa prendere la Strada Provinciale Val Nure numero 654. Chi è viziato dalla comodità della città finisce per prendere appunti su un foglio di carta magicamente materializzatosi in fondo alla borsetta, nel caso voglia tornare a Grazzano.
È una bella mattina di sole, entriamo e … la bocca si apre dallo stupore! Grazzano è come una bomboniera dell’epoca dei duelli, del coraggio, dei cavalieri, delle dame, dei sogni. La ricostruzione a posteriori è evidente. Tutto è così curato nei minimi dettagli, privo di imperfezioni, assolutamente non rovinato da avere quasi l’impressione di essere in un parco giochi medievale. E i “giochi” ci sono! Io e due amici adocchiamo due spade cavalleresche perfette imitazioni di quelle conservate nei musei. È il prezzo a testimoniare l’imitazione. Una spada da cavaliere, in metallo, non può costare cinquanta euro se originale! Eppure penso che in una teca dedicata la spada farebbe un signor figurone all’entrata di casa.
Gli appassionati di armi ed armature a Grazzano trovano la manna! I negozi sono un susseguirsi di concorrenza sul tema, ci si sbizzarrisce con gli stendardi, le insegne fino ai drappeggi di chissà quale casata.
Dai negozianti vengo a sapere che Grazzano è nata nel 1900 per idea del Duca Giuseppe Visconti di Modrone, che prese la responsabilità della realizzazione del borgo.

Pranzo ai piedi del Castello di Grazzano. Non c’è panorama migliore delle torri viscontee del Castello, se si vuole provare la sensazione di essere una dama o un cavaliere. Il Duca Giuseppe, insieme alle costruzioni medievali, ha portato “a casa” il Biscione della casata Visconti.
Mi giro, con la sensazione di sentirmi osservata. Non a torto! Esattamente alle mie spalle un cavaliere di sola armatura fa la guardia all’entrata di chissà che casa. Mi avvicino. L’armatura è completamente decorata a mano, con motivi che richiamano stemmi di casate a rilievo sul metallo, visiera dell’elmo, spalliere, paragomiti e ginocchiere compresi. Le rifiniture ai bordi sono di tela rossa, come il drappeggio sulla punta della lancia di guardia. Sento di essermi innamorata a prima vista di codesto cavaliere di sola armatura!
Grazzano è anche un parco, la campagna emiliana accompagna con dolcezza le ricostruzioni del passato. Centocinquanta ettari, progettati anche questi dal Duca Giuseppe, di giardino all’italiana, alla francese e all’inglese fanno da elegante seguito al Castello con fontane, statue e piccoli chiostri.
La ricostruzione del Medioevo non è solo architettonica. A Grazzano la si respira! Il Medioevo è sinonimo di leggende, di oscurità, di fantasmi. Anche il Castello di Grazzano ha il suo fantasma! La leggenda narra di una dama, tale Aloisa, assai elegante, morta di dolore in seguito alla scoperta del tradimento del marito. Forse ancora prigioniera del tormento, il fantasma di Aloisa si aggira per il Castello.
La leggenda continua nella modernità. Il Duca Giuseppe torna da protagonista in questa vicenda col ruolo di intermediario tra viventi e defunti. La stessa Aloisa guidò la sua mano per riprodurre i suoi tratti somatici sulle statue che adornano il borgo.
In tutto questo tempo Aloisa ha trovato riscatto come protettrice degli innamorati, sconfiggendo così la malasorte che la derubò, in vita, dell’amore.
Ancora inebriati della leggenda della nobildonna di Grazzano, torniamo ai negozi caratteristici del borgo. Questa volta la tentazione la si può quasi toccare. Anzi, la afferro, nella forma di una katana, perfetta imitazione dell’originale samurai relegata in chissà quale villa milionaria. Lo shopping di Grazzano è assolutamente medievale … assolutamente stiloso, preziosamente vezzoso.

Crepuscolo. Nel fine pomeriggio apro, a malincuore, la portiera della macchina che mi riporterà a Milano. L’esperienza del Medioevo me la porto addosso, non solo coi vari souvenirs, ma soprattutto col ricordo di leggende, angoli di panorama, atmosfera del Biscione … Grazzano è diventato un appuntamento imperdibile!

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