Nati con la valigia

Bali: il giorno del silenzio

Pubblicato il 5- Feb - 2012

L’Isola di Bali in Indonesia, dove una giungla rigogliosa arriva sino alle pendici dei numerosi vulcani e le distese delle risaie che si perdono a vista d’occhio sono intervallate da numerosi templi, ha delle radici culturali antiche e forti e mantiene intatte alcune delle sue tradizioni con eventi unici e spettacolari come il giorno del Silenzio.

Il Nyepi Day è l’evento più suggestivo del calendario saka, secondo la religione animista-induista, ovvero l’ultimo giorno dell’anno che cade il 23 di marzo e si festeggia solo nell’isola di Bali.

Nei giorni che precedono il Nyepi Day le strade si colorano e si affollano di giganti costruiti di carta pesta e bambù rappresentanti meravigliosi Dewa (gli dei benevoli), e impressionanti e spaventosi Butha Kala (demoni) mostri creati per rappresentare gli spiriti maligni che i balinesi vogliono scacciare. Chi si occupa della preparazione e del trasporto di queste maschere sono esclusivamente i giovani maschi balinesi che si confrontano e vivono il passaggio dalla giovinezza all’età adulta celebrando e bevendo arak (vino di riso).

Nyepi è un giorno particolare, dove la tradizione supera la quotidianità: la leggenda narra che gli spiriti malvagi passino sopra l’isola di Bali e non vedendo alcuna luce accesa, credano che l’isola sia disabitata e passino oltre. In questo giorno infatti, tutte le normali attività quotidiane vengono sospese: tutti i balinesi si zittiscono, e per 24 ore rimangono in casa; non è consentito nessun rumore, gli uffici vengono chiusi e le luci debbono rimanere spente. Persino l’aeroporto internazionale è chiuso al traffico aereo. In tutte le località dell’isola solo grandi torce, falò sulla spiaggia e il cielo stellato sono le fonti di luce. E’ una giornata riservata alla mediazione ed alla purificazione spirituale, un’occasione per fare chiarezza nella mente e prepararsi al nuovo anno solare. Bali si trasforma così in una sorta di rappresentazione dove per tutti è proibito viaggiare, lavorare, in attesa della pace del nuovo anno a venire. Finite queste 24 ore, l’isola si rianima dando vita ad una giornata di festeggiamenti con danze.

Secondo la tradizione, i festeggiamenti terminano il giorno successivo al Nyepi Day, dove i fantocci, durante la processione di Ogoh-Ogo, vengono condotti fino alla spiaggia, con un enorme fragore di piatti e tamburi e bruciati come buon auspicio in omaggio agli Dei, per ricevere serenità e armonia per tutto l’anno seguente.

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