Nient’altro che la strada

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Ci sono strade che cerchiamo per anni, senza trovarle mai. Ci sono strade in cui ci imbattiamo per caso, per scoprire poi che il caso era necessità, e che dovevamo comunque passare di là. Ci sono strade che riscopriamo identiche a sé dopo molto tempo, altre i cui contorni evaporano in un giorno soltanto. Ci sono strade che cambiano nome dopo un incrocio, e confondono. Alcune da percorrere in fretta, altre da accarezzare piano.

Le strade private dovrebbero essere proibite: una strada è un viaggio che non si può negare a nessuno. Le strade senza uscita hanno un fascino strano se, ignari della loro incompiutezza, le percorriamo con tempo e fatica, salvo scoprire poi che non andavano da nessuna parte, e così torniamo indietro, ma camminando al contrario siamo già in una strada nuova e diversa.

Perché non ci sono soltanto linee rette, e la parte più saporita della vita è fatta di zig zag e ci sorprende impreparati. E perché le strade sono come le passioni: diverse geometrie, identici meccanismi. O forse sono come i rami di un albero, che conducono lontano dal tronco senza staccarsene mai.

Cosa cerchiamo davvero quando andiamo per strada? Nient’altro, io dico, che la strada.

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2 Responses to Nient’altro che la strada

  1. andrea says:

    Il post sulle strade lo sento molto mio come pensiero e per questo lascio il seguente e positivo commento: condivido con te che quando andiamo per strada cerchiamo noi stessi, la vita stessa è una strada tortuosa, lineare per qualcuno, piena di curve per altri, divertente, rumorosa e silenziosa, soleggiata e calda come una strada di paese del Sud Italia. La curiosità di scoprire cosa c’è alla fine della strada ci spinge sempre a percorrerne di nuove senza capire che forse dovremmo goderci di più il passaggio che stiamo attraversando e lasciare ad altri l’ansia dell’arrivo. Le strade che ho percorso mi hanno portato a questo sito, alla conoscenza di persone non comuni e interessanti con le quali è piacevole fermarsi per strada a parlare e a Milano, che ho sempre attraversato troppo in fretta senza godere delle sue strade, dei vicoli e delle piazze.
    Le strade che preferisco di più sono quelle che costeggiano il mare per il profumo, i rumori dei mercati e i volti dei pescatori. Il momento più bello per attraversare una strada è l’alba quando il silenzio e la nebbia la avvolgono in una sorta di luogo/non luogo senza tempo…il tempo per vedere nuove strade, il tempo che sempre manca per la prossima curva, la strada e il tempo come variabili della nostra esistenza. Grazie per avermi ispirato questi pensieri. Al prossimo post.

    • mitrenta says:

      … e tu che non volevi lasciarmi un commento (mi piace più del post)! E ora mi toccherà come promesso scrivere del tempo… e dell’assenza del tempo.

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