C’ERA UNA VOLTA IL PULP

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C’ERA UNA VOLTA IL PULP
Sin dall’invenzione della stampa rotativa è esistita la cosiddetta “editoria economica”. I Misteri di Parigi, Poe, e poi Dumas, Salgari, ma anche Feval e Fantomas…infine vennero le riviste come Weird Tales e Black Mask… sino ai Gialli Mondadori, Segretissimo e Urania. Sono cresciuto con queste letture che mi hanno poi aiutato a scoprire testi forse di maggiore lunghezza e … densità, ma le riviste popolari mi sono rimaste nel cuore. Le collezioni, ho imparato tantissimo. Soprattutto a scrivere con passione e cognizione di causa. Per appassionare e appassionarsi con vicende a volte complesse altre più lineari ma sempre avvincenti. Nel Pulp non si può barare. I personaggi fanno le cose non ne parlano. E il bravo Pulp writer sa scrivere, eccome… lo fa in maniera agile, senza autocompiacimenti e, se è davvero bravo, sa inserirci qualche riflessione più profonda. Ma ciò che conta è il ritmo, l’emozione regalata a un prezzo popolare. Senza avere paura dei sentimenti, senza velleità autoriali. Questo ho imparato e per tutto ciò che mi hanno regalato queste pubblicazioni sono grato. E orgoglioso di far parte della “famiglia” della pulp fiction che, se non lo sapete, parla anche italiano. Lo parla benissimo!

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One Response to C’ERA UNA VOLTA IL PULP

  1. James says:

    Questa te la devo proprio raccontare 🙂
    Sto finendo di leggere Montecristo – Stagione di fuoco. A un certo punto chiudo il libro e mi metto davanti alla tv, zapping. Mentre scorrevano i canali, ho avuto un flash, una frazione di secondo… ma qual era quel canale dove stavo vedendo quel film d’azione… :-)))

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