IL THRILLER DELLA DOMENICA:THE INTERNATIONAL

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Un film illuminante sul futuro della spy-story non solo cinematografica ma anche letteraria. Se il modello è quello imposta da Ludlum sulle cospirazioni globali, lo svolgimento è moderno e variegato. Si mescolano cronaca, azione, investigazione e se alcuni scenari sembrano quasi d’obbligo (Berlino, Istanbul ) l’inserimento di una sezione italiana rientra perfettamente nelle nuove tendenze che stanno riportando (partendo da Segretissimo!) il nostro Paese al centro di intrighi credibili e avvincenti.
Una potentissima banca internazionale, la cui sede principale sede si trova in Lussemburgo presieduta del nordico Jonas Skarssen, da tempo conduce affari che insospettiscono diversi nuclei di polizia in tutto il mondo. Ne sa qualcosa l’agente Lou Salinger, trasferito all’Interpol dopo essere stato sbattuto fuori da Scotland Yard proprio per aver fallito (perdendo un testimone e tutta la sua famiglia) nel tentativo di inchiodare la banca sul suolo inglese. Salinger si trova a Berlino per coordinare assieme a un collega l’incontro con un informatore all’interno della banca. Andrè Clement, vice direttore del settore acquisizioni dell’IBBS, ha un peso sulla coscienza. La sua banca sta acquistando in massa missili a lunga gittata dai cinesi e sistemi di guida sofisticati dalle industrie dell’italiano Umberto Calvini. La trattativa però si è fermata e Clement vorrebbe parlare con l’Interpol.
Non ne ha il tempo perché il suo contatto, il collega di Salinger, viene assassinato con una puntura di curaro che gli procura un infarto fulminante e lo stesso dirigente perde la vita in un sospetto incidente di auto. Salinger, assieme alla bella Eleanor Whitman, della procura distrettuale di New York da dove è partito il caso, cerca di incastrare Skarssen per una discrepanza nella sua dichiarazione. Il fatto lo collegherebbe alla morte di Clement ma un muro di omertà e connivenze a livello politico giudiziario rischiano di bloccare alla coppia di investigatore ogni ulteriore indagine. Insistendo, Eleanor riesce a trovare un collegamento tra Clement e Calvini che, a Milano, si prepara a un comizio politico. L’industriale è destinato infatti ad assumere la guida del governo italiano.
Calvini, sinceramente amico di Clament, non ha difficoltà a rivelare a Salinger e a Eleanor parte dei retroscena della vicenda. Tutto ruota attorno all’interesse di Skarssen e della sua banca ad entrare nel giro di forniture di armi di media portata. Queste sono quelle effettivamente impiegate nella maggior parte dei conflitti. La banca ha interesse a gestire l’affare soprattutto per poter controllare il debito generato dalle guerre. Ma Calvini viene ucciso subito dopo da un sicario che una complessa trappola fa terminare sotto i proiettili di un carabiniere corrotto. Ufficialmente l’industriale politico è stato ucciso dalle Nuove Brigate Rosse, ma il suo assassino, un inafferrabile killer con una menomazione al piede, è controllato da Wilhem Wexler. Questi è il collegamento tra il sicario (colpevole anche di tutti gli altri omicidi) e Skarssen. Wexler è un vecchio agente della STASI vendutosi al capitalismo e, fondamentalmente, estraneo ai giochi di borsa della dirigenza della banca.
Skarssen e i suoi soci vorrebbero concludere l’affare lasciato in sospeso con i figli di Calvini che giudicano più malleabili. Di fatto Calvini è l’unico al mondo a costruire i sistemi di guida Vulcan per i missili destinati a siriani e iracheni. L’altro è un turco, Sunai, che però ha già venduto le contromisure agli israeliani. Se l’affare non verrà concluso entro breve tempo la banca rischia di restare insolvente. Salinger e la ragazza, malgrado le difficoltà, riescono a individuare a New York il fantomatico killer che, però,è già stato condannato dai suoi stessi mandanti perché ritenuto pericoloso. Salinger blocca il sicario al museo Guggenheim di New York ma un potente gruppo di fuoco della IBBS riduce in briciole il palazzo. Il sicario muore e l’indagine sembra arrestarsi ancora una volta. La squadra di Eleanor, però, è riuscita a bloccare Wexler e lo tiene rinchiuso all’insaputa della stessa Polizia americana. Salinger affronta la vecchia spia che, un po’ per salvarsi, un po’ per autentica avversione per i suoi datori di lavoro capitalisti, propone a Salinger un patto. Per distruggere Skarssen occorre procedere fuori dal sistema perché questo ha solo interesse a proteggere istituti come la IBBS per poter condurre affari in una zona grigia dove circolano i soldi ma gli stati non vogliono essere coinvolti. E Salinger accetta, imponendo però a Eleanor di scaricarlo e farsi indietro. Da questo momento non si tratta più di una indagine ma di una guerra personale. Per prima cosa Salinger informa i figli di Calvini sui veri mandanti della morte del padre. Come diretta conseguenza la trattativa fallisce definitivamente e i due fratelli Calvini (che scopriamo essere mafiosi fatti e finiti…con buona pace dell’immagine della classe politico industriale italiana…) eliminano un dirigente della banca. Skarssen deve fidarsi di Wexler e accettare di comprare da Sunai, imponendogli il silenzio sulla vendita dei sistemi di guida e le relative contromisure. I due si incontrano a Istanbul dove Salinger, aiutato da Wexler, dovrebbe registrare tutto. Tutto sembra procedere secondo i piani ma Wexler viene ucciso da un misterioso personaggio e le guardie del corpo del trafficante Sunai rendono impossibile la registrazione. Apparentemente l’accordo tra Skarssen e il trafficante turco sembra concluso. Salinger bracca Skarssen sui tetti di un’assolata Istanbul ma al momento di sparare, si rende conto che otterrà solo una vendetta personale. L’uomo, per quanto importante non è il sistema che continuerà a sopravvivere. Salinger esita. Il misterioso assassino che ha già eliminato Wexler invece no e uccide Skarssen. Un delitto in stile mafioso ordinato dai figli di Calvini che chiudono così la loro ‘ partita d’onore’ con la IBBS.Salinger rimane, alla fine con un pugno di mosche. I titoli di coda scorrono annunciando un cambio al vertice della banca e nuovi lucrosi affari per la medesima e tutti coloro che, nell’ombra, sono coinvolti in un traffico internazionale che non può essere fermato. Interpretato con convinzione da Clive Owen il film ripesca alcune tematiche della cospirazione provenienti dalla spy story anni ‘70 aggiornandole con un ritmo sostenuto dove ben si compensano azione violenta e intrigo.

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