22 anni del PROFESSIONISTA

22 anni prof per blog
Esattamente 22 anni fa era distribuito in edicola Raid a Kouru, la prima storica avventura di Chance Renard, il Professionista. Un romanzo breve, diverso da quello che potete leggere nella ristampa il Professionista Story pubblicata nel 2012 e disponibile in ebook. Mi avevano chiesto una serie nuova da affiancare a SAS, per rendere a Segretissimo quello spirito avventuroso, legato a eroi seriali che aveva fatto la fortuna della collana. Se devo essere sincero non ero convintissimo che l’avventura si sarebbe protratta oltre i tre episodi contrattualizzati. Però, anche così, l’idea piacque. Forse c’era davvero bisogno di eroi. Mi parve giusto, al momento della ristampa riscrivere parzialmente ( L’eredità Cargese in modo molto più massiccio) i primi episodi. Poi il personaggio, come si dice, s’impadronì di me. A tal punto che, in alcune piccole cose, soprattutto caratteriali, ancora mi ci riconosco. Per questa ragione Chance è invecchiato insieme a me, anche se lui (che vive nel mondo della fiction!) si è fermato a cinquant’anni e ancora si può permettere, seppur con qualche acciacchino, performance da trentenne, sui campi di battaglia e a letto. Nello spirito, come il suo autore, è più gagliardo che mai. Non solo perché ha affrontato momenti di crisi editoriale e della collana forse ancora più inquietanti delle missioni che viveva sulla carta, ma perché ha creduto in se stesso nella sua formula. Che sì, strizzava l’occhio a SAS come a James Bond, ma anche a tantissimi eroi della spy story, pure quelli del filone più ‘intellettuale’. I principi di questa longevità sono diversi. Il primo è stato quellodi saper cogliere lo spirito e il ritmo dei suoi fortunati antecedenti ma inserendovi tutta una serie di varianti originali. “Mie” vorrei dire. Legate alle mie passioni, all’idea di avventura che il passato da Legionario del Prof, già riassumono in un semplice concetto. Poi c’è il fatto che il Professionista è un anarchico, uno insofferente della disciplina, che non potrebbe far parte di un servizio con tanto di tesserino e inquadramento. Un uomo quindi per ogni avventura. E questa è stata la formula che mi ha aiutato e mi aiuta ancora nella prolificità delle storie siano esse romanzi lunghi, romanzi di media lunghezza, racconti e miniserie. Saper calibrare e variare le componenti della storia, se me lo permettete, sono trucchi da “professionista” della scrittura. Come dicevo mi ritengo più fortunato di Chance perché ogni mattina non mi devo svegliare con la preoccupazione di fare a cazzotti o sparare, ma semplicemente di mettermi alla tastiera e inventare delle storie. Chance può essere il soldato d’assalto, la spia sofisticata, il capo missione che gestisce risorse e informatori, può essere un avventuriero ai confini del mondo, e persino un gangster in un contesto urbano, italiano persino, cosa mai tentata prima di allora. E con lui una schiera di comprimari, amici, spalle, alcuni destinati a durare nel tempo, altri ad apparire saltuariamente, altri a morire. Perché qualche piccolo colpo emotivo al lettore bisogna sempre riservarlo. E poi altri elementi chiave. La cronaca abbinata alle azioni spettacolari. Il glomour che s’incrocia con il noir. Insomma il piacere, ogni volta, di scrivere un romanzo di genere diverso, pur restando nello stesso universo. Un universo popolato da donne bellissime e terribili. Alleate o avversarie, tenere e spietate. Com’è tradizione con quel pizzico di sesso hard core che ormai è diventato uno dei canoni del genere. E sempre qualche dettaglio tecnico nuovo, unito magari a una suggestione letteraria o cinematografica (fumettistica anche) che fanno parte di quel mondo immaginario che voglio dividere con voi. Quest’anno abbiamo riproposto alcune avventure del passato, sperimentato la formula della miniserie, romanzi più brevi che coprono dei buchi nella biografia del prof e sono in grado di inserire personaggi e situazioni che ho amato molto ( Il duello con Lucifer che si concluderà a giugno, l’adorabile Natty, le operazioni in Iraq, con la splendida Giorgia) insomma tutto un mondo, per parafrasare un film su un mio collegadegl ianni 30, Robert Howard ,che scatenò la sua fantasia dando vita a un personaggio immortale. Anche lui è, come Ian van Hamme, Ian Fleming, Gerard de Villiers, Daniel Silva, Edward S. Aarons, Barry Eisler, Robert Ludlum e moltissimi altri fa parte di questa foto di famiglia per celebrare i 22 anni di pubblicazioni ininterrotte del Prof. Ma soprattutto per ringraziare voilettori, che, seguendo il personaggio e sostenendolo, avete reso possibile tutto questo. Tenetevi forte che il meglio deve ancora venire.

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