IL THRILLER DELLA DOMENICA.EUROSPY

eurospy
Li chiamavano Eurospy. Sull’onda del successo di 007, un po’ come era accaduto per il western, la produzione cinematografica europea unì le forze per realizzare una serie di film che, grazie a un impegno comune, si proponeva di realizzare film divertenti e spettacolari che non avevano la pretesa di eguagliare il modello ma erano senz’altro piacevoli. A questo argomento Daniele Magni di Bloodbuster, realizzò qualche anno fa un bel volume intitolato Segretissimi al quale mi chiese di scrivere l’introduzione. Da allora è scattata la ricerca dei titoli più succosi, a volte in lingua originale. Per trascorrere qualche ora in allegria, senza troppe pretese vi propongo questo poker di film in cui il grosso della produzione è tedesco ma non mancano apporti italiani (soprattutto nelle interpreti quali Rosanna Schiaffino e Dominique Boschero, ma anche nel montaggio dove spesso compare il nome di Eugenio Alabisio). I colleghi di 007 erano spesso interpretati da attori americani a fine carriera, come nel caso di Missione a Hong Kong oggi riproposto anche in versione italiana. Stuart Granger è simpatico ma forse non del tutto in parte, un po’ pasticcione e antiquato, ma alla fine ci è simpatico. Sono eroi di Segretissimo o di similari collane economiche europee. In questo caso La riviere de le trois jounques di Georges Godfroy, prolifico narratore francese attivo sia nel noir che nello spionaggio. L’agente Scott viene chiamato a sostituire il collega Muller (Franco Fantasia, grande stuntman italiano, quando ancora si facevano film d’azione) e affiancato dalla bella Carol per investigare su un traffico di materiale atomico tra Hong Kong e la Cina Rossa. Il cattivissimo in tutti questi film è Horst Frank che fu anche un ottimo caratterista nel Thrilling italiano anni dopo. La cornice di Hong Kong è splendida e ci restituisce una città misteriosa e nido di spie come adesso non è più. Se la storia mostra diverse ingenuità e non sfrutta l’appeal delle protagoniste e l’azione non è granchè, vogliate perdonare. Si tratta però di un prodotto di quegli anni, realizzato con i mezzi che c’erano. A vederlo viene un po’ di nostalgia ma ci ricorda che Segretissimo è scresciuto come tematiche e tecniche di realizzazione, ma senza questa basa forse il Prof non esisterebbe.

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