SETTE PISTOLE PER IL PROFESSIONISTA- BACKSTAGE

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L’idea di Sette Pistole nasce dalla volontà di fondere più filoni presenti nella produzione del Professionista. Da una parte il combat che è, innegabilmente, la nuova frontiera della Spy story. Non lo dico solo io. Al cinema la spettacolarità impone ormai una commistione tra i vecchi schemi d’azione del cinema di spionaggio con le nuove tecniche e attrezzature in dotazione alle truppe speciali. Nei romanzi non solo Chris Ryan e Andy McNab hanno inserito ormai stabilmente certe procedure in uso presso i militari nei loro romanzi ma anche gli eredi di Tom Clancy, quali Greaney e Blackwood che sono ottimi tessitori di trame, quando le pistole cominciano a cantare trovano soluzioni specifiche. Bisogna pensare anche un po’ al pubblico giovane che approccia l’argomento da videogames come Medal od Honor. D’accordo a questo pubblico l’intreccio importa poco, ma proponendogli dei piatti forti dove possa ritrovare le emozioni della consolle, magari può spingerlo a provare interesse anche per il classico Spycraft che è alla base di ogni buon romanzo di spionaggio. Perciò mi è venuta l’idea di creare una missione complessa ma di partire a metà dell’azione (come già è avvenuto altre volte) con un’operazione di commando, un’infiltrazione in un vecchio castello romeno che poi è una base del gruppo 666. Come ci sono arrivati Chance, Antonia e gli altri cinque mercenari che compongono questo mucchio selvaggio di super soldati. Al momento non importa. L’atmosfera sinistra del luogo, le difficoltà dell’infiltrazione subacquea e poi la battaglia nelle viscere del castello occupano tutta l’attenzione del lettore. Poi, quando la polvere si deposita e la prima battaglia è finita (l’assalto alla roccaforte è invece il culmine di molte missioni classiche), emergono gli indizi, le minacce. Si ricostruisce così una fitta trama spionistica che parte in Egitto, con l’Isis ma anche i servizi russi, approfondisce la situazione della mafia del Sahel e poi si snoda in Spana, in Ungheria e infine a Mosca, dove si svolge il duello più prettamente spionistico contro i servizi russi e il gruppo 666. Mi piaceva anche l’idea del gruppo di duri, le cui caratterizzazioni, vi ricorderanno senza dubbio qualcosa, che, ultimata quella che sembra la missione cominciano a morire. Come vedrete Sette pistole è un episodio a sé, chiuso, anche se nel finale lascia aperta una porta per la prossima avventura, che è già scritta e consegnata e mi auguro potrete leggere entro breve. Come al solito ce l’ho messa tutta per accontentare i gusti di tutti con una vicenda che mi auguro divertente per voi quanto lo è stato immaginarla e scriverla per me.

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2 Responses to SETTE PISTOLE PER IL PROFESSIONISTA- BACKSTAGE

  1. michele says:

    Ciao Stefano, questo romanzo è sicuramente tra i tuoi migliori per il ritmo e l’adrenalina che accompagnano il lettore dalla prima all’ultima pagina.
    Volevo dirti che recentemente ho acquistato Amori e crudeltà dell’orchidea rossa e La tigre dagli occhi di giada. Ora sto leggendo il primo e lo trovo fantastico sia per l’ambientazione esotica che per l’avventura sfrenata, con l’accurata descrizione dei luoghi e dei personaggi. Complimenti, non mi ero sbagliato quando anni fa dissi in questo blog che sei il nuovo Salgari….

  2. il professionista says:

    grazie Michele, in effetti sto raccogliendo per questo romanzo un gran numero di consensi che non mi aspettavo. mi fa piacere anche chetu gradisca altri romanzi fuori serie. la fantasia è sempre ,assieme alla simpatia dei lettori, il miglior’ ricostiuente’ del narratore

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