THE RAID 2 BERANTAL :UN ESEMPIO DI CINEMA MARZIALE

raid01
Il cinema d’azione, soprattutto quello a sfondo marziale(giacché di storie di scuole rivali non si parla più da decenni) è in continua evoluzione. Solo pochi anni fa sembrava che dalla Thailandia dovesse arrivare una nuova rivoluzione che riportava l’azione senza cavi al centro dell’inquadratura, oggi le novità vengono dall’Indonesia. E per mano di un inglese Gareth Evans, ragazzone dall’aria ‘nerd’ appassionato di tutto il cinema marziale e d’aczione del mondo che, per girare in piena libertà è finito a Giacarta. Qui paradossalmente i suoi film sono giudicati troppo violenti e non possono circolare. Qualche ragione c’è. Arriva in Italia direttamente in dvd(ne avevo parlato dopo averlo visto al cinema in prima a Parigi sugli Champs Elysées ) doppiato, The Raid 2-Berandal. Se vi era parso che Merantau fosse originale, e che Raid Redempion(uscito l’anno scorso) fosse la parola definitiva riguardo all’argomento, avrete una sorpresa. Le scene di violenza e azione che vi si vedevano al confronto con Berandal(che significa fuorilegge) sono robe da ragazzina bimbeminkia. 150 minuti girati con una certa raffinatezza(bastano i primi quindici che culminano con la rissa nel bagno della prigione, per capirlo. Un serrato montaggio alternato di flashback costituisce un ponte con il primo film, fornendo anche le motivazioni del protagonista senza mollare di un palmo la tensione crescente. Se è vero che l’intera storia è un classico dell’infiltrato tra bande rivali con tanto di figlio ingrato del vecchio boss e viscidi rivali arrivisti, il film possiede una potenza adrenalinica che ormai il prodotto d’azione americano non ha più. Film per cultori dell’adrenalina ma anche per amanti della coreoagrafia intesa come balletto Raid inserisce alcune delle migliori scene di combattimento mai viste, mischiando silat, kickboxing, combattimento con oggetti vari dai martelli uncinati alle mazze da baseball a tutto quello che vi capita sotto mano. Non mancano calci, close combat in una macchina, sparatorie e un magistrale doppio karambit, coltello ormai celebre per gli amanti del genere che s’impugna con il mignolo. Insomma la storia è un pretesto ma non svolto frettolosamente, c’è un evidente omaggio a Woo e anche a certe serie giapponesi di Miike e Chiba. Giakarta livida, dei campi e delle paludi coperte da cieli color piombo, con le strade trafficate(in un caso anche una surreale nevicata)qualche sprazzo di folklore si affaccia di contorno ma siamo in una metropoli cosmopolita che ospita gruppi malavitosi orientali di ogni genere, dagli arabi ,ai giapponesi, un mondo a parte che Evans ha ricreato da un vecchio progetto per cui non trovava finanziamenti. In effetti era una storia a sé ma il successo di Raid Redempion ha fornito un aggancio seppur labile per rimettere in scena il protagonista e svolgere una storia che, al contrario del claustrofobico primo episodio, è tutta in movimento, per le strade, per i night, gli scantinati dove si girano film porno, ristoranti di lusso e prigioni. Formidabile la battaglia nel fango sotto la pioggia tra carcerati di varie fazioni e sbirri.

This entry was posted in il film della settimana, novità Il Professionista. Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *