IL PROFESSIONISTA STORY08:LA GRANDE AVVENTURA

asettembre fuoco
Puntualissimo esce a settembre (a giorni in edicola anche se alcuni lettori mi segnalano di averlo già trovato e io ho ricevuto l’ambita ‘casa’ con le copie autore) IL PROFESSIONISTA STORY08 che ripropone IL GRANDE COLPO DEL MARSIGLIESE (che per questioni di diritti era stato posticipato) e l’inedito GUERRIGLIA A CAPO VERDE, più breve per esigenze di paginazione ma che mi auguro vi riuscirà gradito. Parliamo prima del ‘grande colpo’ un’avventura gradita a molti lettori che approfondisce la figura di uno dei nemici storici del Prof (ormai in pensione per limiti di età). In effetti quando scrissi il romanzo avevo in mente moltissimi spunti d’ispirazione. Uno di questi era ‘La croce di ferro’ di Peckinpah, ma anche i romanzi di Sven Hassel sul Battaglione di punizione. E così in un lungo flashback il Marsigliese giovane diventa protagonista di una marcia verso l’inferno attraverso linee russe e tedesche del secondo conflitto mondiale. Nasce qui la mitologia dei Lupi mannari che ho svolto nei primi romanzi inediti di questa collana e che all’epoca non avevo immaginato tanto prolifica. Ho adattato solo un paio di frasi lasciando intendere che il Prof non volesse parlare al suo amico Tiburon delle passate esperienze perché altrimenti avrei dovuto alterare tutto il romanzo. Cosa che non ritenevo giusta. Ho amato moltissimo questa storia in cui il Marsigliese e Chance si rivelano quasi simili, come succede spesso trai grandi nemici. Poi c’era l’idea, bizzarra ma divertente, di questa tribù di apache che partiva per cercare un tesoro nazista nell’Artico. C’erano suggestioni della mia grande passione per il west ma anche di più, da Rodriguez a tantissime storie più o meno realistiche sul sudovest e i suoi miti. Gli indios Tarahumara, Geronimo, gli Hell’s Angels, Sergio Leone, ovviamente. Il mio desiderio di scrivere un western. Ne nacque così una di quelle avventure del Prof in cui poteva accadere di tutto. Il pubblico la premiò allora e spero lo faccia anche oggi. Guerriglia a Capo verde nasce invece da un mio recente viaggio a Lisbona e i suoi dintorni che ho trovato molto atmosferici. La storia coloniale e politica del Portogallo è poi assenta da recenti romanzi di spionaggio e mi è piaciuto contaminarla con altre più moderne suggestioni. Conosciamo personaggi che ritroveremo in seguito, un grande cattivo e un amico, donne affascinanti e quell’atmosfera coloniale delle isole capoverdiane. Una curiosità, il titolo l’avevo in testa da vent’anni, da quando scrivevo a mano avventure mai pubblicate un po’ ispirate a SAS. Il titolo è un omaggio a quel genere di storie. La vicenda invece si divide in due parti, una dedicata allo spionaggio con intrighi urbani nella cornice del Portogallo che è favolosa per queste storie e l’altra più combat, nella foresta, in un panorama unico e ancora non sfruttato nelle avventure del Prof. Buona lettura e buon divertimento.

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9 Responses to IL PROFESSIONISTA STORY08:LA GRANDE AVVENTURA

  1. Actioncas says:

    Bene, un grande classico che ho amato molto, assieme ad un’avventura a Capo Verde, luogo ben conosciuto

  2. Sergio says:

    Deve essere assai stimolante l’inedito di questa nuova uscita, lo è già nel titolo, ma ancora di più dagli accenni che ne fai della trama. Leggo con piacere, caro Stefano, che anche tu, come me, condividi il piacere per il western, che io soprattutto leggo, dato che di film per me interessanti e piacevoli da vedere ce ne sono pochi, a meno di non rivedere quelli ormai un po’ vecchiotti ed escludendo gli spaghetti-western che, non so se per esterofilia, non trovo granché stimolanti. Chissà, se un giorno ti venisse voglia di cimentarti, dopo il giallo, anche col genere western, difficile tu possa eguagliare i vari L’Amour, Shirreffs o Patten, ma io ti leggerei volentieri.

    • ilprofessionista says:

      ciao Sergio, sì Guerriglia a Capo Verde (che poi segna l’ingresso di un nuovo nemico , e qui non spoilero)è una soria che ho scritto con particolare piacere, ritmata e veloce come impone la formula degli inediti di queste raccolte che non devono superare un certo numero di pagine ma che consentono di tenere un ritmo…diciamo che sono dei…telefilm del Prof.
      sul western ,credo che, come tutti quelli che sono stati bambini e ragazzi a cavallo tra gli anni 70 e 60 sia stato il primo amore, al cinema, in tv, nei fumetti e certamente anche nei libri. gli autori che citi,Shirreffs in particolare è uno dei miei preferiti.
      e diverse volte ho cominciato a scrivere racconti western. purtroppo l’editoria è al momento chiusa a questo genere di proposte anche se ho visto piccole ase editrici riproporre alcuni classici e tradurre dei nuovi romanzi ma temo che il pubblico non risponda. ma era la stessa cosa che dicevano a Sergio leone, per cui… non si sa mai. ciao

  3. andrea-tortellino says:

    Ripercorrere la strada con il Professionista è sempre un piacere, e Auguste Volponi è uno di quei personaggi che si fa ‘amare’. Sono poi curioso di andare a ‘visitare’ Capo Verde, sono sicuro che non rimarrò deluso. Stefano è sempre una garanzia.

    • ilprofessionista says:

      grazie Andrea, tra l’altro come dicevo sul blog di Segretissimo qualche idea per ripescare il Marsigliese mi frulla intesta… vedremo

  4. CREPASCOLO says:

    Celebre l’intervista ad un cittadino USA nei fifties che diceva ” Io sono americano, amo il cinema e guardo i western ” . La trama base di tante pellicole di John Wayne catturava il desiderio del pubblico di vivere l’illusione di una situazione in cui il singolo, il buono, aveva ragione dei cattivi, magari tanti, senza sovrastrutture, senza complessità. Il westerm revisionista , dalla parte dei nativi vittime di genocidio, ha azzerato la potenza mitica del prototipo. Si è deciso di stampare ( o almeno tentare ) la verità e non la leggenda. Tanti chiodini nella bara del Grinta inferti da piccoli grandi uomini che magari ballano con i lupi. Ecco perchè era necessario partorire cacciatori di androidi, ex pulotti matti a spasso x l’outback post atomico o Bisce dalla banda nera a caccia di presidenti perduti: la leggenda è ripartita altrove, nel futuro dove era ancora possibile raccontarsi storie che non avevano + senso in terre in cui i bimbi pellirossa dormivano sotto coperte pulullanti di germi.

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