DI COSA PARLA DAVVERO IL PROFESSIONISTA?

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È una domanda che, di tanto in tanto mi pongo anche io, qualche volta sollecitato dai lettori, quelli più recenti almeno, che si accorgono che Il Professionista non è un serial costruito esattamente secondo le regole. O, almeno, le regole di una volta che imponeva nei romanzi economici quanto in Tv la ripetizione come ricetta fondamentale per la fidelizzazione e il successo prolungato nel tempo. Concetti questi giustissimi ma che, forse, sono superati dai tempi o, magari, richiedono qualche revisione . fermo restando che le storie devono rimanere avvincenti e ben scritte, che il protagonista con il suo carattere e la sua ‘leggenda’(ossia quell’insieme di elementi che ritornano ma anche l’atmosfera generale) devono essere sempre presenti, oggi una ripetizione troppo meccanica degli schemi narrativi, la presenza continua di comprimari e avversari(anche molto amati dal pubblico) rischiano a lungo andare di diventare un elemento di debolezza invece che di forza. Il famoso detto secondo il quale leggendo8o guardando ) un serial il lettore deve indossare una scarpa comica trovare elementi a lui noti che in qualche modo lo guidino, resta valido ma solo in parte. Con la varietà e l’originalità dei serial presenti sul mercato (sto pensando un po’ alla tv ma questa si riflette sicuramente sul prodotto cartaceo) è necessario trovare qualcosa che stupisca il lettore ogni volta. Che lo faccia pensare, che lo abitui alla sorpresa. Come diceva Johnnie To… expect the unespceted. Io credo che il segreto sia proprio quello di non lasciare mai adagiare l’aspettativa del pubblico, dargli sempre quel piccolo fremito che lo costringa a domandarsi se quel personaggio o quell’altro arriveranno al termine della vicenda. Se la sopravvivenza del protagonista fa parte di un patto implicito tra autore e lettore, tutto il resto è valido. Come diceva un vecchio slogan della collana. Una sola regola, nessuna regola. In questo senso il Professionista è sempre stato così dal principio. Io stesso amavo e ancora coltivo un gran numero di generi avventurosi che mi piacciono, mi appassionano, mi spingerebbero a scrivere una storia per ognuno. Posso, senza false modestie , affermare che in tanti anni di carriera ho approfondito le meccaniche di moltissimi generi e da questi elementi di base mi è facile cucinare piatti che amalgamino un po’ dell’uno ,un po’ dell’altro. Arriviamo a parlare della commistione dei generiche è un argomento detestato o osannato da lettori e critici a seconda del grado di conservatorismo della propria visione. Ovviamente il Professionista è un serial moderno, basato sull’azione e sul ritmo e su questo non ci piove, come resta intoccabile la fisicità, la realtà del nostro mondo. Se anche potrebbe essere divertente leggere un racconto del professionista contro Dracula, credo che peri lettori abituali della collana sarebbe davvero troppo. Meglio forse cercare trasversalmente qualche alternativa all’abituale schema della ‘missione impossibile’ dello spionaggio avventuroso. Fa la sua comparsa allora l’hard-boiled, la storia di malavita, la ricerca di un tesoro, una vendetta. Così come, saltuariamente è abbastanza divertente vedere le meccaniche della serie applicate a un’epoca leggermente differente come è capitato con gli episodi delle brigate del Tigre. Ahimè, non è più tempo di western, ma, se ci guardiamo bene, ci sono dei meccanismi narrativi, delle atmosfere e delle ambientazioni che permettono tranquillamente di spostare Chance in uno scenario che ci ricorda qualcos’altro, un universo avventuroso che pure abbiamo amato. Storie di guerra, di avventura, di intrigo che ci sono piaciute e che è possibile inserire nella serie con qualche piccolo accorgimento in modo di coglierne il sapore. E non è neppure neanche detto che il protagonista debba per forza essere sempre in scena. A volta8e qui il lettore più acuto è sfidato a comprenderlo) cambia pelle, anche se rimane lui. Un po’ come accadeva a un altro grande eroe seriale, Arsene Lupin, negli episodi dell’Agenzia Barnett. Alla fine è così difficile pensare che Angelo Castiglione ( protagonista di Lacrime di Drago) sia così differente da Chance. È vero, alcune caratteristiche comportamentali differiscono. Angelo è, in qualche modo , più ‘serio’ del professionista ma, alla resa dei conti, nel momento dell’azione quando delle decisioni importanti i due si ritrovano simili e il lettore coglie quel fil rouge tra le due vicende. Per me è stata una grandissima soddisfazione in primo luogo che La Triade di Shanghai con il suo schema narrativo un po’ differente dal solito abbia incontrato il favore dei lettori, ma che anche Lacrime di Drago si sia rivelata una riproposta vincente in grado di soddisfare la sete di avventure degli abituali fan del Prof. Cosa ci aspetta? Una serie di avventure forse più tradizionali ma ciascuna con particolarità che la rendono unica. Operazione White Tiger, in edicola a marzo, è nuovamente una avventura in prima persona, rapida, piena di avvenimenti visti attraverso gli occhi di Chance, un espediente che mi permette alcune considerazioni più mie. L’accompagnerà invece un racconto in terza persona in cui Chance non c’è fisicamente ma è sempre incombente. Finalmente vedrete la Bimba e Antonia in azione insieme. Un affare di donne, appunto. E poi Colpo su colpo riallaccia fili con la continuity legata al progetto Loki, alla DSE ma è al tempo stesso un caper, una stria di un colpo ingegnoso, ma anche un’inedita rivelazione della partecipazione del prof al conflitto in Iraq e una girandola di avventure da Budapest a belino sino al sultanato di Sabah. Insomma preparatevi a qualche bel giro di giostra con molte sorprese.

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4 Responses to DI COSA PARLA DAVVERO IL PROFESSIONISTA?

  1. action cas says:

    Il Professionista è un punto di riferimento, in senso assoluto, avventure che spaziano per tutti i continenti, toccano più generi, a volte anche nello stesso racconto, con comprimari e antagonisti che meriterebbero avventure a loro dedicate.
    Continua così, sempre lancia in resta Bro!!

  2. AgenteD says:

    Angelo è molto simile a Chance, e direi che si possa prestare a qualche spin-off da Lacrime di Drago, penso alle missioni che ha eseguito quando era killer professionista per conto del padre… Direi che materiale per qualche racconto/romanzo c’è ne sarebbe… 🙂

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