LA TRIADE DI SHANGHAI,E’ IN EDICOLAIL NUOVO PROF

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Sono trascorsi 19 anni da quando in libreria uscì Lacrime di Drago, un lungo romanzo che firmai con il mio nome, pubblicato nella prestigiosa collana Omnibus Mondadori. Ci misi tutto me stesso. Erano tempi in cui ero ancora convinto che per diventare ‘scrittore’ fosse sufficiente raccontare belle storie. Il tempo è passato. LdD compì il suo percorso con lusinghiere recensioni, nessuna promozione in un periodo in cui uscivano due best seller che avrebbero seppellito chiunque. Di fatto però quella storia lì, tra corsi, traffici della CIA in Europa e Vietnam, Parigi, la Thaiboxing e tante, tantissime altre cose, mi era rimasta dentro. Non avevo ancora cominciato a scrivere il Professionista e, diciamocelo, non immaginavo che la serie avrebbe avuto un tale riscontro da durare tanti anni. Una piccola rivincita per chi, come me, ha rinunciato a essere ‘scrittore’ perché si è solo narratori oppure non lo si è e basta. Il resto non conta. Siamo ancora qui, a inventare storie a confonderle con il vissuto e per dar loro vita in una forma che piaccia a tutti. È un’epoca questa in cui si può dialogare con i lettori. Non crediate, ma è importante. Una volta uno se ne stava lì, nella sua stanzetta ad aspettare le laconiche dichiarazioni dell’editore che arrivavano un po’ come il bollettino di un’armata in rotta, quasi a piangere miseria, a ripeterti che ‘no, se non fai parte del giro è meglio che smetti’. Invece adesso ci sono i lettori che a volte con molto entusiasmo (forse più realisti del re) ti scrivono e t’incoraggiano. Meglio adesso. E così, un paio d’anni fa, mi viene st’idea di unire Lacrime di Drago alla saga del Professionista. Perché no? Gli elementi narrativi, il ritmo, il modo stesso di raccontare si sono affinati, ma restano gli stessi. Il mondo del mio immaginario si è ampliato ma ha conservato la sua radice. Ma… sono passati vent’anni che, nella ‘realtà non realtà’ dei romanzi è un’epoca ideale, non vera. Vent’anni sono una generazione. Possono essere anche 25…chi lo calcola più? Così il Professionista che ha passato la cinquantina ma resta un guerriero e vuole continuare a esserci, a vivere quella vita randagia e anarchica che ha sempre vissuto, si ritrova in fuga. Inseguito nientemeno che dall’Inglese che poi è la personificazione del suo modello, un agente segreto per eccellenza senza il quale non ci potrebbe essere né Segretissimo né il Prof, per quanto se ne discosti. E così deve diventare un assassino, entrare nella pelle di un altro che invece è l’archetipo del braqueur della mia fantasia del noir francese, alla Marchal. Momon Vidal, omonimo del celebre capo dei Lionesi, inseguito nientemeno da uno che sembra il fratello gemello di Lino Ventura. E così si fugge, si spara, ci si dispera tra Ciudad Juarez e la banlieue di Parigi sino ad arrivare alla mia città Gangland. Ma vi pare che scriverei un libro che si chiama La triade di Shanghai se fosse tutto lì? E infatti Chance incontra una ragazza…una ragazzina per la verità che ha quasi la metà dei suoi anni. Che però si ritrova a essere a capo della più temuta e potente gang dell’Unione Corsa. Sandra Castiglione. Chi è? La figlia di Angelo e Katia che di LdD furono protagonisti e, soprattutto la nipote di Lisa Kim che di quel romanzo rappresenta una delle figure più tragiche. Passano gli anni, il Triangolo d’Oro non risuona più delle eco del Vietnam, dal 1996 non è più il regno di Khun Sa, non detiene più il primato della produzione di eroina numero 4, le lacrime di Drago appunto. Oggi la mala vita orientale febbrica metanfetamina, la ya-baa e lo fa nelle sperdute desolazioni del deserto del Taklimakan. Ma la droga resta sempre merce di scambio, moneta con cui finanziare guerre segrete. E non conta se URSS e USA non fanno più la guerra dei blocchi. C’è una nuova Guerra fredda con nuovi giocatori ma vecchie, feroci strategie. E così, in tutti i luoghi dell’universo immaginario del Professionista, si dipana un’avventura complessa, per me affascinante perché ripercorre e rilegge tutte le basi della serie. Si arriva a Shanghai che è città moderna e già lo era quando la vidi nel 2005, figuriamoci adesso. Però vive di vecchie leggende, della Banda Verde, del Kuomintang, del partito comunista, delle triadi del mercato della frutta. E come un fiume tropicale tutto s’interseca, tutto si unisce. Le vicende personali e la grande cospirazione spionistica. Una storia che ho impiegato due anni a scrivere che spero appassionerà voi quanto ha preso me. Un po’ più delle altre perché, mescolando strade vecchie e strade nuove della nostra vicenda personale e narrativa, ci si sente un groppo alla gola.

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14 Responses to LA TRIADE DI SHANGHAI,E’ IN EDICOLAIL NUOVO PROF

  1. Sergio says:

    Caro Stefano, anche a me piace questa possibilità di “dialogare” con chi scrive (non solo narra) libri dei quali attendo la pubblicazione e che poi leggo sempre con grande piacere. Aggiungo che, avendo assai pochi scrittori italiani, fra quelli dei quali leggo, quei pochi li ritengo speciali, perché per me lo scrittore non è uno che sa costruire frasi da Accademia della Crusca (magari filosofeggiando al riguardo del suo ombelico), ma riesce a mettere in moto la fantasia del lettore, così da farlo immergere in altri mondo, magari anche altre epoche, così da vivere vicende emozionanti, immedesimandosi nei protagonisti, le loro ansie, speranze, paure e gioie. Tu questo lo sai fare, per me anche molto bene e quindi ti ritengo uno scrittore con la esse maiuscola, a prescindere da dove reperisco ciò che scrivi, se in libreria o edicola.
    Ciò premesso, mi pare che l’albo appena uscito, che prenderò come sempre, rimetta in gioco letture da rivedere, per comprendere le connessioni fra i vari personaggi, nell’intreccio che sai sempre magistralmente costruire, anche se qualche volta risulta impegnativo riallacciare i vari fili delle trame rimaste aperte a successive riprese.
    Grazie, complimenti e continua così!

    • ilprofessionista says:

      ciao Sergio, prima di tutto grazie come al solito per il sostegno.
      due cose per te come per tutti.
      Questa storia nasce due anni fa, prima di MIssione Suicida che poi ho ricucito, in un momento in cui avevo proprio voglia di dare un seguito a Lacrime di Drago. detto questo essendo trascorsi vent’anni era impossibile fare un seguito diretto. Chance e Sandra(che poi è la protagonista) non c’erano nel romanzo originale, la storia dei castiglione e del traffico di eroina resta sullo sfondo, è riassunta sottoforma di informazioni passate al prof come breifing di missione quindi potrete leggerlo con la massima tranquillità. la storia in effetti comincia con il prof in fuga dopo quello che era successo in Indukush e con l’Inglese che, mai domo, gli dà la caccia. nel frattempo a Parigi conosciamo una suqdra di personaggi nuovi che spero visarà gradita che si intrecceranno con il prof e la sua banda. storia complessa quindi ma perfettamente leggibile a se stante. il progetto è quello di pubblicare conun racconto di raccordo LACRIME DI DRAGO nel prof story di gennaio. il testo era stato acquisito da Mondadori già diversi anni fa quindi viene un volume sinceramente molto conveniente per l’editore. l’unica mia preocucpazione era la lunghezza. come sai, e qui nonè colpa di nessun osenon della crisi economica, dobbiam osempre stare entro certi limiti di paginazione. ma, a questo punto della lavorazione nessuno è venuto anchra a chiedermi tagli o altre spiacevolezze per cui ho ottime speranzedi poter rivedere pubblciato quel libro che per me ha significato molto. peril momento buona lettura con la Triade che di botti e spari e crudeltà(come dice Altieri) ne riserva parecchi.

  2. michele says:

    Ciao Stefano, è bello che uno scrittore abbia un rapporto diretto con i lettori come fai tu. Una particolarità del Prof è che invecchia in tempo reale , cosa molto rara (ad es. nei fumetti anche Valentina di Crepax invecchiava progressivamente dai primi episodi agli ultimi) ed interessante perché si vede come evolve il personaggio con gli anni, ed in effetti si vedono le differenze rispetto ai primi romanzi. Il Prof negli ultimi anni è cambiato, è diventato più cinico, più “cattivo” e più disilluso, ho notato questi mutamenti perché lo seguo da sempre.

    • ilprofessionista says:

      a volte è così anche per il suo autore…in ogni caso per evitare delle geremiadi che poi sarebbero patetiche il prof si ferma(beato lui a 50 anni)
      ciao s

  3. Action Cas says:

    Una grande avventura, quella dell’epoca di Lacrime di Drago, che si ricongiunge con la grande avventura del Professionista, ma anche di Ora Zero e del Corvo, tutto questo è Stefano Di Marino, un grande Scrittore, un avventuriero nel vero senso della parola, un brutto ceffo che è sempre pronto a darti la mano, a offrirti un sigaraccio, con cui è sempre bello passare una serata a parlare di donnacce e vecchie storie di confine.

    • ilprofessionista says:

      e cosa sarebbe la vita, caro Cas, senza la possibilità di condividere con gli amici qualche storiaccia…? intanto sempre incorciando le dita ricevo segnali pisitivi dalla redazione per la ristampa di LACRIME DI DRAGO….

  4. Mirko says:

    Sarebbe bello se il Prof Story diventasse una specie di Stefano Di Marino presenta… anche perché più leggo le tue storie e più mi rendo conto che quasi tutte sono tutte legate sottilmente e coesistono in un Prof World tutto loro, pure Montecristo ha avuto ripercussioni sulle avventure di Chance Renard… quindi tu pubblica tutto quello che ti fan pubblicare, che noi compriamo! E grazie sempre, sempre, sempre per le belle storie, fonte di divertimento e ispirazione!

    • ilprofessionista says:

      è la cosa migliore che potrei sentirmi dire,Mirko. Mi piacerebbe se una cosa del genere la scrivessi sul blog di Segretissimo o in Redazione, perchè è in effetti una delle cose per cui mi batto da tempo. salvo che per alcune incursioni in generi specifici tutte le mie cose hard boiled-avventura-noir spy story sono collegate. intanto se riesco a portare a terminel’operazione di Lacrime di drago vediamo come va. questo detto senza polemica per quei lettori che si erano lamentati degli episodi delle brigate. in verità il Professionista story è una revisione dell’intera saga quindi avrebbe posto per altre avventure che vi sono collegate, sto pensando in particolare a PISTA CIECA e a L’OMBRA DEL CORVO

  5. James says:

    Caro Stefano, bisogna dirlo, tu sei un genio!
    In edicola, come in libreria, mi cade sempre l’occhio sull’incipit di un libro (non credo l’attacco sia, come spesso si dice, segnaletico in assoluto del valore del libro, ma dal momento che tutti lo credono, è forse davvero il caso, per lo scrittore, di renderlo al meglio e io, da lettore, sono curioso della… resa). Be’, quando ho letto del Prof che si aggira per la Stazione Centrale di Milano, non ho potuto fare a meno, con un sorriso di compiacimento, di pensarlo, che sei un genio. Ma ve lo immaginate Chance che sbarca sotto le mitiche arcate tra la folla di viaggiatori; la voce che annuncia arrivi e partenze, e ritardi; gente che corre; bagagli; ecc. ecc.? Un punto di contatto tra finzione e realtà così suggestivo, così potente che senza alcuno sforzo mi scorrono in mente i fotogrammi! Semplice… ma geniale!

    • ilprofessionista says:

      ciao James, in effetti l’attacco in una ripresa di boxe, in un assalto o semplicemente in un libro8anche con le donne va…) è sempre fondamentale. nel caso specifico ho voluto cominciare da gangland perchè ormai il Professionista si qualifica come ‘eroe'(davvero?) italiano anche se poi arriviamo a Shanghai attraverso il taklimakan, parigi e altre tappe non meno importanti. grazie e buon divertimento 🙂

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