E’ TORNATA LA GUERRA FREDDA?

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La spy story è un modo per raccontare il nostro tempo dietro le quinte. Concetto valido, con qualche licenza, anche per lo spionaggio avventuroso e più adrenalinico. Data più volte per spacciata la spy story sopravvive, cambia pelle come un camaleonte ma i meccanismi narrativi dell’intrigo, del doppio gioco, dell’ambiguità che sono validissimi si adattano alle circostanze. A mio avviso più che la musica e i suonatori è cambiato il modo di esecuzione della sinfonia, se mi passate il paragone. Due sono gli elementi che hanno condotto a un cambio di tattica sia nella realtà che nella fiction. Il primo è la caduta delle ideologie. La fine della guerra fredda intesa come contrapposizione dei blocchi ha segnato una data epocale ma non nel senso che le si attribuisce abitualmente. È pur vero che per circa un decennio non si potevano più pubblicare libri con la classica rivalità USA-URSS e anche oggi sono considerati come ‘storici’ proprio come quelli dello spionaggio della seconda guerra mondiale. Il fenomeno più importante è la scomparsa del comunismo come ideologia direttamente opposta al capitalismo. Oggi restano contrapposizioni storicamente molto più antiche. L’Occidente contro la Russia, la Cina. Ma si tratta di guerra tra capitalismi. ‘Arricchitevi’ invitava il presidente cinese Ho Jun Tao non molto tempo fa. In realtà la contrapposizione che spesso si concreta in azioni spionistiche vere o immaginate tra l’occidente e i paesi dell’ex blocco comunista è una lotta tra sistemi di capitalismo differente. La Russia è tornata a un regime totalitario non differente da quello degli zar che nell’800 diedero innizo al Grande Gioco, la questione d’oriente, la guerra di Crimea. La Russia di oggi ha mantenuto le sue strutture repressive cambiando loro il nome come già aveva fatto più volte nei settanta anni del comunismo. Non cerca più di esportare l’Internazionale. Cerca il monopolio sulle esportazioni di gas, di petrolio, di diamanti. Ricchezza economica. La Cina Popolare è ancora fortemente sotto la dittatura del partito, schiaccia il Tibet ma alla fine è stata conquistata dalla tecnologia e dall’economia occidentale. Hong Kong si è mangiata la Madrepatria e non il contrario. Resta forse, tra gli ‘ismi’ solo l’islamismo che un tempo era una forza al servizio di una parte o dell’altra della guerra fredda e oggi ripropone uno scontro che ha poco a che fare con l’ideologia e forse anche con la religione. Il mondo islamista è una concezione arcaica del mondo, seppur sostenuta da ricchezze. Si scontra sia con l’occidente che con la Russia e la Cina perché difende un modo di vivere che vorrebbe restare scolpito nella pietra. Alla fine non sa decidersi verso quale strada dirigersi. La primavera islamica, la Siria, persino l’Iran sono avviluppati in questo problema che è fonte di intrighi spionistici nei quali il fanatismo è solo una verniciatura, forse buona solo per imbottire i poveracci che si vestono di Semtex. Il secondo tassello fondamentale è la tecnologia. Vi rendete conto che un tempo 007 aveva una macchina fotografica miniaturizzata nell’orologio, la trasmittente nella scarpa e il pugnale nella valigia? Oggi si fa tutto con il cellulare. Ed è una tecnologia a portata di tutti. Apparentemente è possibile lanciare bombe con aerei senza pilota, trovare tutti attraverso il GPS del telefonino, sorvegliare tutto attraverso le CCVT. Eppure il fattore umano conta ancora. Si uccide con il veleno, si sfugge alla video sorveglianza, la seduzione e il tradimento sono ancora armi fondamentali. E chi scrive di queste cose deve tener conto del procedere della tecnologia e saperla coniugare a un racconto avvincente dove non sia possibile(come in effetti non è) risolvere tutto da una stanza dei bottoni. Perciò cambiano anche alcune regole della narrazione. La spy story non è più solo la lotta tra servizi segreti. Grandi istituti finanziari, contractor, entità criminali hanno avuto accesso al Grande Gioco e sarebbe anacronistico contenere le storie a una lotta tra agenti di vari governi. Così come sarebbe stupido escludere l’Italia dai set, semplicemente perché siamo stati abituati a considerarci un’ambientazione da commedia. Le grandi organizzazioni criminali, i traffici di soldi, di rifiuti tossici, gli affari che contano passano per l’Italia che, a buon diritto ,è crocevia e punto d’inizio(a volte anche di arrivo) della spy story moderna. Tutto questo porta a un rinnovamento del genere che non può prescindere dalle regole base del gioco che si basano sul ritmo, sull’ambiguità, sul gioco delle parti come ogni buon romanzo, ma che negli anni si sono allargate grazie a mille differenti possibilità. Non rifiutiamole a priori perché sono nuove. Se non lo faremo, noi autori e voi lettori, rischiamo di cristallizzarci e finire nel cimitero dei dinosauri.

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2 Responses to E’ TORNATA LA GUERRA FREDDA?

  1. Danilo says:

    Pezzo interessante, come al solito, ma la mia domanda è questa : la guerra fredda è davvero mai finita ? O più semplicemente è cambiato il modo di combatterla ?

    • ilprofessionista says:

      a mio avviso siamo in una fase di rigurgito di guerra fredda, senza più ideologie se non la ricerca del potere dei singoli stati. il modo di combatterla secondo me, fatte le debite riserve sulla tecnologia, è rimasto lo stesso. si combatte per ‘ interposto conflitto’, si cercano di rivoltare fonti e agenti facendo leva su sesso e soldi…al di là di questo direi che si stanno profilando spaccature anche nel mondo occidentale tra USA e Ue, insomma cambiano gli strumenti, forse qualche suonatore ma la musica è la stessa…

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