PACIFIC RIM LA RECENSIONE


Due sono i segreti di Pacific Rim. Il ritmo e la mitologia. Sul primo niente da dire al di là dell’ovvio. Il film, benché lungo, scorre via incalzante, comincia subito con il minor numero di spiegazioni possibili. Ti butta nel centro dell’azione con i suoi personaggi. Più difficile era la gestione del secondo elemento e Del Toro ci riesce perfettamente. Perché non c’era da recuperare solo il mito delle grandi bestie(i Kaiju appunto) e dei robottoni già amatissimi dalle generazioni più giovani. Il problema era creare uno spettacolo emozionante per tutte le platee, giovani e meno giovani, orientali e occidentali, edotti in questo filone oppure completamente estranei(è mai possibile’). Mettere insieme tecnologia ed esotismo, eroi, smargiassi, vecchi soldati e scienziati, buffi o meno. E poi arti marziali, furfanti, cose mai viste e altre del tutto nuove, far capire tutto e subito senza cadere nel cliché. Smuovere le emozioni. Persino la giapponese con i capelli viola e quel vecchio furfante di Ron Perlman. Senza dimenticare l’estetica della distruzione. E in questo Del Toro supera magistralmente l’esame. Ma è ancora la mitologia che è alla base di ogni storia d’avventura in qualunque filone che gli consente di cucinare tutto, di prenderti per la gola, di scordarti del mondo esterno eppure trovare continui agganci con il tuo io di spettatore che cerca emozione e commozione. La mitologia dell’avventura è quella del riscatto, dei sentimenti ritrovati, del sacrificio, della capacità di fronteggiare un nemico che sentiamo cento volte superiore e vincere pur perdendo qualcosa. Questa è la carta vincente , senza la quale tutto sarebbe inutile, un effetto speciale senz’anima. Perché alla fine conta il sentimento, la voglia di farcela, la fiducia in se stessi persa e ricostruita. non è questo che vogliamo nella vita di tutti i giorni?

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5 Responses to PACIFIC RIM LA RECENSIONE

  1. ACTIONCAS says:

    Appena è disponibile in dvd me lo guarderò 😉

  2. ilprofessionista says:

    meriterebbe in effetti una visione al cinema..io l’ho visto in2d perchè non sopporto il3d..comunque grande spettacolo

  3. CREPASCOLO says:

    Secondo me, opinione personale e sindacabilissima claro que si, un primo segno di cedimento strutturale, la prima avvisaglia che si è imboccato il miglio verde che ci porterà inevitabilmente ad un mondo fatto di loop di ricordi e di brodini è la incapacità di stupirsi , senza se e senza ma, di fronte allo spettacolo puro di un robottone che ” si fa le vasche ” tra due teorie di grattacieli, trascinando siccome clava il rottame di un transatlantico. Io ho 45 anni e ho visto questa scena nel trailer, molto oltre l’ora del crepuscolo, dal mio pc, dopo ore ed ore passate lavorando ed il mio primo pensiero è stato che, al posto del Toro, avrei fatto comparire il comandante Schettino da dietro il timone che diceva che quella volta non era colpa sua . Cinico come un contractor segnato dai chilometri e dalla abitudine a respirare polvere da sparo ed afrore di bordelli cubani. Da qualche parte ho smarrito il Crepascolo bambino che ha chiesto a Babbo Natale la Lotus DB 5 di Bond e si è visto consegnare la Aston Martin, con tantodi lettera di scuse della BBurago ( quante volte ho eiettato il cattivone seduto di fianco a 007 nel caffelatte di mio fratello ! ) , che restava a bocca aperta quando Chris Reeve salvava Margot Kidder da un elicottero impazzito e che credeva nella Forza ( oggi mi pare che Leia abbia incollato due Girelle sopra le orecchie…). Il Toro lo sa. Lo sanno tutti gli altri, Nolan e Raimi in testa. Continuano ad alzare la asticella per cercare di recuperare la mia sospensione della incredulità. So che uno di loro sta progettando la storia di un esercito di meduse mutanti senzienti che partono da un pianeta Terra post armageddon per fronteggiare le armate di troll cyborg uscite da una fessura interdimensionale provocata da un meme scaturito dall’ incubo di una divinità lovecraftiana morente ai bordi del big bang. In 3D, of course. Tutto per me. Sono commosso. Sperem…

    • ilprofessionista says:

      ognuno, ovviamente ,ha diritto alal sua opinione e volentieri accolgo la tua pur non essendo d’accordo. a me il film è piaciuto anche e forse proprio perchè non sono un fan di questo genere. tutto troppo semplice’ ma è un film di mostri e robottoni, perdio! e ancora mi diverto a vedere film che mi facciano tornare bambino. e lo spiritaccio di Del Toro è sempre grande

  4. CREPASCOLO says:

    Il problema non è Del Toro: sono io ! E’ una deriva inarrestabile, temo. Non sono i capelli brizzolati o le rughe + feroci sugli zigomi, come cantavano in team up Morandi e Dalla, ma il neurone che si brucciacchia e sghignazza come una vecchia navajo in un film con Franco Nero girato in Spagna nei seventies. Diceva Pablo Picasso che ci aveva messo tutta una vita x diventare giovane, ma era un genio ed io stamattina ci ho messo dieci minuti a capire che nella lettera della Toyota mi si diceva che la centralina del finestrino elettrico forse è soggetta ad anomalìa ! mala tempora currunt. Pe me. So long.

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