MA L’AVVENTURA E’ DAVVERO SOLO …ROBA DA MASCHI’?


Scrivere d’Avventura credo sia stato il mio primo impulso. Da ragazzino leggevo moltissimo fumetti, romanzi non necessariamente ‘ per ragazzi’ ma comunque orientati verso un pubblico giovane. Lo stesso valeva per i film. Il mio immaginario si è formato ugualmente su Salgari che sui grandi western cinematografici ma anche su Segretissimo e i film di James Bond e quelli di Kung fu. Se a questo aggiungiamo il fatto che i miei hanno considerato sempre una parte importante della mia educazione incoraggiarmi a viaggiare e provare sport ‘avventurosi’ è abbastanza chiaro qual è il mio meccanismo creativo. Inseguito ho approfondito anche il lato più noir della narrativa thriller. Quando scrissi Pista cieca avevo in effetti l’idea di scrivere una storia d’avventura nera, in cui si abbinassero gli elementi esotici che sino ad allora avevano costituito la mia produzione(anche quella non pubblicata che comunque è stata una scuola utilissima per più di dieci anni) alle atmosfere che avevo approfondito dalla pubblicazione di Per il sangue versato. Così ne è uscito un mix che mi piace pensare originale. Un piatto cucinato a volte con elementi più speziati ed esotici altre con condimenti nostrani, al nero di seppia. Però che i miei protagonisti siano spie o avventurieri, comandanti o spadaccini, pugili o cavalleggeri, vivono sempre un’avventura. A volte spettacolare, internazionale, altre più italiana. C’è sempre una vendetta da compiere, un tesoro da recuperare, un amico da salvare, una donna da conquistare. Perché l’avventura è questo. Il contesto poi può variare ma non posso barare tingendo di avventura elementi che sarebbero del romance solo per compiacere l’editor che suppone che alle donne piaccia leggere solo di intrighi di cuore e che l’elemento fisco, della battaglia dell’ardimento sia qualcosa di estraneo o noioso. La più grande avventura è quella del Tesoro della Sierra madre, del carico di nitroglicerina di Vite vendute. Sono sì storie di uomini ma che potrebbero veder inserite figure femminili senza che queste vengano mortificate. La donna ,quella avventurosa, decisa, sicura di sé, indipendente, è parte dell’avventura. Non è un essere perennemente insoddisfatto, che vive solo per scarpe nuove o per gettarsi in una crociata contro l’odiato maschio, senza ammettere di essere innamorata del padre. Questa è un’immagine della donna stereotipata, offensiva per le donne vere e quelle della fantasia che, avide o innamorate, avventurose o persino perfide vivono come ‘persone’ con obiettivi propri, gusti personali. Donne che, come i miei protagonisti uomini, non amano essere intruppate dietro al bandierone di qualsiasi colore politico sia. Sono come le streghe della notte che segnalavano le incursioni tedesche in Russia durante la guerra patriottica. Donne come Ermelinda Casillas(sempre in Pista cieca) che, violentate da una banda di bulli, hanno reagito da sole e poi hanno tirato avanti. Senza pretendere altro che quello che sono riuscite a conquistarsi. Come persone. Alcuni dei miei personaggi più riusciti, da Katalè a Ermelinda, sono donne. Ma si muovono in un universo realmente avventuroso, non in una mondo alla Sex and the city tinto con un minimo d’azione ma lontano dalle tematiche della vera avventura che è pericolo, ricerca di obiettivi lontani e sì anche di battaglie, sesso. Invece vedo strombazzati autori che cercano, patetici, di interpretare desideri femminili che, molto probabilmente non corrispondono al vero. O magari tentano anche di gabbare quel pubblico femminile interessato ad altre storie(e che ha diritto di trovare, ci mancherebbe altro). Ma non fatemi passare per thriller o avventura una cosa che non lo è, o di cercare di bollare come maschilista un prodotto solo perché non vi pare ‘politicamente corretto’. Siete fuori strada. Purtroppo, e mi spiace dirlo di proposte di questo genere ne vedo sin troppe, è una miscela che non ha nulla a che fare né con l’avventura, né con il thriller. È solo un modo per cercare di accalappiare con l’inganno un pubblico che cerca un’altra cosa. Perciò cari amici e amiche che volete leggere romanzi emozionanti e magari anche scriverli, non scendete a patti. Scrivete storie appassionanti. Di uomini e donne, ma ricordate che l’avventura ha le sue regole. Ed è spietata con chi bara.

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6 Responses to MA L’AVVENTURA E’ DAVVERO SOLO …ROBA DA MASCHI’?

  1. L’avventura è Avventura, non ha sesso, anche se poi qualcuno gliene da uno, ma ricordo parecchi romanzi dove la figura principale è una donna, e non solo nei tuoi romanzi, e la storia è interessante.

  2. CREPASCOLO says:

    The Times They Are a-Changin’ direbbe il vecchio Dylan ( Bob ) all’uscita dell’ultimo 007 in cui Dame Dench è + dura e ruba la scena al vecchio Bond. Sarà un caso, ma Moneypenny a momenti stecchisce nel prologo l’agente segreto con licenza di agitare i Martini. Io so che mio suocero è stato gdf e Crepascola dice di non amare le armi da quella volta al poligono, ma io mi ricordo di quel personaggio di JD Carr che sembrava provare un terrore fobico x le pistole…fino a quando il lettore non scopre che era naufragato su di un isola con la sola ricchezza di una montagna di polvere da sparo e un paio di fucili ad avancarica trasformandosi, per forza, in una combo di Green Arrow e Punisher e ” so ” che se qualcuno ti dice che non sa nemmeno prendere la mira è il caso di cominciare a correre. Dico solo che non discuto mai quando mi si chiede di andare all’Ikea.
    Ricordo un romanzo della Christie in cui si chiede a Miss Marple perchè le donne cerchino l’avventura nell’amore e la ineffabile vecchina risponde, più o meno, che è l’unico campo in cui a loro è permesso, ma erano altri tempi e le signore che diventavano famose come tycoons, aviatrici, rackeeters o scienziati erano poche.
    Oggi per ogni Bourne abbiamo una Nikita, per ogni Indy Jones una Lara Croft e per ogni Letterman una Oprah Winfrey.
    Butto lì una provocazione ( ma neanche tanto ) : entro dieci anni saranno le donne lo zoccolo duro della action pura ( no, ragazzi /e, Lansdale non conta perchè la vera forza del pulp writer sono i dialoghi per esempio tra Hap e Leonard come quelli tra Willer e Carson in Tex ) ed i lettori con il cromosoma ipsilon ( Crepascola dice sia una ics senza una gambetta ) leggeranno storie di internauti drogati di wetware che cercano di verificare la teoria dimensionale delle stringhe senza lasciare la loro camerette, sempre connessi. Peggio di Matrix. Oltre The Surrogates. Il passo oltre Homer Simpson che tenta il telelavoro e quasi provoca una catastrofe nucleare. Brr. Solo 50 anni dopo il viaggio in treno di Connery e Daniela Bianchi.
    The Times They Are a-Changin’ …

    • ilprofessionista says:

      Molto bello e divertente il tuo intervento. i tempi cambiano davvero..l’avventura resta , però, unica..chiunque la viva… 🙂

  3. antonio locatelli says:

    Stefano va conosciuto, così come vanno letti e studiati i suoi romanzi, ricolmi come sono di spunti idee immaginazione atmosfere personaggi indimenticabili…. Oltre tutto, ho un ricordo personale di Stefano. Lo contattai in un periodo della mia vita in cui ero solo e lui si dimostrò disponibile, carico di un’umanità e una conoscenza dei vari rami dell’avventura da far spavento….Dimenticai la mia solitudine nel corso di quelle telefonate! Lunga vita al Professionista. Ciao, Stefano….

    • ilprofessionista says:

      mi ricordo Antonio, delle nostre telefonate. non te lo dissi perchè non mi parevail caso ma anche per me era un brutto periodo. un gran piacere risentirti, e , umanamente, apprezzo ancor di più le tue parole. ciao s

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