STRIGES.LE FIABE SON TORNATE


STRIGES
Barbarba Baraldi- Mondadori-465pp-17 euro
La fiaba è un genere molto amato e molto praticato della narrativa popolare. Sino a qualche tempo fa pareva relegato a vecchie raccolte di autori classici(Andersen, i fratelli Grimm) e a qualche racconto per bambini. Più di recente ha subito una rinascita nel cinema ma anche nei romanzi che ne hanno a volte colto il senso profondo del meraviglioso(sensoriale e sentimentale) tingendolo di nero. Da Tim Burton aTwilight, da cappuccetto Rosso a Biancaneve e il Cacciatore ma mi piace inserirvi anche la visione cupissima di Golden e Mignola realizzata nella serie Baltimore il vampiro , ispirata al Soldatino di Latta. Di certo la fiaba8che si differenzia dalla favola dove i caratteri sono animali antropomorfi9 ha sempre avuto un suo lato oscuro, affascinante e negli ultimi decenni ha mescolato il classisco sfondo pseudomedioevale con ambientazioni e tematiche più moderne. L’avventura poi ci ha aggiunto qualcosa di dinamico, di vigoroso fondamentalmente a vantaggio delle eroine che, lungi da essere, damigelle in pericolo hanno preso saldamente le redini della situazione. Come tutti gli eroi (maschi e femmine)non sempre partono da situazioni vantaggiose. A volte, e proprio qui sta la novità, è il disagio giovanile di chi si sente stretto tra una famiglia non in grado di comprendere la realtà oltre il visibile e la scuola, l’ambiente sociale e sentimentale in cui di ‘ streghe cattive’ e ‘orchi’ in carne ed ossa ce ne sono sin troppi. L’amore tradito, impossibile si mescolano così alla presa di coscienza di essere donne speciali ma di avere sempre avversari in una realtà che urbana e moderna o medioevale fantastica è sempre fatta di grigi, di zone d’ombra. È il percorso narrativo di Barbara Baraldi, chiaro anche se non ancora così ben delineato, sin dai primi racconti, da quel piccolo capolavoro che vinse il Gran Giallo città di Cattolica e dalle opere che seguirono, i due ‘corti’ Perdisa che compongono il dittico di Amelia, ai Gialli sanguinari e dark con protagonista Eva sino a Lullaby e ai primi due episodi della saga di Scarlett. Sarebbero moltissime le storie scritte da barbara nel corso degli anni, da recuperare per ricostruire il suo mondo fantastico. Mi piace ricordare ‘la casa dagli specchi rotti’ che le chiesi per un’antologia che curai anni fa’il mio vizio è una stanza chiusa’ dedicato al thrilling anni ’70. Un percorso autoriale e di formazione che si è andato a ogni tappa affinando. La narrazione, il linguaggio sono sempre più consapevoli, scorrevoli, quasi un film che barbara vede nella sua testa e proietta attraverso lo sguardo sulla pagina scritta e incanta il lettore. Striges arriva in un momento difficile dell’editoria italiana, un momento in cui l’urban fantasy, la fiaba moderna sono stati massicciamente scoperti e sfruttati, spesso con una produzione narrativa e cinematografica sovrabbondante, ovviamente esterofila. Ma che bisogno abbiamo di cercare autori all’esterno, quando ne abbiamo di così bravi a casa nostra. In un romanzo corposo8che intuiamo è solo una parte di un più ampio disegno narrativo9 Barbara interpreta in maniera originale il mito delle streghe, affondando la lama nella ricerca, nel mito solo per quel che è necessario per stimolare emozioni, astenendosi da didascalismi inutili. Vince il cuore, naturalmente, perché queste sono le regole delle fiabe mail mistero e la sofferenza accompagnano la crescita della sua eroina Zoe per tutto il romanzo. Ed è incredibilmente brava barbara a mescolare la realtà8evidente in certi personaggi come Sam e l’adorabile Clohe) alla fantasia. Il palcoscenico è Milano che rivela angoli nascosti, botteghe di burattinai di Praga, inaspettati consessi di streghe, inquisitori, feste che sembrano uscite da reami fatati e combattimenti sulle guglie del duomo. E come sempre in tutte le cose c’è una natura buona e un’altra feroce che lottano per il predominio. Tra le Streghe quanto tra gli Inquisitori. C’è persino un famiglio mutaforma che appare prima con l’aspetto di un furetto che la protagonista coccola provando poi un certo imbarazzo scoprendolo un bel giovane, un artifizio ben calibrato che sicuramente piacerà al pubblico femminile. Cura nei dettagli, negli abiti e nei profumi, nella musica , nei riferimenti letterari e cinematografic iche spuntano così, magari nel titolo di un capitolo, inaspettati. Una lettura per tutti quindi, una lettura per chi non ha paura di emozionarsi. Un bellissimo film ‘scritto’ del quale aspettiamo nuovi e inediti sviluppi, magari inseriti in panorami extra urbani, bucolici e ricchi di fascino come quelli che Barbara sa raccontare, perché il velo magico del suo racconto si applica perfettamente alla città quanto alla natura.

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11 Responses to STRIGES.LE FIABE SON TORNATE

  1. Glauco says:

    Bella Rece… ottimo libro (che sto leggendo proprio ora). Temevo pure che mi rivelassi cose che ancora non avevo incontrato (be’, in effetti al punto in cui mi trovo non si è ancora rivelato che il furetto è anche un famiglio, ma l’avevo intuito e mi chiedevo quando – nel libro – sarebbe avvenuta la rivelazione).
    Mi piace questa recensione anche perché ripercorre la storia di Barbara come scrittrice. Hai ragione quando affermi che bisognerebbe domandarsi cosa spinge i lettori a cercare libri esteri, quando qui in Italia ci sono scrittrici e scrittori davvero validi.

  2. andrea-tortellino says:

    L’ho letto in pochissimo tempo, un libro molto bello, che ho consigliato caldamente. Ho trovato molte cose che te scrivi, Stefano, direi che per come l’ha scritto Barbara è un libro che tutti possono/devono leggere, non è un libro per ragazzi in senzo ‘stretto’, bensì una prima parte di un lungo racconto scritta con sentimento, con il punto di vista di una ragazza adolescente (17 anni), con la presenza di parecchie figure molto distinte tra loro, per ogni personaggio Barbara è stata molto abile a descrivere la peculiarità, le sfaccettature dei caratteri, le fisicità, i pensieri…
    A me è piaciuto molto, e spero che presto questa bravissima autrice ci possa regalare un secondo capitolo di questa bella storia.

  3. ilprofessionista says:

    Intanto ricordo a tutti che mercoleddì 13 alle 21 presso l’Admiral Hotel (via Domodossola al 16, Milano) riprendono gli incontri di Borderfiction proprio con la presentazione ufficiale a Milano di Striges con barbarba baraldi presentata da Andrea Carlo Cappi e il sottoscritto con uno stuolo di magnifiche lettrici

  4. Marco says:

    Mà… tante storie ma poi si tratta del solito romanzetto paranormal fantasy per ragazzine come ce ne sonto purtroppo a decine di decine ormai.

    • ilprofessionista says:

      come sarebbe ‘tante storie’? in realtà, come forse sai (o forse no) raramente recensisco libri e solo quelli che ritengo validi. Forse il genere fantasy non ti piace e tutti i gusti son gusti . nessuno è obbligato a comprare i libri che non lo ispirano. però giudicare così senza aver letto…. io non direi proprio che sia un romanzo assimilabile a tanti che escono sul mercato. è una storia raccontata da un’autrice professionsita che seguo da anni e che ha avuto un suo percorso stilistico più che interessante nel genere che ho analizzato.

  5. Antonio Lusci says:

    Bellissima recensione, Stefano. Avvincente quanto un racconto. Dove ben illustri la vita letteraria di Barbara e la sua ultima opera Striges, che io sto leggendo in questi giorni. Giusto per rispondere a Marco vorrei precisare che io non amo particolarmente il fantasy eppure sono un avido lettore di Barbara Baraldi, proprio perché è un autrice “vera” nel senso che si muove all’interno di un genere ma ha una marcia in più. E il risultato (almeno secondo me, eh! magari dico castronerie) è un qualcosa che va al di là del genere, e sicuramente i suoi romanzi non sono i soliti romanzetti paranormal fantasy per ragazzine. Ed è la stessa cosa che trovo nei libri di Stefano Di Marino, dove nel genere action, ci ritrovo il cuore pulsante di uno “scrittore”, no di un mestierante. Detto questo, mi auguro che Marco voglia almeno darci un’occhiata, così per curiosità. ormai nelle grosse librerie ci si può anche accomodare in poltrone morbidose e leggere tranquillamente senza acquistare.

    • ilprofessionista says:

      che poi l’editoria abbia realmente dei problemi e proponga libri in maniera uniforme senza saper segnalarei testi lavorati con cura da quelli meramente ‘alimentari’ purtroppo è vero.ma è un altro discorso. io cerco sempre di formare il mio gusto con letture varie e vedere il meglio invece del peggio

  6. Marco says:

    Ragazzi, non ho messo in dubbio la professionalità dell’autrice, ma il genere in sé, il paranormal \urban fantasy o come vogliamo chiamarlo che, secondo me, ha per molti aspetti ucciso il genere horror, quello vero, per adulti. Basta farsi un giro in qualsiasi store per accorgersi che i bancali, una volta dedicati a king, barker, straub ecc. ora sono occupati da vampiretti, angeletti, demonietti e mostriciattoli vari innamorati e altre simili stucchevoli bambinerie, scritte da donne per le donne\ragazzine. Poi, si sa, il mercato è quello, e un’autrice brava o no che sia deve attenersi alle richieste del grande pubblico. Ma questo è un altro discorso, credo.

    • ilprofessionista says:

      Marco, credo che barbara nonvolesse scrivere un horror. che poi l’urban fantasy sia un genere emergente e venga sfruttato a volte esageratamente dalle case editrici che buttano tutto in uno stesso calderone, è un altro discorso. se vogliamo parlare di horror, il parallelo con la fiaba sfuma un po’. io amo il genere e qualche volta ne ho scritto ma è moltissimo tempo che non leggo neanche all’estero niente che mi stimoli. Al cinema ogni tanto ma , anche qui, bisogna fare dei distinguo. negli ultimi anni la moda dei POW e dei film sugli Zombie ha saturato il mercato impedendo l’uscita(non completamente per esempio ti consiglio Traingleinedito in Italia)di film con caratteristiche differenti. anche qui però se la maggior parte dei prodottiè sicuramente di scarsa qualitàci sono delle eccezioni. i primi due REC di Balguerò sono ottimi come il suo ultimo bed Time che è un horror di altro genere. trai POW miè piaciuto un film uscito conil demnte titolo ESP in Italianoche avevai suoi momenti buoni. ma il genere cui appartiene Strigesè appunto quello della fiaba che solo tangenzialmente si avvicina all’hororr. un genere che si potrebbe realizzarein italia senza dover affogareil mercato dititoli simili,questo sì, te lo concedo.

  7. Pingback: Striges: Le fiabe son tornate. La recensione di Stefano di Marino. | Barbara Baraldi

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