IL PROFESSIONISTA STORY03.L’ASSALTO-Truppe speciali


Chi non vorrebbe far parte di un gruppo d’intervento speciale? Negli ultimi decenni film e romanzi basati sulla leggendaria efficienza e capacità operativa delle Special Forces hanno creato nell’ immaginario del pubblico una figura che ha sostituito a volte persino quella dell’agente segreto tradizionale. Nel romanzo inedito inserito nel Professionista story03,l’ASSSALTO, Chance si trova a operare fianco a fianco propriocon il GIGN(il Groupe d’Intervention de la Gendarmerie Nationale) in un caso che, benché parta da una missione immaginaria sempre alla caccia dei Lupi Mannari, s’intreccia con un’operazione realmente avvenuta nel 1996 a Marsiglia. Nella realtà un gruppo di terroristi del GIA algerino cercarono di impadronirsi di un airbus francese inscenando un finto dirottamento volto alla liberazione di un gruppo di compagni d’arme detenuti a Parigi ma in realtà finalizzato a una missione kamikaze. Ben prima dell’attacco alle Twin Towers, questo gruppo di cui ormai si sono praticamente perse le tracce, pianificava di schiantarsi sull’Eliseo. Fu proprio un’insolita richiesta di carburante in eccesso che insospettì le autorità che decisero che quell’aereo bomba non sarebbe mai partito per Parigi. Di qui l’intervento del GIGN che, ancora, non era un reparto realmente collaudato. In realtà l’esercito francese ha sempre avuto truppe speciali, tra le quali la Legione da cui proviene Chance, ma soprattutto i Berretti Verdi e Rossi attivi sin dai tempi dell’Algeria. La liberazione di un aereo con ostaggi però, risulta una delle missioni più difficili, sia per la presenza di civili inermi, sia per le caratteristiche fisiche del velivolo. Come racconta Eric L. Haney (autore di ‘Delta Force in azione’ un volume che scelsi e feci pubblicare da Longanesi quando lavoravo come editor esterno per le collane thriller e avventurose) una delle più snervanti attività di questo settore è la ricognizione. Gli ‘operatori’ (questo è il nome corretto rispetto a ‘operativi’ che si riferisce più agli agenti quali quelli della CIA e dell’FBI) prima di avere il via libera all’intervento devono controllare decine e decine di volte il territorio, gli angoli ciechi, i bersagli. L’azione deve essere immediata e senza errori. Malgrado l’addestramento che a volte assume caratteristiche quasi inumane(vi invito a vedere i documentari del cofanetto Special Forces uscito in Francia in occasione dell’omonimo film e che contiene sei ottimi documentari) è sempre il caso a dire l’ultima. Questa la ragione per cui come anche abbiamo visto nei recenti fatti di cronaca in Mali, un intervento delle truppe speciali si può risolvere in una tragedia anche di fronte ad avversari non particolarmente preparati. C’è comunque una sostanziale differenza tra l’eliminazione del personale di sentinella a una postazione avversaria e la liberazione di un gruppo di ostaggi. Procedere con il semplice abbattimento del nemico può essere complesso ma, quando scatta la luce verde, si procede abbattendo qualsiasi ostacolo. Quando, come nel caso di un dirottamento, i terroristi si fanno scudo dei civili basta veramente uno spostamento di qualche centimetro per trasformare una pallottola da colpo perfetto in pallottola ‘maledetta’. In un film documentario che mi capitò di vedere durante le ricerche per la stesura del romanzo erano ricostruite perfettamente le condizioni operative. Per una serie di ritardi8dovuti come al solito alla burocrazia che ha tempi lunghissimi) l’assalto fu posticipato alle prime luci dell’alba, senza il favore delle tenebre. I commandos francesi furono costretti ad avvicinarsi coperti dalle scaletti di aggancio al velivolo. Non solo, nel momento dell’irruzione uno degli operatori mancò la presa e quasi cadde restando appeso a una maniglia esterna a diversi metri da terra. Malgrado ciò e un certo spargimento di sangue, l’operazione fu conclusa. Si rivelarono fondamentali l’uso delle granate flash-bang che crearono stordimento e confusione all’interno del velivolo e il sangue freddo degli operativi. Se si guardano i documentari inseriti nel cofanetto di cui vi parlavo si nota che l’addestramento delle truppe speciali francesi (8 settimane con una percentuale di promossi ai veri e propri corsi di addestramento del 30%)è basato soprattutto su una continua ed estenuante prova di carattere. Gli addestramenti fisici impongono prove che per un giovane proveniente già da reparti ‘speciali’ non presentano particolari difficoltà. Salti, percorsi di guerra, attraversamento di un ponte tenendosi sulle transenne esterne… nulla di veramente mortale, neanche nelle simulazioni di combattimento che avvengono con tutte le protezioni del caso. Ma è la mancanza di sonno, di riparo, di cibo a logorare i nervi. Gli istruttori non sono sadici arcigni come ci mostra il cinema ma risultano comunque implacabili nell’applicare una ricetta studiata da decenni. Tuffi nell’acqua gelata, impossibilità di riscaldarsi, marce forzate, privazioni del sonno. In effetti sono moltissimi i candidati che, semplicemente, non ce la fanno più, perdono la loro arma, la concentrazione. Tutte colpe gravissime che potrebbero mettere a repentaglio la vita di ostaggi e compagni. Abbandonano spontaneamente il corso. Quasi con la comprensione degli istruttori. Ciò che colpisce è la richiesta, da parte dei selezionatori, della volontà di reazione, della capacità di essere lucidi anche in situazioni di estrema durezza. La precisione nel tiro, le tattiche, la tecnologia verranno poi. Il guerriero si forgia tra le difficoltà fisiche e ambientali più estreme. La ricerca è il senso di responsabilità, la voglia di farcela comunque. Vietatissime e punite con severità tutte le scorciatoie non ammesse, prima tra tutte l’assunzione di steroidi e anabolizzanti. In uno dei documentari un aspirante operativo evidentemente palestrato e abituato agli ‘aiutini’ viene sorpreso e cacciato con ignominia. Forse l’unico caso in cui vediamo l’istruttore infuriarsi realmente di fronte a una mancanza. E così L’ASSALTO pur essendo una storia di spionaggio vuol rendere omaggio a un filone narrativo(quello delle prese di ostaggi e dirottamenti)che pure è stato molto fortunato nella storia dello spionaggio raccontato e filmato. Un piccolo cambio di marcia nelle avventure del Prof di solito scandite, come avviene nella prima parte, da azione e ritmo indiavolate. Non poteva mancare poi un riferimento ulteriore. Gina Scattoni, la compagna di Chance in questo episodio, è dichiaratamente ispirata a Gina Carano, personaggio carismatico delle MMA passata al cinema. Di lei avevo parlato in un vecchio post in occasione dell’uscita del DVD ‘Girlfight’ basato su una sorta di reality nel quale cinque ragazze occidentali seguivano gli allenamenti del celebre istruttore di Thai master Toddy per arrivare a un confronto contro cinque combattenti(donne) thai. Gina Carano fu veramente una sorpresa e da allora ha intrapreso una carrirera sia come thai boxer che come MMA fighter che hanno attiralo l’attenzione dei media su di lei. Una donna moderna, con il suo fascino e una gran voglia di vincere. Se pure è vero che il film ‘Heywire’ diretto da Soderbergh non è un granché (soprattutto per le aspirazioni autoriali dell’autore) Gina vi si distingue in alcune scene da antologia. Prima tra tutte quella con Michael Fassbender(più che mai in stile Bond)ambientata in una lussuosa camera d’albergo. Un combattimento cruento e ottimamente interpretato e girato. Mi piaceva vedere Gina vicino a Chance. Spero che l’accoppiata sia risultata gradevole anche per voi.

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14 Responses to IL PROFESSIONISTA STORY03.L’ASSALTO-Truppe speciali

  1. Danilo says:

    Non credo ti serva, ma se vuoi posso mettere giù qualche titolo utile sull’argomento 🙂 Magari ci scappa anche un articolo sulle azioni di dirottamento e recupero

  2. andrea-tortellino says:

    Bellissimo articolo, sempre molto preciso, grande Stefano!

    • ilprofessionista says:

      grazie Andrea, il mondo del professionista non si limita ai romanzi…c’è tutta una storia che ci gira attorno, presto riprendiamo con lo speciale sui trafficanti d’armi

  3. Casval actionCas says:

    Analisi interessante, ho sempre amato le versioni romanzate di vere azioni, che confronto poi con i resoconti che puntualmente compaiono su riviste del settore, tipicamente RID.
    E anche questa volta il Professinista è in azione sul serio.

    • ilprofessionista says:

      eh, sarebbe bello poter accorpare a ogni staoria un dossier…in un unico volume… in casa editrice pensano che sia inutile, che non porti lettori e siasolo una spesa. personalmente sono assolutamente contrario a questo modo di pensare. Segretissimo negli anni ha perso lettori non tanto per la qualità dei romanzi pubblicati(sì a volte anche per quello9 ma anche per la forma. una volta era una rivista con delle sigore copertine(mica quelel di oggi)fatte da artisti del genere ,con articoli recensioni, insomma per un basso prezzo offriva un servizio completo che oggi ce lo sognamo..

      • Casval actionCas says:

        Purtroppo ce siamo accorti, il Tuo Manuale delle Spie era uno di quegli appuntamenti mensili irrinunciabili!!!
        Ora invece…

        Certo che un volume in ebook sarebbe molto bello da avere.

        • ilprofessionista says:

          credi che non abbia provato a proporlo (a costo zero visto che ne hanno i diritti per vent’0anni) a proporlo? come sempre mi sono scontrato contro un muro di gomma 🙁

          • Casval actionCas says:

            lo so Steve, non capisco, o meglio capisco benissimo che a qualcuno il tuo successo non vada giu.

  4. ilprofessionista says:

    ci siamo capiti perfettamente

  5. Beppe says:

    Prof, con le possibilità del digitale poi pensare ad un lavoro autonomo

  6. andrea-tortellino says:

    Ora capisco meglio tante cose…
    forse si tratta anche di invidia, altrimentoi non capisco il marito che si evira per fare un torto alla moglie…

    • ilprofessionista says:

      facciamo così..nel vero spirito del prof concentriamoci sulle cose positive. inquesto ultimo anno abbiamo avuto un sacco di visibilità,ci aspettano altre avventure. guardiam oavanti fiduciosi e continuiamo a sostenere il Prof 🙂

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