ASPETTANDO BATMAN (2) Nolan vs Burton


La Leggenda finisce. È ed è giusto così perché il progetto di Nolan non è parte di una franchising destinata a generare un numero di seguiti infiniti ma un’unica storia che in tre episodi esaurisce la sua spinta vitale. Batman, dai tempi di Bob Kane, dai telefilm (e il film) interpretato da Adam West, da i pupazzi venduti anche in Italia negli anni 60 era già stato ripescato alla fine degli anni ‘80 e all’inizio dei ‘90 da due differenti operazioni. Nei fumetti Miller ebbe l’intuizione di ricreare il mito del cavaliere oscuro, sottolineandone gli aspetti dark e crepuscolari, la follia, l’elemento noir che era perfetto visto che l’uomo pipistrello era alla fine un detective mascherato dotato di conoscenze marziali e gadget ma privo di super poteri e posseduto da un’anima nera. Al cinema invece Burton ne fece una sua versione, in tema con il ‘suo’ sentire cinematografico, totalmente differente per quanto dark. Da lì nacque il successo che poi a portato ai due ultimi film di Shchumacher con continui cambi di protagonista e una carrellata di cattivi sempre più fumettistici.
Meglio Nolan o il duo Burton/Schumacher? Ognuno, ovviamente ha la sua risposta come, giustamente ognuno è libero di preferire la versione infantile delle origini. Per me il cavaliere oscuro è quello dei fumetti di Miller ma anche di Gulacy, di tutti quelli pubblicati da noi negli anni 90 che lo hanno schierato contro pedofili (ricordo un ottimo episodio sceneggiato da Andrew Vachss) e persino contro il Predator. Al cinema non ho dubbi. Nolan,credo, è forse uno dei migliori talenti cinematografici del nostro tempo (Inception!) e rilegge la leggenda senza tradirla ma aggiungendovi dettagli8liniziazione Ninja, il complesso rapporto tra Michael Caine e Bale solo per fare due esempi). Di fondo nella versione di Burton tutto sembra svolgersi in una Disneyland dark dove Batman rimane solo L’Uomo Pipistrello. I film di Nolan raccontano una leggenda. Quella dell’eroe simbolo, della solitudine imposta, dalla schizofrenia dei buoni che è lo specchio di quella dei loro avversari. Ma è anche una vicenda corale dove Batman alla fine appare poco e divide la scena con personaggi secondari che anche per poco diventano importantissimi. R’as al Ghul, Gordon, Bane, e su tutti il Joker che è lontano dall’ottima ma troppo bambinesca versione di Nicholson. Heath Ledger vi profonde ogni energia e come i replicanti di Blade Runner brucia con intensità doppia la sua candela. La sua fine , in qualche modo, sembra legata al film stesso. Lasciamo perdere le supposte influenze negative del film, anche quella è la leggenda. La trilogia di Batman di golan un apologo disturbante sugli eroiche sempre sono se stessi, che cadono per potersi rialzare, buoni o cattivi. Può ancora vivere l’umanità che Gotham simboleggia oppure merita di cadere come vorrebbe R’as al Gul? E quale sorte può essere riservata a Batman, uomo che si nasconde dietro la maschera per essere un simbolo, uno stimolo al bene ma che, inevitabilmente, finisce per ispirare azioni catastrofiche e altro male? Il fascino, per me, di questa trilogia sta nella mescolanza dei generi. I super eroi sono tali solo casualmente, son criminali mascherati tutti, paurosi di mostrarsi tra la gente, prigionieri dei loro segreti dei loro ricordi che annullano nella violenza. Nessuno sfugge al suo destino né Harvey Dent né, lo vedrete, Robin. E poi è una storia di gangster, di malavita, di cazzotti, di baci, si sangue…una storia di Sin City forse, o magari di quelle che sarebbero sicuramente piaciute a Will Eisner. Una storia da grandi pur raccontata con ritmi e immagini che concorrono a tenerci giovani, capaci di spalancare gli occhi di fronte all’orribile e al meraviglioso.

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One Response to ASPETTANDO BATMAN (2) Nolan vs Burton

  1. Hot says:

    I film di Nolan sono (almeno per me) il miglior sonnifero che esiste 🙂

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