L’Avventura della Lettura


Leggere in sé è un valore. È un passo importante nel processo della nostra creatività. È una delle forme di base che ci permettono attraverso l’astrazione di aiutare psicologicamente il cervello a ‘staccare’ da una realtà che, se vista sempre e comunque da un punto di vista solo pragmatico rischia di diventare opprimente e di impedirci, paradossalmente,di trovare risposte a problemi concreti. Purtroppo non tutto va sempre come vorremmo e restare ancorati ai soli dati materiali dell’esistenza può impedirci di trovare quelle soluzioni che invece richiedono inventiva, capacità di sperimentare nuove vie .L’assenza di fantasia e l’incapacità di coltivare una visione psicologicamente più appagante inducono uno stato di sfiducia, di apatia rassegnata. In pratica leggere stimola quelle parti del nostro cervello che trovano un appagamento di bisogni psicologici a livello fantastico. Migliora la qualità della vita. Questo non significa assolutamente che leggere (come ogni altra forma di intrattenimento) sia una fuga dalla realtà. Il nostro benessere dipende in massima parte dalla percezione che abbiamo della nostra esistenza e questa non può essere fatta solo di sogni a occhi aperti. Ma l’azione, l’iniziativa, l’esperienza diretta vista in maniera positiva di certo necessitano anche di una dose fantasia, di ottimismo, di capacità di guardare oltre. Definirei la lettura una forma di introspezione positiva. Il primo gradino per sviluppare la capacità di creare a nostra volta. Certo, io mi occupo soprattutto di quella che con un po’ di snobismo viene definita cultura popolare, quindi il mio desiderio di astrazione è indirizzato verso territori in cui è necessaria una maggiore sospensione dell’incredulità. Ma di fondo il processo è identico sia per chi legge di avventure, di passioni, di luoghi e persone così favolosi da mantenere un contatto solo formale con la realtà, che per chi si occupa di quella che, con altrettanto snobismo, si definisce ‘letteratura alta’. La narrativa è fiction e la fiction non è uno specchio preciso della realtà,è sempre deformante, richiede fantasia e inventiva,capacità di costruire una storia articolata coerente con un ideale narrativo che la realtà non ha. Io credo che leggere una storia sia sempre positivo, di qualunque storia si tratti. È un’abitudine che si acquisisce da ragazzi e si coltiva negli anni. A poco a poco non sappiamo più rinunciarvi. A volte si comincia tardi ed è sicuramente più difficile. Chi cresce considerando la lettura un nemico, il libro un oggetto minaccioso contenente una quantità di nozioni noiose e sgradite avrà sempre difficoltà a trovare piacere nella lettura di un testo. Di ‘qualsiasi testo’. Se a noi che leggiamo da una vita, avidamente e a volte compulsivamente, può sembrare strano la realtà è questa. Per moltissime persone l’ingresso in una libreria, l’idea di passare del tempo a leggere sembra una cosa astrusa e, ci crediate o no, provoca ansia. È confrontarsi con un mondo estraneo in cui si è costretti a compiere uno sforzo per trasformare la frase scritta in qualcosa che è difficile da descrivere a parole ma che mette in moto tutta una serie di meccanismi mentali che, per chi è abituato a essere bombardato da immagini e suoni che sono la base dei passatemi più diffusi, può spaventare. La verità è che leggiamo per soddisfare un bisogno psicologico. E ognuno di noi ha bisogni psicologici differenti,in molti casi ci può sembrare che questi siano unici, cioè non condivisi. Trovare attraverso la lettura e magari lo scambio di opinioni su un certo testo che ha soffi sfatto questa nostra necessità mentale è un fattore positivo, anche socialmente. Ci aiuta a riconoscere che non siamo soli, che possiamo stringere legami di affinità emozionale con l’autore ma anche con altri lettori. E questa non è una fantasia astratta è una realtà sociale positiva.
Io credo che la spiegazione del fatto che si calcola che le lettrici siano di più dei lettori sia dovuto al fatto che le donne sono più inclini non solo a soddisfare il bisogno psicologico di realizzare alcune fantasie attraverso la lettura. La nostra società, abitualmente, esalta la figura di uomo pragmatico, più portato a considerare le ‘cose serie’ della vita invece che a fantasticare. Non sempre è così ma molti uomini hanno difficoltà ad ammetterlo per cui, arrivati all’età adulta, si sentono più nel loro ruolo riservando la lettura solo a cose che considerano ‘serie’o comunque’ attaccate alla realtà’.Il saggio politico, il testo di economia, il libro storico o scientifico, persino la lettura del quotidiano con le attività calcistiche sembra più accettabile che la lettura di un’avventura. Ovviamente non per tutti è così, ma di solito questa categoria di lettori maschi che asseconda le proprie fantasie senza vergognarsene ha cominciato da ragazzo. Negli anni ha coltivato di sé un’immagine interiormente più ‘ romantica’ nel senso che di questa propensione ha fatto una bandiera. Non se ne vergogna ma ne è fiero. Di solito, come è successo per me,è una persona che ha compiuto anche il gradino successivo che per me è naturale ma non è assolutamente obbligatorio. È passato dalla lettura, dall’elaborazione e dall’organizzazione delle proprie fantasie, alla creazione. In pratica ha cominciato a generare in forma articolata le proprie necessità psicologiche trovando nella propria capacità di creare un appagamento che, spesso è ancora superiore a quello della sola lettura. Tutto questo non ha nulla a che fare con l’argomento che focalizza il nostro interesse. Non esiste una classifica delle cose che è importante leggere (o scrivere) e quelle che invece son oda considerarsi di ‘ serie B’. il romanzo storico, il romance, l’avventura, il Thriller,la storia di formazione, il percorso di introspezione psicologica sono solo percorsi. Non sempre e no necessariamente diversi. Ovviamente ciascuno di noi ha una predilezione, un campo verso cui è maggiormente attratto. Ma non necessariamente legge o scrive solo di quell’argomento. Anzi spaziare di tanto in tanto in altri territori contribuisce ad ampliare i propri orizzonti. Per ch i scrive è addirittura indispensabile aprire periodicamente nuove finestre per arricciarsi. Così come non è detto che si debba per forza leggere materiale di alto livello, sempre ammesso che esista una divisione in livelli. Sicuro, ci sono libri buoni e libri meno buoni. Belli e mal scritti. Anche libri più semplici e altri che richiedono una maggior conoscenza generale per essere apprezzati. Sarà difficile cominciare contesti troppo complessi che richiedono una cultura generale più ampia e una maggiore capacità di analisi e concentrazione. E qui emerge, spesso, l’errore nel nostro sistema educativo. Conoscevo una insegnante(e la cosa abbastanza preoccupante che era giovane quindi teoricamente più aperta alle novità) che sconsigliava ai suoi allievi di leggerei Gialli perché erano spazzatura. Solo i classici si dovevano leggere. Ma in quel modo la maggior parte dei ragazzi si confrontava con testi che non avevano alcun immediato contatto con il loro mondo fantastico ed erano anche troppo difficili da decodificare rispetto al loro ambiente di vita. Da qui la nozione che la lettura è una cosa noiosa, imposta. E se s’insinua una tale idea il lettore è perso per sempre. Invece leggere un testo che magari ci sembra formalmente più semplice che tratta di argomenti meno impegnati ma suscettibili ad essere apprezzato come ‘passatempo’ ci abitua all’operazione di decodificazione della parola scritta in un’immagine nella nostra mente. Leggere diventa un piacere. E il piacere è tale se viene ripetuto. Poi può essere che leggendo scopriamo spunti che ci spingono ad affrontare un testo più impegnativo. Ma anche in questo caso non è un passo ‘necessario’ nel senso che deve per forza essere così. Posso trascorre la mia vita a leggere fumetti e romanzetti semplicissimi a ricavarne uguale beneficio. L’importante è mantenere accesa un luce che ci consente di approdare a una sfera creativa appagante. E questo è sicuramente un passo importante nella realizzazione di noi stessi. Se poi tutto questo ci porta a un’attività continuativa e professionale creativa ancor meglio. Per me è stato l’inizio di una magnifica avventura che ha intrecciato fantasia e realtà cambiando radicalmente la mia esistenza.

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4 Responses to L’Avventura della Lettura

  1. erni says:

    E domani pomeriggio anche Action Cas sarà presente per vivere anche questa Avventura.

  2. Ariete'70 says:

    Ottimo articolo Prof!Purtroppo alle volte è proprio la scuola ad allontanare invece che ad avvicinare a quella ‘magnifica avventura’ che può essere la lettura.Buon sabato e sempre KtF!

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