morire di paura

Condividi su facebook Condividi su Twitter


Con gli stereotipi del filone thrilling Cavara gioca intelligentemente con …E tanta paura (1976). Sulle prime sembra quasi che il regista voglia burlarsi del thrilling realizzando una storia in cui inserisce tutti i canoni divertendosi, però, a mescolare continuamente le carte. Il punto di partenza è una serie di omicidi legati a una bizzarra associazione di naturalisti che, in realtà, sono viziosi borghesi per di più coinvolti in un traffico di diamanti e colpevoli di aver provocato la morte di una prostituta durante un festino. L’assassino, che pare mutare aspetto e identità sotto i nostri occhi confondendo ancor più la situazione, firma i delitti. Il denominatore comune è un libro per bambini con una filastrocca vagamente argentiana. E, per dirla tutta, la soluzione emerge- anche se con qualche ambiguità – proprio nell’identità del protagonista del libretto: Pierino Porcospino. L’affare s’ingarbuglia perché a indagare è chiamato Michele Placido, focoso poliziotto partenopeo trasferito a Milano. Placido inserisce note comiche, quasi grottesche con le sue veraci abitudini alimentari, il gallismo destinato a cocenti delusioni e l’incapacità di affrontare la burocrazia del Nord che gli pare inammissibile. “Borbonici!” esclama esasperato quando dagli apparentemente inviolabili archivi della questura meneghina spariscono fondamentali incartamenti. Malgrado i numerosi elementi grotteschi non manca la suspense e le sequenze dei delitti sono girate con cura e la stessa rivelazione finale, benché bizzarra, lascia soddisfatto l’appassionato.

This entry was posted in il thrilling della domenica. Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>