Spionaggio all’italiana


Sole di fuoco è ‘la seconda stagione’ di Ora Zero. L’avevo concepito all’uscita del primo romanzo e in seguito alle lusinghiere recensioni. Poi viene fuori che dovevo scrivere un altro genere, che al pubblico italiano la spy non piace, dovrei fare come quel mio collega che adesso fa romanzi storici… insomma tutta una serie di rotture di scatole per celare manovrette di politica interna per il gruppo editoriale per il quale lavoravo(mai lavorare per lo stesso gruppo che ti pubblica, gli dai due manici per lo stesso coltello…) e che, avendo cambiato assetto, cominciava a non aver più bisogno di me ma voleva che me ne andassi io. Una trama da spy- story. Alla fine riesco a ottenere di poterlo scrivere ma entro le 350 pagine se no la carta costa troppo. Poi quando comincio si rimangiano tutto. Io, perché son quello che sono, continuo nel progetto anche perché ci credo moltissimo. Sole di fuoco è un passo ulteriore da Ora Zero verso la spy story italiana, infatti ha un lungo pezzo ambientato a Milano. È un trait d’union con la serie Montecristo e del Professionista. Ci appare persino Raven che viene da L’Ombra del corvo e poi è entrato nella serie del Prof. Uscì con un buon successo tra gli appassionati, senza alcuna promozione della casa editrice ma, nonostante questo,lo presentammo bene in varie occasioni , a Gossolengo, Milano, Suzzara…è un libro a cui tengo molto. Forse val la pena di recuperarlo.

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23 Responses to Spionaggio all’italiana

  1. Fabio Lotti says:

    Questa cosa del non mollare senza tante lacrimucce (ce ne sono troppe in giro) mi piace molto.

    • ilprofessionista says:

      hai ragione Fabio, e io mi scuso se a volte magari ho proprio dato questa impressione. la verità è che stiamo attraversando un momento che, per chi vive di scrittura, è durissimo. Continuiamo con impavida determinazione. e le tue visite qui son sempre graditissime 🙂

  2. Hot says:

    Ora Zero + Sole di Fuoco
    Un dittico che va incastrarsi con Montecristo… imperdibile!

  3. andrea-tortellino says:

    Ed io modestestamente sono orgoglioso di poter dire che posseggo Ora Zero Sole di Fuoco e Montecristo…. letture travolgenti, da consigliare ha chi ama immergersi nella lettura e calandosi insieme ai personaggi nello svolgimento della trama, per chi dai libri pretende azione, sentimenti, pathos, colpi di scena… vabbuò, ma poi proprio a voli ve le vengo a dire queste cose, magari li avrete letti prima di me… comunque breavo Stefano per non avee desistito alle pressioni della casa editrice per avere quindi portato a termine questo libro, un grazie da chi l’ha letto.
    Andrea

    • ilprofessionista says:

      Guarda Andrea, prima di tutto ti ringrazio poi vorrei hciarire due cose perchè mi rendo conto che, premendomi molto la cosa,a volte cado nel difetto di fare il ‘piagnina’ quando nonè il caso.
      io sono molto convinto della direzione del mio lavoro, così come sono convinto di avere sempre dei margini di miglioramento. Sono più che disposto a seguire certe indicazioni costruttive dell’editore. So però per esperienza più che ventennalein editoria che a voltecerti dati, cette critiche sono fatte per scoraggiareper raggiugnere altri fini. Questo non lo accetto.allorami irrigidisco.
      mi rendo conto che l’editoria è un mondo ocmmerciale ma proprio per questo ritengo che l’editore debba fare l’editore(cioè pubblicare e vendere i libri nel modo migliore) mentre l’autore deve essere libero di creare, ovviamente attendosi al formatincui pubblica. ora Zero e Sole di fuoco son ostati buttati via. perchè non lo so(lo so..lo so…). Detto questo proseguiamo sulla rotta.
      per me. per voi.

  4. erni says:

    Stefano,questi sono libri troppo belli per il pubblico di beoti che comprano solo il bestseller del solito norvegese o amerivano di turno.

    • ilprofessionista says:

      Ernesto, grazie. Di fatto c’è del buono anche intorno a noi, ci mancherebbe. Io mi sforzo di guardare e vedere per imparare. questo mi porta a guardare realisticamentecerte cose che mi paiono brutte e altre che invece sono più che degnee dalle queli qualcosa posso attingere. il nostro lavoro è fatto così.

  5. Hot says:

    Ernie sei troppo categorico.
    Se ho voglia di romanzi di azione leggendo quelli di Stefano trovo il meglio che c’è in circolazione, questo lo condivido appieno…
    Ma come si usa dire: non si vive di solo pane! Capita che si abbia voglia anche di leggere qualcosa di sapore e di ambientazione differente, magari meno focalizzato sull’azione e più su altri temi… allora il solito norvegese (ma non erano gli svedesi quelli noiosi dell’onda scandinava?) magari può andare bene. L’importante è riuscire a scegliere nel cesto delle opere inutili che ci propina l’editoria ciò che di buono c’è.
    Io, per fare un esempio, non leggo volentieri gli americani, che trovo insopportabili per la retorica nazionalista e (in genere) anche molto sopravvalutati. Scarto a piè pari gli autori di provenienza US.
    Ma quando (soltanto qualche mese fa, purtroppo) ho scoperto Don Winslow, di getto ho letto tutti i libri che ho trovato in circolazione… ed è un gran bel leggere!

    • ilprofessionista says:

      verissimo Giuseppe. Ho appena comprato le belve e già lo adoro. certo è una scrittura e un ritmoche non trovo adatti per le pubblicazioni da edicola Mondadori. però quando trovo da imparare da Winslow…

    • erni says:

      Hot,sai che io sono arrogante e prepotente 🙂 ma ho letto un Jo Nesbo noiosissimo per i miei standard di uomo d’azione.
      Mi infastidisce assistere ciclicamente alle invasioni di autori cliche e fotocopia uno dell’altro che non per colpa loro,ma per colpa delle nostre amate case editrici che dominano il mercato che cavalcano l’oda,proponendo appunto una letterale invasione degli scaffali di libr fotocopia.

      • Hot says:

        Curioso… Nesbo è proprio uno di quelli che si salvano dell’Onda scandinava. Magari hai cominciato dal romanzo sbagliato. Mi dirai quale hai letto… Per restare in argomento “scrittori norvegesi”: forse farebbe più al caso tuo “La notte dei Lupi” di Tom Egeland. Azione, ma certo non al livello di Stephen Gunn!!

        • ilprofessionista says:

          Jo nesbo l’ho conosciuto proprio grazie a Hot. A me non dispiace ma non sono disposto a pagarlo 22 euro..su questo gli editori dovrebero ragionae. Non si può far pagarei libri a peso d’oro e poi lamentarsi perchè la gente non li compra… cazzo! e non vogli osentire stronzate (dagli editori) chei prezzi son oalti perchè la gente legge poco. i miei costano 4,50 e ritengo che abbiano dignità(non valore9 pari a quellidi questi autori che vengono così pompati per ammazzare il mercato di tutti gl ialtri…

          • Hot says:

            Nel rapporto qualità prezzo i tuoi libri non hanno confronti.
            Tantissima qualità a un prezzo irrisorio
            Ammetto che se la qualità è alta non guardo il prezzo, ma quando si va oltre certi livelli è intollerabile. L’unica giustificazione è l’avidità.
            Un paio di Nesbo li ho trovati (in condizioni pari alla libreria) nel circuito dei libri usati.

          • andrea-tortellino says:

            Pienamente d’accordo con te Ste, la spesa che affrronto per un libro è sempre commisurata allo scrittore, per certi si può essere disposti a spendere poco (vedi caso Nesbo) mentre per altri si può spendere di più. Poi si aprono le finestre, magari un autore ci piace molto ma la casa editrice lo pubblica a cifre alte, a quel punto o ci si mette il cuore in pace e si spende (se si hanno i soldi) oppure lo si cerca nel circuito dell’usato… oppure -il tuo caso, la casa con cui escono i tuoi prof. ci da la possibilità di comprarli senza problemi, il rapporto qualità costo è di sicuro a nostro vantaggio… per tornare a Nesbo, la casa editrice Piemme pubblicava una serie thriller con Nesbo, Pellecanos e moltri altri a cifre basse, mi pare 5,90, si può fare, no? Invece una cosa che si continua a non capire sono quella case editrici che sparano cifre folli per un libro, d’accordo che i diritti spesso costino molto, ma 18/22 euro per un libro di 250 pgg. io li vorrei evitare, io purtroppo ancora lavoro per pagare il mutuo, e se dovessi spendere tanto per tutti i libri che vorrei comprare, avrei bisogno di una seconda casa dove metterli e un secondo lavoro per pagare….

  6. andrea-tortellino says:

    Hot mi trova pienamente concorde, caro Erni. Anche io, oramai discepolo di quanto scrive Stefano in primis, a volte ho voglia di cambiare ‘gusto’, ambienti, in pratica letture completamente diverse, tipo fantasy, fantascienza, mi piace Fred Vargas, Camilleri, ma anche Grangè e la saga di millennium; voglio dire che il cambiamento di stile (quando questo coincide con buone letture e buoni autori, e anche qui andiamo sui gusti personali) non fa altro che alzare il nostro livello di sensibilità di lettura, migliora i gusti, e ci da modo di poter fare un buon filtro al purtropppo folto mondo dei libri editi. Sono convinto (l’ho scritto anche in passato) che ci sono molteplici case editrici che non stanno a guardare la bontà del ‘prodotto libro’ ma vedono solo la parte economica, vedono il lettore non come una persona che ‘possono fidelizzare’ con letture sempre migliori, ma seguono solo la moda del momento spesso con titoli e autori improponibili, le sage sui vampiri sono migliaia oramai, magari tra loro ci sarà sicurtamente un ottimo autore, ma rimane pure sommerso da tanti altri mezzi scrittori che ci propinano.
    Ecco il motivo per cui è anche compito nostro ‘affinare il gusto’.
    Scusate la lunghezza e la solfa che ho scritto, Erni ovviamente la cosa nn è rivolta a te, ma è solo che mi scoccia terribilimente il fare di tutta un erba un mazzo. In fondo se nn avessi avuto questa mentalità io nn avrei mai potuto scoprire segretissimo, i libri di Sttefano, di Altieri e tante fantastiche persone che leggo in questo blog e in un altro che seguo (e voi sapete quale).
    Ciao
    Andrea

    • ilprofessionista says:

      Andrea non potrei essere più d’accordo. parleremo ancora di queste questioni editoriali sempre da questo blog..cercando di dire le cose come stanno
      grazie a tutti voi che partecipate sempre co nentusiasmo e lo tenete vivo

  7. ilprofessionista says:

    Andrea Tortellino, il problema è veramente questo. io con i libri ci lavoro,qualcuno me lo mandano ma la maggior parte li compro. non sai quante volte mi faccio tentare poi scorpo che un libroè brutto(a volte copiato male dai miei come è capitato con un autore italiano che non cito) e ho buttato via i miei soldi. ora per imparare qualcosa, tipo da Winslow li spendo volentieri ma non riesco a togliermi dalla mente l’idea che il prezzo sia fondamentale per la vendita e visto che il sacrificio lo fa sempre l’autore(che ha materialmente scritto il libro) e prende una percentuale ridicola sul prezzo di ocpertina anche editori, distributori e librai potrebbero fare uno sforzo e far meglio il loro lavoro. se vogliamo vendere di più permettetmi chenoi autori dobbiamo fare sempre meglio ma anche chi vende o promuove i libri deve fare la sua…

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