Obiettivo Sniper:Alan D.Altieri

 Dimenticatevi il cecchino che spara a donne e bambini dai palazzi di ‘Sniper Alley’ a Sarajevo. Il ‘Marksman’,  il tiratore scelto, lo Sniper o  il tireur d’elite che dir si voglia è una figura da sempre esistita e stimata in tutti gli eserciti. Rispettata proprio perché la sua capacità di centrare obiettivi ‘sensibili’ a distanza rappresentava una sicurezza per i compagni e, in ultima analisi, un risparmio di vite su entrambi i fronti. Il cecchino forse più famoso della storia è Charles “Carlos” Hathcock, Marine dotato di straordinarie capacità di mimetismo e annientamento del bersaglio. Combatté nella guerra del Vietnam e contribuì a creare la prima scuola per tiratori scelti dei Marine. Ma altri prima di lui calcarono i campi di battaglia soli, coprendo compagni, permettendo incursioni, selezionando bersagli importanti. Dimitri Zahiev a Stalingrado ma anche la donna sniper nordvietnamita citata nel testo  ‘Tiratore scelto’ di Charles Handerson. Alla fine anche Davide era uno Sniper…Come in ogni attività, bellica o civile, non è mai lo strumento o l’attività a rendere una persona buona o cattiva. È la persona stessa. Da qui la leggenda, la fiction cinematografica e letteraria hanno trovato terreno fertile per creare decine di killer, di soldati abilissimi, di assassini dal cuore di ghiaccio di eroi dalla mira infallibile. Di fondo questi personaggi inventati hanno una caratteristica comune.  Sono uomini soli. In lotta contro il Sistema, sia esso la malavita, il mondo dello spionaggio o l’universo in demolizione della guerra permanente. Non stupisce quindi che uno dei più amati personaggi seriali creati da Sergio Altieri sia uno Sniper. Il suo mondo immaginario, la mitologia su cui ha costruito la sua popolarità da Città Oscura alla trilogia di Magdeburg nasce da una visione apocalittica sia sociale che ambientale. Città in fiamme, desolazioni desertiche stravolte da mutazioni genetiche, strane geometrie spazzate dal vento dove licheni dilagano come sintomi di una malattia mortale. Fumo all’orizzonte, sfrigolare di elettricità tra pozze e cavi strappati. Ho sempre invidiato a Sergio la capacità di descrivere questi scenari di tecnologia degradata in cui s’incuneano antiche maledizioni, leggende  legate all’Armageddon. C’è, nel suo mondo immaginario, una costante che accompagna il lettore dai campi di fuoco di una Los Angeles devastata da eventi catastrofici(Città oscura, Città di ombre e la New Phoenix di Ultima luce), persino sui campi di battaglia della prima guerra mondiale( Terra di nessuno in History & Mystery) sino alle vie di una Milano ‘nera’(quella di Calarno in L’uomo esterno e dei racconti legati a questo personaggio) e giù fino alle sentine dei castelli della guerra dei cento anni , che sfugge a ogni classificazione degli pseudo critici che analizzano senza leggere,. ‘Dio è morto’ ripetono spesso i suoi personaggi. E su di loro – e gli avversari- soffiano venti neri che portano cose maledette. Come il vento della Salamandra.  In un universo dove il collasso diventa la mitologia che fa da sfondo e sostrato per cruente avventure, l’eroe (se ancora di eroe è possibile parlare) non può essere che solo. Poliziotto o killer (come avviene per i due avversari alleati  Calarno e Sloan di L’Uomo Esterno), pilota maledetto destinato a sopravvivere a ogni catastrofe, trooper delle Forze Speciali, commissario, soldato vendicatore di un medioevo prossimo venturo e forse (chissà…?) magari anche pistolero di un western horror o astronauta di un futuro dark, l’eroe di Altieri è un uomo solo. Non per scelta ma sicuramente per karma.  Uomo che ha accettato la sua condizione in maniera quasi eroica, facendo del suo strumento (l’arma) un’estensione di se stesso. Russell Brendan Kane è uno Sniper, un tiratore scelto che ha affinato doti naturali di precisione, di capacità di controllo delle emozioni alla durissima – inumana se vogliamo – scuola per tiratori dello Special Air Service. Ma è ciò che è prima ancora dell’addestramento. Russell Brendan Kane, ‘Caino’ per i suoi avversari, ha sempre avuto dentro di sé queste qualità. Solo che, in un tempo precedente, in un’altra vita, erano finalizzate per uno scopo totalmente differente. Salvare vite. Kane era – e nell’animo lo rimane – un medico. Nella  dolorosa  analisi del primo romanzo della serie dello Sniper (Campo di fuoco, Segretissimo, 1998) le reiterate operazioni nella giungla mesoamericana di Kane sono paragonabili a interventi chirurgici. Quando Altieri dice: ‘Andai dentro’ parla con la voce del chirurgo che s’immerge nella materia umana con un bisturi per asportare un male orrendo. Lo fa al meglio delle sue possibilità, contro tutto e contro tutti. Con lacerante disperazione. Entra, asporta, sutura. Poi si accorge di non essere riuscito a fermare il Male e rientra in questa giungla-organismo che non ha nulla di spettacolare. Una foresta dove s’aggrovigliano serpi, vegetazione putrefatta come viscere malate, destinate alla Fine, malgrado ogni sforzo del chirurgo. E qui nasce una nuova consapevolezza caratterizzante del autore e del personaggio. ‘Nessuno salva nessuno’. Un mantra ripetuto più volte nel corso dei tre romanzi e dei numerosi racconti che, sino a ora, costituiscono la saga di Kane. L’idea di creare un personaggio seriale nasce alla fine degli anni  ’90 come molte che hanno contraddistinto nel corso del tempo la nostra collaborazione professionale in vari ruoli da discussioni e scambi di idee. All’epoca mi occupavo delle scelte di Segretissimo e già avevo intuito quella che si sarebbe rivelata in seguito (per merito degli autori che ne sono stati protagonisti, si badi bene) una tendenza vincente. Nasceva la Italian Foreing Legion, composta da un gruppo di narratori che semplicemente non ci stavano alle regole imposte dall’editoria che premiava un solo genere di giallo italiano rassicurante. Autori cresciuti al cinema e davanti alle pagine di romanzi e fumetti in cui il confine geografico ristretto al Belpaese, il buonismo, la correttezza politica non contavano. Scrittori che volevano presentare storie che loro stessi avrebbero voluto leggere. Ricordarli tutti (e i loro pseudonimi…) non è lo scopo di questa introduzione. Sergio era da poco rientrato dalla sua esperienza americana e già stava lavorando intensamente sia come traduttore che come narratore. Da poco era uscito il film Silent trigger che   aveva scritto per Russell Mulchay. L’interprete era Dolph Lundgren qui nei panni di uno Sniper senza nome prima impegnato in una operazione ‘ sporca’ nei Balcani e poi costretto, in un ambiente tecnologico e claustrofobico, a portare a termine un ‘tiro’ ancor più sporco in un grattacielo sul suolo americano. Perché non farne una serie per Segretissimo?  Il personaggio è solo ispirato a quello del film, ma Kane io l’ho sempre immaginato con il viso di Dolph, soprattutto come è oggi che il tempo lo ha riempito di rughe. Non so se Sergio sia d’accordo, ma la magia del racconto scritto è quella di lasciare al lettore la possibilità di inventare fisionomie attingendo dalla propria fantasia.  Uscì a breve distanza un trittico di avventure delle quali sono qui riproposte le prime due (Campo di  Fuoco e L’Ultimo muro) in edizione leggermente  ritoccata e allungata. Victoria Cross ha un respiro più ampio e sembra concludere bruscamente un ciclo che, invece si è protratto negli anni in una serie di  racconti in cui abbiamo visto Kane diventare un free-lance senza sapere realmente quale soglia abbia varcato per arrivare a questa condizione. Al momento la raccolta Kill Zone (2010) raccoglie tutti i racconti brevi dello Sniper chiarendo molti punti nella cronologia delle sue avventure. Torniamo all’isola di Katawan (che non esiste ma riproduce sia Timor est che la Somalia dei primi anni ’90), vediamo Kane uscire ferito e non certo indenne da cosiddette  ‘operazioni umanitarie’, sopravvivere ad amici, donne, legami. Sempre solo. Lui come il suo arcinemico Declan Cross, terrorista allo stato puro, senza altra ideologia se non quella della distruzione totale. L’altra faccia dello specchio nero. In una ipotetica biografia ancora non scritta Dry Thunder e Monsone,  i primi due racconti di Kill Zone sono  il collante con due lunghe avventure che ancora devono essere scritte ma, come moltissime opere di Altieri, sono già perfettamente strutturate. Orizzonti d’acciaio e Corpi nella corrente segneranno alla pubblicazione il passo fondamentale di Kane come professionista nel mondo oscuro delle spie. Da trooper del SAS britannico, Kane diventa un free-lance. E nel difficile passaggio trova, se non il conforto, almeno la complicità di un personaggio con cui ha spesso intrecciato le avventure. Sì, ormai il lettore fedele lo sa. Lo Sniper trascorre un breve ma intenso periodo della sua esistenza ad addestrare i commandos filippini assieme al Professionista, Chance Renard, il mio personaggio. Due caratteri quasi antitetici. Kane, persino monastico nel suo modo severo di affrontare la vita; Renard incosciente, irriverente nell’interpretare quel ‘ribelle senza causa’ che la vita lo ha destinato a  essere. Eppure, così diversi, fraternizzano. Compagni d’arme. Monsone è un racconto a firma di Altieri ma personalmente ho creato diverse occasioni di incontro. Nel romanzo breve  Il luparo Renard racconta una storia proprio nel campo di addestramento delle Filippine a Kane e alla sua amica, la pistolera Ivelda Verdugo che ritroveremo al fianco di Kane nell’episodio La vendetta del Marsigliese. Ivelda è un personaggio sfuggente : sui suoi rapporti con Chance o con Kane non mi sono mai voluto soffermare. Se in una futura avventura Sergio vorrà farlo, gliela presterò volentieri. Perché, come spesso succede in altre forme narrative, le serie del Professionista e dello Sniper s’incrociano. Su quel periodo ho persino strutturato un racconto intitolato  Front Toward the Enemy che li vede ancora insieme nelle  giungle delle Filippine.  Restano punti oscuri, rapporti da sviluppare e da spiegare. Forse la tecnica più efficace e avvincente della narrativa d’avventura. Perché, senza dubbio, pur per strade stilistiche e contenuti differenti, il mio lavoro s’intreccia e si accompagna a quello di Sergio. Una cosa di cui vado giustamente orgoglioso. Il nostro percorso di team –up è un work in progress e le possibilità sono moltissime… fa parte del divertimento del nostro mestiere… e spero anche dei lettori. La narrativa popolare nella sua accezione più sentita… e parla anche italiano. Vi pare poco?

 Tornando alla cronologia dello Sniper, gli altri racconti raccolti in Kill Zone sono invece episodi singoli posteriori al romanzo che si intitolerà Corpi nella corrente.  Kane è diventato sempre più un lupo solitario e non sappiamo, a oggi, dove si dirigerà la sua strada. Di certo verso un luogo oscuro al cui orizzonte bruciano idrocarburi che salgono al cielo sotto forma di nuvole color antracite. Un luogo che assomiglia al nostro futuro, un posto dove i corvi chiamano la morte…Per commentare i primi due romanzi qui raccolti resta poco da dire perché le storie si spiegano da sé e non c’è bisogno che il Grillo Parlante di turno (io) venga a spiegarvi quello che è già perfettamente chiaro. Sono intrecci dove il format di Segretissimo si intreccia perfettamente con il mondo immaginifico di Altieri. La spy story si contamina con il noir, il combat, persino con una punta di fantastico perché dietro la distruzione dilagante, il mondo allo sfascio c’è sempre una leggenda, un senso immanente di…punizione. Originali, cruenti, dolenti nei rapporti tra i personaggi  Campo di fuoco e L’Ultimo Muro sono intrecci combat ma il significato che  – anche oggi a più di dieci anni dall’uscita originale –  il lettore ne ricava va al di là del fragore degli spari. Sono specchio di una visione artistica e personale della realtà e dei rapporti umani. Opere sentite come il più corposo dei romanzi  altieriani.  E, credo, che trovare un ponte tra un’avventura popolare e lo spirito più vero di chi la racconta sia  la soddisfazione maggiore per chi legge. Provatela anche voi.

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18 Responses to Obiettivo Sniper:Alan D.Altieri

  1. beppe says:

    Quando si incrociano le strade delk Professionista e di Kane bisogna correre al coperto perche’ il piombo rovente puo, arrivare da dove meno te lo aspetti!
    A parte le battute l universo di Sergio e’ qualcosa di assolutamente incredibile per complessita’ e intreccio.

    • ilprofessionista says:

      verissimo spazia nei secoli… però un’altra storia con il Prof e lo Sniper nelle Filippine la leggerete sicuramente presto

  2. Hot says:

    Bell’articolo 😉

  3. Danilo says:

    Bellissimo pezzo Prof. Sai che ho un debole per lo Sniper, e sono molto felice di aver trovato titoli nuovi, e titoli di cui non ero a conoscenza. Molto bene…

  4. Virginio Mirra says:

    Madonna che bella recensione che ha fatto Stefano! Meglio di così si muore! Nessuno salva nessuno! Complimenti!

  5. Hot says:

    Orizzonti d’acciaio e Corpi nella corrente
    Già i titoli evocano il piacere che proveremo a leggerli… soprattutto considerando da quanto li aspettiamo 🙂

  6. Cas says:

    Manta un 6 episodio eretico della serie dello Sniper,ma per quello ci pensi tu a scriverlo Stefano!!!
    Complimenti per il pezzo.

  7. Cristiano says:

    Adoro la figura del cecchino, al punto che anche tra i videogames è sicuramente la mia preferita. Della serie con protagonista Russell Kane confesso di aver letto solo “L’ultimo muro” e i tuoi racconti nei quali si affianca a Chance, ma prima o poi dovrò recuperare il resto, anche se devo ammettere che la scrittura di Altieri mi risulta un po’ ostica e non sempre facile da “digerire”.

    • ilprofessionista says:

      le altre avventure dello Sniper le trovi ristampate nei volumi Tea. Sì, è vero Sergio segue un percorso di scrittura differente dal mio e tutto particolare. Giustamente ognuno di noi ha una visione differente della narrativa e, soprattutto, a livello di stile si tratta di scelte autoriali.

  8. David O'Rich says:

    Grande pezzo e bellissima analisi. L’anticipazione sulla task force Sniper/Prof nella giungla è tutto un programma!!!

    • ilprofessionista says:

      sì in effetti ho già lo schema pronto per il racconto. non so quando lo leggerete ma lo leggerete, ciao Davide

  9. andrea-tortellino says:

    Ciao SDM, io non ho ancora letto libri di Alteri, anche se sono sempre stato in tentazione, e varie volte ho pensato di cominciare a cercare i suoi racconti su Sniper… certo che la tua recensione mi mette ancora più in difficoltà, insomma sono quasi spalle al muro!
    ciao Andrea

    • ilprofessionista says:

      be’ considerando chesei un lettore di questo genere di narrativa ti consiglio sicuramente una lettura dei romanzi di Sergio.nel catalogo TEA dovresti trovare di tutto. Serie Sniper a parte i migliori secondo me sono ultima luce e Kondor. fammi sapere

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