AA.VV. Toscana in giallo, Frilli, 2012

TiGE’ in libreria da circa un mese l’antologia Toscana in giallo curata da Giuseppe Previti. Il filo conduttore della raccolta è l’aver attinto alla cronaca nera, ovvero di fatti criminali realmente accaduti ma rimasti insoluti. In altre parole, casi in cui non è stato possibile accertare la verità giudiziaria. Va sa sé  poi che anche quando si arriva al giudizio con condanna del colpevole, la verità accertata in sede di giudizio può divergere da quella “reale”…La giustizia in quanto attività umana contiene in sé l’imperfezione e la possibilità di errore. Digressione a parte, il compito affidato ai diciotto autori dei racconti era di individuare un fatto di cronaca insoluto e di dare al caso una soluzione “letteraria”. L’editore, a dimostrazione del tipo di lavoro fatto, ha voluto inserire la scheda del fatto realmente avvenuto.

Centrovasca

Nel mio racconto “Centrovasca” ho scelto l’aggressione mortale, avvenuto nel ’96 in un comune vicino Firenze, ai danni di un calciatore della Nazionale e della Fiorentina fra il ’50 e il ’60. Un fatto che ai tempi fece scalpore, tanto che se ne occuparono i principali quotidiani italiani. Ho dato al racconto una struttura quasi teatrale; un dialogo incalzante fra una giornalista alle prime armi e un vecchio cronista di nera. Attraverso la ricostruzione del caso, in cui ho inserito molti elementi di fantasia, il vecchio cronista formula le ipotesi investigative a cui è pervenuto attraverso una sua indagine “privata” e parallela a quella degli inquirenti ufficiali. Rimarranno ipotesi, per tutta una serie di impedimenti esterni…A un caso insoluto giudiziariamente, non ho voluto dare una facile soluzione da giallo classico, in cui l’ordine viene ristabilito perché la realtà è molto sfaccettata e sfumata e se la finzione, come io penso, ritrae la realtà, non può avere confini netti.

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