Intervento critico sul giallo-noir

NOTE SUL GIALLO/NOIR

a cura di Nicola Verde
Il giallo ha sostanzialmente due peculiarità: consolazione e identificazione per aspirazione. E mi spiego.
Consolazione: nel giallo c’è un delitto, l’indagine, l’identificazione del colpevole e la sua consegna alla giustizia. Insomma il delitto non paga.
Identificazione per aspirazione: c’è un personaggio, positivo o negativo, in cui il lettore si identifica per quello che avrebbe voluto essere ma che non è.

Nella realtà non è quasi mai così. Insomma, leggiamo un giallo e ci consoliamo, poi apriamo il giornale o ascoltiamo un telegiornale e ci accorgiamo che così non è. La polizia si arrabatta, arranca, combina pasticci e gli uomini che la compongono li vediamo per quelli che sono: magari con la pancetta, a volte presuntuosi, altre no, arroganti o umili, a volte addirittura mediocri, insomma, uomini come noi, normali, nessun super eroe come ci hanno abituati i telefilm. E allora mi sono chiesto: perché non cercare di riprodurre la realtà pur mantenendo certi criteri del giallo, come la suspense, l’intrigo, l’indagine, magari più psicologica? E allora è venuto fuori che i miei gialli:
non sono consolatori: c’è un delitto, l’indagine, lo svelamento al lettore del colpevole, ma non la sua consegna alla giustizia. Insomma nessuna redenzione: il delitto paga.

Non identificazione per aspirazione, ma riconoscimento: cioè il riconoscimento da parte del lettore per quello che spesso si è. E molte volte siamo mediocri.

Il noir non è consolatorio, di solito il punto di vista è quello della vittima, che è un perseguitato dalla società, può essere sfigato, con l’impermeabile sdrucito, ma comunque al di sopra della media.

Se vogliamo sintetizzare in un frase (a effetto) la differenza tra giallo e noir, si potrebbe dire:
il giallo sutura, il noir suppura.

I miei primi tre romanzi sono gialli, con spruzzatine di noir e con già i primi segni di quel non giallo/non noir cui vorrei arrivare.
Sono gialli in quanto hanno un personaggio positivo cui potersi identificare idealmente o per aspirazione; sono dei noir perché non sono consolatori, e perché viene indicata la società come colpevole di certe situazioni che, forse, potrebbero migliorare col migliorare della società. Sono non giallo/non noir perché pur essendoci lo svelamento al lettore del colpevole, non c’è la sua consegna alla giustizia.
Il quarto romanzo è lo spostamento deciso verso il non giallo/non noir. E i miei personaggi abbandonano del tutto la via dell’identificazione per imboccare quella del riconoscimento.

This entry was posted in NON CLASSIFICATI and tagged , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *