Prestiti scaduti

“Che cos’è una rapina in banca paragonata alla fondazione di una banca?”. Con questa citazione tratta da L’opera da tre soldi di Bertolt Brecht inizia il lungo viaggio romanzato di Petros Markaris nella crisi economica e finanziaria che travaglia la Grecia di oggi.

Il viandante che Markaris sceglie per addentrarsi nell’Ade dell’Europa contemporanea è il commissario di polizia Kostas Charitos, che nelle prime pagine del romanzo è alle prese con un lieto evento della sua vita familiare: le  nozze della figlia Caterina. Tra i commenti sull’abito da sposa, i preparativi per la cerimonia, le note dell’orchestrina che suona e la commozione dei genitori emergono i primi commenti sulla traballante situazione economica del paese e fa capolino l’ansia  dovuta alle spese sostenute in vista del lieto evento. Non si sa ancora, infatti, se il commissario Charitos e i suoi colleghi, nell’anno in corso, potranno beneficiare di una tredicesima non decurtata, come è avvenuto negli anni precedenti.

Il giorno seguente, mentre Charitos è intento a distribuire bomboniere ai colleghi, i quali trasudano rancore verso la Merkel e verso l’Unione Europea, irrompe la notizia dell’omicidio di un banchiere, decapitato con una spada nel giardino di casa sua. Il banchiere aveva stretti legami con gli ambienti della finanza internazionale, pertanto il commissario, sollecitato dai suoi superiori perché giunga velocemente alla soluzione del caso, è costretto a immergersi anima e corpo nelle indagini.

Da qui in avanti la trama del libro sarà scandita dai contorcimenti e dalle convulsioni dell’infinita crisi greca: le manifestazioni di piazza contro il governo, gli scontri con la polizia, i racconti disperati di chi è stato rovinato dalla crisi e la preoccupazione di chi, nonostante i benefici ottenuti in passato, teme comunque di essere risucchiato nello strato sempre più ampio dei senza lavoro e senza prospettive.

L’ironia disincantata di Charitos coglie alla perfezione le contraddizioni causate dalle politiche economiche applicate dai passati governi: i finanziamenti concessi con generosità dagli organismi internazionali e accettati senza troppo riflettere, pur avendo favorito la modernizzazione del paese, hanno provocato nella popolazione, anche nelle fasce più istruite e professionalmente preparate, uno sbandamento morale e culturale frutto della rassegnazione di fronte a eventi che appaiono come impossibili da controllare e da gestire.

In alcuni passaggi del romanzo si ha veramente l’impressione che la Grecia di oggi sia un paese senza direzione e senza meta, una nave in balia delle onde, sballottata impietosamente dalle fluttuazioni della finanza internazionale e la cui classe dirigente, privata ormai della possibilità di riprendere il comando, pensa solo a mantenere inalterati i propri privilegi anche a costo di buttare a mare il resto dell’equipaggio, come se fosse un inutile peso morto.

In un caos dal sapore tipicamente mediterraneo, cioè non privo di una certa saggezza di fondo, si snoda l’indagine del commissario Charitos, mentre gli omicidi si susseguono, la rabbia contro le banche rischia di sfociare in rivolta aperta e i suoi colleghi della sezione Antiterrorismo cercano strenuamente di indirizzare i sospetti verso una presunta e fantomatica cellula di terroristi islamici.

Il grande merito del libro è che, alla fine, la soluzione del mistero, oltre a svelare il colpevole, fornirà un’interpretazione acuta e brillante della crisi greca e della disperata mediocrità del mondo di oggi.

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